‘1946-2026. L’Italia delle donne’, Scerra: “Guardare ai progressi ma anche ai ritardi”
“Ad ottant’anni dal primo voto delle donne italiane, non possiamo limitarci a celebrare la ricorrenza. Dobbiamo guardare ai progressi compiuti e, soprattutto, ai ritardi che ancora segnano il nostro Paese”. Lo ha dichiarato il parlamentare siracusano e Questore della Camera intervenendo questa mattina al Teatro Comunale di Siracusa durante il convegno “1946-2026. L’Italia delle donne”, promosso dal Comitato di vigilanza sull’attività di documentazione della Camera dei Deputati ed inserito nel programma di celebrazioni per gli ottanta anni dal voto alle donne e dalla nascita della Repubblica.
Siracusa è stata la prima tappa di un percorso nazionale, dedicato alla presentazione sui territori dei risultati di un’indagine Ipsos sulla partecipazione delle donne alla vita pubblica, economica e politica.
Nel suo intervento, Scerra ha richiamato i principali dati emersi dalla ricerca, soffermandosi sui fattori che ancora oggi limitano pienamente la partecipazione femminile al mondo del lavoro e alle istituzioni. “Quasi un italiano su due, il 47%, indica nella famiglia e nella difficoltà di conciliare lavoro e responsabilità domestiche la principale ragione della minore presenza femminile nel mercato del lavoro. Un vincolo strutturale che continua a pesare soprattutto sulle donne”, ha spiegato il deputato siracusano.
Scerra ha quindi evidenziato come il 31,5% delle donne lavori part-time contro l’8,1% degli uomini e come il peso del lavoro familiare non retribuito resti fortemente squilibrato: “Secondo uno studio del Ministero dell’Economia, le donne svolgono il 61,6% del lavoro familiare, dato che nelle Isole sale addirittura al 68,4%”.
Ampio spazio anche al tema della maternità e delle difficoltà occupazionali. “Il tasso di occupazione delle donne con figli piccoli è inferiore di oltre 27 punti rispetto a quello delle donne senza figli o con figli più grandi. In Sicilia il divario arriva addirittura al 40%”, ha sottolineato Scerra, ricordando inoltre che per quattro italiani su dieci la mancanza di flessibilità lavorativa e gli elevati costi dei servizi per l’infanzia rappresentano i principali ostacoli all’occupazione femminile.
Nel corso dell’intervento è stato affrontato anche il tema del gender pay gap. “Secondo gli ultimi dati Istat, le donne percepiscono una retribuzione oraria media inferiore del 10,6% rispetto agli uomini. Un divario che cresce ulteriormente sulle retribuzioni annuali, anche a causa del maggiore ricorso al part-time e delle interruzioni di carriera legate alla maternità”, ha spiegato.
Sul fronte della rappresentanza femminile nelle posizioni decisionali, Scerra ha ricordato che “solo il 3% degli amministratori delegati e presidenti delle grandi società quotate è donna” e che tre italiani su quattro considerano la sottorappresentazione femminile nelle istituzioni un problema da affrontare.
Particolare attenzione è stata dedicata alla situazione della Sicilia e del Mezzogiorno. “Il tasso di occupazione femminile in Sicilia si ferma al 37,5%, quasi venti punti sotto la media nazionale. E nelle giunte comunali dei capoluoghi siciliani le donne rappresentano appena il 19,7% degli assessori”, ha ricordato il Questore della Camera.
“Incentivi alle imprese, servizi pubblici efficienti, flessibilità lavorativa e una forte promozione culturale della parità sono le leve indicate dagli italiani come prioritarie. Le leggi possono aprire porte, ma senza un cambiamento culturale profondo la piena parità resterà incompleta”, ha concluso Scerra.