A giugno cambia la gestione del servizio idrico: Siam ai saluti, subentra Aretusacque
Giugno é il mese di Aretusacque. Dopo undici anni, si chiude infatti il capitolo Siam nella gestione del servizio idrico integrato di Siracusa. Il 14 giugno sarà l’ultimo giorno operativo del gestore uscente. Dall’indomani, le “chiavi” delle reti provinciali passeranno alla nuova società d’ambito chiamata a governare acquedotti, fognature e depuratori per i prossimi trent’anni.
Siam opera in proroga da dicembre 2025, con un contratto semestrale con scadenza 14 giugno 2026. La società ha già fatto sapere di non voler procedere oltre. In questi giorni, sono in corso azioni di affiancamento per agevilare il passaggio.
Aretusacque è una società mista pubblico-privato che gestirà per i prossimi trent’anni il servizio idrico integrato in provincia di Siracusa. È stata scelta una soluzione duale, con un socio privato — Acea — sotto il controllo pubblico dell’ATI, che mantiene il 51% delle quote. La concessione riguarda circa 2.000 km di rete idrica, circa 1.300 km di rete fognaria, 166 mila utenze idriche, per un totale di 390 mila abitanti serviti. Gli investimenti previsti nel trentennio ammonteranno a 366 milioni di euro.
Il presidente del Consiglio di sorveglianza, Giuseppe Assenza, nei giorni scorsi ha assicurato piena continuità operativa in questa delicata fase. Secondo Assenza, l’obiettivo principale in questa fase è garantire stabilità nel trasferimento del servizio, evitando ripercussioni sul territorio e sulle attività coinvolte.
Il percorso che ha portato alla nascita di Aretusacque è stato lungo e complesso. Di certo non unanime, con spaccatura su Avola, Portopalo e Francofonte. Un caso a parte è quello di Palazzolo Acreide chr ha deciso di non aderire alla nuova società e ha avviato un ricorso al Tar, chiedendo la possibilità di gestire autonomamente il servizio idrico sul proprio territorio.
Sul fronte giudiziario c’è anche la questione del depuratore di Augusta. Aretusacque e Acea Siracusa hanno impugnato al Tar il bando di gara pubblicato da Sogesid per l’affidamento dei lavori finalizzati al superamento delle criticità del sistema fognario e depurativo di Augusta, sostenendo che l’impianto rientri nel piano d’ambito. Il tribunale amministrativo ha respinto la richiesta di sospensiva, rimandando la decisione di merito a un’udienza successiva.
Le ultime settimane, intanto, sono state segnate da disservizi diffusi a Siracusa, con interruzioni, cali di pressione e persino l’intervento di autobotte alla Borgata. Siam ha replicato con fermezza alle accuse di ostruzionismo, definendo “ricostruzioni fantasiose e illazioni offensive” le voci secondo cui i guasti continui risponderebbero ad un intralcio strategico nei confronti del futuro gestore. I problemi ripetuti sarebbero, piuttosto, una cartina tornasole dello stato della rete, vetusta e ormai inadeguata rispetto a un fabbisogno più che triplicato rispetto al passato.
Sul fronte degli investimenti, il tema è aperto. La mancata adozione del Piano d’Ambito ha fatto perdere al territorio siracusano – negli anni scorsi – l’accesso ai fondi del Pnrr, un’occasione mancata per ammodernare reti e infrastrutture idriche. Assenza ha anticipato nei mesi scorsi che gli investimenti iniziali riguarderanno la zona sud della provincia, in particolare Pachino, e che tra le priorità ci sarà la riduzione della quota di dispersione idrica registrata dagli impianti del siracusano.
Quanto alle tariffe, è scontro politico: da un lato chi agita lo spettro di aumenti generalizzati, dall’altro la società che assicura un approccio rispettoso degli utenti. Il presidente Assenza ha indicato tra gli obiettivi dichiarati di Aretusacque efficienza, investimenti e sostenibilità delle tariffe.
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