Riparte la Consulta Giovanile, eletto il nuovo ufficio di presidenza. Gli auguri di Zappulla

Matteo Di Franca è stato eletto nuovo presidente della Consulta Giovanile. Gabriele Vindigni è il vicepresidente, mentre Federica Ardita è stata nominata segretaria e Marta Messina è stata nominata Tesoriera. Riparte con il nuovo direttivo l’azione della Consulta, “luogo autonomo e plurale capace di raccogliere le voci dei giovani e trasformarle in proposte, azioni e visione politica per la città”, spiega Di Franca.
“Non si tratta di rappresentare i giovani, ma di creare spazi in cui i giovani si rappresentano da sé. La Consulta deve essere attraversabile, aperta, radicale nelle domande e pragmatica nelle risposte. La sfida è restituire senso e forza alla partecipazione, uscire dai riti vuoti, parlare ai territori, ai margini, ai tanti che non si riconoscono più nelle istituzioni. Ci metteremo testa, voce e corpo. Perché Siracusa non può continuare a perdere il futuro che ha già dentro”.
Inizia adesso l’organizzazione dei gruppi tematici per una mappatura dei bisogni giovanili nei diversi quartieri della città.
L’assessore Marco Zappulla ha rivolto i suoi auguri al nuovo ufficio di presidenza della Consulta, organismo di cui in passato è stato anche presidente. “Buon lavoro a Matteo Di Franca ed a Gabriele Vindigni. Si restituisce piena operatività a uno strumento fondamentale di partecipazione democratica. La Consulta non deve essere percepita come un organismo accessorio, ma come un interlocutore permanente e costante dell’Amministrazione comunale e in particolare dell’assessorato alle Politiche Giovanili. È lì che devono emergere le proposte, le criticità e soprattutto le visioni di chi può contribuire al presente e al futuro della città”.




Addio Anita, luce gentile. A 9 anni aspettava un cuore nuovo, adesso donerà lei vita

Anita aveva solo 9 anni e viveva a Floridia. Frequentava la terza elementare, bimba solare, sorridente. Era in attesa di un trapianto di cuore e, nelle ore scorse, si trovava a Roma proprio per alcuni controlli. Lì si è fermato il piccolo motore chiuso nel suo petto.
La notizia ha sconvolto la cittadina siracusana. “Non doveva finire così”, ha la forza di scrivere sui social la giovane mamma, Alessandra, in uno straziante epitaffio. “Ci stringiamo alla famiglia della piccola Anita. Un dolore immenso, che nessuna parola potrà mai lenire”, le parole del sindaco, Marco Carianni. Il deputato regionale Tiziano Spada la ricorda come “una bimba dolce, solare, piena di vita e di speranza. La nostra comunità si stringe con affetto e rispetto attorno alla famiglia”. Domani, venerdì 25 luglio, alle 9.30, i funerali in Chiesa Madre di Floridia.
Nel dolore, un gesto di smisurato amore. La famiglia ha deciso infatti di donare gli organi della piccola Anita. “La sua scomparsa è una ferita profonda, è un dolore che attraversa ogni casa, ogni strada, ogni sguardo della nostra Comunità. Eppure, in mezzo a questo dolore immenso, c’è un gesto che ci lascia senza fiato: Anita ha donato la vita ad altri bambini. Anche nel momento più buio – racconta la vicesindaco Marieve Paparella – la sua famiglia ha scelto la luce. Anita continuerà a vivere, nei corpi di altri bambini, nelle famiglie che ritrovano la speranza, nei nostri cuori che oggi piangono, ma non dimenticheranno mai”.
Per aiutare la famiglia, è stata attivata una raccolta fondi online su gofundme (clicca qui). In poche ore, donati oltre 8mila euro. “Ogni piccolo contributo farà si che possiamo riacquistare la nostra casa, la sua casa”, l’appello di mamma Alessandra.




Turismo da rilanciare, la perla dimenticata: Fontane Bianche merita più cura

Negli anni ’80 e ’90, bastava pronunciare il nome Fontane Bianche per evocare immagini di spiagge affollate, risate notturne nei locali sulla sabbia, giovani nel camping, locali, negozietti e gelaterie, discoteche piene fino all’alba. Era il cuore pulsante della movida estiva siracusana, un simbolo di vitalità e attrattiva turistica.
Oggi, quel cuore batte fievole. Di bella, Fontane Bianche resta bella. Ma trascurata. E’ una cartina di tornasole del momento turistico.
A colpire, però, è quella sensazione di abbandono e degrado che si respira già all’ingresso della contrada. Viale dei Lidi, l’arteria principale, è oggi costellata di marciapiedi sconnessi, rifiuti abbandonati, saracinesche abbassate ed edifici fatiscenti. Anche la curva panoramica, da cui si gode una vista mozzafiato sul mare, oggi soffre il peso dell’incuria con sacchetti di spazzatura a incorniciare il paesaggio.
Già l’urbanizzazione disordinata aveva rischiato di soffocare la bellezza dei luoghi. Ora ci si mette l’incuria. Anche se – ad onor del vero – uno dei nodi principali del declino di Fontane Bianche risiede nella scarsa pianificazione urbanistica: l’edificazione selvaggia ha progressivamente chiuso la vista mare, sacrificando il valore paesaggistico e impedendo l’accesso comodo alle spiagge.
Nel frattempo, le spiagge del Sud Est siciliano — da Avola a Calamosche, passando per Eloro, Vendicari, Marzamemi e Portopalo — sono esplose a livello turistico, attirando visitatori grazie a servizi più curati, offerte calibrate e una maggiore attenzione all’ambiente.
Per ripartire è più che mai necessario un intervento strutturato e urgente. Le criticità da affrontare sono chiare, a partire dal decoro e la pulizia. L’abbandono dei rifiuti, il degrado dei marciapiedi e la mancanza di manutenzione del verde pubblico non sono solo un problema estetico, ma un segnale di disinteresse che i turisti colgono immediatamente. Migliorare i servizi essenziali, a partire dai collegamenti (pure cresciuti con le nuove linee bus): pensiline alle fermate e paline di infomobilità sono ormai la base di ogni servizio urbano di trasporto pubblico.
Si potrebbe poi ragionare di incentivi per i coraggiosi operatori del settore turistico che credono in Fontane Bianche e investono ogni anno. Ma prima ancora, riqualificazione urbanistica: servono progetti per semplificare e valorizzare gli accessi al mare, ristrutturazione degli edifici dismessi e pericolosi, e creazione di spazi pubblici che incentivino la permanenza e la fruizione da parte di turisti e cittadini.
Da non sottovalutare l’aspetto della comunicazione e della reputazione online. In anni social, molte recensioni definiscono Fontane Bianche un’occasione sprecata. Ecco, occorre anche lavorare su un nuovo racconto della contrada, senza ignorare i problemi ma rilanciandone l’identità con uno storytelling che punti su qualità e visione futura. A partire dal mare di Fontane Bianche, che resta magnifico. Ma da solo non può bastare.
I tempi del turismo “facile” sono finiti: oggi il viaggiatore cerca esperienze curate, bellezza accessibile, servizi funzionali.




Torna il Sicilia Express, treno speciale per i siciliani che rientrano per l’estate. Anche a Siracusa

Partirà da Torino il 30 luglio il Sicilia Express, il treno speciale promosso dalla Regione Siciliana in collaborazione con FS Treni Turistici Italiani per favorire il rientro dei siciliani residenti al nord anche in occasione delle vacanze estive. Il servizio toccherà le principali città del centro-nord Italia per poi raggiungere le destinazioni dell’Isola. Il viaggio di ritorno è previsto per il 23 agosto.
I biglietti saranno disponibili a partire dalle 14,30 di oggi sui canali ufficiali di Trenitalia (app, sito web, biglietterie e agenzie convenzionate) e sul sito di FS Treni turistici italiani. Il prezzo per i posti a sedere parte da 29,90 euro. A bordo, lungo il tragitto, sono previste attività di intrattenimento, musica dal vivo, degustazioni di prodotti tipici e momenti di folclore che celebrano l’identità e le tradizioni della regione.
L’iniziativa rientra tra le azioni promosse dalla Regione per sostenere il diritto alla mobilità e rafforzare il legame con i siciliani che, per lavoro o studio, vivono fuori dall’Isola.
Il Sicilia Express si fermerà a Torino Porta Nuova, Milano Porta Garibaldi, Parma, Bologna centrale, Firenze Santa Maria Novella, Roma Ostiense, Salerno e Messina centrale. Nella città dello Stretto, il treno si divide in due sezioni: una andrà a Siracusa con fermate a Taormina Giardini, Giarre Riposto, Acireale, Catania centrale, Lentini, Augusta, Siracusa; l’altra andrà a Palermo con fermate a Milazzo, Capo d’Orlando, Santo Stefano di Camastra, Cefalù, Termini Imerese, Bagheria, Palermo centrale.
«Con questa iniziativa – dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – vogliamo offrire un’opportunità concreta ed economicamente vantaggiosa ai tanti siciliani che vivono lontano dalla loro terra, permettendo loro di rientrare in Sicilia e riabbracciare le loro famiglie. È un gesto di vicinanza e attenzione verso le nostre comunità emigrate».
«Il Sicilia Express – aggiunge l’assessore regionale delle Infrastrutture della mobilità Alessandro Aricò – rappresenta un modello di trasporto integrato e pensato per i bisogni reali dei cittadini. Un viaggio che non è solo uno spostamento, ma un’esperienza che riporta a casa, tra sapori, suoni e colori della nostra Isola».




La Sicilia “nursery” per tartarughe caretta-caretta, record di nidi nelle riserve

“La Sicilia si conferma terra di meraviglia e rinascita, con una intensa nidificazione delle tartarughe marine della specie Caretta-caretta su alcune spiagge dell’isola”. L’assessore regionale al Territorio e ambiente, Giusy Savarino, commenta con entusiasmo il ritrovamento in questi giorni di numerosi nidi – da parte di volontari e associazioni – nelle riserve naturali Saline di Priolo, Isola dei Conigli, Cala Spugne e Cala Croce a Lampedusa.
“Emblematica la nidificazione nelle Saline di Priolo, area a elevato rischio ambientale, in una zona – aggiunge Savarino – fragile e preziosa: lo interpretiamo come segno di speranza. Dalle spiagge di Torre Salsa, nell’agrigentino e Macchia Foresta del fiume Irminio, in provincia di Ragusa, fino a Lampedusa, la Sicilia si conferma una vera e propria nursery per questa specie, che trova condizioni ideali per riprodursi. Con il diciassettesimo nido trovato in questi giorni nella spiaggia dei Conigli, superiamo ogni precedente.
Rivolgo un grazie a tutti quanti, volontari, associazioni, istituzioni, sono impegnati per la salvaguardia dei siti con dedizione e passione. Il mio assessorato continua a mettere in atto le misure necessarie per la conservazione e per proteggere dall’inquinamento le riserve naturali che si stanno confermando ricettacolo di biodiversità”.




Nuovo ospedale, il commissario straordinario: “Progetto esecutivo entro novembre, poi l’appalto”

Un altro passo verso la gara d’appalto dei lavori per la costruzione del nuovo ospedale di Siracusa. Il traguardo non è, per il momento, esattamente dietro l’angolo però di certo è più vicino. Ed in modo significativo ed importante, dopo l’approvazione del progetto definitivo. Per capire a che punto del percorso ci troviamo, abbiamo chiesto una sorta di cronoprogramma al commissario straordinario per il nuovo ospedale di Siracusa, Guido Monteforte. “Con ragionevole consapevolezza, posso dire che noi entro fine novembre avremo il progetto esecutivo e saremo in grado di approvarlo. Sono certo che la Regione, il Ministero della Salute, il Ministero dell’Economia faranno la loro parte con la stessa celerità. Per la gara d’appalto, ci vorrà qualche mese ancora perché c’è la verifica della completezza della documentazione richiesta. Le gare d’appalto – spiega ancora l’ingegnere siracusano – possono durare da tre a nove mesi e lì io non posso intervenire”.
Ad oggi, l’iter è arrivato al decreto numero 26 della struttura commissariale. Ed è quello che approva il progetto definitivo, dopo l’esame del Nucleo di Valutazione degli investimenti del Ministero della Sanità e l’analisi del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che hanno prodotto alcune osservazioni e prescrizioni. “L’impresa progettista, la Proger, ha prontamente eseguito e introdotto al progetto queste integrazioni e modifiche suggerite. Il soggetto verificatore del progetto, Rina Check, ce l’ha restituito con una dichiarazione di ottemperanza al recepimento delle prescrizioni ed a quel punto si è perfezionato ed è stato possibile che io lo approvassi in linea definitiva”, illustra ancora Monteforte.
Con il progetto definitivo, l’opera può essere dichiarata di pubblica utilità, urgente e indifferibile. “Il che apre la strada alle procedure espropriative. Una volta che le procedure espropriative si saranno completate e perfezionate con l’immissione in possesso dei 17 ettari, potremo dare luogo alla campagna di prospezione archeologica che, ricordo, è propedeutica all’avvio concreto della costruzione. Precedentemente, in conferenza dei servizi, la Sovrintendenza aveva previsto che questa fase, la prospezione archeologica, dovesse precedere la progettazione esecutiva. Poi, subito dopo il mio insediamento, ho avuto un chiarimento con il Sovrintendente e la direzione della sezione archeologica della Sovrintendenza ed abbiamo convenuto che fosse equivalente trasferire questa prescrizione alla fase immediatamente precedente l’avvio dei lavori, per evitare che fosse pregiudizievole per l’avvio della progettazione esecutiva. Quindi, forti di questo accordo, possiamo avviare la progettazione esecutiva”.
Per il commissario straordinario il finanziamento dell’intera opera non è da mettere in discussione. “Sono convinto che le rassicurazioni che sono state date dalla Presidenza della Regione e dal dottore Iacolino andranno a buon fine e quindi avremo il progetto esecutivo approvato, il finanziamento consolidato e la possibilità di andare in gara di appalto. In fondo, la parte che avrebbe potuto dare problemi era quella legata al Nucleo di Valutazione del Ministero della Salute. Ma se il nucleo del Ministero della Salute verifica il progetto e ci dice che risponde agli standard tecnici necessari e che i costi appostati a quel progetto sono coerenti con quelli finanziabili, non abbiamo più niente da temere. Adesso ci sono dei passaggi burocratici e amministrativi che riguardano il Ministero della Salute, il Ministero dell’Economia, la Presidenza della Regione. Io non credo che ci sia da dubitare che tutto possa compiersi concretamente. Quello di cui abbiamo incertezza sono i tempi, ma il risultato mi pare che a questo punto sia assolutamente scontato”.
Nel taccuino dell’ingegnere Guido Monteforte ci sono adesso le procedure per gli espropri. “Stiamo per perfezionare la sottoscrizione di una intesa con il Comune di Siracusa che ci metterà a disposizione il proprio ufficio espropri a supporto di questa fase operativa. Il privato viene informato preventivamente che c’è questa progettazione in corso, tant’è che i privati hanno fatto arrivare negli anni, anche prima che mi insediassi io, delle osservazioni, dei rilevi, delle controdeduzioni alla indennità proposte. Il quantum era stato determinato dai progettisti. Mi sono limitato a convocarli, sottoporre loro tutte le osservazioni e controdeduzioni dei proprietari privati ed a chiedere una sintesi valutativa. Il progettista mi ha confermato il piano particolare dell’espropriazione e quindi siamo andati avanti. E’ chiaro che adesso, in questa fase, ci sarà l’offerta dell’indennità che il privato può anche rifiutare. In questo caso, si procede con lo stato di consistenza e verbale di immissione in possesso, contestualmente all’accantonamento presso la Cassa Depositi e Prestiti di queste somme. Dopodichè il privato può agire per avere un riconoscimento stimativo diverso. Ma questo non va ad inficiare il percorso per la costruzione del nuovo ospedale”.




La storia di Siracusa come dentro una macchina del tempo, nasce SiraMuse

Incontrare i protagonisti della storia, ascoltare i loro racconti, passeggiando in stanze che – come macchine del tempo – portano il visitatore avanti e indietro nei secoli. Da Archimede a Santa Lucia, da Eschilo e Platone ad Enzo Maiorca, da Federico II a Paolo Orsi: la stratificazione di Siracusa spiegata con la spettacolarità delle nuove tecnologie ed il rigore storico e scientifico dei testi e delle ambientazioni.
SiraMuse, il nuovo e particolare museo che arricchisce l’offerta culturale di Siracusa, è un luogo immersivo dove storia, scienza, arte e mito prendono vita attraverso i racconti di chi ha vissuto questa città, rendendola unica nei secoli.
Questa mattina, la presentazione del nuovo spazio espositivo, progettato per diventare il principale museo civico del Comune di Siracusa, punto di partenza per avere una conoscenza complessiva della città prima di incamminarsi tra il suo vasto e diversificato patrimonio storico, culturale e ambientale.

​SiraMuse nasce grazie al primo progetto siciliano di partenariato speciale pubblico-privato. Il Comune di Siracusa si avvale della competente collaborazione di Civita Sicilia e punta su due importanti novità: l’utilizzo di tecnologie e allestimenti d’avanguardia e il ricorso a una gestione innovativa che non ha precedenti in Sicilia.

​Il nuovo museo civico, nato anche grazie alla collaborazione tra l’Istituto per il credito sportivo e Culturale S.p.A. e Civita Sicilia, è stato realizzato nell’ex Galleria d’arte Montevergini, in via Santa Lucia alla Badia, adiacente a piazza Duomo. Il racconto della città e del suo patrimonio, attraverso percorsi immersivi e interattivi, è affidato a otto personaggi storici: santa Lucia, Eschilo, Caravaggio, Archimede, Platone, Paolo Orsi, Federico II ed Enzo Maiorca.

​Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, Renata Sansone, amministratore delegato di Civita Sicilia, società di un gruppo che, fuori dall’Isola, ha già in essere altri rapporti di partenariato pubblico-privato e Debora Miccio, responsabile della Direzione commerciale e marketing dell’Istituto per il credito sportivo e culturale.
​Il museo sarà aperto al pubblico da domani, 24 luglio, alle 11. Tutte le informazioni su www.siramuse.it




Per difendersi dal caldo, in una cittadina del siracusano si bagnano le strade

Tra i sistemi più curiosi – ma a quanto pare efficaci – adottati per difendere le città dall’ondata di calore che ha investito il territorio siracusano, c’è quello di Sortino. Nella cittadina montana, dove ieri è stato registrato un insolito picco di 42,4°C, la Protezione Civile comunale ha utilizzato l’autobotte e la jeep del parco auto per bagnare le strade. “Uno stratagemma che ci ha permesso di limitare il calore assorbito e rilasciato dall’asfalto, permettendo di contenere eventuali isole di calore. Secondo gli esperti, con queste azioni si possono evitare aumenti di temperatura in spazi urbani per 3,4 gradi centigradi”, spiega il sindaco, Vincenzo Parlato.
Il sistema è stato impiegato lunedì e martedì, primi due giorni di una settimana particolarmente calda. E se da domani dovessero nuovamente salire le temperature, “siamo pronti a far tornare in strada l’autobotte e la jeep per tenere bagnate, ma senza pozzanghere, le strade cittadine, a partire dal pomeriggio”.
Oltre a bagnare le strade, il Comune di Sortino ha anche attivato un rifugio climatico: locali del centro anziani aperti e raffrescati per ospitare chiunque avesse bisogno di refrigerio.




“Il Sole che verrà”, al Giffoni il corto sull’ambizioso progetto siracusano di auto solari

Si chiama “Il Sole che Verrà” ed è il cortometraggio dedicato all’esperienza dell’associazione siracusana Futuro Solare, presentato in questi giorni in anteprima al Giffoni Film Festival. Il corto prende spunto dalla creazione delle vetture solari Archimede, nate proprio grazie alla caparbietà di un gruppo di siracusani capitanati da Enzo Di Bella.
Anteprima nazionale domani 24 luglio alle ore 12:40, nella Sala Verde del Multimedia Valley. Il film racconta la storia vera di un gruppo di studenti, tecnici e volontari siciliani impegnati nella costruzione di automobili solari a zero emissioni.
Diretto da Fabio Leone e Antonella Barbera, con la voce narrante di Attilio Ierna, il corto fonde linguaggio cinematografico e documentario per restituire un racconto vibrante di passione, ostinazione e sostenibilità.
Al centro, il progetto delle auto solari Archimede, sviluppato interamente in Sicilia, che ha portato un gruppo di giovani talenti a partecipare a competizioni internazionali e a vivere un’avventura educativa e umana fuori dal comune.
La proiezione vedrà la partecipazione dei registi, del fondatore Enzo Di Bella e dei membri dell’associazione, veri protagonisti di una narrazione che intreccia innovazione, ecologia e riscatto territoriale.
“Il Sole che Verrà” non è solo un omaggio alla tecnologia sostenibile, ma anche un progetto educativo: attraverso attività di formazione, percorsi PCTO (ex alternanza scuola-lavoro) e laboratori STEM, centinaia di studenti sono stati coinvolti direttamente nello sviluppo dei veicoli solari e nelle attività di comunicazione, progettazione e sperimentazione. Un modello concreto di scuola diffusa, dove apprendimento e futuro si incontrano.
Il progetto è realizzato con il patrocinio del Comune di Siracusa e rientra nel percorso di riconoscimento di Siracusa Città Educativa, promuovendo valori come la cittadinanza attiva, la sostenibilità ambientale e l’innovazione sociale.
Inoltre, per tutta la durata del Festival, la vettura Archimede 2.1 rimane esposta presso lo stand di Veolia all’interno dell’area Giffoni Next Generation. Saranno presenti anche gli studenti e i membri del team Futuro Solare, protagonisti del progetto, per incontrare il pubblico e raccontare da vicino la loro esperienza.




Approvato il progetto definitivo del nuovo ospedale, si sbloccano gli espropri di 17 ettari

La struttura commissariale per il nuovo ospedale di Siracusa guidata dall’ingegnere Guido Monteforte ha approvato il progetto definitivo dell’attesa struttura sanitaria. Un passaggio che permette adesso di mettere in moto un doppio percorso: da una parte, il commissario potrà procedere con l’esproprio delle aree necessarie per costruire l’opera lungo la Statale 124; dall’altro, i progettisti hanno ricevuto l’incarico di produrre il progetto esecutivo, da mandare in gara, pronto entro ottobre 2025 considerando i ritardi canonici di agosto.
Con la dichiarazione del nuovo ospedale come opera di pubblica utilità, urgente e indifferibile – raccolte le prescrizioni che erano state richieste dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici – comincia quindi una nuova fase operativa.
Innanzitutto si sblocca il capitolo espropri, attraverso i quali recuperare i 17 ettari su cui sorgerà il nuovo ospedale inclusi parcheggi, parco, verde e viabilità secondaria secondo rapporti volumetrici di occupazione delle aree. Le somme sono già nella disponibilità della struttura commissariale che conta, così, di poter procedere spedita. In caso di ricorsi da parte degli espropriati, la vicenda civilistica non dovrebbe avere influenze sull’iter per arrivare all’aggiudicazione dei lavori ed alla posa della prima pietra del nuovo ospedale di Siracusa.
Quanto alla progettazione esecutiva, il raggruppamento di imprese incaricato ha due mesi di tempo per redigerlo. Valutando la pausa di agosto, però, il progetto esecutivo potrebbe realisticamente essere pronto per la prima parte di ottobre 2025. Non appena prodotto, si potranno avviare le procedure di gara.
Per quel che riguarda la copertura economica dell’intera opera, il presidente della Regione – nel corso della sua ultima visita a Siracusa, lo scorso giugno – ha ulteriormente assicurato la disponibilità dell’intero importo. Attesa comunque la firma dell’accordo quadro Stato-Regione.