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Siracusa. Via i “gioielli di famiglia” dell’ex Provincia, Marziano: “Meglio che pagare mutui a vuoto”

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“Giusto vendere gli immobili del Libero Consorzio che rappresentano solo delle spese, senza alcun beneficio per l’ente e per la collettività”. A commentare in questi termini la decisione del commissario straordinario, Giovanni Arnone di mettere in vendita immobili come l’ex Carcere Borbonico, l’ex cine-teatro Verga e il circuito automobilistico di contrada Fusco è l’assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Bruno Marziano che per due mandati è stato presidente dell’allora Provincia Regionale. Marziano conosce bene i percorsi relativi alla gestione dei principali immobili e, ad oggi, principali incompiute dell’ente di via Roma. In alcuni casi ha anche condotto delle battaglie per portare avanti progetti che non hanno, poi, ottenuto l’ok definitivo. E’ il caso dell’ex Carcere Borbonico, che Marziano avrebbe voluto affidare, attraverso un project financing, a dei privati per farne un albergo di lusso in cambio di investimenti per la ristrutturazione dell’edificio di via Vittorio Veneto. L’idea rimase tale, dopo un acceso dibattito politico, con polemiche tra la Provincia e il consiglio comunale, a cui sarebbe toccato modificare la destinazione d’uso del palazzo, visto che il Comune è proprietario dell’area su cui sorge. “Vorrei proprio sentire cosa pensano adesso i “soloni” che allora componevano il consiglio comunale- commenta Marziano- e che osteggiarono un progetto che, ne sono convinto anche oggi, sarebbe stato una scelta opportuna. A distanza di parecchi anni l’ex Carcere Borbonico è ridotto ad un rudere e non esiste nemmeno la prospettiva di un possibile intervento pubblico. Poco distante, l’ipotesi su cui lavoravamo, è stata concretizzata, con l’ex palazzo delle Poste. Resta, quindi, l’amarezza per un’intuizione valida, che non è stata compresa all’epoca”. Marziano vede favorevolmente anche l’idea di dare in gestione ai privati l’autodromo, piuttosto che “mantenerne gestione e proprietà, con un pesante mutuo da sostenere”. “Si”, poi, secondo l’ex presidente della Provincia, alla vendita di edifici inutilizzati, a partire dai due capannoni del Consorzio Agrario non occupati da alcuna attività.

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