Antibracconaggio, è polemica: Confagricoltura critica, la Polizia Provinciale replica e la Lipu…
Si accende il dibattito sui controlli contro il bracconaggio messi in atto dalla Polizia Provinciale di Siracusa, dopo una presa di posizione ufficiale di Confagricoltura Siracusa che, pur ribadendo il proprio sostegno alla legalità e alle forze dell’ordine, solleva alcune perplessità sulle modalità e sulle priorità degli interventi.
Nel comunicato diffuso, Confagricoltura chiarisce di apprezzare l’attenzione della Polizia Provinciale verso il territorio e l’attività di contrasto al bracconaggio. Tuttavia, l’associazione agricola chiede che lo stesso rigore venga riservato anche ad altri fenomeni che incidono pesantemente sulle campagne e sull’ambiente, come l’abbandono abusivo di rifiuti di ogni genere, che in molte zone della provincia ha dato vita a vere e proprie discariche a cielo aperto, con costi di bonifica che ricadono sui proprietari dei terreni.
Confagricoltura esprime inoltre apprezzamento per il lavoro svolto dai coadiutori selecontrollori regionali impegnati nel contenimento dei cinghiali, sottolineando il contributo concreto offerto agli agricoltori, spesso a costo di sacrifici personali. Sul piano normativo, viene richiamata più volte la posizione della Regione Siciliana, secondo cui nelle aree di particolare interesse ambientale – come i siti Natura 2000, le ZPS e le zone umide – l’assenza di una chiara tabellazione o di recinzioni può esporre anche soggetti inconsapevoli a sanzioni, aprendo contenziosi destinati a finire nelle aule giudiziarie.
Nel mirino anche quella che viene definita una presunta “vicinanza” della Polizia Provinciale ad alcune associazioni animaliste. Secondo Confagricoltura, un corpo di polizia dovrebbe mantenere una posizione di assoluta neutralità, garantendo un’azione omogenea a tutela di tutte le categorie: dagli agricoltori e allevatori che subiscono danni, ai cittadini colpiti da furti, atti intimidatori e reati ambientali.
Alle critiche ha risposto proprio il Comando della Polizia Provinciale di Siracusa, che ha respinto le accuse giudicandole infondate e dai toni inappropriati. Nella replica ufficiale viene ribadita l’assoluta neutralità del Corpo, che – si legge – non agisce per compiacere alcuna organizzazione né ambientalista né venatoria, ma applica esclusivamente la legge con rigore ed equilibrio.
La Polizia Provinciale sottolinea come il dialogo istituzionale non sia mai stato precluso e come eventuali criticità avrebbero potuto essere affrontate in modo più costruttivo attraverso un confronto diretto. Viene inoltre ricordato che il contrasto al bracconaggio e alla caccia abusiva rappresenta un tema di primaria rilevanza pubblica, così come la vigilanza ambientale e la lotta all’abbandono dei rifiuti, attività che – assicurano dal Comando – proseguono con continuità, seppur con strumenti e tempi diversi.
Nel dibattito interviene anche la Lipu Siracusa, che prende le difese della Polizia Provinciale e giudica “di estrema gravità” le prese di posizione di Confagricoltura e di alcune associazioni venatorie. Secondo l’associazione ambientalista, dichiararsi dalla parte delle forze dell’ordine e al tempo stesso contestarne l’operato equivale a una posizione ambigua che rischia di legittimare comportamenti illegali.
La Lipu ribadisce come il bracconaggio rappresenti un reato grave e un danno irreparabile per il patrimonio naturale, oltre a nuocere allo stesso mondo venatorio. Definito “fuori luogo” anche il richiamo alle discariche abusive, letto come un tentativo di spostare l’attenzione dal problema centrale: la repressione della caccia di frodo. Quanto alla presunta mancanza di neutralità della Polizia Provinciale, l’associazione parla apertamente di accuse grottesche, esprimendo piena solidarietà agli agenti impegnati nella tutela delle zone umide del Siracusano, un patrimonio di valore internazionale che – conclude la Lipu – dovrebbe unire istituzioni e cittadini senza ambiguità.