Appello di un papà per una gastroscopia urgente: “Mio figlio peggiora, non possiamo attendere”

Un calo di oltre 20 chilogrammi in poche settimane, con progressivo peggioramento delle condizioni di salute e una lunga attesa che rischia di trasformare l’urgenza in angoscia. È la denuncia che arriva da un genitore siracusano, attraverso un lettera firmata. L’uomo punta il dito contro i tempi della sanità pubblica per una gastroscopia con biopsia richiesta con carattere di urgenza.
“Mio figlio da molto tempo sta poco bene – racconta – ma nell’ultimo mese la situazione è precipitata, con un calo ponderale di oltre 20 chili”. Di fronte al peggioramento, la famiglia si è rivolta al Pronto Soccorso dell’ospedale cittadino. “Un’odissea iniziata alle 10 del mattino e conclusa alle 22.30 – riferisce – per eseguire analisi del sangue e Tac”. Nel seguente consulto gastroenterologico, racconta il padre, sono stati prescritti dallo specialista ulteriori esami e accertamenti, tra cui una gastroscopia con biopsia ritenuta necessaria per chiarire il quadro clinico. Ed è qui che, secondo il genitore, si sarebbe aperto il problema.
“Nonostante l’urgenza – spiega – è stata fissata per il 14 marzo, ben oltre i dieci giorni previsti. Ci è stato detto che nel conteggio non avremmo dovuto tenere conto dei sabati e delle domeniche. Ma nel frattempo il paziente muore”. Parole dure, che esprimono tutta la preoccupazione di una famiglia che teme di non poter attendere.
Secondo il Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa, per le prestazioni classificate come urgenti (classe U) il tempo massimo dovrebbe essere garantito entro 72 ore; per quelle a breve termine (classe B) entro 10 giorni. La gastroscopia, se prescritta con priorità breve, rientra dunque nel limite dei dieci giorni, mentre in caso di sospetto diagnostico grave può essere indicata come urgente, con tempi ancora più stringenti.
Il padre riferisce di aver chiesto anche la possibilità di effettuare l’esame in regime privato, con rimborso successivo da parte del sistema sanitario, ipotesi prevista in alcune circostanze quando il servizio pubblico non riesce a garantire la prestazione nei tempi stabiliti. “Ma – sostiene – hanno fatto orecchie da mercante”.
La vicenda riaccende i riflettori sul tema delle liste d’attesa e sulla difficoltà, soprattutto in presenza di quadri clinici complessi, di conciliare la pressione sui reparti con la necessità di risposte tempestive. In casi di dimagrimento importante e repentino, la rapidità degli accertamenti può fare la differenza, sia per escludere patologie gravi sia per avviare immediatamente eventuali terapie.