FdI sul rimpasto: “maggioranza fragile e rissosa”. E critica il Mpa

“Finalmente il rimpasto è stato fatto, ora l’amministrazione non ha più scuse”. È il richiamo che parte dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, attraverso i consiglieri Paolo Cavallaro e Paolo Romano. I due non nascondono forti perplessità sul merito e sul metodo del rimpasto, criticando in particolare la revoca dell’assessore Cavarra – vicenda che sarà discussa in Consiglio comunale, anticipano – e l’ingresso in giunta di diversi consiglieri comunali.
‘È evidente – sottolineano – che questi nuovi assessori, essendo anche consiglieri, non potranno garantire costantemente la loro presenza in aula e nelle commissioni, rischiando di paralizzarne l’attività”. Una scelta che, a loro dire, dimostra la volontà del sindaco di tamponare le tensioni interne a una maggioranza “sempre più rissosa e scricchiolante”, piuttosto che puntare su competenze esterne in grado di risollevare le sorti della città.
L’auspicio di un cambio di passo viene accompagnato da un quadro fortemente critico sulla situazione cittadina: Siracusa, secondo FdI, è “sommersa dai rifiuti, insicura, devastata dagli incendi, con una Ztl inadeguata e ancora in fase sperimentale, incapace di accogliere i turisti e offrire servizi dignitosi ai residenti”. Una condizione che i consiglieri definiscono “un disastro totale”, condito da classifiche impietose e dalle continue lamentele dei cittadini.
“Più che un rimpasto – aggiungono – avremmo preferito un ritorno alle urne, per restituire alla città un governo autorevole e realmente capace di affrontare i problemi strutturali che l’attuale amministrazione ha dimostrato di non saper nemmeno sfiorare.
Nel mirino anche il Movimento per l’Autonomia (Mpa), accusato di doppiezza: “Continua a sostenere questa amministrazione e al tempo stesso il governo regionale, ignorando gli appelli a rientrare nel centrodestra. Una politica dei due forni che riteniamo inaccettabile..
Poi la chiosa. “Auguriamo buon lavoro ai nuovi assessori – concludono Cavallaro e Romano – ma restiamo vigili. Purtroppo non ci aspettiamo alcuna svolta positiva: il nostro giudizio sull’azione di governo è e resta del tutto negativo”.




Turismo a Siracusa, per la prima volta in dieci anni spunta il segno meno

Dove sono finiti i turisti? Se lo chiedono in tanti a Siracusa, in particolare gli operatori del settore dell’accoglienza (hotel, B&B, case vacanze) e dell’indotto, dalla ristorazione ai trasporti. Per la prima volta dopo dieci anni, i numeri sono in calo. Una flessione importante che tocca gli arrivi ed i pernottamenti e supera il -5%. I numeri: a giugno 2025, -11.176 pernottamenti rispetto a giugno 2024 (fonte centro studi Noi Albergatori Siracusa). Territorio negativo anche per gli arrivi, con -4.351 rispetto allo scorso anno.
“Stiamo cercando di capire cosa stia succedendo”, commenta il presidente di Noi Albergatori, Giuseppe Rosano. Dopo anni di boom e crescita vorticosa, il turismo a Siracusa rallenta in maniera netta. E lo ha fatto con un mese di anticipo rispetto ad altre destinazioni, come Cefalù e Taormina, che solo adesso, in luglio, iniziano ad accusare segni di rallentamento.
A dare qualche indizio sui possibili motivi del calo è l’Istat. Nel rapporto pubblicato a fine maggio, l’istituto di statistica evidenzia la difficoltà delle famiglie italiane alle prese con inflazione, erosione del potere di acquisto e caro-voli. Tutte vicende che spiegano la brusca diminuzione di turisti italiani a Siracusa, meno netta invece la frenata che riguarda gli stranieri. C’è poi un altro dato che viene tenuto sotto osservazione: e riguarda i siciliani. Il turismo regionale è pure lui in frenata e qui i numeri sono in linea con le altre destinazioni dell’isola. Il che spinge gli osservatori a parlare di situazione infrastrutturale complessa, ovvero autostrade con troppe interruzione e cantieri, collegamenti non semplici ed alla fine allora si preferisce spostarsi di pochi chilometri da casa.
Abbiamo allora chiesto al presidente di Noi Albergatori se Siracusa stia perdendo appeal o rimanga sempre meta glamour. “La reputazione della provincia come meta turistica resta importante. Bene che diversi marchi abbiano voluto abbinare il loro brand a Siracusa. Però quando il turista viene qui, noi siamo costretti anche a raccogliere la sua stanchezza perchè magari è difficile trovare parcheggio, c’è molto traffico, non ci sono servizi frequenti di trasporto urbano da e per il mare, le contrade marinare sono purtroppo in abbandono. Lo vedono, ce lo raccontano e questo non li invoglia a tornare il prossimo anno…”.




Giuseppe Runza nuovo direttore di Radiodiagnostica all’Umberto I di Siracusa

Giuseppe Runza è stato nominato nuovo direttore dell’Unità operativa complessa di Radiodiagnostica dell’ospedale Umberto I di Siracusa, incarico che ricoprirà temporaneamente in sostituzione di Giuseppe Capodieci, attualmente direttore generale dell’ASP di Agrigento.
La nomina di Runza, specialista in Radiodiagnostica dal 2002 con titolo conseguito presso l’Università di Palermo, è il frutto di una procedura concorsuale pubblica avviata dalla Direzione strategica aziendale dell’ASP aretusea con deliberazione n. 172 del 26 luglio 2024. Il contratto, firmato nei giorni scorsi presso la sede della Direzione Generale, avrà validità fino al 30 giugno 2027 o fino al rientro del titolare Capodieci.
Con una lunga esperienza come dirigente medico in vari presidi dell’ASP di Siracusa, Runza ha recentemente diretto la UOSD di Radiologia Territoriale con Centro Amianto e Risonanza Magnetica Multidistrettuale, distinguendosi per competenza e professionalità.
Alla firma del contratto era presente il direttore generale dell’ASP di Siracusa, Alessandro Caltagirone, che ha espresso a nome della Direzione strategica i più sentiti auguri di buon lavoro al nuovo direttore della Radiodiagnostica ospedaliera.




Il giorno del rimpasto è arrivato. Granata, Celesti, Consiglio, Cavarra out: attesa per i nuovi

Ancora pochi minuti e si conoscerà la composizione della nuova giunta comunale di Siracusa. Dopo mesi di indiscrezioni, annunci, incontri e trattative vissute da alcuni dei protagonisti come “una graticola”, ecco nascere la “giunta consiliare”. La definizione è del sindaco Francesco Italia ed illustra così la filosofia alla base dell’equilibrio trovato tra le parti politiche: chi è senza rappresentanza in Consiglio comunale, non può fare l’assessore. L’unica eccezione potrebbe invero riguardare Giuseppe Gibilisco, il cui gradimento presso l’opinione pubblica non è un mistero.
Poco dopo le 10 l’ufficialità, con la firma ed il giuramento dei “nuovi”. Intanto, nei giorni e nelle ore scorse si sono dimessi Fabio Granata (con polemica), Salvo Consiglio e Teresella Celesti. A Salvo Cavarra (igiene urbana, verde pubblico, servizi cimiteriali) è stata invece revocato il mandato. Pronti ad entrare nella squadra di governo cittadino sarebbero Sergio Imbrò, Giuseppe Casella e Luciano Aloschi. Attesa per il nome in quota rosa, espressione del gruppo Zappalà secondo i rumors.
La città guarda con poco interesse, più che guardare verso salone Borsellino i siracusani seguono i temi da “strada”: verde pubblico, diserbo, pulizia, decoro, regole, illuminazione pubblica, parcheggi, viabilità. La sfida sarà riconquistare fiducia con azioni più che annunci, vivendo la quotidianità di Siracusa insieme alla programmazione di grandi obiettivi futuri.




Incendio al Plemmirio, Mastriani (Federparchi): “Prevenire, serve il supporto del Cufa”

Un incendio, probabilmente doloso, ha colpito ieri l’area del Faro di Capo Murro di Porco, nel cuore della Zona A dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, a Siracusa. Le fiamme hanno impegnato per ore la Protezione Civile e i Vigili del Fuoco. È solo l’ultimo di una lunga serie: nei giorni scorsi altri roghi hanno devastato la Riserva Naturale di Cava Grande del Cassibile e circa 40 ettari a Monterosso Almo, nell’area di Monte Casasia.
Marco Mastriani, coordinatore regionale di Federparchi Sicilia e vicepresidente del Consorzio Plemmirio, lancia l’allarme. “Ogni anno migliaia di ettari di vegetazione vanno in fumo. Eppure soluzioni esistono, ma non vengono attuate con decisione”.
Mastriani ricorda un incontro tenuto nel giugno 2024 al Ministero dell’Ambiente, alla presenza del Sottosegretario Claudio Barbaro e dei vertici del CUFA (Carabinieri Forestali), in cui fu espressa piena disponibilità a collaborare con la Regione Siciliana per contrastare gli incendi.
“Serve un intervento immediato del Presidente Schifani e dell’Assessore Savarino. Alla luce della carenza di organico del Corpo Forestale regionale, il supporto del CUFA è oggi l’unica via percorribile”.
Nel 2023, su 74.000 ettari bruciati in Italia, 45.000 erano in Sicilia. Per Mastriani, non basta più la sola prevenzione. “La repressione è fondamentale. Le forze dell’ordine devono presidiare il territorio. I nostri boschi e aree protette sono sotto attacco. Seguiamo l’esempio della Sardegna: la collaborazione col CUFA non è più rinviabile”.
L’appello è chiaro: agire subito, prima che l’ennesima estate di fuoco riduca in cenere il patrimonio ambientale siciliano.




Terzo ponte di Augusta, venti milioni di euro per collegare isola e terraferma

Sarà realizzata una terza via di collegamento tra l’isola di Augusta e la terraferma: per un importo di oltre 20 milioni di euro sono stati consegnati ieri i lavori del nuovo “ponte”, opera strategica che, oltre a garantire un raccordo logistico di impianti portuali civili e militari e servizi tecnico-nautici per le attività portuali, consentirà la deviazione del traffico pesante sulla nuova strada e rappresenterà un’importante via di fuga in caso di emergenze. Il progetto è frutto di una significativa sinergia tra Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia orientale, Comune di Augusta e Marina Militare, in particolare Stato Maggiore della Marina, Segretariato Generale della Difesa – Direzione dei Lavori e del Demanio, grazie alla sottoscrizione di un accordo di un accordo di programma finalizzato a mettere in campo uno sforzo congiunto per la realizzazione dell’infrastruttura.
“Si inserisce in un contesto di grande importanza non solo per l’Authority – spiega il presidente dell’Adsp Francesco Di Sarcina – ma per tutto il territorio augustano e l’area militare e rappresenta una vera svolta nello sviluppo logistico, trasportistico e in termini di viabilità e sicurezza del comprensorio”.
L’investimento rientra nel PNRR misura M5C3-11 “Interventi infrastrutturali per le Zone Economiche Speciali (ZES)” – Interventi “collegamento di “ultimo miglio” che prevedeva tre attività: la riqualificazione del viadotto di accesso al Porto Commerciale di Augusta, già ultimata per un importo di oltre 1 milione; la riqualificazione strutturale dei piloni del viadotto Federico II, in via di ultimazione, per una cifra pari a quasi 2 milioni; infine l’intervento in questione che dovrebbe essere completato entro il 30 giugno 2026 dalla ditta aggiudicataria Fenix Consorzio Stabile di Bologna, consorziata esecutrice Two Smart Building che ha sede in Tremestieri Etneo (CT).

“Si tratta di un’efficace ed efficiente soluzione anche in ordine agli aspetti di protezione civile – sottolinea il sindaco di Augusta Giuseppe Di Mare – configurando di fatto una terza via di fuga in caso di calamità naturali o eventi metereologici straordinari; attese le forti limitazioni del ponte Rivellino assicurerebbe elevata sicurezza in caso di esodo della cittadinanza dell’isola. Inoltre la deviazione del traffico avrà come immediata conseguenza il decongestionamento del traffico con notevoli benefici per tutti”.
Il porto di Augusta rappresenta per la Marina Militare una delle tre Basi Navali principali dov’è permanentemente dislocata l’aliquota della flotta nazionale destinata al pattugliamento d’altura: “Le strutture della Base Navale si trovano perlopiù nell’isola – evidenzia l’ammiraglio Andrea Cottini, comandante del Comando Marittimo di Sicilia -attualmente collegata alla terraferma mediante l’antico ponte Rivellino Quintana, risalente all’800, che prevede l’attraversamento dell’antica Porta Spagnola di accesso al centro storico della città, e dal viadotto ponte Federico II. Il ponte Rivellino, è un manufatto storico, di dimensioni modeste e non è idoneo a sostenere il traffico veicolare tra le due parti della città”. Il viadotto ponte Federico II infatti rappresenta l’unica via di collegamento del traffico pesante tra la terraferma e l’isola che obbliga all’attraversamento delle antiche e strette vie urbane e conseguenti limitazioni in caso di impossibilità all’utilizzo del ponte Federico II. La nuova opera contempla la realizzazione di due impalcati da ponte separati deputati uno esclusivamente all’utenza militare e l’altro al traffico civile. Inoltre dovendo procedere al taglio degli alberi esistenti, l’Adsp provvederà alla successiva ripiantumazione.




“Inquinanti a livelli elevati” e il sindaco di Augusta corre a denunciare Ecomac

Il sindaco di Augusta ha denunciato la società che gestisce l’impianto Ecomac, dove il 5 luglio si è sviluppato il rovinoso incendio da cui si è sprigionata una nube nera che si è sparsa per la provincia. Giuseppe Di Mare ha ricevuto poco dopo le 17.30 una comunicazione da Arpa Sicilia, parr anche con i valori di diossine e furani. “Numeri esagerati”, ha detto sobbalzando dalla sedia nel suo ufficio al Comune di Augusta. Ed ha subito preso la decisione di correre dai Carabinieri per presentare una denuncia contro Ecomac per disastro ambientale. Prima una riunione con la giunta, quindi la denuncia.
Poi va in diretta sui social. “Ci sono connessioni di causa ed effetto tra i valori inquinanti registrati e l’incendio. Ho presentato querela per individuare tutti i responsabili di questo disastro. Una scelta forte, per chiarezza ed a tutela della città di Augusta”, dice Di Mare. “Abbiamo chiesto ulteriori dati sui terreni del territorio. Quando abbiamo ricevuto i valori, ci siamo riuniti e abbiamo deciso questa azione di tutela di Augusta. Siamo determinati, certi limiti non si possono superare. Ci mettiamo al fianco della magistratura, in cerca delle responsabilità. Anticipo anche la costituzione di parte civile in eventuale procedimento. Da oggi chiediamo di individuare responsabili del disastro”.




Incendio ad Augusta, la Regione istituisce gruppo di lavoro per emergenza ambientale

Quasi una settimana dopo, la Regione “scopre” la gravità dell’incendio che si è sviluppato in Ecomac (Augusta), con una nube nera che ha tormentato per giorni le popolazioni dei centri vicini. «In seguito al grave incendio verificatosi nel sito di stoccaggio della Ecomac, ad Augusta, e alle criticità ambientali che ne sono derivate, ho disposto l’immediata istituzione di un gruppo di lavoro, sotto il coordinamento della nostra Protezione civile. Ne fanno parte Asp, Arpa, Vigili del fuoco e i Comuni interessati, con l’obiettivo di monitorare, valutare e affrontare tempestivamente ogni ricaduta sulla salute pubblica e sull’ambiente”, spiega il presidente Schifani.
“Il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina – prosegue Schifani – ha già preso contatto con sindaci e Vigili del fuoco per agire con rapidità, garantendo ai cittadini il massimo supporto. Il governo regionale è al fianco delle amministrazioni locali e delle autorità sanitarie e ambientali, a cui è assicurato tutto il necessario supporto operativo e istituzionale. La tutela della salute dei siciliani e della sicurezza del territorio resta la nostra assoluta priorità”.
L’incendio è scoppiato il 5 luglio. Attualmente l’area è ancora presidiata notte e giorno dai Vigili del Fuoco impegnati in operazioni di smassamento e spegnimento nuovi focolai, con altri pennacchi di fumo nero che si levano. Le analisi Arpa, in attesa dei valori di diossina e furani, hanno intento evidenziato le aree raggiunte dal plume e dai relativi inquinanti collegabili all’incendio.
Ieri, il direttore sanitario dell’Asp di Siracusa ha diffuso consigli prudenziali per l’uso di acqua ed il consumo di frutta e verdura.




La nube nera sprigionata dall’incendio Ecomac, i nuovi dati Arpa: il 7 luglio il giorno peggiore

Tra poche ore saranno disponibili i dati relativi ai valori di diossine e furani sprigionatisi a seguito del rovinoso incendio di migliaia di tonnellate di materiale plastico, all’interno dell’impianto Ecomac di contrada San Cusumano (Augusta). Nel frattempo, Arpa Sicilia ha rilasciato un aggiornamento sul monitoraggio ambientale in corso nell’area.
Tredici pagine di dati e analisi. “L’incendio avvenuto presso l’impianto Ecomac, nella zona industriale di Augusta, tra il 5 e il 7 luglio 2025, ha comportato il rilascio di significative quantità di fumi in atmosfera” è l’incipit accompagnato da un immagine satellitare (FIRMS-MODIS-NASA), in cui l’area rossa più estesa indica l’incendio allo stabilimento Ecomac e la parte rossa più piccola è causata dal calore degli impianti Sonatrach.

In sintesi, l’incendio “si è inserito in un contesto meteorologico particolarmente variabile, caratterizzato da un’evoluzione delle condizioni atmosferiche che ha influenzato in modo significativo il comportamento e la dispersione degli inquinanti rilasciati. Nei giorni del 5 e del 6 luglio – spiegano gli esperti di Arpa Sicilia – il sistema di ventilazione prevalente ha favorito una diffusione del plume (la colonna di fumo, gas e calore che si innalza da un focolaio di incendio) su un’area piuttosto ampia, con un trasporto degli inquinanti verso sudest che ha contribuito a ridurne l’impatto localizzato. In queste due giornate, la presenza di venti moderati provenienti principalmente da nord-ovest ha consentito al pennacchio di disperdersi in direzione della fascia costiera ionica, limitando fenomeni di accumulo al suolo in prossimità della sorgente. Tuttavia – proseguono – la situazione è radicalmente cambiata il 7 luglio, che ha rappresentato la fase più critica dell’intero evento. In questa giornata, si è verificata una combinazione di fattori atmosferici sfavorevoli: l’assenza quasi totale di vento, un possibile strato di inversione termica nei bassi livelli dell’atmosfera e un marcato ristagno delle masse d’aria hanno ostacolato in modo netto la dispersione verticale e orizzontale degli inquinanti. Queste condizioni hanno favorito l’accumulo del plume nei pressi del suolo, soprattutto nelle ore notturne e del primo mattino”. I valori più elevati di benzene, Pm10 e H2S (idrogeno solfarato, ndr) sono stati rilevati dalle stazioni di Augusta-Megara, Augusta-Marcellino e Priolo.
Il giorno successivo, l’8 luglio, sebbene la ventilazione ha ripreso progressivamente vigore, tornando a interessare l’area con direzioni più organizzate e una moderata intensità, “si registra ancora nella stazione Augusta- Megara alle ore 7 dell’8 luglio un picco orario di benzene e la concentrazione media giornaliera di PM10 risulta più elevata di quella del giorno precedente”.
nel dettaglio, le concentrazioni di benzene hanno registrato diversi picchi superiori a 20 µg/m3. Nella stazione Priolo, ad esempio, sono stati registrati tre superamenti: il 5 luglio alle ore 22:00 con una concentrazione pari a 36 µg/m3 , il 6 luglio alle ore 00:00 con una concentrazione pari 33 µg/m3 e il 6 luglio alle ore 23:00 con una concentrazione pari 26 µg/m3. Nella stazione Augusta-Megara si riscontrano 15 superamenti della soglia oraria nei giorni 7 e 8 luglio, di cui 4 superiori a tre volte la soglia oraria. “Tali concentrazioni, visto peraltro la vicinanza all’impianto Ecomac, sono da correlare all’incendio”, spiega Arpa Sicilia.
Le concentrazioni di idrocarburi non metanici, NMHC, hanno registrato numerosi picchi orari superiori al valore soglia (200 µg/m3), in particolare nella stazione Augusta-Megara sono stati registrati cinque picchi orari superiori a 1400 µg/m3 : il 7 luglio alle ore 06:00 e alle ore 21:00 pari a 1430 µg/m3 e 1403 µg/m3 e l’8 luglio alle ore 06:00 e alle 07:00 pari a 1486 µg/m3 e 1642 µg/m3. “Queste concentrazioni orarie sono comunque spesso rilevate in questa stazione, vista la prossimità agli impianti petrolchimici”, la postilla che arriva dall’agenzia regionale protezione dell’ambiente.
Per l’idrogeno solforato (H2S), sono stati registrati dieci superamenti della soglia olfattiva nella stazione di Augusta-Marcellino dal 5 all’8 luglio, con valori intorno a 9 µg/m3 (8,8 e 9,1 µg/m3 ) e tre superamenti nella stazione Priolo il 7 e l’8 luglio con valori pari a 8,1, 13,5 e 11,6 µg/m3. “Se il materiale combustibile che ha provocato l’incendio conteneva zolfo, uno dei gas prodotti può essere l’idrogeno solforato”, la valutazione dei tecnici.
Quanto alle concentrazioni giornaliere di PM10 e PM2.5, il limite della concentrazione media giornaliera (50 µg/m3) è stato superato nella stazione Augusta-Megara il 7 e l’8 luglio, con concentrazioni pari a 79 e 108 µg/m3. “Tali concentrazioni, non rilevate nelle altre stazioni, sono attribuibili all’incendio”.
Per il PM2,5 il valore guida OMS (15 µg/m3 ) sulla concentrazione media giornaliera è stato superato in molte stazioni, soprattutto il 7 luglio e in particolare nelle stazioni di SR-Via Gela, Augusta, SR-Verga e Melilli.
Per la valutazione della dispersione del plume, effettuata in collaborazione con l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISAC), sono stati esaminati i dati meteo delle 5 stazioni di monitoraggio di qualità dell’aria ubicate nel raggio di 20 km dall’impianto (Augusta Monte Tauro, Melilli, Solarino, SR – Asp Pizzuta e SR – Via Gela). Le cinque stazioni meteo esaminate mostrano un quadro coerente ma differenziato nelle condizioni meteo.
Il 5 luglio, quando scoppia l’incendio, la dispersione del plume si è orientata in direzione SSE–SE, “con trasporto efficiente nelle ore notturne e mattutine”. Gli effetti a terra sono probabili verso Priolo, Floridia, Solarino e Siracusa alta, con bassa concentrazione per effetto della ventilazione. Il 6 luglio, il plume si è spostato in direzione SE–ESE, lungo una fascia geografica che comprende Belvedere, Solarino, Siracusa città, “mantenendo però una buona dispersione grazie a condizioni ventilatorie più favorevoli rispetto al giorno precedente”.
Il 7 luglio è la giornata critica per ristagno. “Le condizioni possono aver favorito un accumulo locale degli inquinanti, con dispersione molto limitata e potenziale aumento delle concentrazioni al suolo. Particolarmente a rischio l’area immediatamente circostante l’Ecomac, fino a 2–3 km sottovento, in condizioni di inversione termica o aria stagnante”. In quella data si sono infatti rilevate concentrazioni medie orarie di benzene e PM10 elevate nella stazione Augusta-Megara, distante circa 700 m dall’impianto Ecomac.
L’8 luglio riprende la ventilazione. “Sebbene le condizioni sembrino favorevoli alla dispersione e diluizione del plume residuo, in quanto il cambiamento nella direzione del vento devia il trasporto verso il mare, si registra ancora nella stazione Augusta- Megara alle ore 7 dell’8 luglio un picco orario di benzene e la concentrazione media giornaliera di PM10 risulta più elevata di quella del giorno precedente”.
I dati meteo delle 5 stazioni sono stati utilizzati per modelli di dispersione atmosferica di tipo gaussiano radiale isotropo, costruito per visualizzare qualitativamente il potenziale comportamento del plume su base oraria e spaziale. In particolare: il 5–6 luglio, i modelli mostrano una traiettoria chiara verso sud-est, con effetto mitigato dalla ventilazione; il 7 luglio è il giorno più critico quando in assenza di ventilazione, il plume resta intrappolato nei primi 100–200 m di atmosfera, con possibilità di ricadute elevate di particolato; l’8 luglio dovrebbe corrispondere ad una fase iniziale di pulizia atmosferica, in cui però si registrano ancora in prossimità dell’impianto (Augusta-Megara) concentrazioni elevate di benzene e PM10.
La mappa realizzata da Arpa Sicilia “rappresenta visivamente la dispersione stimata degli inquinanti atmosferici rilasciati durante l’incendio, utilizzando una scala cromatica che va dal giallo al rosso fino al nero per indicare la decrescita della concentrazione del plume. Le zone più vicine alla sorgente, evidenziate in rosso vivo, individuano l’area di massima ricaduta al suolo, tipicamente localizzata entro un raggio di uno o due chilometri dal punto di emissione. Spostandosi verso l’esterno, il colore sfuma in tonalità arancio e poi violacee, corrispondenti a concentrazioni intermedie che si possono verificare in condizioni di ventilazione debole o stagnante, come quelle osservate nella notte tra il 6 e il 7 luglio. Ancora più lontano dalla sorgente, la mappa mostra zone grigio-trasparenti che indicano concentrazioni più basse, compatibili con il trasporto del plume su distanze superiori ai cinque chilometri. Nel contesto geografico della mappa, si possono distinguere alcuni centri abitati e aree sensibili potenzialmente interessate dalla ricaduta del plume. A sud-ovest della sorgente si trova il centro urbano di Melilli, che risulta tra i più prossimi e quindi potenzialmente esposto soprattutto nelle prime fasi dell’incendio. Più a nord-ovest, in direzione dell’interno, si collocano Villasmundo e Borgo Rizza, due località rurali che potrebbero essere state coinvolte soprattutto nelle ore notturne, quando i venti tendono ad affievolirsi. Infine, procedendo verso sud, si estende l’area industriale e urbana tra Priolo Gargallo e Castelluccio, che nelle condizioni di ristagno e instabilità direzionale registrate il 7 luglio, potrebbe aver subito un’esposizione prolungata agli inquinanti, specialmente nei bassi strati dell’atmosfera”.

Tra il 5 e l’8 luglio sono pervenute tramite il sistema Nose diverse segnalazioni da parte dei cittadini. Il picco il 7 luglio, nella fascia oraria 8-10, con i cittadini che hanno percepito un forte odore di bruciato. Le zone più interessate sono Augusta e Melilli. “Sebbene l’incendio sia divampato giorno 5 luglio, soltanto dopo due giorni le centraline della zona di Augusta hanno registrato concentrazioni di benzene, H2S e PM sopra le soglie”.




Cassibile e Fontane Bianche senz’acqua per un guasto alla condotta, lavori in corso

Grossa perdita idrica a Cassibile. Un improvviso guasto ha colpito la condotta principale che attraversa via Nazionale. Una grande quantità di acqua ha iniziato allora a depositarsi e scorrere sulla sede stradale. Sul posto è a lavoro una squadra tecnica di Siam, società che gestisce il servizio idrico a Siracusa. E’ stato necessario procedere alla chiusura totale dell’acqua in uscita dal serbatoio, per consentire l’esecuzione urgente della riparazione.
“La momentanea chiusura dell’acqua interesserà le zone di Cassibile, Fontane Bianche e l’intera fascia costiera servita dalla medesima rete”, spiega in una nota Siam.
Il ripristino del regolare servizio idrico, salvo imprevisti, dovrebbe avvenire nel tardo pomeriggio di oggi 10 luglio.