Noto, controlli interforze: sequestrato un autolavaggio, denunce per droga e furto di energia

Una vasta operazione di controllo del territorio ha interessato Noto, nelle ore scorse. Come disposto dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal prefetto di Siracusa, Chiara Armenia, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e unità cinofile antidroga della Polizia Penitenziaria hanno messo in campo un servizio straordinario congiunto. Operate diverse verifiche per contrastare i fenomeni di illegalità diffusa, degrado urbano e innalzare il livello di sicurezza percepita dalla cittadinanza.
I controlli si sono concentrati in aree sensibili della città, come piazza Sofia, via Sonnino e via Fazello, spesso segnalate dai residenti per episodi di microcriminalità e disturbo.
Due persone sono state segnalate per detenzione di modiche quantità di stupefacente a uso personale. Una donna è stata denunciata dopo la scoperta di un allaccio abusivo alla rete elettrica della sua abitazione. Numerosi minori, che creavano schiamazzi in centro, sono stati identificati e richiamati al rispetto delle regole della convivenza civile.
Particolare rilievo ha assunto il controllo a un autolavaggio nel cuore della città barocca. L’attività, priva delle necessarie autorizzazioni, smaltiva irregolarmente le acque reflue utilizzate per il lavaggio degli automezzi. Gli agenti hanno riscontrato gravi violazioni alle norme ambientali: l’impianto operava senza alcuna autorizzazione per lo scarico in pubblica fognatura. Al termine degli accertamenti, l’autolavaggio è stato sequestrato e il titolare denunciato all’autorità giudiziaria.
Complessivamente, sono state identificate 190 persone e sottoposte a verifica diverse attività commerciali. Un’azione che, spiegano dalla Questura, mira non solo a colpire le irregolarità, ma anche a rafforzare la fiducia dei cittadini nella presenza quotidiana delle forze dell’ordine.




Il siracusano Francesco Annino eletto presidente nazionale di CNA Agricoltura

Il dirigente territoriale di Cna Siracusa, Francesco Annino, già presidente del settore Agricoltura a livello provinciale, è stato eletto presidente nazionale di Cna Agricoltura. “Un riconoscimento di altissimo profilo che premia l’impegno e la competenza di Annino, chiamato a guidare per il prossimo quadriennio l’intero comparto nazionale delle imprese agricole aderenti alla Confederazione. Questa elezione porta la voce e l’esperienza del territorio siracusano ai massimi livelli del sistema associativo, a testimonianza del valore espresso dal tessuto imprenditoriale locale”, commentano dalla sede siracusana della confederazione.
“Inizieremo un periodo di ascolto e conoscenza delle esigenze dei nostri associati per poter calibrare al meglio le nostre attività future, avendo l’obiettivo di accompagnare i nostri agricoltori con una visione futura fatta di progetti, impegno e responsabilità. Con umiltà, determinazione e spirito di servizio mi impegno a lavorare al vostro fianco, certo che la forza del nostro lavoro sarà sempre la comunità che costruiamo insieme”, le prime parole del neo presidente nazionale.
“L’elezione di Francesco Annino rappresenta un prestigioso traguardo non solo per le sue indubbie qualità, ma per l’intero sistema CNA Siracusa”, commentano la presidente provinciale Rosanna Magnano e il segretario Gianpaolo Miceli. “Siamo certi che saprà rappresentare al meglio le istanze di un settore strategico come quello agricolo a livello nazionale, portando con sé la concretezza e la passione del nostro territorio. A lui vanno i nostri più sentiti complimenti e il massimo supporto per questo importante e meritato incarico”.




Sos Borgata, quartiere soffocato dal degrado. La Cgil: “La colpa non è degli stranieri”

Si moltiplicano le voci in difesa della Borgata, rione storico di Siracusa in cerca di rilancio. Anche la Cgil con la Camera del Lavoro che ha sede nel quartiere lamenta il crescente degrado socio-ambientale che, secondo il sindacato, non può più essere ignorato dalle istituzioni.
“Ogni giorno – spiegano dalla Cgil – riceviamo segnalazioni dai nostri iscritti che abitano o lavorano nella zona. La situazione è ormai al limite della sostenibilità”. In molti puntano il dito contro la variegata ed ampia comunità straniera, composta in particolare da extracomunitari. Una ricostruzione che il sindacato non condivide. “Sono una risorsa per la comunità. Il vero problema è la cronica assenza di politiche pubbliche capaci di affrontare con serietà il degrado del quartiere”.
Tra le criticità lamentate ci sono illuminazione insufficiente, verde abbandonato, raccolta dei rifiuti irregolare, carenze nei servizi igienico-sanitari. A tutto ciò si aggiunge la marginalità sociale di molti extracomunitari, spesso vittime di sfruttamento e caporalato.
“La somma di questi fattori – spiega Enzo Vaccaro (Cgil) – genera un malessere diffuso che colpisce indistintamente italiani e stranieri. Le risposte non possono essere solo securitarie o escludenti: il contrasto al degrado passa attraverso i diritti, l’integrazione e l’equità sociale”.
Per questo dalla Cgil chiedono con urgenza l’apertura di un Tavolo di Lavoro Permanente con Comune, enti competenti, associazioni, volontariato e rappresentanze di quartiere, per definire un Piano straordinario per la Borgata. Cosa mettere dentro il piano? “Controlli contro lo sfruttamento, politiche abitative inclusive, mediazione linguistica e rigenerazione urbana.
“La Borgata – conclude Vaccaro – merita di tornare a essere un quartiere vivo, accogliente e dignitoso. La Cgil è pronta a fare la sua parte, ma serve un impegno forte e concreto da parte delle istituzioni”.




Cavallaro (FdI): “Mancate penalità e obiettivi differenziata falliti, ecco la verità”

Sul servizio di igiene urbana a Siracusa si concentrano le attenzioni dei consiglieri comunali. Dall’opposizione critiche per il ritardo con cui soltanto adesso siano stati avviati i controlli contro gli utenti “fantasma” e applicate sanzioni dure per l’abbandono di rifiuti. “Oggi l’Amministrazione fa la parte del leone e sta facendo ciò che avrebbe dovuto fare da tempo: sanzionare gli incivili e scovare chi non paga la Tari. Ne sono lieto – dice Paolo Cavallaro (FdI) – ma occorre fare operazione verità. La tolleranza mostrata in passato ha prodotto conseguenze gravi per i conti del Comune e per i cittadini onesti”.
Secondo Cavallaro, se i controlli e la repressione delle irregolarità fossero stati avviati sin dall’affidamento del servizio a Tekra, nel 2020, “avremmo già raggiunto il 65% di raccolta differenziata, ridotto la pressione fiscale sui cittadini, beneficiato degli incentivi regionali e risparmiato ingenti somme per lo smaltimento dell’indifferenziato in discarica”.
Il consigliere punta l’indice contro la variante al capitolato approvata nel 2023, con cui – sostiene – “il Comune avrebbe rinunciato di fatto a incassare le penalità previste a carico della Tekra per ogni giorno di ritardo nel raggiungimento dell’obiettivo del 65% (il noto milione di euro tornato alla cronaca a seguito dell’interrogazione del deputato La Vardera, ndr), ammettendo le proprie responsabilità”. Non solo, Cavallaro evidenzia come “nella perizia di variante e suppletiva, redatta per conto della stazione appaltante dal DEC di allora, la E.S.P.E.R. Società Benefit srl, si evidenziano criticità strutturali: assenza di contenitori dotati di transponder, mancata internalizzazione dei bidoni condominiali, aree ancora servite con modalità ‘stradale’ e difficoltà a introdurre la tariffazione puntuale. “Si deve infine considerare che l’appaltatore ha spesso richiesto all’amministrazione comunale di porre in essere, per tramite del corpo di polizia municipale e delle guardie ecologiche, attività di maggiore repressione del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti e di contrasto al fenomeno di spostamento su strada pubblica dei bidoni condominiali ma lo scarso organico di agenti della polizia municipale non ha consentito all’amministrazione comunale di dar compiuto seguito alle legittime richieste dell’appaltatore”.
Elementi che spingono Cavallaro a concludere che “di fatto si è ammesso che applicare le penali avrebbe potuto aprire la strada a contenziosi dagli esiti incerti. Ma i cittadini devono sapere che dietro questo fallimento ci sono precise responsabilità di chi governa da anni e non ha saputo garantire il servizio promesso”.
Il consigliere di FdI sottolinea infine la necessità che l’azione repressiva contro inciviltà ed evasione prosegua senza sosta. “Si deve andare fino in fondo per scovare tutti gli utenti fantasma e contrastare con decisione l’abbandono dei rifiuti. Ma è giusto che i cittadini conoscano la verità e sappiano da dove nascono i disastri che vediamo ogni giorno in città”.




Bonomo fa da pontiere nel litigioso Pd: “Ritrovare unità per contrastare la malapolitica”

In un momento di forte tensione interna al Partito Democratico siracusano, arriva l’intervento di Mario Bonomo che invita il gruppo dirigente a un cambio di passo deciso, ritrovando unità davanti ad un nemico comune esterno. “Il Pd ha oggi la necessità, soprattutto alla luce delle recenti vicende di cronaca politica provinciale, di superare conflittualità laceranti e di ritrovare il suo ruolo di faro del centrosinistra siracusano, oltre che di censore integerrimo delle nefandezze politiche che si stanno consumando sulla pelle dei cittadini”. Secondo Bonomo, dietro la costituzione di un presunto “nuovo centro” si celerebbe infatti un “comitato politico-elettorale clientelare che, con scientificità, ha permeato le amministrazioni di alcuni comuni, incluso il capoluogo, occupando contestualmente ruoli apicali nelle principali società partecipate”. Parole che richiamano le denunce pubbliche del senatore Nicita sull’uso disinvolto del potere e sulle commistioni tra enti pubblici. “Non possiamo non allarmarci – osserva Bonomo – di fronte al rischio che simili pratiche si replichino in altri territori”.
Ma per trovare pace dentro al litigioso Pd siracusano servono “generosità e coraggio” da parte delle varie anime interne. E potrebbe tornare utile, secondo Mario Bonomo, una piattaforma politico-programmatica chiara e condivisa, fondata sulla priorità del campo largo e sul rifiuto netto di accordi trasversali o giochi di potere. “Smettiamola di parlare ai nostri ombelichi – incalza – è il momento di guardarsi in faccia. C’è bisogno di una forte spinta unitaria e di un gruppo dirigente capace di dire no a sotterfugi personalistici che compromettono il ruolo del Pd”. Ecco il ruolo del Pd. Bonomo non ha dubbi: “fare opposizione dura alla malapolitica”.




Raccolta abiti usati sospesa, il Comune cerca un nuovo gestore (e nuove modalità)

La raccolta del tessile è sospesa da oltre dieci giorni. Abiti ed indumenti usati non possono più essere conferiti nei cassoni che erano stati piazzati all’interno dei parchi gioco cittadini. E neanche al Centro Comunale di Raccolta di Targia c’è modo di smaltirli. Decine le segnalazioni da parte di chi avrebbe voluto utilizzare correttamente il servizio. E per il momento non c’è ancora una previsione su come e quando ripartirà. Bisogna infatti attendere il 6 ottobre, data in cui scadrà la manifestazione pubblica di interesse avviata da Palazzo Vermexio. In sostanza, si invitano aziende interessate a gestire il servizio ad inviare la loro candidatura. Nessuno, al momento, da per scontato che arriveranno risposte. E sarebbe un problema.
Per il momento, non è possibile conferire abiti o indumenti usati se non facendo ricorso al turno di raccolta dell’indifferenziato. Il servizio ha conosciuto alterne fortune, in questi anni. Più ombre che luci, invero. Inizialmente, i cassoni per gli abiti usati erano comparsi su strada. Ma sono stati presto scambiati per i vecchi cassonetti stradali, dando vita a discariche. Spostati all’interno di aree recintante, in particolare nei parchi gioco, non hanno avuto miglior sorte. Tra un’utenza distratta e poco rispettosa, turni di raccolta risultati non puntuali per le esigenze di conferimento e fenomeni terzi (chi svuotava per arraffare e rivendere e poi lasciava tutto in terra, ndr) non è mai realmente migliorata la situazione. Il 15 settembre è scaduta la convenzione con il precedente gestore (Cannone, ndr) ed ora si cerca una nuova realtà per riavviare – e magari rilanciare – un servizio comunque necessario.




Comuni con ampi territori, 470mila euro per Noto. Soddisfazione di Gennuso (FI) e Auteri (DC)

Noto è l’unico comune della provincia di Siracusa a beneficiare della ripartizione di contributi regionali destinati ai Comuni con ampie superfici territoriali. In totale, sono sei gli enti pubblici individuati dalla Regione. “Noto riceverà un contributo di 470.368 euro”, conferma il deputato regionale Riccardo Gennuso (FI). “Questi fondi potranno essere destinati alla gestione dei servizi ordinari, dalla manutenzione delle strade alle attività di supporto all’intero territorio”, aggiunge commentando l’approvazione dell’ultima manovra finanziaria della Regione.
I requisiti richiesti prevedevano una superficie superiore a 250 chilometri quadrati, almeno una frazione e il fatto di non essere capoluogo di città metropolitana o di libero consorzio comunale. Oltre a Noto, gli altri Comuni che ne beneficeranno sono: Caltagirone e Ramacca in provincia di Catania, Monreale in provincia di Palermo, Mazara del Vallo in provincia di Trapani e Modica in provincia di Ragusa.
“Il provvedimento inserito nella manovra finanziaria – aggiunge Gennuso – conferma l’attenzione del Governo Schifani verso i Comuni che devono affrontare sfide demografiche e territoriali, permettendo loro di garantire servizi efficienti e il benessere della comunità”.
Per il deputato regionale Carlo Auteri (DC) si tratta di una misura “che riconosce i costi aggiuntivi di chi amministra territori vastissimi”. L’esponente della Democrazia Cristiana ringrazia il presidente della Commissione Bilancio (Dario Daidone) “per aver sostenuto un percorso che oggi porta un beneficio diretto ai cittadini. È la dimostrazione che quando si lavora insieme con responsabilità e visione, i risultati arrivano. Per Noto – conclude Auteri – queste risorse significheranno manutenzione delle strade, cura delle aree rurali, sicurezza dei territori e servizi più efficienti nelle frazioni. Non parliamo di cifre astratte, ma di risposte pratiche alla vita quotidiana dei cittadini. Continueremo a vigilare perché ogni euro venga impiegato bene e velocemente”.




“Dote Famiglia 2025”, contributi per lo sport dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni

Lo sport come strumento di crescita, benessere e inclusione sociale. È con questo obiettivo che prende il via il Fondo Dote Famiglia 2025, iniziativa del Governo che prevede contributi a favore delle famiglie con minori tra i 6 e i 14 anni ed isee fino a 15mila euro, per consentire la partecipazione a corsi sportivi riconosciuti.
A illustrare la misura è l’on. Luca Cannata, vicepresidente della Commissione Bilancio. “Lo sport è un motore di aggregazione e di sviluppo sano per i nostri ragazzi e con questo fondo vogliamo garantire pari opportunità a tutte le famiglie, sostenendo chi rischierebbe di dover rinunciare a un’attività fondamentale per la crescita dei figli”. Il deputato nazionale di Fratelli d’Italia ricorda inoltre i progetti già avviati in questi anni sul territorio: “Dalla realizzazione di spazi sportivi agli interventi infrastrutturali, fino al Talete dello Sport lasciato in eredità a Siracusa in occasione del G7 Agricoltura con il ministro Lollobrigida: segni tangibili dell’attenzione del Governo Meloni per Siracusa, la provincia e tutta la Sicilia”.
Il bando prevede che le domande possano essere presentate online da lunedì 29 settembre alle ore 12, fino a esaurimento delle risorse disponibili, accedendo alla piattaforma dedicata tramite SPID o CIE. I contributi sono riservati a genitori o esercenti la potestà genitoriale con ISEE fino a 15 mila euro. L’elenco dei corsi sportivi disponibili a Siracusa e nei comuni della provincia è già consultabile sul sito del Dipartimento per lo Sport.
“Con il Fondo Dote Famiglia 2025 – conclude Cannata – il Governo conferma la propria attenzione per lo sport come strumento educativo e di inclusione sociale. È un intervento concreto a sostegno delle famiglie e dei giovani, che potranno così vivere esperienze decisive per il loro percorso di crescita personale e comunitaria”.




Question Time, in Consiglio comunale 12 domande per l’Amministrazione

Il 29 settembre sarà ancora question time in Consiglio comunale. Dodici interrogazioni presentate, 7 del Partito democratico e 5 di Fratelli d’Italia. Alle 10 l’inizio della discussione.
Il gruppo del Pd (Massimo Milazzo, Sara Zappulla e Angelo Greco) interroga l’amministrazione su più temi: “pericoli e disturbo in piazza Ernesto Cosenza”, sollevando anche il problema dalla mancanza di centri di aggregazione nel quartiere Pizzuta; lo stato degli edifici scolastici comunali; gli incendi nei terreni incolti; la “copertura degli asili nido e prospettive per il tempo pieno”; la pianificazione della pulizia di tombini e caditoie; le strutture di accoglienza per i senza dimora, in particolare per le donne; l’attività di informazione per il rispetto dell’ambiente, la raccolta differenziata e l’uso delle telecamere per combattere le violazioni.
Paolo Cavallaro e Paolo Romano, componenti del gruppo di FdI, hanno chiesto all’Amministrazione di aggiornare il Consiglio comunale sulla pulizia di un’area tra le vie Foti e Adorno, tema che era già stato oggetto di interrogazione lo scorso giugno; sulla carenza di servizi e la presenza di parcheggiatori e baracche abusive tra le vie Giuseppe Toscano e Luigi Doumontier; la situazione del personale della Polizia municipale; il degrado dell’area dell’ex tribunale; la gestione del cimitero.




Centro polivalente Pippo Fava, cuore pulsante della solidarietà avolese

Sopralluogo del sindaco di Avola, Rossana Cannata, al Centro Polivalente “Pippo Fava”. Nel corso degli anni, ha saputo trasformarsi in un punto di riferimento per la cittadinanza, ospitando eventi, iniziative e diventando la sede di numerose associazioni attive sul territorio, tra cui va ad aggiungersi Aretusa Soccorso che collabora negli interventi di protezione civile ed è attiva con mezzi tra cui anche quello destinato al servizio di taxi sociale, per aiutare le famiglie in difficoltà, garantendo loro un supporto per gli spostamenti in città e extra territoriali. Tra le attività spicca anche quella offerta della Croce rossa attraverso l’Atelier Solidale, per la raccolta e distribuzione di abiti usati e anche realizzando diversi corsi di formazione su tecniche e manovre salvavita.
“Il Centro Polivalente Pippo Fava rappresenta un simbolo della nostra volontà di creare uno spazio di aggregazione e solidarietà per i cittadini di Avola – commenta il primo cittadino – Questo centro è sempre più un luogo che unisce, che raccoglie le necessità della comunità e che offre servizi a chi ne ha bisogno”.
Quest’estate, ad esempio, è stato sede di numerosi eventi che hanno animato la nostra città, con tanti laboratori inclusivi, e oggi è casa di tante associazioni che lavorano instancabilmente per il bene comune per migliorare la qualità della vita dei cittadini più vulnerabili. “La rete che stiamo costruendo tra il Comune e le associazioni è fondamentale – conclude Cannata – Non solo perché risponde a bisogni concreti, ma anche perché ci permette di sviluppare una sinergia che fa crescere il nostro territorio. Le parole d’ordine che guidano la mia amministrazione sono rete, sviluppo, sinergia ed economia sociale. Noi siamo impegnati a rendere Avola un esempio di città inclusiva, che investe sul sociale e sulla partecipazione attiva dei cittadini. Il nostro impegno è quello di fare in modo che ogni iniziativa possa contribuire alla crescita di una comunità che non lascia indietro nessuno”.