Affido e ricongiungimento, la vita di una bimba di 7 anni sospesa tra legge ed affetti

C’è una storia che arriva da Siracusa e scuote nel profondo. E’ la storia di una bambina di 7 anni che, dopo l’affidamento in vista di adozione a una famiglia che le ha costruito attorno la certezza di un crescere sano con affetto e gesti semplici, vede ora quella normalità improvvisamente fragile, dopo la sentenza di qualche mese fa che ha disposto il ricongiungimento con la madre biologica. La donna, nel frattempo, ha infatti chiesto di riaverla. E quella rinascita dopo anni complessi, finisce in mille pezzi con la bimba travolta da una separazione che potrebbe cancellare, in poche ore, tutto ciò che le ha restituito equilibrio e serenità.
Sabato scorso, per ben dieci ore, la piccola ha provato a difendere quel mondo che sente suo. Lo ha fatto con le lacrime, con le urla, con la paura. Lo ha fatto con la forza disperata di una bambina di 7 anni. Ma anche con parole chiare, dirette, disarmanti: non vuole andare via, non vuole lasciare la casa in cui vive da circa quattro anni e quelle persone che chiama – senza mai tentennare – mamma e papà. Il suo mondo, i suoi affetti quotidiani.
Quel primo tentativo di esecuzione del provvedimento, avvenuto nei locali dei Servizi sociali di Siracusa, non si è concretizzato. La sua opposizione, continua e disperata, ha fermato tutto. Un segnale forte che avrebbe potuto spingere ad una ulteriore riflessione, alla ricerca di una soluzione diversa. Ed invece, questa mattina, alle 9.30, un nuovo tentativo, questa volta in Questura, sempre per dare materiale esecuzione al provvedimento del Tribunale per i Minorenni di Catania che ha disposto con sentenza il ricongiungimento con la madre biologica.
Ma ciò che si profila, secondo chi conosce da vicino la vicenda, non appare come un percorso graduale e protetto. Dopo mesi di incontri con la donna, dopo rifiuti ripetuti della bambina, dopo persino il netto rifiuto anche solo di trascorrere una notte con lei, e dopo un’intera giornata di opposizione, il rischio è che si stia procedendo verso un ricongiungimento che pesa come “imposto” sulla psiche della bimba.
In questi anni con gli ormai ex affidatari, non va dimenticato, la bambina ha costruito una vita. Una vita fatta di legami profondi, di quotidianità, di riferimenti stabili. Non solo due figure genitoriali, ma una vera rete familiare più ampia con nonni, zii, cugini, amici. Un contesto che le ha restituito quella “normalità” che oggi rischia di essere cancellata. Ma la sua piccola voce, nonostante la forza della disperazione, non riesce ancora ad arrivare “nitida” alle orecchie di tutti. E così anche oggi, nonostante la buona volontà di alcune delle parti in causa, il Tribunale di Catania – visto il rifiuto della bambina di scendere dall’auto perchè non vuole lasciare gli (ex) affidatari – ha imposto per domani, martedì 14, un nuovo accompagnamento per la “consegna” della bambina agli operatori.
A rendere il quadro ancora più delicato, le sue condizione di salute. La piccola dovrebbe affrontare una terapia ormonale importante. Un percorso in cui non è mai mancato il supporto dei collocatari, presenza rassicurante e costante. Un allontanamento traumatico in questa fase rischierebbe di compromettere anche la continuità delle cure.
Chi l’ha accolta e cresciuta in questi anni non si oppone al ricongiungimento in sé. Chiede, piuttosto, che avvenga nel rispetto dei tempi della bambina, attraverso un percorso graduale, costruito con attenzione e sensibilità. Un percorso che metta al centro la bambina. Soluzioni che, però, non sarebbero state accolte. Inclusa l’ipotesi di una famiglia allargata che consenta integrazione invece di esclusione.
E così resta una sensazione difficile da ignorare, quella di star chiedendo ad una bambina di rinunciare, all’improvviso, a tutto ciò che per lei significa casa. Forse è il caso di fermarsi, di provare ad ascoltare di più e meglio. Di rimettere al centro l’interesse di una bambina che sta difendendo con tutte le sue forze la propria vita. Per essere sicuri, un domani, di averla protetta per davvero.

foto generata con strumenti di IA