Tekra–RisAm, ok tutele per i lavoratori. L’opposizione avverte: “Troppe ombre, anche sui mezzi”

Soddisfatti i consiglieri di opposizione dopo l’approvazione, in Consiglio comunale, del deliberato che impegna il Comune di Siracusa quale stazione appaltante a pagare direttamente le retribuzioni dei dipendenti Tekra nel caso di inadempimento dell’appaltatore. Era una delle preoccupazioni principali dei lavoratori, alcuni presenti ieri sera all’assise cittadina. Ad allarmare i dipendenti della società di igiene urbana, in fase di affitto ramo di azienda alla subentrante RisAm, la questione Tfr ed i 5 mesi richiesti dall’azienda per il pagamento pieno. In caso di “sorprese” lungo la strada, ci penserà il Comune di Siracusa, tramite l’attivazione di quanto previsto da apposita assicurazione.
“E’ un passo importante ma ovviamente non basta a dissipare tutte le incognite che restano attorno a questa precipitosa vicenda dell’affitto del ramo di azienda da Tekra a RisAm”, dicono i consiglieri di Pd, FI e FdI in una nota congiunta.
Durante la seduta, dai banchi di opposizione diversi i dubbi sollevati sulla concessionaria RisAm, “costituita appena ad aprile 2025 e sinora non operativa e che non possiede proprie attrezzature e risorse umane. Modesto il capitale sociale, appena 20.000 euro, dato che certamente renderà difficili gli affidamenti bancari”. I consiglieri della minoranza hanno chiesto agli uffici di verificare attentamente il possesso dei requisiti tecnici e delle autorizzazioni per svolgere il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. Operazioni, invero, già in corso, a pochi giorni dal subentro previsto per il primo febbraio.
A destare una certa sorpresa, la conferma che nessuna comunicazione preventiva era stata data all’amministrazione sull’affitto del ramo di azienda. “Una risposta estremamente pesante perché apre scenari inquietanti – spiegano dall’opposizione – sia sulla trasparenza, la correttezza, la buona fede contrattuale della società che svolge il più importante e costoso appalto del comune di Siracusa; sia sulla capacità del comune di Siracusa di vigilare e di monitorare il comportamento della propria controparte contrattuale. Occorre ritenere che anche i sindacati non siano stati previamente informati dell’operazione di affitto del ramo di azienda, come prevede la normativa di settore, mettendo in atto una condotta antisindacale che mina la credibilità della società stessa”.
Intanto, attraverso le parole del Direttore dell’Esecuzione del Contratto (D.E.C.), emersi altri problemi di Tekra riguardo le attrezzature e i mezzi impiegati nel servizio, “molti dei quali rotti e inutilizzati perché da tempo rimasti privi di manutenzione; mezzi tra l’altro inspiegabilmente concessi in affitto a RisAm per soli 6 mesi a fronte dei restanti 18 mesi di vigenza del contratto di appalto con il Comune di Siracusa”.




Danni in Sicilia dopo il ciclone Harry, Nicita (Pd): “Dal governo risposta irricevibile”

Si accende la polemica politica sul trattamento riservato dal Governo alla Sicilia colpita dal ciclone Harry. Ieri era stato il parlamentare Scerra (M5S) a parlare di un esecutivo che pare liquidare l’accaduto come emergenza di serie B. Oggi è il senatore del Partito Democratico Antonio Nicita a parlare senza mezzi termini di una risposta “irricevibile” da parte del governo Meloni.
Nel mirino del senatore, la previsione di 100 milioni di euro complessivi per tre regioni ed equamente divisa nonostante la sproporzione tra quanto avvenuto in Sicilia e quanto accaduto in Calabria e Sardegna. La cifra viene giudicata del tutto “inadeguata”, soprattutto se confrontata con gli stanziamenti adottati in passato per altre emergenze simili nel resto del Paese. “Ci si attivi con la medesima solerzia manifestata per le alluvioni degli scorsi anni – scrive Nicita – Sicilia, Calabria e Sardegna non sono figlie di un Dio minore”.
Secondo il senatore, il Governo starebbe mostrando un’attenzione “a geometria variabile”, con una gestione delle emergenze che cambia a seconda dei territori coinvolti. Da qui la richiesta di un cambio di passo immediato e di misure concrete.
Nicita elenca una serie di interventi ritenuti prioritari. In primo luogo, la sospensione degli oneri fiscali per famiglie e imprese colpite, misura per la quale è già stato presentato un emendamento al decreto Milleproroghe. Al centro anche il tema delle infrastrutture, con la richiesta di un ripristino immediato del collegamento ferroviario ionico, utilizzando mezzi e risorse già impegnati nel raddoppio del binario, e l’introduzione di bonus trasporti per i pendolari penalizzati dagli extracosti.
Sul fronte delle risorse, il senatore chiede una rapida verifica dei danni e l’individuazione di nuovi canali di finanziamento, attraverso l’utilizzo dei residui del programma Ponte sullo Stretto 2026 e l’attivazione del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea. Particolare attenzione viene riservata anche alla crisi dei litorali, con la proposta di interventi di ripascimento delle coste erose, sfruttando in modo regolamentato la sabbia e la ghiaia accumulate nelle aste torrentizie.
Nel pacchetto di richieste rientrano poi la progettazione accelerata per la ricostruzione di lungomari e viabilità, con criteri di protezione e compatibilità ambientale, e misure di sostegno economico per turismo, pesca e agricoltura, comprese forme di defiscalizzazione. Nicita invoca inoltre la rimozione dei vincoli per i Comuni in dissesto colpiti dal ciclone e una maggiore capacità finanziaria per i liberi consorzi.
Tra le proposte più articolate figurano anche la destinazione di una quota del fondo Invest-EU a interventi contro il dissesto idrogeologico, l’introduzione di obblighi di servizio pubblico (OSP) sulle tratte sensibili degli aeroporti di Catania e Palermo e un bonus sulle accise dei carburanti per compensare gli extracosti legati alle interruzioni stradali e ferroviarie. Infine, il senatore chiede una norma chiarificatrice che consenta di qualificare i danni del ciclone come “inondazione” ai fini degli obblighi assicurativi già in capo alle imprese.
Un capitolo a parte riguarda Niscemi, per la quale Nicita sollecita un decreto urgente e straordinario, alla luce di una situazione che definisce specifica e particolarmente grave.




Fango e morte, il ciclone cancella allevamento a Siracusa: annegati 400 capi di bestiame

Tra le immagini drammatiche lasciate dal passaggio del ciclone “Harry” nel Siracusano c’è anche quella di un intero allevamento distrutto nei pressi della fonte Ciane. Oltre 400 capi di bestiame sono morti per annegamento nel giro di poche ore, travolti dall’ondata di acqua e fango provocata dall’eccezionale evento meteorologico.
La violenza del ciclone ha colpito l’area in modo improvviso, trasformando i terreni in un’enorme distesa allagata. Gli animali, sorpresi dall’innalzamento repentino del livello dell’acqua, purtroppo non hanno avuto scampo. Per l’allevatore, si tratta di una perdita enorme in termini di lavoro e sacrifici.
Sul posto sono intervenuti i servizi veterinari dell’Asp di Siracusa, che hanno disposto la rimozione e lo smaltimento delle carcasse, un’operazione necessaria per evitare rischi igienico-sanitari e ambientali. Le attività si stanno svolgendo secondo i protocolli previsti per eventi calamitosi di questa portata.




Balneari, esenzione oneri per le aree colpite dal ciclone Harry. “Ora differimento delle scadenze”

Esenzione dagli oneri delle concessioni balneari per tutto il 2026 per i gestori dei lidi balneari duramente colpiti dal passaggio del ciclone Harry. L’assemblea regionale siciliana, su proposta dell’assessore al Territorio e ambiente Giusi Savarino, ha appena approvato in aula la norma, che prevede una dotazione finanziaria di circa 10 milioni di euro.
«È un primo segnale di attenzione – dice Savarino – verso quei territori e quelle realtà economiche duramente colpite dal passaggio del ciclone Harry. Il governo Schifani sta lavorando per mettere in campo in tempi rapidi ulteriori misure di sostegno, anche attraverso il ricorso a Irfis FinSicilia, la finanziaria regionale, per sostenere quelle attività che hanno subito forti perdite economiche e limitare la potenziale perdita di fatturato. Il prossimo passo sarà quello di chiedere al governo nazionale deroghe per dimezzare i tempi delle autorizzazioni ambientali indispensabili alla ricostruzione e alle opere di mitigazione a tutela delle coste siciliane, attiverò una specifica sottocommissione dedicata in CTS proprio per accelerare al massimo le procedure. Chiederemo un differimento delle scadenze delle concessioni balneari. La proroga è indispensabile non solo per ammortizzare gli investimenti necessari, ma anche per la sopravvenuta modifica dei pudm, la pianificazione del demanio marittimo, proprio in queste aree costiere che hanno subito modifiche morfologiche tali da comportare una nuova definizione. Alcune aree destinate finora alle imprese balneari semplicemente non esistono più, la tempistica per questo lavoro non è compatibile con la scadenza del 2027».




Auto a metano in fiamme nella notte a Lentini, intervento dei Vigili del Fuoco

Paura nella notte a Lentini per l’incendio di un’autovettura alimentata a metano. L’allarme è scattato nella notte, intorno alle 2.50, quando la squadra dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Lentini è intervenuta nei pressi di via dei Profughi.
Giunti sul posto, i pompieri hanno trovato l’auto avvolta dalle fiamme ed hanno immediatamente avviato le operazioni di spegnimento, riuscendo a domare l’incendio in tempi rapidi e a mettere in sicurezza il veicolo, evitando ulteriori rischi legati alla presenza dell’impianto a metano.
A supporto delle operazioni sono intervenuti anche i Carabinieri di Carlentini, che hanno provveduto a delimitare l’area e ad avviare gli accertamenti investigativi di competenza.
Restano da chiarire le cause del rogo. Le indagini sono in corso per stabilire se l’incendio sia di natura accidentale o dolosa.




Colpi ai bancomat e paura nella zona montana, ora pattuglie in strada anche di notte

Non è rimasto inascoltato lo sfogo dei sindaci della zona montana di Siracusa. “Abbiamo paura”, avevano detto all’unisono i primi cittadini di Sortino e Buccheri, dando voce alle preoccupazioni diffuse sui loro territori. “Ci siamo scoperti vulnerabili”, avevano aggiunto Vincenzo Parlato e Alessandro Caiazzo lamentando carenze nei controlli, soprattutto nelle ore notturne. Nel giro di pochi giorni, e sempre nel fine settimana, una banda specializzata nel furto di interi bancomat ha preso di mira banche di Palazzolo, Buccheri e Sortino. Esplosivo ed escavatore per portare a compimento colpi audaci, in appena 15 minuti. Una spregiudicatezza che ha creato diffuso allarme sociale.
La prima risposta arriva dalla Prefettura di Siracusa. Dalla notte scorsa, sono stati attivati controlli aggiuntivi con la presenza – a rotazione – di pattuglie interforze. La Questura di Siracusa, raccolto l’input prefettizio, raccorda e coordina le operazioni. Ai Comuni interessati è stata inviata una nota con la comunicazione relativa ai controlli nelle ore notturne. I sindaci sono stati invitati a collaborare, per tramite della polizia locale.
La reazione è un iniziale sospiro di sollievo, con controlli nelle ore notturne attivi con lampeggianti e divise a presidiare strade e luoghi sensibili nei piccoli centri montani del siracusano.




Siracusa non resta a guardare, volontari di Protezione Civile in aiuto di Niscemi

Sono operativi da questa mattina a Niscemi gli otto volontari di Protezione Civile partiti da Siracusa nelle scorse ore, per fornire supporto alla popolazione colpita dalla grave frana che ha interessato il territorio, costringendo circa 1.500 persone all’evacuazione e allo sgombero di centinaia di abitazioni.
La colonna mobile aretusea, composta da diversi mezzi specializzati, tra cui la cucina mobile, ha raggiunto la cittadina nissena nella prima parte della mattinata. Seguendo le disposizioni e il coordinamento del Dipartimento Regionale di Protezione Civile, i volontari hanno provveduto al posizionamento dei mezzi e all’immediata attivazione dell’unità cucina, una struttura in grado di preparare fino a mille pasti, destinati alle persone evacuate e agli operatori impegnati nelle attività di emergenza.
Un primo, concreto intervento di conforto in un contesto segnato da paura, disagi e incertezza, in cui l’assistenza logistica e alimentare rappresenta un elemento essenziale per affrontare le ore più difficili successive all’evento calamitoso.

A rappresentare Siracusa sul campo sono i volontari del gruppo AVCS: Maurizio Rubino, Anthony Giliberto, Emanuele Salonia, Samuele Colombo, Gianluca Damiano, Sebastiano Lenares e Valeria Romeo, impegnati senza sosta a supporto della macchina dei soccorsi.
La presenza di uomini e mezzi siracusani si inserisce nel più ampio dispositivo regionale attivato per fronteggiare l’emergenza di Niscemi.




Siracusa, per la difesa arriva Thiago Capomaggio

Un rinforzo anche per la retroguardia. Arriva in azzurro il difensore centrale Thiago Capomaggio. Argentino classe 2000, 190cm di altezza, arriva dal Pineto club con il quale ha disputato la prima parte di questa stagione, nel girone B di Serie C. Ultima delle sue dodici presenze, il 18 gennaio. In precedenza, in Italia, ha giocato in Serie D con le maglie di Reggina e Città di Sant’Agata.
Oggi il suo primo allenamento agli ordini di mister Turati e sarà a disposizione per i prossimi impegni ufficiali.




Rifiuti, passaggio da Tekra a Ris.Am. tra dubbi e perplessità. Il Comune: “Verifiche in corso”

Giorni “caldi” per il servizio di igiene urbana a Siracusa. I cittadini lamentano costanti ritardi nella raccolta, mentre i lavoratori di Tekra paiono aver dato vita ad una sorta di stato di agitazione non dichiarato, con una trentina di loro improvvisamente in malattia. I ritardi nel pagamento degli stipendi influiscono. Sullo sfondo, l’imminente “affitto” del ramo di azienda, con Tekra che ha firmato il relativo contratto di subentro con la Ris.Am. srl, giovane società con sede a Milano. Quest’ultima vicenda agita anche la politica e sarà al centro del Consiglio comunale convocato per questa sera a Palazzo Vermexio.
Il quadro non è sereno. Sindacati e lavoratori non nascondo le loro perplessità davanti alla ristrutturazione societaria avviata da Tekra. Ha poi creato più di una sorpresa la circostanza che Ris.Am. sia una società costituita meno di un anno fà. La visura camerale (Camera di Commercio di Milano, Monza, Brianza) riporta come data inizio attività il 16 aprile del 2025. Capitale sociale di appena 20mila euro, a fronte di un servizio per il quale il Comune di Siracusa paga in canone svariati milioni di euro, ogni anno. Amministratore unico è Vincenzo Vanacore, di Castellamare di Stabia (Na).
FdI e il gruppo consiliare del Pd hanno manifestato nelle scorse giornate tutte le loro perplessità. Nelle ore scorse, intanto, il Comune di Aversa (Caserta) ha preso posizione sul passaggio Tekra-RisAm. Anche il centro campano infatti, è interessato dall’affitto del ramo d’azienda nel settore dell’igiene urbana. E il Comune della città normanna ha proceduto alle verifiche necessarie al subentro, anche – spiegano fonti di stampa locale – per “riscontrare che l’accordo non sia stato sottoscritto con finalità elusive delle regole e dei principi stabiliti dal codice dei contratti pubblici”. Dagli accertamenti, operati dall’ufficio Ambiente del Comune di Aversa, sono emerse diverse criticità che hanno portato all’inammissibilità del subentro contrattuale. Starebbe però per essere prodotta nuova documentazione, per superare quel parere di nullità del contratto di affitto del ramo d’azienda da parte del Comune di Aversa.
A proposito di verifiche, anche l’Ufficio Igiene Urbana del Comune di Siracusa sta visionando con attenzione documenti e autorizzazioni. Filtra qualche perplessità sul tema delle garanzie (esperienza nel settore, capitale sociale limitato, ed altro) ma solo se dovesse emergere qualche carenza rispetto alle previsioni normative – fanno sapere – il Comune di Siracusa potrebbe bloccare l’operazione. Nel caso opposto, invece, dal primo febbraio diventerà effettivo il subentro, con i dipendenti che saranno assorbiti dalla nuova società con annessi tutti gli obblighi derivanti dal contratto sottoscritto da Tekra con il Comune di Siracusa.




La desolazione di Marina di Priolo dopo il passaggio del ciclone Harry

Il passaggio del ciclone Harry ha “cancellato” Marina di Priolo. Le spiagge non si vedono più ed appaiono notevolmente ridotte in ampiezza. Qualcosa, si dice, il mare la restituirà. Per il resto, si proverà a rispondere con del ripascimento. Sono iniziate le operazioni di pulizia, intanto. La rimozione di alcuni dei tanti massi scagliati dalla furia dei marosi, ha intanto portato ad una triste scoperta: la strada che costeggia il lungomare è stata distrutta. Voragini e ampie porzioni dissestate, va tutta ricostruita. E’ il danno principale subito da Priolo Gargallo, cittadina industriale a nord del capoluogo che – con il suo litorale – è diventato un punto di riferimento estivo per migliaia di siracusani, nonostante le tante battute che accompagnano da sempre la balneabilità di quel tratto (censito e monitorato ambientalmente, ndr).
“Quella strada è anche una via di fuga”, ricorda il sindaco Pippo Gianni. “Domani si riunirà in Comune il tavolo tecnico per gli interventi da avviare. Oggi siamo in call con la Regione per quel che riguarda i lidi e l’economia turistica. Tutto quello che c’era a Marina di Priolo, adesso non c’è più. E’ grave”, racconta il primo cittadino.
Il sindaco di Priolo lamenta poi una certa freddezza della zona industriale. “Solo una grande azienda ci ha contatto per mettersi a disposizione in aiuto del territorio. Le industrie sono qui, ormai danno poco lavoro ma hanno da sempre una certa ricaduta ambientale. Era l’occasione per dimostrare responsabilità sociale. Mi spiace che solo un’azienda lo abbia fatto, sino ad ora”, si sfoga Gianni.