• VIDEO: L’autodromo di Siracusa? Non esiste: lingua di asfalto abbandonata in mezzo agli pneumatici

    Vi portiamo all’interno di quello che doveva essere l’autodromo internazionale di Siracusa. Oggi è solo una lingua di asfalto deserta, invasa da pneumatici abbandonati e potenzialmente pericolosi per l’ambiente e segni di roghi evidenti. E’ l’incompiuta principe nell’elenco eppure lungo di palazzi e infrastrutture di proprietà della ex Provincia Regionale.
    E dire che sforzi e stanziamenti non sono stati lesinati.
    Nel 2013 l’ultimo finanziamento per il completamento e ammodernamento delle strutture dell’autodromo, funzionale alla sua apertura alle competizioni. Un progetto ambizioso ed importante, per complessivi 20 milioni di euro, di cui disponibili nel 2010 circa 4,5 con un mutuo acceso con il Credito Sportivo.
    Le speranze erano tante. E tutte riposte nella società AIS (autodromo Internazione di SIracusa) creata dalla Valerio Maioli spa per la progettazione, riqualificazione e gestione della pista. Lavori che prevedevano l’adeguamento del circuito principale di 5.404 metri, con l’obiettivo di una riduzione della velocità massima e della sicurezza. Ma anche la creazione di due tracciati (lunghi 2.707 e 2.549 mt.), ognuno con il proprio paddock, utilizzabili anche contemporaneamente.
    Quel sogno, oggi, è solo un’ennesima promessa ai siracusani del tutto mancata.

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