“Rifugi climatici”, l’iniziativa siracusana piace anche al Dipartimento Regionale

Secondo giorno di attività per i rifugi climatici allestiti a Siracusa, tra il centro storico ed i quartieri Grottasanta, Akradina, Cassibile e Belvedere. I locali climatizzati e aperti alla popolazione hanno registrato decine di presenze, in particolare anziani. Chi per pochi minuti e chi invece per qualche ora, hanno comunque dimostrato di gradire ed apprezzare la misura di prevenzione dei rischi collegati alle ondate di calore. Per comodità, sono stati stati soprattutto i residenti nelle aree limitrofe ai “rifugi” ad optare per l’accesso alle strutture climatizzate. Rimarranno attivi, dalle 11 alle 18, sino a cessata emergenza ondate di calore.
L’iniziativa piace anche ai turisti. Alcune comitive di visitatori, spagnoli prima ed inglesi poi, hanno fatto ricorso quest’oggi all’assistenza della Croce Rossa, in piazza Archimede, per piccole problematiche legate ad abbassamento di pressione e per idratarsi. Accanto ai volontari, per gran parte della mattina è rimasto anche l’assessore alla Protezione Civile Sergio Imbrò.
Intanto, diverse realtà in provincia di Ragusa e di Catania hanno preso spunto dall’iniziativa aretusea, avviando misure simili per la salvaguardia pubblica durante queste afose giornate di fine luglio. Ed a Sortino, il sindaco Parlato ha attivato due rifugi climatici per la popolazione anziana, disponendo anche un servizio autobotte per bagnare le strade cittadine, in modo da limitare l’assorbimento di calore.
Anche lo stesso dipartimento regionale di Protezione Civile ha mostrato interesse, specie dopo che i rifugi climatic

    i siracusani sono diventati notizia di respiro siciliano.




Due feriti nello scontro tra tre auto ed una moto sulla Statale 194

Paura sulla Statale 194, nei pressi di Lentini, dove questa mattina si è verificato un incidente stradale che ha coinvolto tre auto e una moto di grossa cilindrata.
Secondo le prime ricostruzioni, ancora in fase di accertamento, le vetture viaggiavano nello stesso senso di marcia – direzione Catania – quando, per cause da chiarire, si sarebbe verificato un tamponamento a catena, nel quale è rimasta coinvolta anche la moto.
Ad avere la peggio sono stati l’uomo in sella alla motocicletta ed un minore che viaggiava a bordo di una delle auto, insieme alla famiglia. Entrambi sono stati trasportati al Pronto Soccorso dell’ospedale di Lentini, per i controlli del caso. Se la sono cavata con una buona dose di spavento ed una prognosi di pochi giorni.
Tra i primi a intervenire sul posto, sono stati i Vigili del Fuoco con una squadra che si trovava poco distante e dirottata per prestare i primi soccorsi. In un primo momento, si temeva che qualcuno fosse rimasto incastrato tra le lamiere. Fortunatamente la situazione si è poi rivelata meno grave del previsto.
Sul posto anche i Carabinieri, impegnati nei rilievi tecnici per ricostruire con precisione la dinamica dell’impatto e nella gestione del traffico, che ha subito forti rallentamenti in direzione nord.




Estate, normale faccia così caldo? Il CMS, “Ondate di calore sempre più frequenti e lunghe”

“E’ estate, è normale che faccia caldo”. Si tratta di uno dei commenti più diffusi in rete alla notizia dell’eccezionale ondata di calore che sta attraversando la Sicilia ed in particolare il settore orientale. Ma davvero rientra tutto nella norma? Lo abbiamo chiesto a Stefano Albanese, presidente del Centro Meteorologico Siciliano. “Luglio è statisticamente il mese più caldo dell’estate ed è normale che faccia caldo. Ma chiaramente non rientra nelle medie stagionali questo tipo di caldo. Ora, le ondate di calore ci sono sempre state e sarebbe una bugia dire il contrario, quindi il caldo africano c’è sempre stato. Quello che sta cambiando riguarda principalmente un fattore: la frequenza delle ondate di calore”, ci spiega. Le fiammate sono più frequenti ma anche più ravvicinate. “E stiamo registrando anche un cambiamento nella durata: ogni ondata di calore dura per più e più giorni”. E questi fattori segnalano un cambiamento in atto nelle dinamiche climatiche considerate “normali” per il nostro territorio. Una delle responsabilità è da cercare nel minor peso dell’anticiclone delle Azzorre che assicurava un caldo moderato, ora sostituito da una figura anticiclonica di matrice subtropicale. “Questa è la grande anomalia che sta interessando il Mediterraneo”, conferma Albanese. “L’anticiclone delle Azzorre si è spostato in Atlantico, l’anticiclone subtropicale invece ce lo ritroviamo spesso sul Mediterraneo, con tutte le conseguenze del caso: ondate di calore più prolungate, più intense e mari che irrimediabilmente tendono a scaldarsi di più”.
Oggi, martedì 22 luglio, e venerdì le due giornate più calde di questa fiammata africana. Nel siracusano le previsioni indicano picchi anche di 43/44°C con una percepita anche di 3 gradi superiore. “Il calore percepito è dato dalla temperatura e dall’umidità. A causa dei valori di umidità, si può percepire una temperatura superiore a quella reale. Avrete letto di previsioni addirittura sui 5o gradi. Ovviamente non saranno mai registrati, anche se avremo delle temperature importanti. Però – insiste il presidente del Centro Meteorologico Siciliano – vorrei smentire questo dato, perché 50 gradi è un valore importante assolutamente da record, ma non arriveremo a questi valori. Quindi il 48,8 del 2021, record europeo tra Siracusa e Florida, è destinato a durare ancora”.
Cosa aspettarsi oggi? “Una particolare ventilazione occidentale andrà a creare quello che noi definiamo nel gergo effetto favonico, ovvero una sorta di compressione che avviene nella colonna d’aria. Questa compressione non fa altro che aumentare le temperature”. E non va bene neanche nelle ore notturne, con un’azione mitigatrice del mare annientata dalle correnti più calde che provengono dall’entroterra.
Quando le temperature torneranno nella media? “Da sabato, le prime zone a beneficiare del primo calo termico e quindi della graduale uscita da questa calura saranno quelle tirreniche e occidentali. Per attendere un calo tra siracusano e catanese, dovremmo aspettare la giornata di domenica”, indica Stefano Albanese.




Raccolta rifiuti, problema tecnico rallenta la plastica: “completiamo in mattinata”

Ritiro della plastica in ritardo in diverse zona di Siracusa, in particolare nelle contrade balneari ma non solo. “A causa di un problema tecnico – spiega una nota ufficiale di Palazzo Vermexio – oggi si sono registrati dei disservizi nel ritiro della plastica rispetto al normale turno di raccolta dei rifiuti porta a porta. Il problema ha riguardato prevalentemente le contrade marinare più distanti dalla città”. Il citato problema tecnico non è meglio spiegato.
L’assessore all’Igiene urbana, Luciano Aloschi, in contatto con i tecnici della società che gestisce il servizio a Siracusa, ha avuto assicurazione circa il completamento della raccolta nel corso della giornata. L’invito agli utenti, quindi, è quello di lasciare ancora esposta la frazione plastica, sino a ritiro.




Il rimpasto, la visione e la politica: Cafeo, “Siracusa torni ad essere il capoluogo”

“Il sindaco ha fatto le sue scelte e quindi non possiamo, per il bene della città, che fare un in bocca al lupo a questa nuova giunta e al primo cittadino. C’è stata parecchia confusione, soprattutto molti assessori costretti a lavorare senza avere certezze: rimango, vado via. Mi auguro ora tornino centrali questioni cruciali ma finite paradossalmente in secondo piano”. Così Giovanni Cafeo, referente provinciale della Lega, sul recente rimpasto di giunta a Siracusa. La sensazione è che questo sia stato un rimpasto fatto guardando invece solo al Consiglio comunale. E se gli assessori diventano solamente un prezzo da pagare ai consiglieri comunali, poi non ti puoi lamentare se l’azione politica non è brillante”, aggiunge. Quanto al gruppo consiliare di Insieme, vicini proprio a Cafeo, la posizione non cambia: “Noi restiamo disponibili al dialogo, non abbiamo votato Francesco Italia ma Ferdinando Messina. Quando poi abbiamo visto che erano tutti col piattino, compresi quelli di Forza Italia, beh diciamo che questa cosa ti condiziona…”. Parole che non mancheranno di suscitare reazioni.
Come quelle su Siracusa che dovrebbe tornare ad essere capoluogo a tutti gli effetti, anche determinando le dinamiche politiche provinciali invece che subirle. “Francesco Italia condivide delle linee politiche con dei deputati regionali e dei sindaci di altri comuni, anche se la sensazione che si dà all’esterno è che siano altri sindaci e altri deputati che condizionano la politica cittadina. Ma questa è una sua scelta”, è un altro passaggio della lunga intervista di Giovanni Cafeo su FMITALIA.
A proposito del sindaco di Siracusa, con l’ultimo rimpasto sono aumentate le deleghe che ha mantenuto ad interim e non assegnato ai nuovi assessori. “Evidentemente è una scelta su materie strategiche che vuole eseguire direttamente lui. Lo vedremo dai risultati amministrativi o se un progetto risulta lungimirante o meno. Perché secondo me è questa visione che manca ancora a Siracusa”, commenta al riguardo Giovanni Cafeo.
Naturale allora chiedere se potrebbe essere lui uno dei prossimi candidati per la guida della città capoluogo. “No, io ritengo che non sia giusto partire dal nome. Ci sono prima le elezioni regionali e le nazionali che condizioneranno il quadro. Intanto ci sono tre anni di attività amministrativa in cui spero che il sindaco Italia faccia il meglio possibile per Siracusa. Però ci sono alcuni dati statistici che secondo me fanno riflettere: il turismo in calo, la sensazione di mancanza di sicurezza dell’Ortigia, la qualità dei servizi che diminuisce. Questi sono i nodi da cui ripartire dopo la pausa estiva”.




Rete ospedaliera regionale, i sindaci del siracusano fanno muro: “non adeguata alle esigenze”

I Sindaci della provincia di Siracusa, riuniti in un incontro istituzionale, hanno approvato all’unanimità un documento congiunto in cui esprimono una ferma opposizione alla proposta di revisione della rete ospedaliera regionale, avanzata dalla Regione Siciliana. In qualità di autorità sanitarie locali, i primi cittadini contestano il piano regionale ritenendolo inadeguato rispetto alle esigenze del territorio e carente nel confronto con le autonomie locali.
Nel documento, i Sindaci manifestano una netta contrarietà al progetto regionale, definendolo non coerente con i bisogni reali della popolazione siracusana e lamentano l’assenza di un dialogo costruttivo con gli enti locali, fondamentali nella definizione di un sistema sanitario efficace e vicino ai cittadini.
Il documento è stato trasmesso all’Assessorato alla Salute, al Dipartimento per la Pianificazione Strategica ed alla Commissione Sanità dell’Ars oltre che all’Asp di Siracusa ed alla Prefettura.
Tra i punti centrali, la richiesta formale del riconoscimento della qualifica di Dea di II livello per il nuovo ospedale di Siracusa, da considerarsi il naturale polo di riferimento provinciale per le alte specialità. I Sindaci chiedono l’attivazione completa delle strutture complesse previste dalla normativa vigente, sottolineando l’urgenza di garantire alla provincia un presidio in grado di offrire prestazioni sanitarie in linea con i parametri regionali e nazionali.
Il documento unitario mette inoltre in evidenza la necessità di una revisione integrata della rete ospedaliera, che tenga conto anche dei servizi territoriali, distrettuali e domiciliari. L’obiettivo è costruire un sistema sanitario più equilibrato, fondato su una presa in carico globale del paziente e su una continuità assistenziale che vada oltre il solo momento dell’ospedalizzazione.
Infine, i Sindaci ribadiscono con forza il proprio ruolo centrale nella pianificazione sanitaria territoriale, chiedendo alla Regione Siciliana un pieno coinvolgimento in ogni fase della definizione della rete ospedaliera e dei servizi di prossimità.




Suhs, intrigo tra Siracusa e Scafati: il difensore manda un certificato, “lo aspettiamo”

Il caso Suhs accende l’estate del Siracusa. Il difensore centrale era atteso per l’avvio della preparazione, al suo posto, è arrivato un certificato medico. Lo ha reso noto il presidente azzurro, Alessandro Ricci, durante la conferenza stampa di questa mattina, durante la quale è stato ufficializzato il ritorno del diesse Antonello Laneri.
Suhs, l’eroe di Reggio Calabria, è al centro di una vicenda particolare. In casa Scafatese erano infatti pronti ad annunciarlo come nuovo acquisto, l’ennesimo pescato dai campani nello spogliatoio del Siracusa che ha vinto il campionato di Serie D. Ma l’argentino, in realtà, è ancora sotto contratto con la società azzurra. Era infatti scattato il rinnovo biennale, come peraltro il Siracusa aveva comunicato anche allo stesso calciatore attraverso una pec. “Se l’ha letta? E’ arrivato un certificato medico, quindi sa di essere sotto contratto con noi…”, ha spiegato il presidente Ricci rispondendo alle domande sull’intricata vicenda. Al difensore, recapitato un messaggio distensivo: “nessun braccio di ferro, lo attendiamo a Siracusa appena guarito dalla malattia”.




Siracusa città senza ombra, il gran caldo e l’urgenza di una nuova visione del verde urbano

Proprio nei giorni in cui tornano a salire le temperature, pericolosamente vicine ai 40°C, Siracusa si scopre come una unica, grande isola di calore urbano. Le temperature, soprattutto nei quartieri così densamente costruiti e con scarsa vegetazione, possono superare di 4-5°C quelle delle zone rurali circostanti. Una differenza che non è solo percepita con fastidio dal cittadino ma che soprattutto ha impatti concreti sul consumo energetico, sulla qualità della vita e sulla salute degli abitanti.
Il fenomeno delle isole di calore è causato principalmente dalla presenza di asfalto, cemento, edifici compatti senza vegetazione attorno, alberi in particolare. Come si impara già alle elementari, gli alberi assorbono e trattengono il calore solare durante il giorno, rilasciandolo lentamente durante la notte. In assenza di ombra e traspirazione vegetale, la città diventa invece un “accumulatore di calore” pericoloso, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione: anziani, bambini, persone con patologie cardiovascolari.
Secondo numerosi studi internazionali, una delle soluzioni più efficaci, semplici e sostenibili per mitigare queste isole di calore è l’incremento degli alberi nelle strade e nei parchi. Un solo albero maturo può abbassare la temperatura del suolo circostante persino di 5-10°C grazie all’ombreggiatura ed alla traspirazione fogliare.
A Siracusa, tuttavia, questa consapevolezza sembra ancora marginale nelle scelte di pianificazione urbana. Anche le più recenti riqualificazioni paiono non sposare le nuove necessità climatiche. Molti dei viali principali, da corso Gelone a viale Scala Greca, da Santa Panagia fino a via Tisia, sono caratterizzati da arbusti ornamentali come oleandri, aranci amari, palme o siepi. Piante esteticamente gradevoli, certo, ma totalmente inadeguate a offrire ombra o abbattere le temperature superficiali. Solo in alcune aree della Pizzuta sono state adottate pianificazioni diverse.
Il tema è esploso proprio in occasione della recente riqualificazione del viale Tisia, dove l’intervento sul verde pubblico ha suscitato un acceso dibattito cittadino. Alla fine sono stati piantumati alcuni alberi, al momento ancora piccoli e poco frondosi oltre che troppo distanti tra loro per immaginare, anche nel medio termine, una reale ombreggiatura continua e funzionale per far respirare la città. E’ stata un’occasione parzialmente persa? Forse si.
E’ urgente, allora, che cambi la percezione generale. Gli alberi non sono solo arredo urbano, degli elementi decorativi da inserire qua e là tra un’aiuola e un marciapiede. Questa è una visione ormai superata. Gli alberi in città, specie in città roventi d’estate come Siracusa, devono essere considerati infrastrutture ambientali fondamentali, al pari di una fognatura o di una linea elettrica.
Un viale alberato correttamente riduce la temperatura percepita grazie all’ombra, migliora la qualità dell’aria assorbendo CO₂ e polveri sottili, riduce il rischio idrogeologico favorendo l’infiltrazione dell’acqua piovana, aumenta il benessere psicologico e l’attrattività dello spazio pubblico.
E’ evidente, dunque, l’importanza per Siracusa di una visione strategica del verde urbano come risposta strutturale alla crisi climatica. Ogni progetto futuro, da oggi in avanti, dovrebbe intanto privilegiare alberature vere rispetto ad arbusti ornamentali; prediligere specie autoctone o adattate al clima mediterraneo, con alta capacità di ombreggiatura e resistenza alla siccità; garantire distanze minime corrette per la formazione di chiome continue e con effetto “galleria verde”; coinvolgere esperti di forestazione urbana fin dalle fasi di progettazione.
E’ necessaria una nuova maturità, culturale e politica, nella gestione del verde urbano. Non bastano piccoli alberelli ogni venti metri, serve un progetto organico che trasformi lo spazio pubblico in un ecosistema urbano vivibile, più fresco e più sano. Il verde urbano non è lusso, ma una necessità di sopravvivenza.




Settimana a 40°C, arriva l’aria calda sahariana. L’esperto: “Grande afa, picchi di 43°C”

Le province di Siracusa e Catania si preparano per l’intensa e severa ondata di caldo che, secondo le previsioni, farà schizzare la colonnina di mercurio oltre i 40°C. Abbiamo chiesto ad Antonio Cucchiara, del Centro Meteorologico Siciliano, a cosa è dovuto questo brusco innalzamento delle temperature. “E’ in arrivo un’intensa avvezione di aria calda di origine sub-tropicale continentale, proveniente dall’arroventato entroterra sahariano.
Questa massa d’aria in origine calda e secca, una volta attraversato il mar Mediterraneo per giungere da noi si caricherà di umidità, rendendo il caldo molto afoso lungo le aree costiere e quindi si avvertirà una forte sensazione di disagio, mentre lungo le aree interne o in quelle aree costiere dove saranno presenti dei venti di caduta, si farà i conti con temperature molto elevate anche oltre i +40°C ma, in questo caso si tratterà di caldo torrido ossia secco, e comunque non si arriverà ai fatidici 50°C” come alcune previsioni finite anche sui media nazionali lasciavano intendere.
Martedì e mercoledì saranno i giorni più caldi. “In quelle ore toccheremo l’apice per poi lasciare il posto all’arrivo di correnti più fresche di origine atlantica, attraverso una tesa ventilazione di maestrale che accompagnerà il passaggio di una saccatura atlantica lungo le regioni centro settentrionali e la fine di questa ondata di calore”.
Vediamo in dettaglio cosa attenderci nelle prossime ore. “Oggi, lunedì 21 luglio, condizioni di cielo sereno o poco nuvoloso, anche se il cielo rischierà di mostrarsi un pò lattiginoso per il possibile arrivo di particelle di pulviscolo sahariano in sospensione. Le temperature subiranno un deciso aumento, con punte intorno ai 42/43°C, addirittura anche 44°C lungo le aree interne del Catanese e Siracusano in caso prevalgano i venti di caduta provenienti dall’entroterra”, spiegano gli esperti del Centro Meteorologico Siciliano.
Anche per la giornata di martedì permarranno le stesse condizioni. “Temperature stazionarie o in ulteriore aumento lungo le aree interne della Sicilia centro orientale, dove localmente si potranno raggiungere punte di 44/45°C”, dice Antonio Cucchiara.
Da mercoledì atteso un primo, lieve calo delle temperature con le massime che rimarranno attorno ai 40°C (“punte di 41/42°C lungo il settore centro orientale dell’isola”).

grafica: Centro Meteorologico Siciliano




Immigrazione, tre milioni per i comuni di frontiera: Augusta e Portopalo nel siracusano

L’assessore regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica Andrea Messina ha firmato il decreto che assegna 3 milioni ai comuni siciliani che si trovano in prima linea nella gestione del fenomeno migratorio. Il contributo straordinario, previsto dall’articolo 6 della legge regionale 1 del 9 gennaio 2025, punta a rafforzare la capacità operativa dei territori coinvolti, migliorare i servizi essenziali e favorire un sistema di accoglienza più equo e sostenibile.
Lo stanziamento complessivo è stato assegnato per il 50% in parti uguali tra tutti i comuni beneficiari e per il restante 50% in proporzione al numero di arrivi registrati come primo approdo nel corso del 2024; un criterio che mira a garantire equità, bilanciando l’esigenza di un sostegno minimo per tutti con il riconoscimento del maggiore impatto sostenuto da alcuni territori.
Nel dettaglio, i contributi assegnati sono così ripartiti:

Agrigento: Lampedusa e Linosa – primo presidio del Mediterraneo – ricevono 1.427.136,40 euro; Porto Empedocle 132.446,00 euro; Siculiana 125.200,50 euro.
Catania: centro metropolitano con funzione logistica e assistenziale, 141.553,10 euro.
Ragusa: Modica 125.000,00 euro; Pozzallo 194.162,00 euro; Ragusa, punto di raccordo per i flussi interni, 125.000,00 euro.
Siracusa: Augusta 146.278,40 euro; Portopalo di Capo Passero, estrema punta meridionale dell’isola, 128.007,00 euro.
Trapani: Favignana 131.443,70 euro; Pantelleria 188.176,60 euro; Trapani 135.596,30 euro.

«Con questo provvedimento – dice l’assessore Messina – il governo Schifani intende ribadire un principio fondamentale: i comuni siciliani non devono essere lasciati soli. Le isole, i porti e le città che ogni giorno accolgono donne, uomini e bambini in fuga da guerre, fame e persecuzioni rappresentano la prima risposta umana e istituzionale dell’Europa. Le isole minori della Sicilia e i comuni di frontiera, spesso affrontano in solitudine oneri enormi, sia in termini economici che organizzativi. Il contributo di tre milioni di euro che oggi assegniamo è un segnale concreto di attenzione, vicinanza e responsabilità da parte della Regione».