32° Festival del Jazz di Canicattini Bagni, grandi musicisti e migliaia di presenze
Canicattini Bagni, la sua viva accoglienza con migliaia di presenze arrivate da ogni parte dell’Isola, e la sua determinazione nel rafforzare l’anima identitaria della comunità che affonda le radici nella musica, nei ritmi e nei suoni della sua storica Banda di 156 anni e nelle contaminazioni che da essa sono nate approdando al Jazz, per quattro giorni, dal 27 al 30 agosto 2026, ha meritato a pieni voti la denominazione di “piccola New Orleans di Sicilia”.
Quattro giorni di grande musica dedicati, come tutti gli appuntamenti di questa estate canicattinese, alla Pace, ai bambini di Gaza e alle vittime delle guerre, come ha ricordato il Sindaco Paolo Amenta, quelli che hanno caratterizzato la 32° edizione del Festival Internazionale del Jazz promosso dall’Amministrazione comunale con il sostegno del SAI, il Sistema Accoglienza Integrazione del Ministero dell’Interno, e la direzione artistica di una eccellenza canicattinese nel panorama jazzistico siciliano e nazionale, il sassofonista Rino Cirinnà.
Momenti resi magici da un grande pubblico e da musicisti di straordinaria levatura che hanno dato spessore al progetto culturale che la città si è intestato, trasformandolo in sviluppo e crescita collettiva del territorio.
«Il successo della 32° edizione del Festival Jazz, grazie alla levatura e alla qualità artistica dei musicisti che vi hanno preso parte, si aggiunge ai risultati più che positivi di una stagione straordinaria che la città e l’intero territorio ibleo hanno vissuto e continueranno a vivere – ha sottolineato il Sindaco Paolo Amenta -. Il progetto culturale che abbiamo proposto questa estate si incrocia perfettamente con la nostra visione di sviluppo e di crescita della comunità e del territorio, attraverso la valorizzazione e promozione delle risorse storiche, artistiche, paesaggistiche, gastronomiche, artigianali e sociali della città. La riqualificazione del centro storico, l’allargamento e il miglioramento dei servizi di accoglienza, la qualità delle manifestazioni che proponiamo, in aggiunta alla centralità logistica della città incastonata sull’altopiano ibleo al centro di un territorio dichiarato Patrimonio dell’Umanità circondato da bellezze naturalistiche, diventano una grande opportunità di investimento per il futuro, in particolare per le giovani generazioni. Le numerose presenze di queta estate nella nostra città ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta. Un grazie a quanti rendono tutto ciò possibile».
Tradizione e cultura che diventano sviluppo, come nel caso dell’impresa al femminile inaugurata durante le serate del Jazz canicattinese, nata dall’intraprendenza di tre donne, Tina Ciarcià, Daniela Uccello e Maria Grazia Bonaiuto che hanno trasformato la musica, l’arte e il patrimonio Liberty, in oggetti, produzioni e proposte capaci di raccontare il territorio attraverso una sensibilità contemporanea.
Ed anche questo racconta la Canicattini Bagni che si rigenera, il patrimonio culturale che si trasformare in futuro come auspicato da anni dal Sindaco Paolo Amenta. Una sfida che parte dalla tradizione, passa attraverso l’arte e arriva all’impresa.
Ad aprire l’appuntamento jazzistico, inserito nel cartellone del XXIII Festival del Mediterraneo che da luglio a settembre anima e rende viva l’estate canicattinese, giovedì 27 agosto sul palco di Piazza XX Settembre un progetto del tutto innovativo, RingLike Ensemble, nel quale il jazz ha lasciato i suoi confini abituali per incontrare cinema, immagini, poesia e parola. Un momento culturale segnato dall’incontro fra il chitarrista e compositore Paolo Sorge, il regista Marco Schillaci e il poeta e performer Biagio Guerrera.
Accanto alla chitarra di Paolo Sorge, il sax tenore di Francesco Longo, il contrabbasso di una vecchia conoscenza del Festiva Jazz della città iblea, quello di Alberto Fidone, con loro Luìs Naval alla batteria, Iris Morelli al flauto, Helen Longo Merendino all’oboe, Francesco Scacco al clarinetto, Thomas Curcuruto al corno, Americo Spaziano al fagotto, con la regia di Marco Schillaci e la straordinaria voce recitante di Biagio Guerrera che diventa suono e ritmo che si intreccia con le note d’insieme.
Venerdì 28 agosto la scena e l’attenzione del pubblico è stata tutta per il progetto del Direttore artistico del festival, il sassofonista canicattinese di Rino Cirinnà e il suo Sketches of Islands, prodotto da “Insulae Lab” di Paolo Fresu, che ha già viaggiato molto lontano, fino a Kiev, dove nell’aprile 2025 Cirinnà su invito dell’Ambasciatore italiano in Ucraina, Carlo Formosa, e dell’Istituto Italiano di Cultura, lo ha rappresentato in una situazione drammatica, portando nella capitale ucraina un’idea di Mediterraneo come spazio di dialogo e di pace.
E a Canicattini Bagni Cirinnà ha avuto al suo fianco al pianoforte un figlio della terra di Sicilia, il solarinese Seby Burgio, formatosi proprio in quella grande fucina che è il Festival Jazz canicattinese ed oggi uno dei più promittenti e ricercati pianisti a livello nazionale con all’attivo prestigiose collaborazioni nazionali e internazionali, con loro due esperti musicisti, Francesco Puglisi al basso e Francesco De Rubeis alla batteria. Una formazione ormai rodata, capace di restituire a Sketches of Islands quella dimensione fluida che è uno dei suoi tratti distintivi.
Il progetto proposto da Rino Cirinnà anche in Ucraina prende spunto dalla forma musicale classica, e in particolare dalla “Suite”, dove le composizioni originali dell’artista canicattinese si ispirano a ritmi e melodie contemporanee in un viaggio che, partendo dalla Sicilia, percorre il Mediterraneo e incontra le sue isole maggiori con i propri colori, le grandi tradizioni, gli insostituibili sapori e gli inarrivabili profumi, attraverso modalità affascinanti e suggestive.
Sabato 29 agosto il festival ha alzato notevolmente l’asticella ospitando sul palco di Piazza XX Settembre uno dei pianisti più versatili e riconoscibili del jazz italiano, Danilo Rea, con uno straordinario carnet di collaborazioni jazzistiche nazionali e internazionali anche nella musica pop da Mina, Gino Paoli, Pino Daniele, Fiorella Mannoia, Baglioni, Cocciante, Renato Zero, Morandi, Celentano, solo per citarne alcune.
A dialogare con lui sul palco del centro storico della cittadina iblea due musicisti che rappresentano altrettante colonne della scena jazzistica siciliana Nello Toscano al contrabbasso e Mimmo Cafiero alla batteria, in una serata indimenticabile per il pubblico delle grandi occasioni, che ha registrato la presenza allo spettacolo anche di un grande attore del livello di Enrico Lo Verso, resa magica dal viaggio musicale da De Andrè a Paoli alla Vanoni, che il maestro Rea ha riservato per Canicattini Bagni.
Domenica 30 agosto, infine la chiusura della quattro giorni della tradizione jazzistica canicattinese è stata affidata al trio di casa, Amato Jazz Trio, dei fratelli Amato, generazione di musicisti come i Cirinnà, che appartengono alla memoria e alla storia del Jazz della città e della Sicilia, con Elio pianoforte e tromba, Alberto basso, e Loris, che dalla scomparsa il 13 dicembre 2003 in un tragico indicente del fratello Sergio, ne ha preso il posto alla batteria.
Una lunga storia di concerti, di successi nazionali e internazionali, la loro, segnata da una attenta ricerca e da accurate contaminazioni contemporanee, che riescono a mettere in rilievo le radici e il cuore pulsante della musica di Canicattini Bagni, nata con la cultura delle Bande.
A seguire un grande ospite internazionale, Stéphane Belmondo, uno dei più importanti trombettisti del jazz francese contemporaneo, accompagnato dal chitarrista avellinese Vittorio Silvestri, musicista di grande spessore tecnico ed espressivo noto nel panorama internazionale per la fluidità del suo fraseggio e la padronanza nell’improvvisazione, dal batterista italo-americano Michael Santanastasio, entrambi, questi ultimi, francesi d’adozione, e da Santi Romano al basso.
Non poteva chiudersi in modo migliore questo 32° Festival del Jazz di Canicattini Bagni tra gli appalusi e gli apprezzamenti di un pubblico sempre più vasto e attento che confermano come la città si confermi sempre più punto di riferimento culturale e sociale in provincia di Siracusa e in tutta la Sicilia.