Allargare via Franca Maria Gianni? Possibile solo “forzando” i vincoli che la stritolano

Da tempo si chiede a gran voce di “allargare” la sede stradale di via Franca Maria Gianni, a Siracusa. In particolare, quel braccio che finisce per raccordarsi con viale Scala Greca. Oggi due auto, se si incrociano, vi passano a fatica, strette tra la ringhiera che delimita l’area del parco archeologico ed un muretto a secco. A occhio, gli spazi per ampliare di almeno un altro metro la strada ci sono. Il problema, come sempre a Siracusa, sta altrove. E lo spiega il consigliere comunale del Pd, Angelo Greco.
“Ho sollevato il caso in prima commissione. Dallo studio dei documenti – spiega proprio Greco – è emerso che quel tratto è compresso tra due aree vincolate per motivi archeologici”. E mostra la planimetria in cui si vede (in alto a destra) la stretta via Gianni (in giallo) tra due aree rosse. “Il necessario allargamento sarebbe allora possibile solo se venisse giudicato prioritario l’interesse pubblico”, aggiunge Greco. “Serve un confronto con la Soprintendenza ai Beni Culturali e per questo la commissione ha dato mandato ai tecnici comunali di avviare un confronto. Voglio essere franco, non credo sarà un qualcosa di veloce. Potrebbero volerci mesi”.
L’esito, peraltro, non è scontato. Se dovesse essere confermata l’esigenza di massima tutela di aree archeologiche poco note, piuttosto in abbandono e per nulla frequentate per studio, valorizzazione o altro, tramonterebbe ogni idea di procedere con il necessario allargamento della strada oggi stretta, stretta. Ci sarebbe un piccolo asso nella manica, quello delle esigenze di protezione civile. Ma l’attuale piano prevede che Targia sia via di fuga da Siracusa e non verso la città. Dettaglio non di poco conto se dovesse essere giocoforza richiesto di “forzare” la mano per via Franca Maria Gianni.