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Siracusa. “Vivere in Sicilia”, forum con le associazioni

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(c.s.) L’impegno contro la violenza di genere, per la legalità e per la cultura, ma anche il difficile rapporto tra scuola e famiglia, tra politica e cultura. Sono i fili della discussione che ha provato a dipanare ieri sera l’affollata assemblea svoltasi alla sede “Hub” di Siracusa. Un centinaio di persone, per lo più giovani, hanno assistito alla discussione e interrogato i relatori per un’ora e mezza, alla presenza del Capo di Gabinetto del Comune, Giovanni Cafeo, e dell’Assessore alle Politiche scolastiche e giovanili, Valeria Troia.
L’iniziativa, coordinata da Pasquale Setta, ha preso le mosse dagli interventi di Giulio Seminara, componente del Consiglio nazionale “FutureDem”- l’associazione nazionale del Partito Democratico Area Renzi- di Maria D’Andrea, presidente del centro antiviolenza “I Colori di Aretusa”, di Sebastiano Rabbito, promotore della “Piccola Accademia Teatro Giovani”, e di Silvia Spadaro del “Gruppo Mamme a Siracusa”. Spunti importanti sono venuti anche dall’intervento del responsabile ufficio Immigrazione del Comune, Abdelaziz Mouddih, e del presidente della Consulta giovanile del Comune di Siracusa, Marco Zappulla.
«Rimanere in Sicilia e non emigrare è per molti una dura necessità più che una scelta» è stata la provocazione lanciata dal pubblico. E’ da questa realtà, dalla sfida di chi resta, che parte l’impegno delle associazioni che tutti i giorni lavorano sul territorio. “I colori di Aretusa”, centro di ascolto, prevenzione e lotta alla violenza di genere, è parte della rete antiviolenza intitolata a Lia Pipitone. La presidentessa, Maria D’Andrea, ha ricordato il lavoro quotidiano dello sportello di assistenza alle donne vittime di violenza, senza nascondere le difficoltà incontrate nell’opera di sensibilizzazione dei cittadini.
«Siamo da anni impegnati- ha spiegato- a promuovere, a Siracusa come nel resto dell’isola, precorsi formativi di crescita tramite seminari e progetti nelle scuole». Con l’educazione di genere ci si propone di fornire strumenti di crescita alle giovani generazioni, abituandole al rispetto delle diversità nelle scelte sessuali, etniche e fisiche. «Il nostro- ha detto Maria D’Andrea- è un lavoro tanto più difficile, perché necessariamente rivolto non solo agli studenti, ma anche agli insegnanti».
Nelle scuole lavora anche la “Piccola Accademia Teatro Giovani”, rappresentata al dibattito dal docente e regista Sebastiano Rabbito. «Per le giovani generazioni- ha spiegato Rabbito- il teatro è un’esperienza ancora più importante, di promozione sociale oltre che di educazione artistica». Secondo il regista, «in una terra in cui i ragazzi sono abituati a qualificare gli altri per il ‘chi sei’, ‘chi ti manda’, è ancora più difficile fare questo mestiere e trasmetterne il valore».
«Con il Teatro- ha concluso- si passa di solito dall’essere dei cittadini a divenire dei ‘personaggi’. Oggi in Sicilia, avviene il contrario: è il Teatro che aiuta a diventare cittadini». Il nodo del rapporto tra politica, educazione e cultura, già introdotto dagli interventi del Capo di Gabinetto del Comune, Giovanni Cafeo, e dell’assessore, Troia, è stato il tema dell’intervento di Giulio Seminara, componente del Consiglio nazionale di FutureDem e della Direzione provinciale del Partito Democratico di Catania.
«Il mio partito, il PD, vive spesso in una campagna congressuale permanente. Occupiamoci, piuttosto, non di campagne elettorali, ma di campagne ‘lettorali’: basta parlare di noi stessi, lavoriamo per dare un contributo alla lettura della realtà della nostra Regione, in modo da poterla cambiare insieme alle associazioni. Quel “Vivere in Sicilia”, titolo di quest’iniziativa- ha concluso Seminara- è già di per sé un’affermazione probante: equivale a dire ‘noi non ce ne andiamo, noi non ci arrendiamo’».
Anche Silvia Spadaro, rappresentante del “Gruppo Mamme a Siracusa” ha raccontato le esperienze della sua associazione, impegnata dal settembre del 2013 nella promozione di iniziative a sostegno della genitorialità: «Siamo più di mille mamme volontarie e vogliamo dare il nostro contributo affinché questa sfida del ‘Vivere in Sicilia’, con tutte le difficoltà che ciò implica, possa diventare una scommessa da vincere, tutte e tutti insieme».
Valeria Troia e il responsabile dell’ufficio Immigrazione, Abdelaziz Mouddih, hanno ribadito l’impegno del Comune aretuseo a collaborare con le associazioni: «La scommessa già vinta dall’Amministrazione Garozzo- hanno detto- è fare di Siracusa la città della solidarietà, dell’accoglienza e dell’inclusione”.

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