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Siracusa. Via le cooperative sociali da Cavadonna, ma niente stop per i dolci tipici dietro le sbarre

detenuti cucina

La cooperativa L’Arcolaio di Siracusa fuori da Cavadonna. Era stata una delle prime dieci, nel 2004, a far lavorare i detenuti nelle cucine delle carceri su sperimentazione del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Siracusa casa circondariale pilota per l’esperimento insieme a Torino, Ivrea, Trani, Ragusa, Rebibbia, Bollate, Rieti e Padova. Una sperimentazione giudicata positiva in ambito nazionale.
Ma ora le cooperative sociali vengono tutte mandate a casa. Eppure anche a Siracusa non erano mancate le note positive: qualità del cibo migliorata; igiene in cucine; detenuti che imparano un lavoro percepiscono stipendio per pagare il “soggiorno” in carcere, le spese legali, i risarcimenti alle vittime e le tasse.
Con le cooperative sociali accanto alle mense nascono, sempre in carcere, altri reparti di produzione. A Siracusa, ad esempio, dolci tipici: una linea di prodotti che -come spiega il presidente de L’Arcolaio, Romano – non sarà interrotta.
La sperimentazione, però, aveva durata di dieci anni. E il nuovo governo ha deciso di abbandonare le cooperative e di tornare al vecchio sistema. Ovvero lavori domestici in carcere. Decisione dettata da un problema economico. Il sistema delle cooperative era sostenuto dalla Cassa delle Ammende (le multe pagate da chi è condannato in un processo). “Tagliare questo servizio perché ritenuto troppo costoso rappresenterebbe, a mio avviso, una scelta sbagliata che non tiene conto di tutti gli aspetti positivi”, spiega l’on. Sofia Amoddio, componente della Commissione Giustizia alla Camera. “Le cooperative sociali hanno fatto risparmiare lo Stato in termini di manutenzione delle strutture, di acquisto di prodotti, di paghe dei detenuti, di spese di mantenimento. A Siracusa, la cooperativa Arcolaio oltre a svolgere un servizio per la comunità, è diventata una delle realtà più importanti nella produzione dolciaria e gestisce anche un servizio di catering eccellente, con prodotti biologici”. Ecco perchè si moltiplicano le voci a sostegno del rinnovo delle convenzioni.

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