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Stefano Zito (M5S), il sistema Siracusa e i contestatori in Consiglio comunale: “pochini”

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“Pochini”. E’ il deputato regionale Stefano Zito a commentare così, con una parola, la manifestazione di un centinaio di cittadini in occasione della prima seduta di Consiglio comunale dopo una settimana ad alta tensione, tra il servizio de Le Iene e le dimissioni, protocollate o annunciate. Anche lui era in piazza Duomo, davanti al portone del Vermexio, insieme ad altre decine di siracusani che hanno risposto presente al tam tam nato via social network.
“Era lecito attendersi una partecipazione più ampia”, spiega al telefono su FM Italia lasciando trasparire dell’amarezza per il mancato coinvolgimento di una più larga fetta della popolazione.
Intanto, dopo lo scontro su Facebook con la consigliera comunale Princiotta, i due ieri sera si sono scambiati un saluto, segno di disgelo. “Sono un uomo della pace”, taglia corto il deputato pentastellato.
Quanto al Consiglio comunale, a cui hanno potuto partecipare come spettatori alcuni dei manifestanti, scelta la linea della chiusura a riccio. Tra fischi, commenti ed improperi è andata infatti avanti, stancamente, una seduta ricca di “teatralità”. Nessuna apertura verso i “contestatori”: niente possibilità di parola, quasi ignorati negli interventi dei consiglieri.
Rimane da capire se la contestazione di ieri sera rimarrà un atto unico o si proseguirà con altri appuntamenti. Il bersaglio principale, e lo spiega ancora Stefano Zito, è il cosiddetto “sistema Siracusa”. Che “non è nato ieri e non lo ha inventato Garozzo. C’è sempre stato, sin da quando fu deciso di insediare il polo chimico con la prima cementificazione incontrollata della zona alta di Siracusa, cui presto seguì la cementificazione anarchica della costa sud e si è consolida negli anni 2000 con le legislature di centro-destra sino ad arrivare all’attuale consiliatura di centro-sinistra”.

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