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Siracusa. Zona sud, aria irrespirabile nella notte: il mistero dei roghi invisibili. Cosa brucia?

zona nube

E’ ormai un autentico giallo. Cosa viene bruciato nottetempo nella zona sud di Siracusa?
E chi approfitta delle ore notturne per smaltire in questa sospetta modalità rifiuti o materiale di scarto?
Le domande sono purtroppo ancora senza risposte. Ma è certo, invece, che le forze dell’ordine e le istituzioni responsabili della salute pubblica devono attivarsi. E in fretta.
Da tre notti a questa parte, in una vasta porzione di territorio viene segnalata la percezione di odori molesti. Come se plastica o del polistirolo venissero bruciati. Decine e decine le telefonate ed i messaggi alla nostra redazione. Fonte Ciane, Arenella, contrada Carrozziere, Plemmirio, Isola, Cassibile.
Il sospetto è che, nell’indifferenza generale, venga perpetrato un reato ambientale le cui proporzioni non sono ancora chiare. “E se quanto viene attualmente bruciato da ignoti liberasse nell’aria diossina?”, si domanda lo storico dell’arte, Paolo Giansiracusa, tra i primi a segnalare il problema. In assenza di informazioni, ogni dubbio rischia di diventare legittimo.
Proprio Giansiracusa si è rivolto all’Arpa ed alla Procura della Repubblica, denunciando una “nube tossica generata dalla combustione selvaggia di sterpaglie, plastica e prodotti chimici”. L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente “conosce le attività agricole del territorio in oggetto e vigila sullo smaltimento degli scarti di produzione”, scrive Giansiracusa. Pertanto, “faccia immediate verifiche e sanzioni i trasgressori”. Alle forze dell’ordine si chiede “la vigilanza notturna dell’area affinchè non abbiano più a verificarsi combustioni di sostanze inquinanti. Alle Istituzioni si chiede la salvaguardia della salute dei cittadini”.
Ma nonostante le prime verifiche, sulla scorta di diverse chiamate ai centrali di Polizia, Carabinieri e Vigili del Fuoco, ancora nulla.
Qualche dettaglio in più lo danno i residenti del villaggio Elios. “Ogni sera, a partire da mezzanotte e ormai da alcuni giorni, qualcuno brucia materiali in plastica e un fumo irrespirabile, denso e umido, cala sulla zona, penetra dentro le abitazioni, rende impossibile respirare provocando malessere e disagio fisico per lunghe ore”, racconta Salvatore. “Abbiamo segnalato la situazione sia ai Vigili del Fuoco che alla Polizia, dai quali ci è stato risposto che altre segnalazioni in questo senso erano state già recepite, che erano state effettuate delle perlustrazioni senza però esito positivo. Abbiamo personalmente percorso in lungo e in largo la zona indicata, sia nelle ore notturne quando il fenomeno era in piena evoluzione sia di giorno quando tutto sembra a posto: l’unica certezza che ne abbiamo tratto, letteralmente a lume di naso, è che questo ripetuto evento si origina non come prodotto di incendi visibili, ma come conseguenza di atti nascosti perpetrati con l’uso del camino. Di notte è impossibile individuare da quale fumaiolo avviene la fuoruscita del veleno”.

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