Incendi a Siracusa, il tema prevenzione. “Strisce tagliafuoco per evitare corsa delle fiamme”

Complicato, forse persino impossibile, stabilire con certezza l’origine del rogo che in poche ore ha attraversato la parte nord di Siracusa, dall’Eurialo a Scala Greca. Il sospetto – ma, appunto, si tratta solo di sospetto – è che possa esserci anche la mano dell’uomo dietro quell’incendio che ha impegnato Vigili del Fuoco e Protezione Civile sino alla serata di ieri. Il vento, il gran caldo e la vegetazioni diffusa hanno fatto il resto.
Sterpaglie in fiamme, danni limitati eccezion fatta per due auto in sosta distrutte dalle fiamme e facciate annerite. Ancora una volta, il giorno dopo ha il sapore del deja-vu con richiami al tema della prevenzione. In linea generale, terreni tenuti in ordine (pubblici o privati) o con strisce tagliafuoco attentamente tracciate avrebbero potuto rallentare o fermare l’avanzata del fronte del fuoco. Già ad aprile scorso, dal comando provinciale dei Vigili del Fuoco era stata inoltrata a tutte le amministrazioni pubbliche del territorio una nota per sollecitare la pulizia delle aree incolte. Un appello poi ribadito ad inizio giugno.
Se si è evitato il peggio, è ancora una volta merito proprio dell’impegno dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e della Forestale. A dare manforte ai pompieri siracusani (5 distaccamenti in provincia più una squadra Aib in supporto) è arrivata anche una squadra da Modica, con la Protezione Civile a garantire supporto ulteriore correndo da una parte all’altra della città.
E’ importante assicurare interventi preventivi, in previsione della stagione calda che attende adesso Siracusa e la Sicilia Orientale. Una chiamata tempestiva ai Vigili del Fuoco può anche assicurare un rapido contenimento delle fiamme. Quindi, non appena si nota della fumosità o del fuoco è sempre bene chiamare il numero unico delle emergenze o il 1515. Maggiore è il numero di segnalazioni, più rapido è – generalmente – l’intervento. Importante fornire indicazioni chiare e certe.




Concerto gratuito al teatro greco di Siracusa della banda della Marina Militare

Martedì 29 luglio 2025, al Teatro Greco di Siracusa, concerto gratuito della banda della Marina Militare. Inizio alle 20.00 e ingresso consentito dalle 19.00 alle 19.45. La durata del concerto sarà di circa 2 ore. Per partecipare è necessario inviare una mail all’indirizzo concertommsiracusa@gmail.com indicando nome, cognome e città di residenza. Le richieste di accesso saranno accolte fino a esaurimento posti.
La Banda Musicale della Marina Militare attualmente è comandata dal capitano di fregata Aniello Grasso e diretta dal capitano di vascello maestro Antonio Barbagallo. E’ uno dei più antichi complessi bandistici militari italiani. Le sue origini risalgono ai complessi strumentali normalmente imbarcati sulle navi ammiraglie nelle Marine preunitarie che, nel 1861, con la fusione tra la Marina del Regno Sardo-Piemontese e quella del Regno delle Due Sicilie, diedero vita alla Regia Marina Italiana e al suo primo complesso bandistico. Si trattava di un piccolo organico imbarcato sulla Nave Ammiraglia e costituito da esecutori provenienti, in prevalenza, dalle file della Marina Borbonica, compreso il suo primo direttore. La costituzione ufficiale del Corpo Musicale della Marina Militare avvenne, però, il primo gennaio del 1879 con l’istituzione del “Ruolo Musicanti della Regia Marina” e con la conseguente creazione di una nuova struttura stabile presso l’Alto Comando della città di La Spezia. Dal 1965 al 1991 è passata alle dipendenze del Dipartimento Marittimo di Taranto e, successivamente, trasferita a Roma dove attualmente risiede.
La Banda Musicale della Marina Militare è composta da un Maestro Direttore, un Maestro Vicedirettore, 102 orchestrali e un archivista, tutti in servizio permanente effettivo, provenienti dai Conservatori e Istituti di Musica e arruolati attraverso concorsi pubblici per titoli ed esami.
Il repertorio, oltre alle tradizionali marce militari, abbraccia ogni genere di musica: originale per banda, classico, lirico e sinfonico, musica leggera, jazz, pop & rock.




Tentato omicidio in Ortigia, la Polizia ferma il sospettato: è un 41enne tunisino

Un 41enne tunisino è stato posto in stato di fermo e condotto in carcere a Cavadonna con l’accusa di tentato omicidio. Secondo gli investigatori, sarebbe stato lui ad accoltellare un connazionale di 35 anni ieri sera, a bordo di un peschereccio ormeggiato in Darsena. Le condizioni del ferito sono gravi: si trova ricoverato al Cannizzaro di Catania con la prognosi sulla vita riservata.
Le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza e alcune testimonianze avevano subito indirizzato i sospetti degli investigatori della Mobile verso il 41enne, poi rintracciato grazie alla segnalazione di una connazionale presso cui aveva cercato rifugio. La donna ha avvisato la Polizia e il 41enne – che si sentiva ormai braccato – si è consegnato alle forze dell’ordine.
La lite sarebbe scopiata a bordo del peschereccio di proprietario di un siracusano. Non sono noti i motivi del violento diverbio tra i due connazionali. Poi il coltello ed il fendente che ha raggiunto al torace il 35enne, soccorso dal 118 e trasportato in un primo momento al Pronto Soccorso dell’Umberto I. Per la gravita delle condizione, è stato necessario il trasferimento al Cannizzaro di Catania.




Accoltellamento alla Darsena, la Polizia sulle tracce dell’aggressore

Un tunisino di 36 anni è stato accoltellato ieri in riva della Darsena, in Ortigia. È stato raggiunto da fendente al torace che ha reso necessario il ricorso alle cure dei sanitari del Pronto Soccorso dell’Umberto I. A causa delle condizioni, è stato necessario disporne il trasferimento al Cannizzaro di Catania dove è stato sottoposto ad un intervento di chirurgia toracica dall’equipe del professore Nicolosi. Ha perdo molto sangue a causa della profonda ferita. La prognosi sulla vita è riservata, si trova ricoverato in rianimazione.
Ad indagare sull’episodio è la Polizia di Stato. Secondo le prime informazioni, l’uomo – residente a Vittoria – avrebbe avuto un alterco con un connazionale. Pare che i due svolgessero attività di pescatori. Per cause al vaglio degli investigatori, la lite sarebbe degenerata sino all’accoltellamento.
La Polizia ha acquisito le immagini riprese da diverse telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Possibili svolte attese nelle prossime ore.




Record su record per la Fondazione Inda, il 2025 anno d’oro. E con Peparini…

La stagione numero 60 della Fondazione Inda si chiude con un nuovo record storico in termini di pubblico. Migliorato ancora il dato dello scorso anno, perché dal 9 maggio al 6 luglio 2025 sono 172.516 gli spettatori che hanno seguito le 46 repliche degli spettacoli. Un cartellone come sempre ricco e di qualità che ha visto alternarsi al Temenite l’Elettra di Sofocle (regia di Roberto Andò), Edipo a Colono di Sofocle (regia Robert Carsen), Lisistrata di Aristofane (Serena Sinigaglia) e Iliade da Omero nella versione di Giuliano Peparini.
L’incasso ha persino superato la somma indicata nel bilancio preventivo di 5,3 milioni di euro. E questo pone la Fondazione siracusana tra i pochissimi enti teatrali e culturali italiani capaci di muoversi sulle loro gambe.
Lo spettacolo più visto è stato Edipo a Colono con 69mila spettatori, seguito da Elettra con 64mila. La commedia Lisistrata, con un numero minore di messe in scena, si è comunque attestata su di un ottimo 23mila. In proporzione alle repliche, però, è Peparini con la sua Iliade ad aver fatto registrare i numeri più alti: tre repliche, poco più di 14mila spettatori. Un successo che ha spinto la Fondazione Inda a prendere in considerazione l’idea di farne, per il prossimo anno, la grande ouverture prima dell’avvio ufficiale della nuova stagione.




Vigili del Fuoco eroici, il comandante Maisano: “Superata fase critica, indagini sulle cause”

Da 48 ore i Vigili del Fuoco presidiano notte e giorno l’impianto Ecomac di Augusta. Squadre di supporto sono arrivate anche dalle altre province e nelle ore più difficili del rogo, un mezzo aereo ha offerto aiuto dall’alto. Il comandante provinciale, Domenico Maisano, è accanto ai suoi uomini all’interno dell’impianto di contrada San Cusumano.
“L’incendio non è del tutto spento”, racconta raggiunto al telefono. “Il grosso è domato e ci sono solo dei piccoli focolai che devono essere raggiunti. Si tratta di materiale accumulato, quindi con delle masse abbastanza consistenti. Bisogna smassare e quindi se noi non cominciamo a togliere il materiale ed a fare un minuto spegnimento, questi focolai continueranno ad evolvere. Abbiamo superato la fase critica di abbattimento delle fiamme elevate – conferma Maisano – ora siamo in una fase di smassamento che comporterà praticamente acqua e mezzi movimento terra in continuo movimento”.
Smassamento significa infatti che le ruspe vanno a togliere piano piano tutti i mucchietti di materiale accatastato, alla ricerca, sotto, di qualche focolaio. Operazioni rese complesse dalle condizioni di alcuni capannoni. “Ci sono problematiche di accessibilità. Alcuni hanno già subito dei crolli, il cemento termico ha subito danni quindi ci sono anche problemi di sicurezza che valutiamo caso per caso”.
Ma cosa ha scatenato quel devastante rogo che ha generato una densa nube nera? “Prematuro al momento parlare di cause”, ci spiega il comandante dei Vigili del Fuoco. “Consideriamo che ancora sono in corso le fasi di spegnimento e subito dopo verificheremo di che cosa si è trattato. Abbiamo attivato anche il nostro Nucleo Investigativo Antincendio di Palermo per i sopralluoghi del caso”.
Di certo, un consistente quantitativo di materiale è andato a fuoco. Per i Vigili del Fuoco è stato uno scenario estremo, con rinforzi arrivati da Enna, Catania, Messina e Ragusa. “E’ intervenuto anche un mezzo aeroportuale che ci consente di avere portate e gettare consistenti quantità d’acqua e attaccare così quelle parti non direttamente raggiungibili dai mezzi ordinari”.
I Vigili del Fuoco hanno anche fatto ricorso ad un robottino teleguidato per spegnere porzioni di incendio in aree in cui non c’erano condizioni di sicurezza per permettere l’avvicinamento dei pompieri. Dopo 48 ore di lavoro incessante, sia di giorno che di notte, non è ancora chiaro quanto ancora occorrerà prima di poter dichiarare definitamente estinto l’incendio. “I tempi adesso dipendono dall’attività di smassamento. Oggi contiamo oggi di avere altri due mezzi in movimento terra da Catania e da Palermo e quindi riusciremo ad accelerare”, dice il comandante Maisano.
Il problema al momento è l’approvvigionamento idrico. “L’acqua si consuma rapidamente, come immaginate. Ci sono volute grandi quantità. E’ necessario andare a fare la spola con le autobotti che hanno una capacità idrica tra 4500 e 8 mila litri, oltre alla cisterna che ha 25mila litri e che va riempita. Immaginate in questi giorni la spola di questi mezzi che vanno a caricare dagli idranti limitrofi per garantire comunque una certa continuità dell’erogazione dell’acqua. Qui appena ci si ferma con l’acqua, il fuoco riprende: immaginate una normalissima brace che già con un po’ di venticello si accende. Quindi dobbiamo inibire costantemente con acqua. Un’attività incessante”, racconta il comandante dei Vigili del Fuoco di Siracusa.
A collaborare con i pompieri anche squadre della Protezione Civile e alcuni mezzi messi a disposizione dalle aziende del polo petrolchimico. “Ci hanno dato una grandissima mano, si sono messi a nostra disposizione e quindi hanno dato un contributo veramente importante”, sottolinea giustamente Domenico Maisano.
A lui chiediamo conferma che a bruciare sia stato soprattutto del materiale plastico. “C’è anche cartone nel mezzo, perché in questo impianto una quarantina di comuni conferiscono queste tipologie di materiale. E’ chiaro che il fumo nero è dovuto sostanzialmente alla parte plastica. Parliamo di grandi volumi di materiale abbancato”.




Incendio e nube nera, primi dati ambientali: ancora senza i valori di diossine e furani

Nella serata di domenica 6 luglio, nota ufficiale di Arpa Sicilia sulle prime analisi ambientali a seguito dell’incendio presso l’impianto di gestione rifiuti Ecomac di Augusta. “L’Arpa Sicilia ha attivato tempestivamente un piano di monitoraggio ambientale nelle aree potenzialmente esposte agli effetti dell’evento”, spiegano i tecnici dell’agenzia regionale che elencano punti di campionamento dell’aria mediante canister a Melilli, Solarino e Floridia. “Le analisi condotte dal laboratorio Arpa di Siracusa sui campioni prelevati – si legge – hanno evidenziato la presenza di basse concentrazioni di composti organici volatili riconducibili all’incendio, tra cui acetone, benzene, toluene, metacrilato e acroleina. Parallelamente, i dati provenienti dalle stazioni fisse del Programma di Valutazione (PdV) e da quelle non PdV risultano in linea con i valori registrati nei giorni precedenti l’evento, ossia non influenzate dall’incendio. Gli inquinanti in atto determinati non evidenziano significativi impatti riconducibili all’incendio”.
Il che non significa che quella nuvola nera che ha invaso la provincia di Siracusa sia priva di conseguenze ambientali. Mancano infatti i dati più importanti, relativi in particolare a furani e diossine. “Una valutazione più completa – conferma Arpa Sicilia – si avrà appena saranno disponibili i risultati della determinazione delle diossine, furani e idrocarburi policiclici aromatici in aria ambiente”.




Polizia Stradale di Siracusa, 24 patenti ritirate per uso del cellulare alla guida

La Polizia Stradale di Siracusa, nei giorni scorsi, ha intensificato i controlli sulle principali arterie autostradali e nelle zone limitrofe ai centri abitati, nell’ambito di un’attività mirata alla prevenzione e alla sicurezza stradale. Al centro dell’operazione, il contrasto all’uso dei dispositivi elettronici durante la guida, una delle principali cause di distrazione e incidenti.
Durante i controlli sono stati fermati 97 veicoli. Di questi, 24 conducenti sono stati sanzionati per l’uso del telefono cellulare mentre erano alla guida. Oltre alla multa prevista, è scattato il ritiro immediato della patente, con sospensione per 15 giorni. In totale, sono stati decurtati 120 punti dalle patenti.
La Polizia Stradale sottolinea ancora una volta i gravi rischi legati alla guida distratta: bastano pochi secondi di distrazione per provocare incidenti gravi, mettendo a rischio non solo la propria vita, ma anche quella degli altri utenti della strada.
I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni, con l’obiettivo di rafforzare il rispetto delle norme e migliorare la sicurezza stradale.




Devastante rogo in Ecomac, la situazione: Vigili del Fuoco senza sosta, squadre da Enna, Catania e Messina

I Vigili del Fuoco sono ancora a lavoro all’interno dla stabilimento Ecomac dove ieri si è sviluppato un devastante rogo. L’impianto tratta rifiuti, cartone e plastica in particolare, ammassati nelle cosiddette ecoballe.
La situazione è in controllo il che, però, non significa che l’incendio sia spento. Tutt’altro. Anche durante la notte, i Vigili del Fuoco hanno fatto ricorso a schiumogeni e getti di acqua. Ancora nessuna informazione sull’origine dell’incendio così come nessun dato ambientale è stato comunicato da Arpa, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Il timore è che, come tre anni fa, si siano sprigionate quantità di diossina e furani oltre soglia.
Dopo una notte di lavoro, sì sono avvicendate le squadre arrivateda Enna, Catania, Messina e le tre squadre di Siracusa. C’è da spegnere ogni focolaio ma sopratutto smassare con le ruspe dei Gos di Enna. Questa operazione è particolarmente complessa. Tre anni fa, ci volle quasi una settimana per la bonifica totale ed il cessato allarme.




La domenica orribile di Priolo: “Restate chiusi in casa”. Appelli anche in spiaggia

Nelle prime ore di oggi si è materializzata la grande paura. La nube sprigionata dal robinoso incendio in Ecomac ha raggiunto Priolo. La situazione era sotto stretta osservazione da parte della struttira di Protezione Civile comunale. Inevitabile l’ordinanza: “A seguito dell’incendio verificatosi presso la ditta Ecomac, il rifugio al chiuso è diventato necessario. Come già preannunciato, purtroppo la nube di fumo sta interessando il nostro territorio comunale”, sintetizza efficace il vicesindaco Biamonte.
Il provvedimento invita la popolazione a “rimanere all’interno delle proprie abitazioni; evitare gli spostamenti; spegnere i climatizzatori e chiudere gli infissi”. Il gran caldo, certo, non aiuta.
“Stiamo boccheggiando, non si respira anche per l’arsura”, si sfogano sui social i priolesd. Ed in tanti lamentano bruciore ad occhi e gola.
“Vi invitiamo a seguire le istruzioni e a prestare attenzione alla vostra sicurezza e a quella della vostra famiglia”, l’appello dell’amministrazione.
Fonti di Protezione Civile spiegano che la situazione incendio è sotto controllo. “Per la prima volta stamattina intorno alle 9 si è avvertito cattivo odore ma l’inversione termica fa si che il fumo ricada quasi totalmente sullo stabilimento. La Polizia Municipale, con l’ausilio dei volontari di protezione civile, sta effettuando un porta a porta sulla spiaggia avvisando i bagnanti della situazione”.