Anche la Cgil esce dal Comitato Siracusa Pride: “Ma resta l’impegno per i diritti”

Anche la Cgil di Siracusa esce dal Comitato Siracusa Pride.
Il sindacato lo comunica con una nota diffusa nel pomeriggio. Anche in questo caso, come per le associazioni Stonewall e Agedo si tratta della conseguenza della scelta di Heather Parisi come madrina del Pride 2026, contestata per via di alcune posizioni da lei espresse in passato su tematiche fondamentali per la comunità LGBTQIA+. I dirigenti del partito si sono riuniti ed hanno deliberato la scelta adottata. “La determinazione-si legge nella nota ufficiale della Cgil di Siracusa- è maturata al termine di un approfondito confronto interno sulle modalità con cui è stato definito il percorso di individuazione del testimonial dell’edizione 2026 e sugli esiti di tale percorso, che la CGIL di Siracusa non ritiene coerenti con alcune delle proprie valutazioni. Si tratta di una posizione assunta nell’esercizio dell’autonomia politico-sindacale della Confederazione, che non intende esprimere giudizi nei confronti delle persone coinvolte né mettere in discussione il diritto degli altri soggetti di compiere autonome determinazioni.
La CGIL riconosce nel Pride un importante momento di rivendicazione- continua l’organizzazione sindacale- inclusione e contrasto a ogni forma di discriminazione. Coerentemente con la propria storia, continuerà a promuovere l’uguaglianza, l’autodeterminazione delle persone LGBTQIA+ e il rispetto della dignità di ogni persona”.Non si tratta, in ogni caso, di una rottura con il Comitato. La Cgil lo chiarisce nell’ultimo passaggio del comunicato, quando puntualizza che “l’uscita dal Comitato Organizzatore riguarda esclusivamente l’edizione 2026 del Siracusa Pride e non mette in discussione l’impegno della Confederazione nella tutela dei diritti civili e delle pari opportunità”.