Acqua e disagi, Cna Siracusa chiede piano straordinario per le attività di Ortigia e zona Umbertina
La continuità del servizio idrico nel centro storico di Siracusa torna al centro del dibattito in vista del picco estivo. Cna Siracusa ha lanciato la richiesta di un piano straordinario di manutenzione della rete idrica che serve Ortigia e la zona Umbertina, aree ad alta densità di attività commerciali e ricettive, chiedendo al tempo stesso l’apertura di un tavolo tecnico permanente con il Comune e il gestore del servizio.
A supporto della propria analisi, l’associazione cita uno studio osservazionale elaborato da Gerico.Ai Italia — società associata a Cna — sull’impatto economico dei disservizi idrici registrati in otto giornate nel periodo marzo–maggio 2026. L’indagine, condotta a partire da dati di vendita reali di esercizi campione, ha documentato interruzioni o abbassamenti di pressione della rete, stimando un impatto tra i 2.200 e i 3.400 euro a locale per le voci più facilmente quantificabili. La proiezione prudenziale sull’intero comparto food & beverage delle due aree indica un ordine di grandezza compreso tra 180.000 e 290.000 euro nel solo periodo osservato.
Il contesto in cui si inserisce la denuncia è quello di una destinazione turistica in crescita. Secondo le elaborazioni del Centro Studi di Cna, l’impatto economico del turismo sulla provincia di Siracusa supera i 318 milioni di euro, con oltre 15.000 occupati diretti e indiretti. Le previsioni per la stagione in corso segnalano un ulteriore incremento dei flussi internazionali verso la Sicilia orientale. “Siracusa e Ortigia si confermano tra le mete turistiche più amate d’Italia, e le previsioni per quest’estate sono ancora migliori degli anni precedenti”, dice Santi Lo Tauro, presidente di Cna Siracusa. “Proprio per questo non possiamo permetterci che una rete idrica inadeguata diventi il punto debole della nostra economia. Ogni giornata di disservizio si traduce in perdite reali per i nostri artigiani, ristoratori e commercianti, ma anche in un’esperienza negativa per i turisti che scelgono la nostra città. Non chiediamo interventi straordinari: chiediamo la normalità che ogni imprenditore e ogni cittadino merita”.
Cna individua nella vetustà strutturale della rete la causa principale delle criticità, ritenendola inadeguata a reggere i carichi imposti dalla crescita turistica. L’associazione sottolinea anche la rilevanza della questione legata alla stabilità del gestore del servizio, definendo urgente la risoluzione della situazione attualmente in corso. Su queste basi, avanza quattro proposte operative: l’istituzione di un tavolo tecnico permanente con Comune, gestore e associazioni di categoria; l’adozione di un protocollo di comunicazione preventiva dei lavori programmati con preavviso minimo garantito agli esercenti; l’avvio di un programma pluriennale di sostituzione e potenziamento delle condotte nelle zone a più alta densità ricettiva e ristorativa; il riconoscimento, nelle forme previste dalla regolazione Arera, degli indennizzi automatici spettanti agli utenti nelle giornate di effettiva interruzione del servizio.