Augusta. Eolico offshore, Cgil: “No al taglio dei fondi, occasione strategica per il polo industriale”

“La riduzione delle risorse destinate allo sviluppo dell’hub dell’eolico offshore di Augusta – Punta Cugno pone una questione che va ben oltre il singolo investimento portuale. Riguarda direttamente il futuro industriale e occupazionale dell’intero polo Priolo–Augusta–Melilli”.
Così il settore industriale della Cgil di Siracusa commenta la notizia che ha preoccupato il sindaco di Augusta, Giuseppe Di Mare, che ha sottolineato la necessità di garantire al progetto prospettive industriali certe.
Per il sindacato “è una preoccupazione che riguarda l’intero territorio: Augusta e Punta Cugno non possono perdere un’occasione strategica proprio mentre il polo industriale siracusano sta attraversando una delle trasformazioni più profonde della sua storia.
In questo scenario-sostiene la sigla di categoria- ridurre gli investimenti destinati alla costruzione di nuove filiere industriali significa aumentare il costo occupazionale della transizione proprio mentre il territorio deve affrontare un processo di trasformazione delle produzioni tradizionali”.
Poi la Cgil fa altre considerazioni. “L’eolico offshore deve diventare parte di una nuova visione industriale complessiva per il polo siracusano. La questione non può essere soltanto dove verranno installate le turbine. La vera sfida è quanta industria riusciremo a costruire in Sicilia attorno all’eolico offshore-si legge in una nota diffusa in mattinata- Augusta e a Punta Cugno devono candidarsi ad ospitare una parte significativa della attività: attività portuali e logistiche, certamente, ma anche costruzione, assemblaggio, installazione e manutenzione. Il petrolchimico ha visto nascere generazioni di manutentori e tecnici che, con la loro professionalità, rappresentano ancora oggi un patrimonio industriale e di competenze che non deve essere disperso, ma utilizzato per costruire una vera transizione”.
La Cgil chiede al Governo e alla Regione Siciliana di chiarire rapidamente “quali risorse saranno effettivamente disponibili, quali opere verranno realizzate e con quali tempi. Alla preoccupazione delle istituzioni locali e delle organizzazioni sindacali devono seguire risposte concrete. La realizzazione dell’hub offshore non riguarda soltanto lo sviluppo del porto di Augusta e di Punta Cugno, ma la possibilità di costruire una nuova filiera industriale capace di generare investimenti, occupazione qualificata e nuove prospettive per i lavoratori dell’indotto. La Sicilia non può essere soltanto il luogo dove vengono installati gli impianti ma deve diventare uno dei territori nei quali quelle tecnologie vengono costruite”.
Secondo il settore industriale Cgil “è questo il filo che unisce Augusta e Punta Cugno, la trasformazione di Versalis, il futuro di Isab con Ludoil e la prospettiva complessiva del polo industriale siracusano. Non sono vertenze separate ma parti della stessa questione industriale”.