Aree pubbliche e comunali, FdI: “Serve un censimento per valorizzarle”

Un atto di indirizzo con cui si propone l’istituzione di un’Anagrafe comunale delle aree pubbliche e delle aree destinate al patrimonio comunale quale primo passo per la predisposizione di un Piano pluriennale finalizzato alla valorizzazione delle aree oggi inutilizzate o sottoutilizzate. L’ha presentato il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, composto da Paolo Cavallaro e Paolo Romano.
“La proposta-spiegano- nasce dalla convinzione che il patrimonio fondiario nella disponibilità del Comune rappresenti una risorsa strategica per lo sviluppo della città e non possa continuare a rimanere, in molti casi, in condizioni di abbandono o degrado.L’atto non riguarda esclusivamente i terreni già appartenenti al patrimonio comunale, ma tutte le aree sulle quali il Comune esercita, o è destinato ad esercitare, poteri di proprietà, amministrazione, gestione o valorizzazione, comprese quelle derivanti da convenzioni urbanistiche, perequazioni, cessioni a scomputo degli oneri di urbanizzazione, standard urbanistici e altri istituti previsti dalla normativa”.
L’idea di Fratelli d’Italia è innanzitutto quella di avviare un censimento delle aree, con l’indicazione della loro ubicazione, dei dati catastali, della destinazione urbanistica, dello stato manutentivo e della situazione giuridico-patrimoniale.
“Gli esiti del censimento -proseguono Cavallaro e Romano- dovrebbero essere trasmessi alle Commissioni consiliari competenti, affinché possano contribuire all’individuazione della destinazione più idonea per ciascuna area, valorizzando il ruolo del Consiglio comunale nelle scelte strategiche riguardanti il patrimonio pubblico.
L’obiettivo è trasformare aree oggi inutilizzate in opportunità per la città: orti urbani e sociali, verde pubblico attrezzato, aree sportive di quartiere, parcheggi, spazi per la Protezione Civile, attività didattiche e ambientali, progetti di inclusione sociale, iniziative promosse dal Terzo settore e ogni altra destinazione compatibile con la pianificazione urbanistica e con le esigenze della comunità.Una programmazione organica-argomentano i due esponenti di minoranza- consentirebbe di migliorare il decoro urbano, aumentare gli spazi pubblici a disposizione dei quartieri, ridurre l’abbandono delle aree e valorizzare un patrimonio che oggi, troppo spesso, rimane inutilizzato. Vi è anche un importante profilo di sicurezza. Terreni curati e utilizzati significano minore rischio di incendi, minore accumulo di rifiuti e maggiore controllo del territorio. I gravi incendi che hanno interessato il territorio nelle ultime ore dimostrano quanto la prevenzione debba diventare parte integrante della programmazione amministrativa e non limitarsi alla gestione delle emergenze.
Amministrare -concludono Romano e Cavallaro- significa guardare oltre l’emergenza e programmare il futuro. Ogni area inutilizzata può diventare una risorsa per l’ambiente, per il sociale, per lo sport, per la cultura e per la qualità della vita dei cittadini”.