Politica “saloon”, Cannata replica a Carta e avvisa: “Pronti a difendere i Comuni esclusi”

La costituzione di Aretusacque spacca la politica siracusana. E potrebbe avere strascichi anche legali. A ventilare l’ipotesi di ricorsi è il parlamentare nazionale Luca Cannata. “Continueremo a difendere i diritti di tutti i Comuni esclusi, che rappresentano quasi 100.000 abitanti, e lo faremo in tutte le sedi, istituzionali e legali. Non faremo mai parte del loro saloon”, dice l’esponente di FdI.
Ed il saloon altro non sarebbe che l’assemblea dei sindaci. “E’ stata gestita esattamente come un luogo dove comanda chi ha più forza e numeri non chi ha più ragione. La parola ‘cricca’ non è un’invenzione nostra: è nei fatti. Parliamo di un blocco di potere chiuso e autoreferenziale che ha blindato tutto, dalla convocazione illegittima alle nomine, escludendo ogni confronto, ogni rispetto per i Comuni che hanno osato dire no”. Sulle nomine in Consiglio di sorveglianza prosegue lo scontro a distanza con il parlamentare regionale, e sindaco di Melilli, Giuseppe Carta.
“I documenti e i metodi parlano chiaro. Noi – prosegue Cannata – contestiamo con fermezza le modalità opache e arroganti con cui si è arrivati alla nomina, proprio alla vigilia della firma col socio privato. Un blitz calato dall’alto”, è l’accusa.
Luca Cannata, delegato dai sindaci di Francofonte e Portopalo, ha votato contro la proposta della maggioranza ed aveva presentato la candidatura dell’avvocato Gianluca Rossitto. “Nel giro di poche ore si è deciso tutto: consiglio, compensi, assetti strategici. Il tutto con un metodo maggioritario, non proporzionale, che ha di fatto escluso intere comunità. E sì, ci indigniamo. Perché l’acqua è un bene pubblico, di tutti, e non può essere gestita da pochi con logiche da manuale di potere”, prosegue l’affondo di Cannata che mette nel suo mirino il sindaco di Siracusa, Francesco Italia. “Il Comune di Siracusa detiene la quota percentuale più alta e controlla ogni decisione. E con Carta, che governa insieme a Italia, ha ha costruito un blocco chiuso che ha escluso chi non si è piegato alle loro spartizioni”.
Quanto agli altri sindaci in assemblea, “nessuna offesa ma è evidente a tutti chi ha scelto di allinearsi, anche in silenzio, a questo sistema”, dice ancora l’esponente di FdI.




Aretusacque, Cafeo (Lega): “Errore escludere le minoranze dal Consiglio di Sorveglianza”

“La costituzione della società Aretusacque per la gestione del servizio idrico integrato è un evento storico e un momento delicatissimo per la vita dei cittadini della nostra provincia. La gestione di un bene essenziale come l’acqua, risorsa sempre più preziosa e limitata, richiede la massima condivisione e trasparenza. Purtroppo, dobbiamo registrare una partenza segnata da un grave errore politico: la scelta di un sistema elettorale maggioritario per il Consiglio di Sorveglianza che esclude di fatto qualsiasi forma di rappresentanza per le minoranze”. Così Giovanni Cafeo, responsabile per i Dipartimenti Regionali della Lega Sicilia, commenta la recente nomina dei cinque componenti dell’organismo di controllo della nuova società mista.
“La Lega non ha sindaci in provincia di Siracusa e, pertanto, non ha avuto alcun ruolo, né diretto né indiretto, nella scelta dei membri del Consiglio di Sorveglianza”, precisa Cafeo. “Nessun sindaco a noi vicino ha discusso con i nostri consiglieri i nomi da indicare, né abbiamo partecipato ad alcuna discussione sulla vicenda. Nonostante il nostro sostegno, in occasione delle elezioni provinciali, a un tavolo che includeva diverse forze civiche e partiti, siamo stati tenuti completamente all’oscuro delle decisioni relative alla governance di Aretusacque”, lamenta poi l’ex deputato regionale.
“Se fossimo stati interpellati – prosegue l’esponente della Lega – avremmo espresso una posizione chiara. Premesso che il principio di rappresentatività, nell’ambito di una società come quella in esame, è a garanzia degli utenti di tutti i comuni, l’errore tecnico, ma pure politico, è stato proprio l’aver espresso un consiglio eletto a maggioranza. L’applicazione del sistema proporzionale, come peraltro lo Statuto stesso prevede, avrebbe consentito al 100% dei soci pubblici, e quindi a tutti i comuni della provincia, di essere rappresentati”.
La logica di Cafeo è che “almeno un componente andava riconosciuto a quel 30% dei soci che è rimasto invece orfano della propria voce e dei propri occhi”. La maggioranza, secondo l’esponente leghista, non ne avrebbe risentito “ma avrebbe senza dubbio contribuito a rassicurare tutti. Un posto in più vale il far nascere la nuova società tra le polemiche e con il sospetto che qualcuno vuole utilizzarlo solo come strumento di lotta politica?”.




Notte di fuoco in largo Luciano Russo, incendio distrugge auto e moto in sosta

Poco dopo le 23 di ieri sera, sirene in largo Luciano Russo a Siracusa. Le prime telefonate al centralino dei Vigili del Fuoco segnalavano un’auto in fiamme. Ma quando i primi soccorritori sono arrivati sul posto, l’incendio era decisamente più esteso, coinvolgendo più mezzi: quattro auto e 4 scooter e moto. Sono allora stati chiesti rinforzi con una squadra da Priolo ed una seconda autobotte, con 12 vigili del Fuoco in campo per contrastare le fiamme Sul posto anche la Polizia, per i rilievi e le indagini del caso.
Il rogo lambiva anche le palazzine del popoloso rione, con diverse persone scese in strada per capire cosa stesse succedendo. “Ho sentito come dei botti”, raccontavano alcuni. Disagi per il fumo che ha invaso alcune delle abitazioni, specie nei piani più alti. Impossibile tenere le finestre aperte. Non è stato, però, necessario procedere con evacuazioni.




Differenziata di carta e cartone, la Sicilia guida la crescita del Sud. Il dato di Siracusa

Anche la provincia di Siracusa ha dato il suo contributo nella crescita della percentuale di raccolta differenziata di carta e cartone in Sicilia. Nel 2024, l’isola ha superato le 243.000 tonnellate (+4,3% rispetto al 2023). Oltre 19mila sono state raccolte nel siracusano, con una media pro-capite di oltre 51 kg per abitante. I dati sono contenuti nel 30° Rapporto Annuale di Comieco.
Tutte le province siciliane mostrano un andamento positivo. In particolare, da segnalare gli ottimi risultati di Messina (+6,1%), Enna (+5,7%) e Catania (+5,7%).
Pur segnando un trend positivo, la Sicilia nel suo complesso resta però al di sotto della media nazionale (65,4 kg/ab), sebbene superi quella del Sud e delle isole (50,2 kg/ab). Il direttore generale di Comieco, Carlo Montalbetti, ha sottolineato l’importanza non solo di aumentare i volumi, ma anche di migliorare la qualità della raccolta: un quarto del materiale differenziato presenta troppe impurità, con costi aggiuntivi e meno efficienza nel riciclo.
Nel 2024, Comieco ha gestito l’avvio al riciclo di oltre 177.500 tonnellate di materiali cellulosici in Sicilia, pari al 73% del totale raccolto. Ai 354 comuni convenzionati, tra cui Siracusa, sono stati riconosciuti oltre 15 milioni di euro in corrispettivi economici.
Un dato che, nel contesto di una città come Siracusa, invita a continuare il lavoro su educazione ambientale, qualità del conferimento e sensibilizzazione dei cittadini per rendere il riciclo sempre più efficace e sostenibile.

Questi i dati per provincia:

– Agrigento: raccolte più di 17.000 tonnellate di carta e cartone, con un pro-capite di oltre 42 kg.

– Caltanissetta: più di 11.000 tonnellate raccolte con un pro-capite di oltre 46 kg.

– Catania: quasi 58.000 tonnellate totali di carta e cartone e un pro-capite medio di più di 54 kg.

– Enna: differenziate più di 6.000 tonnellate e raccolti in media quasi 43 kg da ciascun cittadino.

– Messina: oltre 38.000 tonnellate di carta e cartone raccolte, pro-capite di più di 63 kg/ab.

– Palermo: raccolte più di 45.000 tonnellate di carta e cartone, con un pro-capite di 38 kg.

– Ragusa: quasi 21.000 tonnellate totali di carta e cartone e un pro-capite di più di 65 kg.

– Siracusa: oltre 19.000 tonnellate di carta e cartone con un pro-capite di più di 51 kg.

– Trapani: più di 25.000 tonnellate di carta e cartone e un pro-capite di più di 61 Kg.




Blackout improvviso della rete di telefonia: smartphone e internet fuori uso per due ore

Pomeriggio complicato per molti utenti Tim nella zona di Siracusa, dove un improvviso guasto alla rete telefonica ha causato un vero e proprio blackout delle comunicazioni. A partire dalle ore 16:15, numerosi cittadini hanno segnalato l’impossibilità di effettuare o ricevere chiamate, utilizzare internet o accedere ai servizi dati sia su rete fissa che mobile.
Sui display degli smartphone appariva la scritta “solo chiamate di emergenza”, mentre modem e connessioni domestiche risultavano completamente fuori uso. Il portale specializzato Downdetector ha registrato un picco di segnalazioni provenienti proprio dal territorio siracusano, con il disservizio che ha coinvolto sia utenti privati che attività commerciali.
Il problema, circoscritto temporalmente ma esteso a livello locale, si è protratto per circa due ore, con un graduale ritorno alla normalità a partire dalle 18:00. Prima la riattivazione della rete dati, poi quella delle chiamate vocali hanno permesso agli utenti di tornare a comunicare regolarmente.
Nessuna comunicazione ufficiale, al momento, sulle cause dell’improvviso guasto.




Servizio idrico, costituita AretusAcque. Assenza: “Efficienza, investimenti, sostenibilità tariffe”

Si è costituita AretusAcque spa, la società mista pubblico-privato che gestirà per i prossimi trent’anni il servizio idrico integrato in provincia di Siracusa. Con la firma sull’atto redatto e letto dal notaio Salvo Vinci, al termine di una lunga e tesa Assemblea dei Sindaci, inizia quindi la nuova formula di gestione dal valore complessivo di oltre 1,2 miliardi.
E’ stata scelta una soluzione duale, con un socio privato (Acea) sotto il controllo pubblico (Ati) che mantiene il 51% delle quote. Presidente della società è l’ingegnere Roberto Cocozza, presidente del Consiglio di gestione (una sorta di cda), indicato da Acea. A sovrintendere e verificare sul rispetto del cronoprogramma investimenti e dell’ordinaria attività è il Consiglio di sorveglianza, composto da 5 componenti indicati dalla parte pubblica. Il presidente del Consiglio di sorveglianza è Giuseppe Assenza.
Siracusano, commercialista e consulente fiscale ha già ricoperto ruoli di rilievo nella gestione dei servizi locali (Ias, Asi). E’ stato consigliere comunale ed anche assessore nella giunta Bufardeci. Esponente del centrodestra è attualmente considerato vicino alle posizioni del Mpa.
L’iter non è stato privo di scossoni, in questi anni. Alla costituzione della società si arriva attraverso un meccanismo di commissariamento regionale, utilizzato per superare i ritardi di approvazione da parte dei Comuni. “E’ una forma pubblica di gestione, come prova l’esistenza ed il ruolo attivo del Consiglio di sorveglianza”, replica Assenza, raggiunto telefonicamente da SiracusaOggi.it. Quanto alle recenti critiche piovute in particolare da parte di Fratelli d’Italia, Assenza sceglie la via dell’eleganza. “La politica è fatta di dialogo. Forse parlando si sarebbero superate certe diversità di vedute”, dice provando a gettare acqua sul fuoco. “In ogni caso, il 77% dei consensi in Assemblea dei Sindaci è un significativo margine di apprezzamento della proposta. Di sicuro, rappresenteremo allo stesso modo gli interessi di tutti i Comuni che aderiscono, senza distinzioni”, sottolinea Giuseppe Assenza.
A partire da settembre, verosimilmente, le città già attrezzate e pronte consegneranno gli impianti alla nuova società. In prima fila c’è il Comune capoluogo. “Gli investimenti iniziali riguarderanno la zona sud della provincia ed in particolare Pachino”, anticipa il presidente Assenza. “La nostra azione mira anche a ridurre la quota di dispersione idrica registrata attualmente dagli impianti del siracusano. Non abbiamo fortunatamente problemi di risorsa idrica, ma l’acqua è pur sempre una risorsa importante e certo non infinita. Ecco perchè saremo subito attenti ai controlli sulle reti. Efficienza, investimenti e sostenibilità tariffaria gli obiettivi”.
La gestione riguarda circa 2.000 km di rete acquedottistica e 1.300 km di rete fognaria per complessive 166.000 utenze idriche a fronte di una popolazione di 390.000 abitanti serviti. Sono previsti investimenti per 366 milioni di euro, destinati al miglioramento delle infrastrutture idriche e fognarie dell’ambito territoriale (19 Comuni su 21 totali della provincia di Siracusa).




Un anno di Siracusa, la relazione del sindaco in Consiglio comunale. L’opposizione: “Pura fantasia”

Il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, porta oggi in Consiglio comunale la sua relazione annuale sull’attuazione del programma amministrativo, relativa al periodo gennaio 2024 – giugno 2025. Il documento, articolato e dettagliato, traccia un bilancio delle azioni compiute e dei risultati ottenuti ovviamente nell’ottica del primo cittadino. Il documento corposo, oltre 90 pagine, è stato presentato ai consiglieri una settimana addietro in modo da arrivare tutti preparati al dibattito in aula. Polemiche le opposizioni, con Paolo Cavallaro (FdI) che parla di una relazione “dove realtà e fantasia si mischiano a promesse” finendo per raccontare “una città diversa da quella che i cittadini vivono tutti i giorni, fatta di luoghi magici e fatine”. Cavallaro invita il sindaco ad alzare gli occhi e volgerli verso la città vera “e la gestione fallimentare che è sotto gli occhi di tutti”. Per il primo cittadino, invece, la relazione è un “bilancio corale”, esito di una visione condivisa tra amministrazione, Consiglio comunale e cittadinanza attiva. L’obiettivo dichiarato è “rendere Siracusa una città generativa, capace di tradurre le risorse pubbliche in benessere collettivo e sviluppo sostenibile”.
Il cuore della relazione è rappresentato dalla profonda riforma organizzativa del Comune di Siracusa, con particolare attenzione alla valorizzazione del personale, al reclutamento di nuove figure professionali e alla ridefinizione delle posizioni dirigenziali. Il Comune ha investito nella formazione interna (oltre 400 dipendenti coinvolti) e ha attivato tirocini universitari con l’Università di Catania.
Grande rilievo è stato dato alla transizione digitale: digitalizzazione dei procedimenti, attivazione del fascicolo informatico, gestione informatizzata dei flussi documentali e partecipazione al progetto nazionale “Syllabus” per le competenze digitali. La piattaforma “Carbonio” è stata introdotta per semplificare i lavori istituzionali.
Il Comune di Siracusa – scrive il sindaco nella sua relazione annuale – ha approvato in anticipo il Bilancio di Previsione 2025–2027 e il Rendiconto 2024, mantenendo una giacenza di cassa superiore ai 40 milioni di euro. È stato rafforzato il monitoraggio dei pagamenti (con ritardi contenuti sotto il 10%, ndr) e potenziata l’internalizzazione del contenzioso tributario.
Francesco Italia ha insistito poi sull’importanza della partecipazione democratica, rilanciando il bilancio partecipativo, la progettazione condivisa e un intenso programma di educazione civica nelle scuole (oltre 4.000 studenti coinvolti). L’Urban Center si conferma presidio civico ed educativo, animato da eventi, mostre e percorsi formativi.
Siracusa, rivendica il sindaco, ha consolidato il proprio ruolo guida nella Strategia “Area Vasta Syracusae”, coordinando l’uso di fondi FESR e PNRR e ottenendo finanziamenti per progetti di sviluppo territoriale integrato.
Non mancano riferimenti a criticità e sfide future: carenze di organico nei settori strategici, necessità di coordinamento intersettoriale più efficace nei progetti complessi e resistenze culturali alla digitalizzazione.
Il sindaco propone una strategia triennale che punti su rafforzamento amministrativo, interoperabilità dei processi, valutazione dell’impatto delle politiche pubbliche e consolidamento di una cultura istituzionale orientata all’etica e al risultato.




Muore a 52 anni, la Difesa condannata: riconoscimento vittima del dovere e indennizzo

È diventata definitiva la sentenza del Tribunale del Lavoro di Siracusa che ha riconosciuto il melillese Francesco Tomasi, meccanico navale della Marina Militare, vittima del dovere dopo la sua morte per un tumore polmonare causato dall’esposizione all’amianto. Aveva solo 52 anni.
L’uomo aveva prestato servizio per due anni (dal 1984 al 1986) presso il Maricentro di Taranto e a bordo della nave Intrepido, dove lavorava nei locali motori alla presenza di fibre di amianto invisibili e purtroppo letali che l’uomo avrebbe respirato quotidianamente, privo di dispositivi di protezione individuale. Elementi evidenziati dall’Osservatorio Nazionale Amianto che ha seguito la vicenda.
Nel giugno del 2017, la diagnosi: tumore al polmone. In solo quattro mesi, nell’ottobre dello stesso anno, Tomasi muore lasciando la moglie e due figli. È stato l’inizio di una lunga e dolorosa battaglia legale, portata avanti dalla famiglia con l’assistenza dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
Dopo il diniego iniziale da parte delle autorità competenti, il Tribunale ha riconosciuto l’equiparazione a vittima del dovere, con il relativo diritto a ricevere i benefici previsti per i familiari. Il Ministero della Difesa è stato condannato a versare alla vedova e alla figlia circa 700mila euro complessivi – tra speciale elargizione (300mila euro) e vitalizi arretrati (400mila euro) – oltre a un vitalizio mensile di circa 2.400 euro.
“Questa sentenza restituisce un frammento di giustizia a una famiglia segnata per sempre dalla perdita e dal silenzio istituzionale”, dichiara Bonanni. “Francesco Tomasi è uno dei tanti militari che hanno servito il Paese con onore, inconsapevolmente esposti a una sostanza letale. L’amianto ha ucciso in modo lento e crudele, e ancora oggi le famiglie devono affrontare processi lunghi e dolorosi per vedere riconosciuti i propri diritti. È una doppia ingiustizia che non possiamo più tollerare”.




Lutto nella magistratura, è scomparso il procuratore Dolcino Favi

Si è spento Dolcino Favi, magistrato siracusano di antica tradizione e forte incarnazione dell’impegno antimafia in provincia. Nato a Modica ma siracusano d’adozione, Favi ha dedicato la carriera alla lotta alla criminalità organizzata, affrontando anche alcune intimidazioni, negli anni Ottanta.
Fu noto per essere stato sostituto procuratore a Siracusa negli anni della crescente presenza mafiosa sul territorio, esprimendo con determinazione la convinzione che “la mafia non sarebbe potuta arrivare in città senza il radicarsi di una cultura mafiosa”. In seguito fu chiamato a Catanzaro come procuratore generale facente funzione, dove assunse l’inchiesta “Why Not” originariamente coordinata da Luigi De Magistris.
I funerali si svolgeranno domani, martedì 29 luglio 2025, alle 17:30 nella chiesa di Santa Rita, a Siracusa. Una cerimonia che sarà occasione per ricordare un uomo instancabile nella difesa dei valori della legalità e della giustizia.
Ai familiari ed agli figlio Francesco, avvocato già presidente dell’Ordine degli Avvocati, il cordoglio delle redazioni di SiracusaOggi.it e FMITALIA.
“Nel corso della sua lunga carriera, è stato un punto di riferimento per gli Avvocati di tutto il Foro”, si legge nel ricordo della Camera Penale Pier Luigi Romano di Siracusa. Il presidente Giuseppe Gurrieri ricorda il “rigore, equilibrio e profondo senso delle Istituzioni” di Dolcino Favi. “La sua umanità, la sua cortesia e la sua disponibilità al dialogo, hanno lasciato un segno indelebile in chi ha avuto l’onore di conoscerlo e collaborare con lui”.




Rete ospedaliera regionale, ok dalla Conferenza permanente sanità. “Più integrazione”

La Conferenza permanente per la programmazione sanitaria ha espresso, a maggioranza, parere favorevole sulla proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale. L’organismo si è riunito, questa mattina, nella sede dell’assessorato della Salute a Palermo. A fronte delle osservazioni avanzate dall’Anci sulla necessità di una maggiore integrazione con il territorio, l’assessore Daniela Faraoni ha assicurato che proprio le strutture intermedie avranno un ruolo di primo piano.
“Nel corso dell’articolato incontro di oggi – dice Faraoni – ho ribadito che, come governo Schifani, porteremo ancora avanti quel percorso, già avviato, che si fonda su un sempre più stretto collegamento tra la rete ospedaliera e il territorio. Strutture come le case di comunità possono infatti facilitare, nel perimetro delle funzioni per le quali sono state pensate, l’accesso alle cure e, allo stesso tempo, ottimizzare le attività dei pronto soccorso evitando il ricorso a questi presidi quando è possibile soddisfare i bisogni a livello territoriale”.
Al termine dell’incontro, l’assessore, che per legge presiede la Conferenza, ha espresso la volontà di valorizzare ancora di più il ruolo dell’organismo collegiale nell’ambito della programmazione sanitaria.
Anci Sicilia aveva lamentato come grave limite della rete ospedaliera l’assenza di un reale collegamento con le strutture e i servizi della sanità territoriale, che il decreto ministeriale 77/2022 individua come elemento essenziale per garantire prossimità, continuità delle cure e appropriatezza dell’assistenza. Poca integrazione, insomma, con Case della Comunità, Centrali Operative Territoriali, Ospedali di Comunità e servizi domiciliari in un contesto regionale caratterizzato da invecchiamento della popolazione e dalla diffusione delle patologie croniche.