Amianto nella Marina Militare, muore a 63 anni, oltre 70mila euro di risarcimento al figlio
Amianto nella Marina Militare, muore a 63 anni 26 giorni dopo la diagnosi di mesotelioma e il viene Ministero della Difesa condannato. Definitiva la sentenza del TAR Sicilia che riconosce un risarcimento di oltre 70mila euro al figlio di Domenico Giovanniello che aveva prestato servizio per quasi trent’anni, da sottocapo motorista navale a maresciallo. Ventisei giorni è il tempo trascorso tra la diagnosi di mesotelioma pleurico e la morte di Domenico Giovanniello, che aveva prestato servizio nella Marina Militare per quasi trent’anni, prima come sottocapo motorista navale e successivamente come maresciallo. Aveva 63 anni quando, il 18 febbraio 2013, gli venne diagnosticato il tumore e il 16 marzo dello stesso anno morì. È ora definitiva la sentenza del TAR Sicilia che ha condannato il Ministero della Difesa a risarcire al figlio Giovanni Giovanniello, oltre 70 mila euro, per i danni sofferti dal padre prima della morte e trasmessi all’erede.
La decisione del TAR Sicilia sezione di Catania riconosce il legame tra la malattia che ha ucciso l’uomo e il servizio prestato nella Marina Militare. Il giudice ha ritenuto accertati sia il danno subito dal militare sia la sua riconducibilità alle mansioni svolte e ha individuato nella mancata adozione di adeguate cautele e misure di protezione una violazione colposa dell’obbligo di tutela del lavoratore. Durante il servizio, Giovanniello aveva svolto le mansioni di maresciallo, operando in ambienti nei quali, secondo quanto ricostruito nel procedimento, era presente amianto. Già il Ministero della Difesa aveva riconosciuto la dipendenza della patologia da causa di servizio e lo status di equiparato alle Vittime del Dovere.
Particolarmente significativo è il riconoscimento dei danni patiti direttamente da Domenico Giovanniello nel breve periodo che separò la diagnosi dalla morte. Il TAR ha riconosciuto il danno biologico terminale e il danno morale terminale, cosiddetto catastrofale, legato alla sofferenza della persona che affronta consapevolmente l’approssimarsi della fine della propria vita. Il risarcimento per questi danni, riconosciuto al figlio in qualità di erede, è stato quantificato in 70.192,50 euro, oltre rivalutazione e interessi. Giovanni Giovanniello aveva già ottenuto in sede civile 235.360 euro per il diverso danno non patrimoniale subito personalmente a causa della perdita del padre. “Questa sentenza restituisce dignità anche alla sofferenza vissuta da Domenico Giovanniello negli ultimi giorni della sua vita – dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto – . Ventisei giorni trascorsi tra la diagnosi di mesotelioma e la morte, nella consapevolezza di un destino ormai segnato. Il TAR ha riconosciuto che quella sofferenza costituisce un danno autonomo e risarcibile, maturato direttamente in capo alla vittima e poi trasmesso all’erede. È un principio importante perché dietro le categorie giuridiche ci ricorda che ci sono persone, vite spezzate e famiglie che continuano a portarne le conseguenze”.