Appalti pubblici: la Cgil chiede un Protocollo per la legalità e un tavolo permanente con i sindacati
“Un protocollo comunale per la legalità, la trasparenza, la sicurezza e la qualità del lavoro negli appalti pubblici, esteso alle società partecipate del Comune”.
La Cgil e la Fillea Cgil lo chiedono al sindaco Francesco Italia, auspicando al contempo un confronto con tutti i sindacati, le sigle di categoria e “gli altri soggetti istituzionali competenti”.
Il sindacato pensa ad “un’intesa che preveda controlli effettivi lungo tutta la filiera degli affidamenti, verifiche sulla regolarità delle imprese, piena tracciabilità delle risorse pubbliche, applicazione dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, clausole sociali a tutela dell’occupazione e strumenti permanenti di monitoraggio”.
La proposta scaturisce “dalle vicende emerse nell’ambito del caso Nexus, che impongono una riflessione seria e profonda- spiegano Cgil e Fillea provinciali- sulla necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione, vigilanza e controllo nella gestione degli appalti pubblici del Comune di Siracusa.
Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e del principio di presunzione di innocenza, riteniamo che quanto accaduto debba rappresentare un’occasione per avviare una nuova stagione di trasparenza amministrativa, legalità e responsabilità istituzionale”.
Il sindacato guarda all’esperienza del Comune di Napoli, che nel 2024 ha sottoscritto con le organizzazioni sindacati un protocollo d’intesa sulla sicurezza e legalità negli appalti e nei subappalti”.
“Si tratta di un’esperienza significativa- secondo la Cgil- che dimostra come sia possibile costruire un sistema di regole condivise tra amministrazione pubblica e parti sociali, capace di rafforzare la prevenzione delle infiltrazioni criminali, contrastare il lavoro irregolare, garantire la corretta applicazione dei contratti collettivi e tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori”.
Nel dettaglio si tratta di “verifiche antimafia, tracciabilità dei flussi finanziari, contrasto al dumping contrattuale, controlli sui subappalti, tutela dei livelli occupazionali nei cambi di gestione, regolarità contributiva e valorizzazione della qualità del lavoro rispetto alla logica del massimo ribasso”.
A Napoli è, inoltre, stato costituito un tavolo permanente di monitoraggio con le organizzazioni sindacali, chiamato a verificare gli impegni assunti ed intervenire sulle eventuali criticità”.
Questo il modello proposto per Siracusa.
“Non possiamo accettare che il sistema degli appalti pubblici diventi terreno di opacità amministrativa- spiegano ancora Cgil e Fillea Cgil- possibili condizionamenti o competizione economica giocata sulla riduzione dei diritti e delle retribuzioni dei lavoratori.
Dietro ogni appalto pubblico ci sono risorse della collettività, servizi destinati ai cittadini e, soprattutto, donne e uomini che lavorano e che troppo spesso rischiano di pagare il prezzo di gare al massimo ribasso, cambi di gestione, precarietà occupazionale e insufficienza dei controlli”.
L’organizzazione sindacale ritiene “indispensabile rafforzare i criteri di trasparenza nelle procedure di affidamento e di selezione delle imprese, privilegiando, nei casi previsti dalla normativa, la qualità delle offerte rispetto al semplice contenimento dei costi e prevedendo adeguate garanzie contro il ricorso incontrollato ai subappalti.
Il Comune deve essere il primo garante della correttezza delle procedure, della qualità dei servizi pubblici e del rispetto dei diritti dei lavoratori . Siracusa ha oggi l’opportunità di trasformare una vicenda che ha sollevato interrogativi sulla gestione della cosa pubblica in un’occasione concreta di cambiamento. Sarebbe un atto di responsabilità politica e istituzionale e un segnale importante verso i cittadini, i lavoratori e le imprese che rispettano le regole. Perché difendere la legalità significa difendere la democrazia- conclude il sindacato- la buona amministrazione, il lavoro e i diritti di tutti”.