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Siracusa. Ultimo, disperato appello: “risorse straordinarie per la ex Provincia o sarà default”

Momento dell'incontro

“Quindici milioni di euro entro la fine dell’anno o dovrò inevitabilmente dichiarare dissesto”. Il Commissario straordinario della ex Provincia, Giovanni Arnone, parla apertamente dello scenario futuro che attende l’ente siracusano. La situazione è drammatica, lo si ripete da tempo. Lo ha fatto anche recentemente a Palermo, durante l’incontro con l’assessore Baccei. La Regione – riforma a parte – prova a fare il suo: lo scorso anno con 15,4 milioni, adesso con altri 4 milioni in arrivo tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. “Potremo così pagare due stipendi ai dipendenti e due fatture a Siracusa Risorse, la società partecipata. Poi forse qualcosa arriverà a settembre, ma anche in quel caso riusciremo a dare respiro per due mesi al massimo. Intanto siamo già cinque mesi in arretrato. Così non si va da nessuna parte”.
La colpa? Arnone individua un responsabile preciso. “Lo Stato si è totalmente disinteressato di questo ente e dei suoi 600 dipendenti. Non ha saputo ascoltare il grido di allarme che più e più volte abbiamo portato fino a Roma. Questo non è uno Stato equo”. Arnone si riferisce soprattutto a quello che viene vissuto come un sopruso: il prelievo forzoso. “Noi abbiamo solo due entrate (Ipt e Rca, ndr) che ammontano, ad esempio per il 2016, a 23 milioni di euro. Per lo stesso 2016 lo Stato si prende 19 milioni di euro. Ci mette in ginocchio, come si va avanti così?”. Il commissario lo ha spiegato questa mattina ai dipendenti. Li ha voluti incontrare per illustrare, una volta di più, la difficile situazione. Il 25 luglio sarà a Palermo, convocato dal presidente Crocetta insieme agli altri commissari dei Liberi Consorzi. “Prima o poi si ritroveranno tutti nelle nostre condizioni con questo meccanismo del prelievo forzoso”, profetizza Arnone senza fare accenno al comunque alto monte debitoria dell’ex Provincia Regionale di Siracusa (di cui non è certo responsabile, ndr).
“Senza risorse straordinarie, sarò costretto a dichiarare il dissesto. Non c’è alternativa”, ripete il commissario Arnone. Servono 15 milioni e in fretta. Difficile recuperarli a Palermo, per di più a fine legislatura. E da Roma il gioco è quello di scaricare sulla Regione. Quando a febbraio in Sicilia si tornerà a votare per le “rinate” Province, quella di Siracusa potrebbe già essere in default.

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