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A chi faceva comodo la baraccopoli di Cassibile? Italia: “Si indaghi, si chiama caporalato”

“Ho la sensazione netta che a qualcuno le baraccopoli degli anni passati piacessero perchè ne traeva profitto. Non sarebbe male se qualcuno indagasse”. Sono parole forti quelle pronunciate questa mattina su FMITALIA dal sindaco, Francesco Italia, anche alla luce delle polemiche che si sono scatenate per via dell’apertura del villaggio per migranti di Cassibile. Toni che ieri, durante l’inaugurazione, si sono fatti particolarmente accesi.

“Non so- prosegue il primo cittadino- come si possa anche solo immaginare di tenere delle persone a vivere in quel modo e poi protestare perchè adesso le stiamo accogliendo in maniera più dignitosa”. Poi Italia si fa più chiaro.  “Non sarebbe nè la prima e nè l’ultima volta: si chiama caporalato, ed è un fenomeno disumano e illegale. Anche su questo abbiamo le idee molto chiare”.

La spiegazione del motivo per cui, secondo Italia, “quelle baracche facevano comodo a qualcuno” lo specifica subito dopo. “Le pagano quelle baracche per occuparle. Non se le costruiscono da soli autonomamente. A chi le pagano? Sono domande che bisogna porsi. Vedremo -dice ancora- se altri che adesso parlano daranno prova di fare lo stesso nei campi di loro interesse”.

Parole che non sembrano destinate a cadere nel vuoto. “Le avevo in pancia da un po’- dice ancora il sindaco- Intanto per fortuna ci stiamo muovendo in un’altra direzione, diametralmente opposta, proprio per combattere il caporalato. Oggi- annuncia- arrivano i primi ospiti nell’ostello. Saranno lavoratori in regola con il permesso di soggiorno e con un contratto di lavoro, perchè così deve essere”.