Primo giorno da Prefetto di Siracusa per Chiara Armenia, oggi l’insediamento

Questa mattina si è insediata ufficialmente il nuovo prefetto di Siracusa, Chiara Armenia. Subentra a Giovanni Signer, ora alla guida della Prefettura di Macerata. Si tratta di un ritorno nella città di Archimede, dove era già stata nel 2010 per svolgere l’incarico di dirigente dell’Area Enti Locali e Consultazioni Elettorali, e una seconda volta dal gennaio 2015 al dicembre 2020 per presiedere la Commissione Territoriale di Siracusa per il Riconoscimento della Protezione Internazionale.
Originaria di Modica, Chiara Armenia è stata immessa nei ruoli dell’amministrazione civile dell’Interno nel 1990 ed assegnata alla Prefettura di Ragusa dall’aprile 1991, dove ha prestato servizio presso l’Ufficio di Gabinetto, dal 1997 con l’incarico di vice capo di Gabinetto e dal 2003 con l’incarico di capo di Gabinetto.
In quegli anni, ha svolto anche il delicato compito di responsabile dell’Ufficio Emergenza Rifiuti istituito presso la Prefettura di Ragusa per il Coordinamento della Protezione Civile relativamente alla situazione di emergenza determinatasi nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani nella Regione Siciliana.
Promossa viceprefetto a novembre 2008. Ha svolto le funzioni di vice Prefetto vicario presso le Prefetture di Lecco (dal 2011 al 2014) e di Perugia (dal 2020 al 2021), sino ad essere nominata Prefetto di Caltanissetta a marzo 2021.
Nel suo primo giorno il prefetto Armenia ha fatto visita all’arcivescovo di Siracusa, Francesco Lomanto, per un primo saluto istituzionale, sottolineando l’importanza del dialogo e della collaborazione tra istituzioni civili e religiose a servizio della comunità.
Seguiranno durante tutta la settimana gli incontri con i vertici delle Forze dell’Ordine, il presidente del Libero Consorzio Comunale, il sindaco del Comune di Siracusa e i vertici degli organi giudiziari.




La bandiera della Palestina sventolata sulla chiesa di San Paolo, in Ortigia

Una bandiera della Palestina sventolava ieri sera sulla chiesa di San Paolo, in Ortigia. A mostrarla ai manifestanti pro-Gaza che si erano dati appuntamento nel vicino largo XXV Luglio è stato uno dei parrocchiani. Con il consenso del parroco, padre Rosario Lo Bello. “Non è una scelta ideologica, non sposiamo la causa palestinese e neanche prendiamo posizione sulla opportunità di riconoscere o meno uno stato palestinese. Semplicemente, non ci voltiamo dall’altra parte davanti a bambini che muoiono sotto le bombe o per fame”, spiega il parroco raggiunto da SiracusaOggi.it.
La scelta di mostrare quella bandiera in chiesa è stata applaudita dai manifestanti ed apprezzata dai parrocchiani. “ho ricevuto diverse telefonate questa mattina e tutti hanno condiviso la scelta”, rivela padre Lo Bello. “Non so se svegliamo qualche coscienza o facciamo discutere. Ma è importante dare un segnale a chi sta vivendo in condizioni disumane. Possono sapere che c’è una chiesa in una città della Sicilia che non si è voltata dall’altra parte”.
Ieri sera, gli attivisti pro-Pal si erano dati appuntamento alle 22 in largo XXV Luglio. Avevano coperchi delle pentole ed altri oggetti per “fare rumore”. L’invito era rivolto anche alle campane delle chiese ed ai clacson delle auto, fischietti e sirene in modo da – spiegano – “disertare il silenzio che avvolge il genocidio di Gaza”.




Allacci abusivi alla rete elettrica, i Carabinieri denunciano un uomo e una donna

Nel corso di un mirato servizio di controllo del territorio, i Carabinieri di Ortigia – in collaborazione con personale tecnico specializzato dell’Enel – hanno individuato e denunciato due persone per furto aggravato di energia elettrica. L’operazione rientra nell’ambito delle attività volte a contrastare i reati contro il patrimonio e a tutelare la sicurezza della rete di distribuzione elettrica.
I due soggetti coinvolti, un uomo di 70 anni e una donna di 45, entrambi residenti nella zona, sono risultati avere le abitazioni allacciate abusivamente alla rete elettrica pubblica. Secondo quanto emerso dalle verifiche tecniche effettuate sul posto, gli impianti erano stati modificati in modo tale da bypassare i contatori ufficiali.
La scoperta è avvenuta durante un controllo sul posto, che ha permesso di accertare la manomissione dei sistemi di misurazione. Le due persone sono state quindi deferite in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria competente, mentre gli impianti abusivi sono stati immediatamente disattivati.




Educazione ambientale e sport, con Aics e “Rifiuthlon” ripulita Costa del Sole

La spiaggia di Costa del Sole, all’Arenella, ha fatto da cornice al simpatico appuntamento con Rifiuthlon. E’ l’appuntamento firmato da Aics e che coniuga educazione ambientale e sport, sensibilizzando soprattutto i più giovani. Il principio di partenza è semplice: si gioca alla “caccia” al rifiuto e così bambini e ragazzi – “moschettieri dell’ambiente” – mostrano ai più grandi come è facile tenere puliti luoghi di tutti, come le spiagge. All’iniziativa ha aderito anche il Comitato Pro Arenella.
A Siracusa era presente anche il responsabile nazionale di Aics Ambiente, Andrea Nesi. “Più che una competizione- ha spiegato – Rifiuthlon è un’attività di edu-tainment che si pone l’obiettivo di educare intrattenendo. Gli anglosassoni lo chiamano empowerment, accrescimento della coscienza critica. Sono molto contento di essere a Siracusa e ringrazio il presidente del Comitato provinciale, Lino Russo e il presidente del Circolo Velico Costa del Sole, Franco Battaglia, per l’invito. Questo contesto, ancora una volta, ha mostrato vitalità e voglia di fare. Credo che in futuro ci saranno altre occasioni per proporre nuove iniziative targate Aics”.
La spiaggia di Costa del Sole, purtroppo, conosce da vicino il problema della spazzatura abbandonata sull’arenile: cicche di sigaretta, bottiglie, rifiuti e deiezioni canine. Un alto grado di incuria e inciviltà che deturpa una delle zone più belle del litorale siracusano. Per questa volta, se ne sono presi cura i piccoli Moschettieri dell’Ambiente. Adesso tocca ai grandi raccogliere e potenziare il messaggio.




Incendio Ecomac, prime indicazioni dalle analisi sui suoli. Prolungato monitoraggio ambientale

I campionamenti e le analisi ambientali proseguono, a venti giorni dall’incendio in Ecomac, e riguardano anche la verifica di eventuale contaminazione dei suoli. La prime indicazioni sembrano rassicuranti. Lo ha comunicato Arpa Sicilia alla Prefettura di Siracusa, nell’ultimo report inviato nelle ore scorse.
I valori di diossine e furani, nei cinque punti individuati per i campionamenti in base alle indicazioni meteo (vento), sono segnalati in contrazione dopo gli alti valori registrati nei giorni immediatamente seguenti al rogo ed alle lunghe operazioni di spegnimento.
Alla luce di segnalate riprese dell’incendio, però, i tecnici dell’agenzia per la protezione dell’ambiente hanno deciso di “prolungare il monitoraggio in area industriale”, riavviando il campionamento di particolato atmosferico, a poco più di cento metri di distanza dall’impianto teatro del rovinoso rogo. Lo scorso 23 luglio, pertanto, è stato riavviato il campionatore ad alto volume per la determinazione di diossine, furani, IPA e PCB, con prelievo nelle 24-48 ore. Gli esami sono ancora in corso.
Per quanto riguarda le ricadute sul suolo, dal 9 al 15 luglio Arpa ha eseguito dei campionamenti di top soil (primi 10 cm di suolo, ndr), con prelievi in otto punti, “a distanze variabili a partire dalla sorgente e ricadenti nell’areale individuato e interessato dagli effetti dell’evento incendiario”. Gli otto campioni prelevati sono stati sottoposti alle analisi per la ricerca di diossine, furani, IPA e PCB.
Nella comunicazione inviata alla Prefettura di Siracusa, si legge che “i valori ottenuti ad oggi sono di gran lunga inferiori ai limiti riportati dalla normativa di riferimento; in particolare, i dati ottenuti sono inferiori sia alle CSC per i siti ad uso Verde pubblico, privato e residenziale che alle CSC per i siti ad uso Commerciale e industriale”. Per CSC si intendeno le Concentrazioni Soglia di Contaminazione ovvero i valori limite che, se superati, segnalano la potenziale presenza di contaminazione in un sito e la necessità di ulteriori indagini e interventi. Sono un parametro chiave per la gestione dei siti contaminati, come definito nel Testo Unico Ambientale. Per farla breve, le e CSC sono livelli di concentrazione di sostanze inquinanti nelle matrici ambientali (suolo, sottosuolo, acque sotterranee) che, se superati, suggeriscono che un sito potrebbe essere contaminato. I valori sono stabiliti per legge e rappresentano il punto di riferimento per avviare le procedure di caratterizzazione e analisi del rischio. Gli otto punti di campionamento sono stati individuati in contrada San Cusumano (Augusta); a nord-ovest rispetto all’incendio (Costa Gigia); nei pressi di Conforama, tra i comuni di Melilli e Priolo; nella villa Comunale di Melilli; in contrada Bondifè, nei pressi dell’abitato di Priolo Gargallo; nei pressi del cimitero di Melilli; Giardino Collodi a Solarino; Villa Comunale di Solarino.
Quanto ai monitoraggi ed alle analisi in corso, gli esiti – spiega Arpa – “saranno comunicati appena disponibili”.




Incidente mentre lavora con la motozappa, la tragica fine di un 61enne

Un 61enne ha perso la vita mentre lavorava nel proprio appezzamento di terreno. E’ successo ieri sera, in contrada Finaiti, a Floridia. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, sarebbe rimasto vittima di un incidente con un mezzo agricolo, una motozappa. Ad allertare i soccorsi sarebbe stato un parente, allarmato dalla sua prolungata assenza. Giunto sul posto, la drammatica scoperta. Purtroppo per l’uomo non c’era più nulla da fare. I militari hanno acquisito le immagini registrate da una vicina telecamere di videosorveglianza.
Sempre ieri sera, a Floridia, rinvenuto il corpo senza vita di una 80enne. Si trovava nella sua casa, in una zona di campagna. Originaria di Catania, sarebbe deceduta per cause naturali. Anche in questo caso, sono stati parenti allarmati dall’assenza di notizie a chiedere aiuto ai Carabinieri della locale Tenenza.




Motociclista 25enne perde la vita in tragico incidente stradale

Grave incidente stradale tra Floridia e Siracusa. Nello scontro tra un furgone e una moto, ha perso la vita un ragazzo di 25 anni. Lo scontro lungo la SP25, poco fuori il centro urbano di Floridia, nei pressi di via Archimede.
Erano da poco passate le 21.30 quando è avvenuto l’impatto, in un tratto non perfettamente illuminato, secondo diverse testimonianze.
Lo sfortunato ragazzo era in sella alla moto. Nonostante i soccorsi, il suo cuore ha cessato di battere poco dopo l’arrivo in ospedale.
Indagini in corso sulla dinamica del sinistro mortale.




Niente internet, telefono e pos: il “solito” incendio isola Buccheri e Buscemi

Un incendio all’ingresso sud di Buscemi ha mandato ko la dorsale Telecom che serve la zona montana siracusana. “Telefoni e internet isolati”, conferma il sindaco di Buccheri, Alessandro Caiazzo. Purtroppo si tratta di un problema noto e che ogni anno, in estate, si ripresenta ciclicamente con l’emergenza incendi. “È una vergogna. Non è più possibile continuare così. Si rende necessario un intervento deciso delle forze dell’ordine che indaghino e mettano fine a questa inaccettabile consuetudine. Da troppi anni sempre nelle stesse zone accadono questi eventi e non è più possibile stare a guardare”, si sfoga il primo cittadino di Buccheri.
Negli anni scorsi fu tra i primi a parlare di mafia dei pascoli. E dopo alcuni arresti operati dai Carabinieri, si era quasi del tutto arrestata la piaga degli incendi nel vasto territorio naturale che circonda Buscemi, Buccheri, Cassaro e Ferla.

foto archivio




Presenti e assenti, tensioni nel Centrodestra dopo la riunione straordinaria sul caso Ecomac

La riunione straordinaria della Commissione Ambiente dell’Ars ad Augusta ha uno strascico polemico. L’incontro dedicato all’esame approfondito dei vari aspetti e degli interrogativi legati all’incendio in Ecomac ed alle sue ricadute ambientali, apre infatti un nuovo scontro tutto interno al centrodestra. A dare fuoco alle polveri è stato il deputato regionale Carlo Auteri (DC) che, al termine dell’audizione di ieri aveva espresso forte rammarico per l’assenza dei parlamentari nazionali. “Mi spiace constatarlo ed evidenziare la gravità soprattutto per chi è in maggioranza – ha affermato – perché le autorizzazioni degli impianti importanti vengono rilasciate dal Governo nazionale e non dalla politica regionale. La responsabilità politica della Regione in questo caso non sussiste, essendo le autorizzazioni in capo ad altri enti”. Parole che, specie nella specifica relativa a “chi è in maggioranza” suonavano come un attacco all’ex collega di partito, Luca Cannata. E proprio il parlamentare di FdI ha subito replicato invitando a maggiore rispetto istituzionale. “L’emergenza ambientale che ha colpito l’area dell’AERCA siracusana impone una risposta seria, fondata su verità, rigore e rispetto delle istituzioni. Davanti a criticità così complesse, non servono passerelle né dichiarazioni estemporanee, ma competenza e responsabilità da parte di chi ricopre ruoli pubblici”. E ancora: “alcune recenti affermazioni apparse nel dibattito regionale sono scorrette. Le autorizzazioni ambientali non sono rilasciate dallo Stato, ma dalla Regione Siciliana”.
Finita qui? No, perchè anche il presidente della Commissione, il deputato regionale Giuseppe Carta (Grande Sicilia – Mpa), scende in campo. “Si chiede di non ascoltare le propagande di chi, assente alla riunione, emette giudizi ignorando i lavori d’aula. La trasparenza e la partecipazione sono valori fondamentali, ma solo chi conosce i dati e ascolta può contribuire davvero al dibattito”.




Recinzione vicino al mare dello Sbarcadero, una nota della Capitaneria spiega il mistero

I lavori per una recinzione sugli scogli dello Sbarcadero Santa Lucia sono stati richiesti dalla Capitaneria di Porto di Siracusa. Lo scorso 8 luglio, con una nota inviata al Comune di Siracusa ed alla società che gestisce il vicino resort, la sezione Demanio della Guardia Costiera ha richiesto quell’intervento a “seguito di una ricognizione costiera effettuata presso la località in argomento”.
I controlli hanno portato a rilevare che “le opere di transennamento previste dall’Ordinanza di interdizione n° 184/2018 (…) risultano versare in condizioni di vetustà e precarietà, e non del tutto idonee ad impedire efficacemente il transito nella zona vietata; inoltre costituiscono, in alcune parti, un potenziale nocumento per la collettività”.
Ragioni in base alle quali, la Capitaneria di Porto ha invitato il Comune di Siracusa, “unitamente alla Società in indirizzo”, a porre in essere “ogni idonea misura finalizzata al ripristino/manutenzione/completamento delle strutture interdittive in parola, alla eliminazione dei possibili pericoli, e ad installare idonea segnaletica monitoria, al fine di prevenire potenziali pericoli per la pubblica incolumità pubblica e la sicurezza urbana”.
Nei giorni scorsi, quei lavori a due passi dalla spiaggetta dello Sbarcadero avevano suscitato curiosità ed attirato giustamente attenzioni e domande.

foto archivio