Aretusacque, il parere legale richiesto dal Consiglio di Sorveglianza: “società a controllo pubblico”

Il presidente del Consiglio di Sorveglianza di Aretusacque, Giuseppe Assenza, replica al deputato Luca Cannata sul tema della natura giuridica della società e sul sistema dei controlli. 2Già nel mese di settembre, dopo una fase interlocutoria durante la quale si sono profilate evidenti diversità di vedute con il Consiglio di Gestione, il Consiglio di Sorveglianza aveva chiesto all’Assemblea Territoriale Idrica di Siracusa un incontro formale proprio sul tema del controllo pubblico. La richiesta muoveva dalla posizione espressa dal Consiglio di Gestione, secondo cui la Società non sarebbe qualificabile come società a controllo pubblico”, spiega in premessa. E’ stato quindi richiesto un parere legale per “disporre di una valutazione tecnica autonoma rispetto a quella acquisita dal Consiglio di Gestione”. Il parere pro veritate, reso dal prof. avv. Agatino Cariola e dall’avv. Cinzia Blanco, è stato trasmesso alla fine della scorsa settimana e contiene una valutazione netta: “Aretusacque va qualificata come società a controllo pubblico. Ne discendono, tra l’altro, l’applicazione delle regole del TUSP in materia di reclutamento del personale, degli obblighi di trasparenza e di prevenzione della corruzione e della disciplina su inconferibilità e incompatibilità degli incarichi”.
Il Consiglio di Sorveglianza si muoverà adesso di conseguenza, nel dialogo con il Consiglio di Gestione, affinchè “la gestione della Società sia ricondotta al quadro di regole che il parere individua. Su questa linea – aggiunge Assenza – il Consiglio ha già operato in questi mesi, chiedendo in particolare l’adozione di un piano delle assunzioni e di un regolamento sul reclutamento del personale conformi ai principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità”.
Dal Consiglio di Sorveglianza emerge poi l’opportunità di un intervento consultivo della sezione regionale della Corte dei conti. “La qualificazione di una società partecipata ai fini del TUSP rientra a pieno titolo nelle materie su cui la giurisprudenza contabile si è già espressa. Un parere della Corte offrirebbe ai Comuni, all’Ati e agli organi sociali un punto di riferimento autorevole e di portata generale, prima che la questione si trasformi in contenzioso”.