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“Stupor”, il coraggioso cortometraggio di due siracusani: “mostriamo come la droga ti annienta”

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Si chiama “Stupor” il cortometraggio di Giuseppe Messina e Antonio Buccheri, due giovani siracusani, entrambi 27enni, laureati al Dams di Bologna, città in cui vivono da ormai diversi anni. Con “Stupor” hanno partecipato a “Poverarte”,il festival di tutte le arti, puntando su un messaggio forte quanto pedagogico.
Il tema è quello dell’uso di stupefacenti e, in particolar modo, dell’uso purtroppo sempre più frequente, di potenti droghe sintetiche o, peggio ancora, di mix di antidepressivi e droghe. In dieci minuti, il cortometraggio di Messina e Buccheri mostra ogni passaggio: dal momento in cui due amici decidono di “provare” quella felicità che si crede di poter trovare nella droga, alle conseguenze che questa ha nelle loro vite. In un caso, una vita che si spezza; nell’altro un’esistenza rovinata, una persona annientata, una vitalità spenta. “Stupor”, appunto.
“Abbiamo raccontato una realtà che abbiamo conosciuto- spiega Giuseppe Messina- di ragazzi pieni di vitalità, brillanti, che si distinguevano anche nel campo degli studi e che poi, a causa della dipendenza dalla droga, si sono ridotti a delle sorte di automi, come in uno stato di coma, che però non lo è. L’immagine che forniamo è quella tipica dello “Stupor” (io vengo dal teatro), occhi sgranati su un mondo che sembra distante. Le emozioni che spariscono, ma il dolore, quello resta, ed è interiore. Uno shock che ti rovina per sempre a fronte dell’illusione di una felicità che è artificiale e momentanea e che ti porta poi alla distruzione”.
Il cortometraggio, realizzato come etichetta indipendente, è stato confezionato con un budget irrisorio. A sostegno del progetto, che viene adesso veicolato anche sul fronte della sensibilizzazione dei giovani, associazioni onlus come “Madre Coraggio”.

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