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Siracusa. Vertenza Comes, sindacati divisi: la Fim, “serve accordo in piena condivisione”

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«La vertenza Comes esige un accordo condiviso, unitario e che dia pari dignità a tutti i lavoratori coinvolti. Nessuna preclusione sul nome della ditta, ma le garanzie e la dignità contrattuali restano il perno di qualsiasi protocollo o intesa possibile.»
Così Paolo Sanzaro, segretario generale della Cisl Ragusa Siracusa, e Roberto Getulio, segretario generale della Fim territoriale, commentano l’accordo siglato lo scorso 9 dicembre da Fiom e Uilm per il ricollocamento di parte dei lavoratori ex Comes in una nuova azienda appena costituita.
«Il verbale del 9 dicembre si sovrappone, in buona sostanza, a quello siglato il 21 novembre scorso – precisa Getulio – e disconosce l’accordo trovato con Coge srl a vantaggio della Tesman srl. I due accordi sono decisamente diversi – specifica ancora il segretario dei metalmeccanici Cisl – nel primo caso si parlava dell’assunzione immediata, con contratto a tempo indeterminato, di tutti i 156 lavoratori ed il relativo mantenimento dei livelli occupazionali, degli scatti di anzianità e dei parametri stabiliti dall’integrativo provinciale. Il nuovo protocollo presentato al sindacato – dice ancora Roberto Getulio riferendosi all’ultima riunione – garantisce, invece, appena 75 lavoratori da assumere entro il prossimo 31 dicembre per non perdere il benefit statale riservato alle aziende che assumono lavoratori in mobilità. Non è previsto il rispetto degli scatti di anzianità né il livello di inquadramento. E per i restanti lavoratori, l’assunzione entro otto mesi con contratto a tempo determinato.»
«Sarebbe auspicabile, per chiudere questa difficile vertenza, – dice Paolo Sanzaro – una piena condivisione che guardi, come fatto fino ad oggi, al mantenimento di tutti i livelli occupazionali. Il momento di grave crisi ci vede responsabilmente al fianco di tutti i lavoratori. Sostenere i diritti degli ex Comes, come fatto in questi tre mesi, è un impegno che il sindacato si è assunto da subito. Ora cerchiamo di portare a casa il miglior risultato possibile per questi lavoratori e, quindi, per le loro famiglie.»
La FIM Cisl non ha sottoscritto il verbale con la Tesman e ha chiesto di rivedere i termini della questione nel pieno rispetto dei lavoratori. Nessuna chiusura, ma l’esigenza di mantenere i livelli occupazionali che il sindacato ha chiesto a gran voce, al fianco dei lavoratori che per undici giorni hanno bloccato le portinerie del polo industriale, in questi ultimi tre mesi.

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