Individuato in Germania ed estradato latitante 40enne ricercato per estorsione

Lo hanno rintracciato in Germania, a Wolfhagen. È così finita la latitanza di un 40enne di Pachino, con precedenti di polizia per estorsione e resistenza.
A carico dell’uomo era pendente un mandato di arresto europeo emanato il 19 febbraio scorso dalla Procura di Siracusa.
Grazie alla complessa attività info-investigativa condotta dai Carabinieri della Stazione di Pachino e dell’Aliquota Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria, coordinati dalla Procura di Siracusa, l’uomo, irreperibile e latitante, è stato localizzato in Germania e il 16 luglio gli è stato notificato dalla polizia tedesca il mandato di arresto europeo in forza del quale, nel pomeriggio del 1 agosto, è stato estradato in Italia con un volo Francoforte-Catania. All’aeroporto di Catania Fontanarossa è stato preso in carico dai Carabinieri e associato al carcere Cavadonna.
Gravato da un ordine di carcerazione emesso nel 2022 dalla Procura, deve scontare una pena complessiva di tre anni, undici mesi e ventisei giorni per alcune estorsioni commesse nel 2017 a Pachino.




Musica ad alto volume a tarda notte, multe tra Ortigia e zone balneari

Controlli rafforzati sui locali pubblici con l’arrivo della stagione estiva. Polizia di Stato in vampo per garantire la sicurezza degli avventori e tutelare il diritto al riposo dei residenti. L’attenzione delle forze dell’ordine si concentra in particolare sul rispetto degli orari e dei limiti di volume previsti per gli intrattenimenti musicali.
Nei giorni scorsi, le verifiche si sono focalizzate sulle zone balneari di Fontane Bianche, Terrauzza e Plemmirio anche a seguito di numerose segnalazioni da parte dei residenti che lamentavano la diffusione di musica ad alto volume fino a tarda notte da parte di alcuni locali.
Durante un intervento della Polizia Amministrativa della Questura di Siracusa, è stato denunciato il titolare di un esercizio che, alle 2 di notte, diffondeva musica ad alto volume, in violazione dell’ordinanza sindacale che vieta gli intrattenimenti musicali oltre l’1:30. Dalle verifiche è emerso che il locale, anche attraverso i social, pubblicizzava eventi musicali fino alle 3:00 del mattino, dimostrando così una consapevole inosservanza della normativa vigente.
Un altro gestore è stato invece sanzionato con una multa di 1.000 euro per l’assenza di autorizzazione sull’impianto acustico utilizzato.
I controlli hanno interessato anche i locali del centro cittadino frequentati dai più giovani, dove sono state riscontrate ulteriori irregolarità amministrative: cinque titolari sono stati sanzionati, anche per inosservanze legate all’impatto acustico.
Le operazioni di controllo proseguiranno per tutta l’estate, su tutto il territorio provinciale, con l’obiettivo di garantire una convivenza equilibrata tra svago e rispetto delle regole.




Abusi in rsa a Pachino, il Codacons chiede massimo rigore nei controlli

Il Codacons interviene sulla vicenda delle strutture socio-sanitarie di Pachino, dove sarebbero emersi gravi episodi di violenza e abusi sistematici ai danni di anziani e disabili. Il vicepresidente regionale dell’associazione, avvocato Bruno Messina, ha espresso “sdegno e rabbia” per quanto accaduto, definendo la situazione “inaccettabile” e richiedendo “una reazione immediata, netta e definitiva”.
Alla luce dei fatti, il Codacons annuncia la costituzione di parte offesa nel procedimento penale, chiedendo pene esemplari per tutti i responsabili. “Siamo di fronte a gesti ignobili e atti di crudeltà volontaria verso persone fragili, indifese e incapaci di difendersi – afferma Messina – che richiedono una risposta durissima da parte delle istituzioni”.
L’associazione sollecita inoltre un piano di controlli rigorosi e continui nelle RSA, con monitoraggi sanitari e psicologici periodici, condotti da medici qualificati. Tra le richieste vi sono anche sanzioni severe per le strutture che violano le normative, fino alla revoca delle autorizzazioni in caso di abusi gravi. In riferimento specifico al caso di Pachino, il Codacons invoca l’interdizione permanente per i soggetti coinvolti da qualsiasi ruolo nel settore assistenziale, vietando loro ogni futuro contatto con anziani o disabili.
Per sostenere le famiglie colpite, il Codacons ha attivato una task force legale, guidata dall’avvocato Messina, che fornirà assistenza ai parenti delle vittime e promuoverà azioni per il risarcimento dei danni morali e materiali subiti.
Infine, l’associazione invita il Comune di Pachino e la Regione Siciliana a costituirsi parte offesa nel processo, per tutelare l’immagine della Sicilia e l’interesse collettivo. Attivati un indirizzo mail (sportellocodacons@gmail.com) e un contatto WhatsApp (3715201706).




“Incanto Siciliano”, undici straordinarie donne (pazienti oncologiche) sfilano per la prevenzione

Saranno undici donne straordinarie le protagoniste della serata “Incanto Siciliano”, in programma giovedì 7 agosto alle ore 20.00 nel cortile di Pietra del Palazzo della Città di Avola. Pazienti oncologiche, alcune hanno già vinto la battaglia contro il tumore al seno, altre sono ancora in cura.
L’iniziativa, organizzata dalla LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) nell’ambito della rassegna “Donne per sempre”, inserita nel cartellone estivo patrocinato dal Comune, è un inno alla forza, alla femminilità e alla resilienza.
Le modelle, donne di età e percorsi diversi, sfileranno indossando sontuosi abiti d’epoca creati dalla stilista Palmira Pugliara, in un racconto visivo che rende omaggio alla bellezza e alla cultura siciliana, ma soprattutto alla dignità e al coraggio di chi affronta ogni giorno la malattia con il sorriso.
Nato da un’idea del dottor Gianfranco Conti, senologo e volontario LILT, e della moglie Barbara Garofalo, anche lei attiva nell’associazione, il progetto è giunto al terzo anno, con l’obiettivo di diffondere la cultura della prevenzione attraverso lo spettacolo e la narrazione delle esperienze personali delle pazienti.
Ad aprire la serata saranno i saluti istituzionali della sindaca Rossana Cannata, del presidente LILT Siracusa Mario Lazzaro, e un intervento introduttivo del dottor Conti. A condurre l’evento sarà la giornalista Mascia Quadarella, che da tre anni cura volontariamente la comunicazione del progetto.
Un appuntamento che unisce moda, salute, cultura e solidarietà, per ricordare che la prevenzione salva la vita e che la femminilità non si spegne nemmeno nei momenti più difficili.




Walter Zenga e il Siracusa, fine corsa all’insegna delle polemiche

Oramai tra Walter Zenga ed il Siracusa calcio volano gli stracci. Nuovo botta e risposta al vetriolo tra l’ex brand ambassador ed il presidente Alessandro Ricci.
Che tra i due l’idillio fosse finito era noto da tempo, ma ora il confronto si è acceso via social.
Ad aprire le danze è stato l’ex portiere di Inter e Nazionale che, in una lunga storia Instagram, ha espresso tutta la sua amarezza per l’interruzione, di fatto, del rapporto con la società siracusana, nonostante un contratto formalmente valido fino al giugno 2026.
“In tanti mi chiedono cosa sia successo tra me e il presidente Ricci. Ebbene, io avevo un contratto per promuovere il brand Siracusa, portando sponsor, contatti media, eventi. Avevo attivato collaborazioni per il torneo internazionale di Biella e per un’azienda di integratori. Tutto lasciato cadere dalla società” scrive Zenga, visibilmente deluso.
L’ex brand ambassador non si limita a evidenziare le mancate opportunità, ma punta il dito anche su questioni economiche, parlando di “cinque mesi di stipendi arretrati e un rimborso mai corrisposto per ottobre.”
E conclude con tono sarcastico: “Il presidente diceva che ‘il Siracusa non è un bancomat’ e che ‘i contratti si rispettano’. D’accordo, ma vale anche per lui, o no?”
Dopo aver annunciato giorni fa la volontà di non rispondere più pubblicamente alle critiche, il presidente Alessandro Ricci ha deciso stavolta di intervenire con una dichiarazione pungente. “Ricordiamo al signor Walter Zenga che un contratto di lavoro subordinato prevede la presenza quotidiana sul posto di lavoro e non saltuariamente, cioè due weekend al mese completamente spesato,” ha dichiarato Ricci, lasciando intendere che l’impegno del brand ambassador non fosse all’altezza delle aspettative societarie.
Poi frecciatina finale chiude la sua replica: “Rimaniamo sorpresi, soprattutto perché erano in corso interlocuzioni con il suo legale. Sic transit gloria mundi.”




“Più spiagge libere per tutti”, la protesta siracusana trova l’adesione di Mare Libero

Da Agrigento, anche le associazioni Mare Libero Sicilia e Centro Consumatori Italia (sez. Sicilia), aderiscono e supportano
con forza la petizione promossa da Marco Gambuzza e rivolta al Comune di Siracusa, con cui si chiede un’urgente
revisione del Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM). Obiettivo, spiega il promotore, “restituire ai cittadini il diritto a
spiagge libere e accessibili”.
Mare Libero Sicilia e Centro Consumatori Italia sposano la richiesta. “È inaccettabile la progressiva e inesorabile
privatizzazione del litorale siracusano, un bene che appartiene a tutti. La nostra adesione è un impegno concreto a difendere il diritto
di ogni cittadino, residente o visitatore di godere liberamente e gratuitamente del mare. È un diritto,
non un privilegio”, spiegano i referenti delle Aps.

Le richieste avanzate al Comune di Siracusa sono chiare e precise:
spiagge libere al 50% nelle aree di
Arenella e Fontane Bianche, limitando le concessioni a lidi e stabilimenti;
garantire l’accesso libero e via terra
a luoghi storici e amati come lo Sbarcadero, chiedendo che torni a essere per metà a disposizione
della comunità. Inoltre, si chiede di includere nel Piano la spiaggetta di via Iceta, rendendola
accessibile a tutti, magari – suggeriscono – “tramite l’esproprio di un breve corridoio pedonale”.
Tra le prossime iniziative anche la richiesta di un tavolo in Prefettura e la
presentazione di un esposto alla Procura per verificare eventuali abusi.




Nero di Ferla, il successo della convivialità che mette il territorio al centro

L’edizione numero 12 di “Nero di Ferla” non ha deluso le aspettative. La serata ha unito sapori, emozioni e solidarietà, coinvolgendo i 300 partecipanti in uno dei borghi più belli d’Italia.
Protagonista indiscusso della serata, come da tradizione, il tartufo nero, valorizzato da una cena dai profumi raffinati e intensi firmata Fuoriclasse. Il tutto accompagnato da musica dal vivo, danza, intrattenimento e momenti di forte impatto emotivo.
La serata è stata impreziosita dalla presenza della madrina, la giornalista Alessandra Brafa, che ha indossato, tra i tanti abiti, un vestito realizzato da Ricicreo e dedicato alla memoria di Nicoletta Zorzan: un tributo sentito e toccante che ha emozionato il pubblico. A rendere ancora più coinvolgente l’atmosfera, le note trascinanti della Strike Band e la partecipazione calorosa del sindaco di Ferla, Michelangelo Giansiracusa, che ha accolto personalmente ogni ospite.
Non è mancato poi il sorteggio solidale, il cui ricavato sarà destinato a finanziare un intervento salvavita per un bambino africano che verrà operato in Italia.
Tra divertimento, musica, emozione e impegno sociale, Nero di Ferla 2025 ha confermato il suo valore di evento che mette al centro la comunità, il territorio e la bellezza del fare insieme.




Orrore a Pachino, violenze su anziani e disabili: 12 arresti

I carabinieri della compagnia di Noto ed i NAS di Ragusa hanno eseguito un’ordinanza di arresto nei confronti di 12 persone per gravi episodi di maltrattamenti e violenze nei confronti di ospiti anziani e disabili, in due strutture socio-sanitarie del comune di Pachino. In totale sono 16 le misure cautelari.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Siracusa, hanno fatto emergere un quadro sconvolgente: venti pazienti – tra cui disabili psichici e anziani – sarebbero stati vittime di sistematiche violenze fisiche, umiliazioni, trascuratezza e privazioni, in ambienti fatiscenti e con scarsa assistenza. A far scattare le verifiche sono state alcune segnalazioni da parte di cittadini preoccupati per le condizioni in cui vivevano gli ospiti delle RSA.
Secondo quanto accertato, le vessazioni non si limitavano a una sola struttura, ma coinvolgevano anche un’altra comunità alloggio gestita sempre dalle stesse persone. Secondo quanto rilevato dagli investigatori, le violenze sarebbero avvenute con la complicità dei responsabili delle strutture.
Tra gli episodi più gravi, quello di una giovane con gravi disturbi psichiatrici legata al letto con strumenti di contenzione ben oltre le necessità terapeutiche. La ragazza, ridotta in stato di prostrazione, era incapace di alimentarsi autonomamente e costretta a supplicare per ricevere assistenza, subendo invece ulteriori punizioni e maltrattamenti.
I maltrattamenti documentati includevano schiaffi, pugni, spintoni, urla, insulti e minacce. Un clima di terrore che avrebbe provocato nei degenti uno stato costante di avvilimento e frustrazione. Le strutture – secondo l’accusa – erano gestite con l’unico obiettivo di massimizzare i profitti, sacrificando ogni standard minimo di igiene, sicurezza, organizzazione e dignità umana.
Le indagini hanno inoltre rilevato la somministrazione di farmaci, anche invasivi, da parte di personale privo di adeguata qualifica, esponendo i pazienti a gravi rischi sanitari.
Sono tre le strutture sequestrate: due già oggetto di indagine e una terza, riconducibile alla stessa cooperativa, colpita da provvedimento in via cautelare. I pazienti coinvolti sono stati trasferiti e presi in carico da altre strutture sanitarie.
Il giudice per le indagini preliminari ha disposto cinque custodie cautelari in carcere e sette arresti domiciliari, accompagnati dalla sospensione temporanea dell’attività professionale nell’ambito dell’assistenza a soggetti fragili. Per altri quattro indagati è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.




Armi e droga, i Carabinieri arrestano un 21enne a Floridia

I Carabinieri di Floridia e dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sicilia, nel corso di un servizio di controllo in contrada Cugno di Canne, hanno arrestato in flagranza di reato un 21enne per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi e munizioni.
Nel corso della perquisizione domiciliare, il giovane è stato trovato in possesso di un revolver calibro 38 senza matricola, una cartuccia cal. 9×21 e un manganello telescopico, custoditi in un cassetto del comodino a fianco del letto della sua camera; inoltre, all’interno di un borsello riposto nell’armadio erano occultati circa 200 grammi di hashish e marijuana e materiale vario per il confezionamento delle dosi e lo spaccio.




Impianto di stoccaggio rifiuti nel porto di Augusta, crescono le proteste

Sta suscitando polemiche la vicenda dell’autorizzazione concessa alla società Hub Cem srl per la realizzazione di un impianto di stoccaggio rifiuti nel porto di Augusta. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Sicilia, l’impianto sarebbe in grado di trattare fino a 500mila tonnellate di rifiuti l’anno, tuttavia la procedura che ha portato al rilascio del via libera solleverebbe alcuni interrogativi.
L’aspetto più controverso riguarderebbe la mancanza di pareri tecnici fondamentali. Stando alle ricostruzioni del quotidiano, l’autorizzazione sarebbe stata rilasciata nonostante l’assenza di riscontri da parte di enti chiave come ARPA Sicilia, ASP di Siracusa, Comune di Augusta, Dipartimento Ambiente e Soprintendenza ai Beni Culturali. Tali enti, pur formalmente coinvolti, non avrebbero espresso alcun parere, consentendo che si formasse un assenso “per silenzio” pur in un ambito così delicato come quello della salute pubblica e della tutela ambientale.
Tra le voci più decise, quella del coordinamento “Salvare Augusta”, di cui fa parte anche Natura Sicula, che ha richiesto formalmente la revoca in autotutela del decreto. Il coordinamento contesta alcuni passaggi procedurali e denuncia gravi rischi per la popolazione e l’ambiente. Il coordinamento evidenzia che l’impianto avrà una capacità doppia rispetto alla Ecomac, il cui devastante incendio del 5 luglio 2025 – durato oltre dieci giorni – ha sollevato forti preoccupazioni per l’inquinamento e la salute pubblica. L’impianto sarebbe inoltre localizzato a 600 metri dal centro abitato, ben al di sotto della distanza minima di 3 km prevista dal Piano regionale per i rifiuti speciali, rileva Salvare Augusta.
Il PD, con il segretario Piergiorgio Gerratana, anticipa la volontà di attivarsi “a tutti i livelli, per chiarire le procedure autorizzative che hanno portato il sindaco Di Mare e la Regione Siciliana a consentire il progetto di Hub Cem Augusta e fermare la nuova discarica augustana che allontana ancora di più l’area industriale siracusana dalla necessaria conversione ecologica”.
Anche il Codacons, attraverso il vice presidente regionale Bruno Messina, ha espresso una ferma condanna dell’accaduto, definendo “inaccettabile” il ricorso al silenzio-assenso. L’associazione ha quindi annunciato una serie di azioni tra cui l’invio di una diffida formale ad ARPA e ASP affinché forniscano immediata valutazione sull’impatto ambientale e sanitario dell’impianto; la presentazione di un esposto all’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) per verificare eventuali anomalie procedurali e violazioni dei principi di legalità e trasparenza ed una richiesta di accesso agli atti per ricostruire l’intero iter autorizzativo nei dettagli oltre ad una richiesta di audizione presso la Commissione Ambiente dell’ARS, per rappresentare le preoccupazioni dei cittadini e chiedere il blocco immediato del progetto fino al completamento di tutte le verifiche necessarie.
Il caso ha già generato forti reazioni nella comunità locale, preoccupata per le possibili conseguenze ambientali.

Foto generica, porto Augusta