Intesa Isab-Ludoil, la Cgil chiede certezze per i lavoratori: “Garanzie vincolanti”
“Prendiamo atto e seguiamo con attenzione l’annunciata operazione di acquisizione della raffineria ISAB di Priolo da parte di Ludoil Energy, in un contesto che continua a interessare uno dei poli industriali più strategici del Paese”. A commentare la notizia circa l’intesa tra Isab e Ludoil Energy sono,con un comunicato congiunto, la Cgil e la Fiom Cgil provinciale.
“Il sito ISAB di Priolo Gargallo-dichiara il sindacato- rappresenta un asset fondamentale per l’occupazione, per l’intero sistema produttivo del territorio siracusano e per la sicurezza energetica nazionale. Per queste ragioni riteniamo indispensabile che ogni passaggio societario sia accompagnato da piena trasparenza industriale, garanzie occupazionali e un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali e con il territorio”.
“La priorità -secondo le organizzazioni sindacalil- deve essere la tutela ambientale e sanitaria del territorio, dei lavoratori diretti e dell’indotto, evitando qualsiasi ipotesi di ridimensionamento produttivo o di scaricamento dei costi della transizione industriale sui lavoratori. Le dichiarazioni relative agli investimenti nei biocarburanti avanzati, nella riconversione energetica e nello sviluppo di produzioni a minore impatto ambientale devono tradursi in un piano industriale concreto, verificabile e sostenibile, con tempi certi, risorse definite e impegni vincolanti sul mantenimento dei livelli occupazionali”.
Cgil e Fiom ritengono che “la transizione energetica può essere sostenibile solo se è anche socialmente giusta: servono investimenti, formazione, sicurezza sul lavoro, innovazione tecnologica e continuità produttiva. Il destino di Isab non riguarda soltanto i dipendenti diretti della raffineria, ma tocca nel profondo l’economia di tutto il territorio e i lavoratori dell’indotto, baricentro occupazionale di un sito che non può essere lasciato alle sole logiche di mercato. Per questo motivo -proseguono – è necessario che il Governo eserciti pienamente il proprio ruolo di indirizzo e controllo su un’infrastruttura strategica per il Paese, garantendo: un vero piano industriale per tutto il petrolchimico; continuità produttiva; salvaguardia occupazionale; tutela ambientale e sanitaria del territorio; solidità industriale e finanziaria del progetto; coinvolgimento delle parti sociali in tutte le fasi dell’operazione”.
Infine un ultima considerazione. “Il caso Priolo non è solo una trattativa societaria-conclude il sindacato- su una raffineria siciliana, ma rappresenta un caso simbolico dove si concentrano tutti i conflitti industriali che l’Italia dovrà affrontare nei prossimi anni per sfidare il tema del futuro dell’industria italiana nella transizione energetica. La politica, il Governo ed il sistema delle imprese devono seriamente affrontare il tema più ampio di quale industria l’Italia vuole avere nel post-fossile”.