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Un inceneritore a Siracusa? Rifiuti Zero dice no. “Una follia, scelta contro l’ambiente e l’economia”

inceneritore

Sei inceneritori di rifiuti in Sicilia? Sette associazioni ambientaliste dicono no. “Una follia prevederne uno a Catania, Palermo, Messina e nei bacini di Ragusa-Siracusa, Enna-Caltanissetta e Agrigento-Trapani. Un piano contro l’ambiente e contro l’economia”.
Chiara la posizione degli ambientalisti riuniti in Rifiuti Zero: “Servono gli impianti ma non gli inceneritori. Bisogna puntare su riciclo, recupero, riuso, riutilizzo, riduzione, prevenzione”.
Insomma, puntare concretamente al 65% di raccolta differenziata,obiettivo peraltro promesso dallo stesso governo. “E allora è necessario completare gli impianti di compostaggio, in quanto l’umido rappresenta il 40% dei nostri rifiuti. Il forno dell’inceneritore brucia carta e plastica, tutto materiale sottratto al riciclo che, attraverso i contributi Conai, potrebbe rappresentare invece un importante introito per i Comuni”, appuntano gli ambientalisti. Che poi spiegano: “per la frazione residua, che corrisponde al 35%, occorre riprogettare gli oggetti e dispositivi che ad oggi non possono essere riutilizzati, riciclati o compostati nell’ottica della responsabilità estesa dei produttori, elemento caratterizzante ed esclusivo della Strategia Rifiuti Zero, ed in linea con quanto prevede la normative”.
Per le associazioni riunite in Rifiuti Zero è po “inammissibile che non si tenga conto dei cittadini, che sono parte integrante del sistema di gestione dei rifiuti. I piani calati dall’alto, senza tener conto delle vere esigenze del territorio e della voce dei cittadini, hanno una ricaduta negativa e sono destinati a ricevere opposizione da parte della società civile, perché non condivisi”.

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