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AstraZeneca, 115mila i siciliani vaccinati. L’infettivologo Scifo: “risposte per seconda dose”

“Chi ha fatto già il vaccino AstraZeneca non ha ragione di essere preoccupato, questa è una pausa solo precauzionale. I vaccini sono e restano l’arma fondamentale con cui uscire da questi mesi difficili”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza. Nelle ore scorse, anche l’assessore regionale della Salute, Ruggero Razza, aveva provato a rassicurare i circa 115mila siciliani che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca. “Le evidenze scientifiche indicano che il vaccino è sicuro. Ma ha fatto bene Aifa a sospenderne in via cautelativa la somministrazione, in attesa delle decisioni che saranno assunte dall’agenzia di farmacovigilanza europea Ema”, le parole di Razza.
Abbiamo chiesto allora all’infettivologo Gaetano Scifo una valutazione dell’attuale momento, dopo la sospensione delle vaccinazioni con AstraZeneca. “Occorre fare chiarezza sul rischio trombosi ma è bene dire che, ad oggi, non c’è alcuna certezza. Manca, in sostanza, la dimostrazione chiara che ci sia un eccesso di eventi avversi in pazienti trombofilici, sottoposti a vaccino AstraZeneca”, spiega.
Il problema è, però, duplice. Perchè adesso rischia di saltare la campagna vaccinale con persone in attesa di una seconda dose a cui potrebbero persino rinunciare, dopo le ultime e allarmanti notizie. “Bisogna anzitutto dare risposte a chi attende la seconda dose. La prima, da sola, offre una protezione non superiore al 60%. Dopo le dodici settimane si abbasserebbe quella soglia, tornando ad aumentare il rischio di contagio”. E’ quello di Scifo un invito a fare presto, rivolto all’Ema ed in seconda battuta all’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa).