Bomba carta ad Avola, preso di mira negozio di elettrodomestici

Ancora un boato scuote la notte nel siracusano. Una bomba carta è esplosa poco dopo l’una davanti all’ingresso di un negozio di elettrodomestici, in via Cappellani, ad Avola. L’ordigno ha divelto la saracinesca dell’attività commerciale, provocando danni ma, fortunatamente, senza feriti.
Immediato l’intervento delle forze dell’ordine. Sul posto sono arrivati sia gli agenti della Polizia di Stato che i Carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’accaduto e individuare i responsabili. L’area è stata messa in sicurezza e sono in corso le indagini.
L’episodio si inserisce in un contesto che desta crescente preoccupazione. Tra dicembre e gennaio si sono registrati quattro episodi analoghi nel capoluogo, mentre nella zona montana tre bancomat sono stati presi di mira con azioni violente.
Solo dieci giorni fa si era svolta una manifestazione contro racket e intimidazioni, ma a colpire era stata l’assenza, in piazza, proprio dei commercianti. Un segnale che continua a far riflettere sul clima di paura che aleggia tra le attività economiche del territorio.
La scorsa settimana, inoltre, Floridia ha ospitato l’assemblea regionale dell’antiracket siciliano, con un confronto aperto sul tema della sicurezza e della necessità di rafforzare la rete di sostegno a chi denuncia. L’esplosione di Avola riporta però l’attenzione su una escalation che non accenna a fermarsi.




La Ocean Viking a Siracusa, a bordo il cadavere di una donna recuperato in mare

È arrivata in serata nel porto di Siracusa la Ocean Viking. La nave della ong Sos Mediterranee, nelle ore scorse, ha recuperato nel Mediterraneo centrale il corpo senza vita di una donna, rinvenuto in mare.
Il Ministero dell’Interno ha indicato Siracusa come porto sicuro per lo sbarco. La nave ha fatto rotta verso lo scalo aretuseo, dove sono state attivate le procedure previste per gli accertamenti di competenza.
Secondo quanto reso noto dalla ong, l’intervento si inserisce in un contesto operativo particolarmente complesso, segnato da condizioni del mare difficili e da una situazione umanitaria che continua a presentare profili di criticità lungo le rotte migratorie. La donna, ipotizzano dall’equipaggio della Ocean Viking, potrebbe essere una delle circa 380 persone in navigazione precaria quando nella zona maltese si è abbattuto il ciclone Harry.
All’arrivo in porto a Siracusa, le autorità competenti hanno coordinato le operazioni di sbarco e le successive attività sanitarie e amministrative. Ulteriori aggiornamenti sono attesi nelle prossime ore.




Igiene urbana, inizia l’era RisAm: domani la firma dei primi contratti a Siracusa

Da domani, primo febbraio, inizierà a Siracusa l’era RisAm. Entra in vigore l’accordo di affitto del ramo da azienda e quindi la nuova compagnia subentra a Tekra a tutti gli effetti di legge. Le verifiche avviate da Palazzo Vermexio si sono concluse senza che emergessero elementi ostativi di sorta, per cui anche il Comune di Siracusa va verso il via libera. Anche perchè, altrimenti, chi avrebbe raccolto la spazzatura a partire da lunedì? Una di quelle domande-valutazione che aveva spinto il sindaco a parlare del poco preavviso che aveva finito per mettere sotto scacco Palazzo Vermexio.
Come confermano fonti sindacali, domattina (domenica 1 febbraio) i primi 30 lavoratori firmeranno il contratto con la nuova società per poi iniziare i servizi previsti. “Lunedì mattina toccherà a tutti gli altri”, dice Jose Sudano (Fp Cgil). Assicurata, quindi, la continuità lavorativa e contributiva. Per quel che riguarda il Tfr, verrà liquidato in cinque rate e pertanto entro giugno.
Aspetti secondari: le nuove divise di lavoro, a marchio RisAm. Per il momento, gli operatori dovranno impiegare gli abiti di lavoro in loro possesso. Da approfondire il tema relativo alle condizioni del parco mezzi che, come ha confermato il Dec in Consiglio comunale, non è ottimale con varie macchine in officina o alle prese con problemi di natura tecnica.




Mercato del contadino Acradina, secondo tentativo: riaperti i termini, si studia altra sede

Dopo la falsa partenza con tanto di smobilitazione imposta dall’intervento della Polizia Municipale, secondo tentativo per il mercato del contadino ad Acradina. Il Settore Attività Produttive ha disposto la riapertura dei termini per la presentazione delle istanze per l’assegnazione degli spazi ai produttori/venditori, avviando di fatto il secondo tentativo di sperimentazione del mercato di filiera corta.
Come da provvedimento approvato ad ottobre scorso in Consiglio comunale, il mercato dovrà svolgersi per quattro giovedì consecutivi, a titolo sperimentale.
La prima procedura, avviata a dicembre 2025, si era chiusa senza esito. Alla scadenza del bando non era infatti pervenuta alcuna domanda di partecipazione. Da questa “lacuna” nasce l’episodio della “falsa partenza”, con l’allestimento del mercato e la successiva smobilitazione, dopo l’intervento dei Vigili Urbani che avevano rilevato l’assenza delle autorizzazioni necessarie. Un passaggio che ha imposto un reset amministrativo e il ritorno alla corretta procedura.
Dagli uffici comunali spiegano che, successivamente alla scadenza del primo bando, alcuni operatori agricoli hanno manifestato interesse a partecipare all’iniziativa. Da qui la decisione di riaprire i termini, per consentire a chi non aveva presentato domanda in precedenza di aderire ufficialmente alla sperimentazione
Le modalità restano invariate rispetto al primo avviso pubblico: le istanze dovranno essere presentate entro le ore 24 del quinto giorno successivo alla pubblicazione della determina all’Albo Pretorio, seguendo le procedure già stabilite nel bando originario.
Nel frattempo, il Suap ha anche avviato interlocuzioni con la sezione Annona della Polizia Municipale per valutare eventuali aree alternative nel quartiere Acradina, come le vie Antonello da Messina, Decio Furnò e Ludovico Mazzanti, qualora dovessero emergere criticità logistiche o di sicurezza nell’area di largo Ettore Di Giovanni (piazzetta Tica).




Zero finanziamenti per le scuole di Siracusa, Cafeo: “Nessuna penalizzazione, vi spiego…”

Nessuna penalizzazione nei confronti del territorio siracusano e nessuna scelta politica discrezionale. Così Giovanni Cafeo replica dalla segreteria particolare dell’Assessorato regionale dell’Istruzione alle polemiche sorte dopo la pubblicazione della graduatoria definitiva dell’Azione 4.2.1 del PR FESR Sicilia 2021-2027, che non include istituti scolastici della provincia di Siracusa.
Cafeo interviene per ricostruire il contesto tecnico e amministrativo del provvedimento. “È necessario riportare la discussione su un piano di correttezza e verità dei fatti. L’Avviso pubblico di riferimento, il DD n. 154 del 2025, non era un bando ordinario per nuovi finanziamenti, ma uno strumento straordinario nato con un obiettivo molto preciso: salvare interventi già avviati, cantieri aperti che rischiavano di fermarsi e diventare l’ennesima incompiuta siciliana a causa del venir meno delle fonti di finanziamento originarie”.
Un passaggio che, secondo l’Assessorato, è stato spesso omesso nel dibattito politico. “Parliamo esclusivamente di opere già in essere – sottolinea Cafeo – per le quali si è reso necessario un intervento di ottimizzazione, adeguamento e completamento, così da restituire edifici scolastici funzionali e sicuri alle comunità. Non si trattava, quindi, di finanziare nuove progettualità”.
Da qui il nodo centrale della questione Siracusa. “Contrariamente a quanto si è voluto far credere – prosegue – l’assenza di istituti siracusani nella graduatoria non è il risultato di una scelta dell’Assessorato, ma di un dato oggettivo e verificabile: da nessuna scuola della provincia di Siracusa è pervenuta una richiesta di finanziamento per questa specifica tipologia di interventi”.
Un concetto ribadito con fermezza. “Non si possono finanziare progetti che non sono stati presentati. La graduatoria approvata con il Decreto Dirigenziale n. 39 del 29 gennaio 2026 risponde esclusivamente alle istanze pervenute, valutate e ritenute ammissibili. Tutte riguardano interventi di completamento in altre province, dove esistevano cantieri avviati e bisognosi di copertura finanziaria”.
Cafeo non nega che il territorio siracusano abbia bisogno di maggiori risorse. “È vero – ammette – che Siracusa, come altre aree della Sicilia, necessita di una costante e maggiore attenzione in termini di flussi finanziari. Ma non è corretto attribuire responsabilità all’Assessorato in questo caso specifico, perché la procedura è stata lineare, trasparente e vincolata alle domande effettivamente presentate”.
Infine, l’apertura al dialogo e al futuro. “Ribadiamo la massima disponibilità al confronto con i dirigenti scolastici, con gli enti locali e con i sindaci del siracusano – conclude Cafeo – per intercettare le prossime opportunità di finanziamento. L’Assessorato continuerà a garantire attenzione e supporto a tutte le segnalazioni che arriveranno dai territori, affinché nessuna occasione venga persa”.




Di Paolo al Cagliari ma azzurro sino a giugno. Per il Siracusa, importante plusvalenza

Ecco Sebastiano Di Paolo con indosso i suoi “nuovi” colori, quello del Cagliari. La società sarda ha ufficializzato sul suo sito l’acquisizione a titolo definitivo dal Siracusa “del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Sebastiano Di Paolo”. Contratto con il club di A sino al 30 giugno 2029, con opzione di rinnovo per ulteriori due stagioni. Fino a giugno, però, Di Paolo sarà ancora “azzurro”. Resta in prestito al Siracusa, a cui vanno circa 300mila euro per una delle più alte plusvalenze degli ultimi anni.
Per il classe 2006, nato a Pescara e cresciuto a Francavilla, una bella soddisfazione dopo un avvio di stagione in salita. L’attaccante esterno mancino ha dimostrato una crescita costante e grandi numeri tecnici, diventando un punto fermo nella formazione di Turati. Abile nell’uno contro uno e nella ricerca della giocata offensiva, ha anche messo in mostra una certa confidenza con il gol (4 reti sino ad ora).
Una carriera sempre in crescendo per Di Paolo che sarà l’osservato speciale nella sfida tra Siracusa e Crotone, in programma domenica al De Simone. Cresciuto nell’Alcyone Francavilla, è approdato poi nel vivaio del Torino nel 2021, totalizzando 71 presenze in granata con 8 gol e 5 assist tra Under 17 e Under 18. Quindi l’avventura al Siracusa, prima in D e poi il primo campionato da “pro”.
La nota stampa del Cagliari lo definisce come uno “tra i prospetti più interessanti del calcio italiano prima del calcio giovanile e poi delle categorie inferiori”. Continuità di rendimento, personalità e qualità tecniche lo hanno reso nome ricorrente sul taccuino di diversi osservatori.
“Il prestito (al Siracusa fino al termine della stagione, ndr) consentirà al giovane calciatore di proseguire il proprio processo di maturazione, accumulando esperienza preziosa prima di sbarcare in Sardegna”, si legge ancora sul sito del Cagliari Calcio.




Installati a Belvedere tre defibrillatori

Installati a Belvedere tre defibrillatori semiautomatici (DAE). L’iniziativa rappresenta la fase conclusiva del progetto di Democrazia Partecipata 2024 presentato dall’associazione Ambiente&Salute ODV per rafforzare la sicurezza e la capacità di risposta alle emergenze sanitarie sul territorio. Hanno partecipato all’inaugurazione i consiglieri Salvatore Ortisi e Martina Gallitto e l’assessore alla Protezione Civile del Comune di Siracusa, Sergio Imbrò.
I defibrillatori sono stati installati nella sede della Circoscrizione di piazza Eurialo, nel panificio Carbè e nella farmacia di via Indipendenza.
“Dotare Belvedere di defibrillatori significa aumentare le possibilità di intervento immediato in caso di arresto cardiaco, riducendo i tempi di attesa dei soccorsi e rafforzando la cultura della prevenzione e del primo soccorso”, ha commentato l’assessore Imbrò.
Belvedere dista circa 7 chilometri da una postazione di soccorso avanzato. Una distanza che rende preziosa la presenza di dispositivi salvavita in luoghi facilmente accessibili e ad alta frequentazione.
“Ringrazio il presidente dell’associazione, Giuseppe Laurettini, per l’impegno in materia di cardioprotezione del nostro territorio. Ben vengano anche attività di sensibilizzazione, rivolte ai cittadini di tutte le fasce d’età, per divulgare i protocolli di BLSD (rianimazione cardiopolmonare), le nozioni di primo soccorso e il corretto utilizzo del defibrillatore semiautomatico”, ha concluso l’assessore Imbrò.




Metal detector a scuola, i presidi del Siracusano: “Coltelli in classe, la situazione peggiora”

Per rafforzare la sicurezza all’interno delle scuole, è ora possibile richiedere controlli con i metal detector. Lo dispone una circolare del Ministero dell’Istruzione e dell’Interno. Si tratta di una prima risposta dopo episodi drammatici, come quello di La Spezia. Il tentativo è quello di rafforzare, con controlli all’ingresso di scuola richiesti dai dirigenti scolastici, le azioni di prevenzione e contrasto di illegalità negli istituti scolastici.
La circolare spiega che, in casi specifici, come comportamenti violenti, spaccio o reiterati atti di bullismo, i dirigenti scolastici possono richiedere controlli mirati con l’utilizzo di metal detector. Ad utilizzare potranno essere solo operatori di sicurezza e non personale delle scuole.

Vedremo l’impiego dei metal detector anche all’ingresso degli istituti scolastici siracusani? “Si. Bisogna certamente rendersi conto che viviamo una situazione scolastica che è più dura rispetto al passato”, premette Pinella Giuffrida, responsabile provinciale dell’Associazione Nazionale Presidi. “In alcune situazioni e in alcune zone realmente ce n’è bisogno”, taglia corto Giuffrida. Quindi in provincia di Siracusa è diffusa l’abitudine dei ragazzi di portare il coltello a scuola? “Ne parlavo l’altro giorno con i colleghi di Siracusa ed in effetti la presenza di coltelli in qualche scuola, c’è. Quanto è diffusa? Abbastanza. E’ chiaro che dobbiamo operare per la sicurezza degli studenti, dobbiamo sempre pensare che all’interno della scuola i ragazzi devono essere sicuri. Diventa una situazione nella quale tutti siamo responsabili”.




Truffa ai danni dell’Inps, smantellata organizzazione a Pachino: 35 indagati

Sono 35 le persone indagate a Pachino, al termine di una complessa attività investigativa condotta dagli agenti della Polizia di Stato in collaborazione con i militari della Guardia di Finanza. Nelle ore scorse, gli è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.
L’inchiesta ha consentito di disarticolare un’organizzazione che avrebbe messo in piedi un articolato sistema fraudolento, finalizzato all’indebita percezione dell’indennità di disoccupazione. Al centro del meccanismo un’azienda agricola ritenuta fittizia, con sede a Pachino, in contrada Cammaraforte, formalmente intestata a una casalinga ma, secondo quanto accertato dagli investigatori, di fatto gestita da due fratelli, marito e cognato della titolare.
Le indagini, supportate da un’attività di intercettazione durata circa un anno, hanno permesso di ricostruire nei dettagli il funzionamento del sistema illecito. L’azienda agricola veniva utilizzata come “contenitore” per effettuare false assunzioni di lavoratori che, dopo un breve periodo, venivano licenziati al solo scopo di consentire loro di maturare il diritto all’indennità di disoccupazione erogata dall’Inps.
Un meccanismo rodato che, secondo le stime investigative, avrebbe prodotto un danno economico all’Istituto previdenziale pari a circa 140 mila euro. Le assunzioni, pur risultando formalmente regolari, sarebbero state in realtà prive di una reale attività lavorativa, configurando così una truffa aggravata ai danni dello Stato.
Nonostante nell’azienda risultassero alle dipendenze tutti cittadini italiani, la stessa si avvaleva anche della manodopera di stranieri, in larga parte irregolari sul territorio nazionale, come documentato dalle videoriprese effettuate dagli investigatori del Commissariato di Pachino presso i terreni monitorati.
È emerso, inoltre, che parte delle somme percepite dagli indebiti beneficiari veniva consegnata a un intermediario nella gestione dell’intera operazione.
Un ruolo di particolare rilievo – rivelano gli investigatori – sarebbe stato ricoperto da un commercialista, il quale – con la collaborazione di alcuni datori di lavoro e di falsi lavoratori – realizzava condotte illecite funzionali alla formalizzazione delle assunzioni false ed ai successivi licenziamenti, strumentali alla percezione delle prestazioni Inps.
Il professionista avrebbe curato anche gli adempimenti amministrativi connessi alle false assunzioni e svolto attività di preparazione dei lavoratori che poi avrebbero dovuto tenere i colloqui presso gli uffici Inps.
Quanto all’intermediario, secondo le indagini fungeva da raccordo operativo tra l’azienda agricola, i falsi lavoratori e il professionista, curando i contatti con gli operai beneficiari delle indennità e provvedendo a riscuotere, da parte di questi ultimi, la quota dell’indennità da versare come controprestazione della falsa assunzione.




Origine siracusana dei Bronzi di Riace: “Nulla di nuovo, contano solo le prove scientifiche”

L’ipotesi dell’origine siracusana dei Bronzi di Riace anima la comunità scientifica ed archeologica, in un dibattito vivace e ricco di sorprese. I Bronzi, come è noto, sono conservati nel museo archeologico nazionale di Reggio Calabria. Il direttore Fabrizio Sudano, in questi giorni a Siracusa per partecipare alla tavola rotonda su beni culturali e nuove tecnologie “Samothrace”, a margine dell’incontro ha parlato della querelle su FMITALIA. “Io non trovo niente di straordinariamente diverso da quello che è stato detto sempre. Nel senso che vedo le ultime notizie apparse sui giornali, anche in modo frequente devo dire, come una delle tante ipotesi portate avanti da gruppi di ricerca”, spiega il direttore Sudano. “Noi guardiamo sempre con attenzione a quelle situazioni in cui ci possa essere un appiglio scientifico serio e accreditato, per poter discutere. Da parte nostra, siamo sempre pronti a fare ricerca in prima persona. Abbiamo al nostro interno gruppi di architetti, di archeologi, di restauratori e anche collaborazioni scientifiche accademiche di assoluto livello. Tutte supportano le nostre ricerche”.
Insomma Sudano rimane scettico sulle novità presentate per supportare la tesi dell’origine siracusana del gruppo scultoreo. “Forse la verità non la sapremo mai. Il nostro compito è un altro, ovvero quello di attenzionare e valorizzare giornalmente i Bronzi. Diciamo che la conoscenza, gli approfondimenti e gli studi hanno un loro percorso, una loro ragione. Ma questo non cambia nulla nell’ambito della gestione, della tutela e della proposta. Nei vari convegni a cui ho partecipato, da Reggio Calabria in su, questo argomento non è neanche conosciuto più di tanto, nonostante sia apparso in varie testate e televisioni”.
Magari è sbagliato parlare di ‘fastidio’, però il clamore non proprio locale attorno ai nuovi elementi recentemente pubblicati non sembra appassionare il direttore del museo di Reggio Calabria. “Guardi – dice Fabrizio Sudano – non possiamo evitare che si parli del nostro patrimonio. Però facciamolo nei convegni scientifici e non come chiacchiericcio. Per carità, giusto che si coinvolgano platee diverse, anche sempre più ampie. Ma nella misura in cui lo facciamo per valorizzare e non per screditare. La divulgazione deve essere l’obiettivo reale”.