Lotta allo spaccio, due pusher sorpresi e denunciati a Noto

Prosegue senza sosta l’attività di contrasto alla vendita e al consumo di sostanze stupefacenti. Agenti della Polizia di Stato, in servizio al Commissariato Noto, hanno denunciato in stato di libertà, in due distinti interventi, due uomini di 36 e 40 anni per detenzione di droga ai fini di spaccio.
Nel primo episodio, durante un controllo su strada, i poliziotti hanno fermato un uomo di 36 anni, già noto alle forze dell’ordine, trovato in possesso di 6 grammi di hashish e di 965 euro in contanti, ritenuti probabile provento dell’attività illecita. La successiva perquisizione domiciliare ha consentito di rinvenire e sequestrare ulteriori 13 grammi della stessa sostanza, aggravando la posizione dell’indagato.
Nel secondo intervento, un quarantenne, anch’egli conosciuto dagli investigatori, è stato sottoposto a perquisizione personale e trovato in possesso di 6 grammi di cocaina. Gli accertamenti sono poi proseguiti presso la sua abitazione, dove gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato due bilancini di precisione e materiale vario utilizzato per il confezionamento dello stupefacente.
Le attività investigative sono state coordinate dal dirigente del Commissariato di Noto, Maria Antonietta Murè, nell’ambito di un’azione costante volta a garantire maggiore sicurezza e legalità sul territorio.




Le spiagge sono scomparse, la provincia di Siracusa in ginocchio: danni per 160 milioni

I tecnici del Dipartimento Regionale di Protezione Civile sono impegnati da ore in sopralluoghi e controlli, anche in provincia di Siracusa. Stanno censendo danni e disastri inimmaginabili sino a poco tempo addietro. La fascia costiera aretusea, da Portopalo ad Augusta, è irriconoscibile. Le spiagge, di fatto, non ci sono più. Al posto della sabbia, dei lidi, dei pontili ci sono solo massi e detriti. Il danno è enorme, incalcolabile, anche per l’economia del territorio che sul turismo si appoggia e spinge.
Reagire, rispondere, riparare, ricostruire. Sono le quattro “erre” da seguire per provare a tornare alla normalità. Il ciclone Harry si è abbattuto sul siracusano con tutta la sua forza devastante. Ed anche qui, sebbene in forma minore rispetto a Catania ed a Messina, ha costretto a pagare dazio a decenni di politica distratta e che all’abusivismo ha strizzato troppo spesso l’occhio.
La stima dei danni effettuata dal Dipartimento Regionale di Protezione Civile è arrivata a circa 160milioni di euro solo per la provincia di Siracusa. Ma è un numero che continua a salire e che, verosimilmente, supererà i 200milioni. Viabilità e strade, servizi, edilizia pubblica e privata, lidi, attività balneari, infrastrutture portuali, dissesti, beni mobili: nel computo finisce inevitabilmente tutto. Portopalo, Pachino, Lido di Noto, Avola, Siracusa, Augusta si leccano le ferite. Sono i centri maggiormente colpiti. Ci vorranno mesi, realisticamente anni in verità, per riuscire a recuperare. Solo grazie all’attento lavoro di autorità ed istituzioni il bilancio non è appesantito da morti o feriti. La popolazione, quasi tutta, ha compreso l’allarme ed ha risposto di conseguenza.
Il primo passo, adesso, sarà la pulizia. Detriti da eliminare, strade da liberare. Poi si passerà alla messa in sicurezza e solo dopo – confidando in risorse extra liberate in tempo record – ai veri e propri interventi strutturali. Le operazioni saranno coordinate dalla Protezione Civile regionale, in soccorso di Comuni con le casse purtroppo vuote o quasi.
Man mano che il mare rientra, però, si scoprono ancora altri guasti. La preoccupazione è quella di ingrottamenti sotto le strade, sotto le case, tra i muraglioni di Ortigia. Bisognerà controllare anche questo, dal mare appena possibile e con georadar. Capire quanti conci sono stati scalzati e dove è entrata l’acqua. Insomma, non è ancora finita. Ecco perchè gli esperti non hanno dubbi sul fatto che i danni alla fine saranno anche superiori ai 200milioni di euro.
In provincia di Catania, i danni sono stati stimati in 244milioni; nel messinese, 202,5 milioni. Insieme a Siracusa, sono le tre province colpite e affondate dal ciclone Harry. Per dare un’idea, la vicina provincia di Ragusa si è fermata ad una conta danni pari a 29,9 milioni di euro.




Primo giorno in azzurro per Alessandro Sbaffo, terzo rinforzo per il Siracusa di Turati

Primo allenamento con la truppa azzurra per Alessandro Sbaffo. Attaccante di 35 anni, nella prima parte di questa stagione ha giocato nel girone B di Serie C con la Sambenedettese. In precedenza, in terza serie, ha vestito anche le maglie di Recanatese, Gubbio, Albinoleffe e Reggiana. In carriera anche più di 100 presenze in Serie B con Avellino, Como, Reggina, Latina, Ascoli e Piacenza e la Serie A con il Chievo.
Nato a Loreto (Ancona), alto 187cm, ha totalizzato con la maglia della Samb 17 presenze e 1 gol in stagione (al Perugia).




Siracusa fa i conti con la devastazione del ciclone Harry, danni per 35 milioni

La prima stima dei danni inferti a Siracusa dal passaggio del ciclone Harry si aggira su 35 milioni di euro. Il dato è stato comunicato alla Regione dagli uffici comunali impegnati nelle verifiche, anche se è in costante aggiornamento man mano che avanzano controlli e segnalazioni. La cifra rappresenta un primo dato cumulativo e comprende i danneggiamenti subiti da strutture ed edifici pubblici e quelli lamentati da privati ed imprese. Non è ancora un dato definitivo, ma da una idea della violenza con cui il territorio è stato attraversato dal ciclone Harry.
Sono diventate virali le immagini della devastazione ad Ognina e nelle zone balneari. Nella zona di via Arsenale, è venuto giù un ampio pezzo della parete che protegge la falesia dalle onde, con la necessità di disporre evacuazioni nelle abitazioni a strapiombo sul mare.
Il tema delle costruzioni a pochi metri dal mare ha acceso un vivace dibattito cittadino, su social e media. I condoni degli anni passati e la “tolleranza” urbanistica spesso mostrata anche di fronte alla previsione della fascia di garanzia di 150 metri mostrano, secondo più, i limiti di visione di un tempo che fu. E costringono ad una nuova riflessione sul significato della prevenzione, di fronte a coste frequentemente ormai esposte a nuovi fenomeni meteomarini.
Attese le dichiarazioni dello stato di emergenza e dello stato di calamità, parte di Regione e Governo centrale, in modo da attivare contributi e indennizzi. Ma preoccupano i tempi di attuazione delle misure, in particolare per i lidi spazzati via dalla furia di Harry, a pochi mesi dalla stagione balneare e con lo spettro dell’asta delle concessioni demaniali a restringere orizzonti e ammortamento degli investimenti. Il rischio è che alcune imprese possano gettare la spugna.




Lungomare di Levante verso la riapertura, rimossi i detriti. “Qui danni limitati”

Si va verso la riapertura del tratto finale del Lungomare di Levante, a Siracusa, rimasto chiuso al traffico nelle ore dell’emergenza meteo a causa delle violente mareggiate. Le onde hanno battuto senza sosta il muraglione su cui poggia la strada, arrivando a depositarsi anche in strada, come avvenuto anche in passato.
La forza dei marosi ha trascinato con sè, questa volta, anche detriti come – ad esempio – le mattonelle dei marciapiedi che si affacciano sul mare di Ortigia. Per ragioni di sicurezza, è stata subito disposta l’interdizione del tratto di strada, con il piazzamento di jersey bianchi e rossi. In precedenza, era stato disposto un divieto di sosta lato mare.
“La riapertura avverrà in giornata, ringrazio le squadre intervenute per rimettere tutto in sicurezza ed in breve tempo, I danni, per fortuna, sono stati limitati”, spiega il delegato per Ortigia, Raffaele Grienti.
Nel 2022, in seguito ad una mareggiata, si aprì una voragine stradale larga 12 metri e profonda 2. Il mare si era ingrottato, erodendo il riempimento e causando il cedimento che – per autentica fortuna – non vide coinvolto nessun mezzo.




Ciclone Harry, Cna Sicilia: “subito stato di calamità, fondi e un tavolo per la ricostruzione”

“E’ un’emergenza senza precedenti”, dice il presidente di Cna Sicilia Filippo Scivoli. “La gente e le imprese sono in ginocchio. Davanti a eventi di questa portata, non ci sono alibi burocratici che tengano”, aggiunge indicando la lunga scia di danni lasciati dal ciclone Harry. “Chiediamo al Presidente della Regione e al Governo di ascoltare il grido di dolore che arriva dai territori e di agire ora. La dichiarazione dello stato di calamità e lo stanziamento dei fondi devono essere la priorità assoluta delle prossime ore. Le nostre imprese, già provate da anni di difficoltà, rischiano di chiudere per sempre se lasciate sole”.
E mentre la conta dei danni pare destinata a superare il miliardo di euro, il segretario di Cna Sicilia Piero Giglione invita a trovare “un metodo”.
“È fondamentale – spiega – sedersi subito a un tavolo con tutti i soggetti coinvolti: Regione, Protezione Civile, Anci, e le organizzazioni imprenditoriali. Dobbiamo definire insieme criteri chiari, snellire le procedure, evitare che la ricostruzione si perda in mille rivoli. Cna Sicilia è pronta a portare il proprio contributo di conoscenza del territorio e del tessuto produttivo. Il tempo è il fattore più critico: ogni giorno di ritardo è un colpo mortale per l’economia e la tenuta sociale delle aree colpite”.
Intanto, sui territori attivate tutte le strutture provinciali della Confederazione, per supportare le migliaia di imprese associate nel complesso iter delle richieste di risarcimento. “Le imprese, gli artigiani, i commercianti, i cittadini e i Comuni colpiti non possono aspettare. La devastazione a infrastrutture, attività produttive, abitazioni e suolo richiede una risposta straordinaria e senza indugi”.




Dopo il ciclone Harry, Cafeo (Lega): “verificare anche i danni all’agricoltura”

“La devastazione lasciata dal ciclone Harry in Sicilia è sotto gli occhi di tutti, ma oltre ai danni immediatamente visibili, come quelli alle infrastrutture costiere, ci sono quelli altrettanto gravi ma ancora da verificare al settore agricolo dell’Isola, per i quali è necessario un intervento di urgente ristoro.” Lo dichiara Giovanni Cafeo, responsabile regionale dei dipartimenti per la Lega Sicilia.
“Sono già importanti le conseguenze dell’intenso fenomeno atmosferico alle colture agrumicole siciliane – continua Cafeo – mentre si attendono ancora riscontri dal settore degli ortaggi, anche se si teme una pesante ripercussione sulla produzione generale. Auspico un coinvolgimento degli ispettorati dell’agricoltura che comunque si sono già attivati, al fine di avere nel più breve tempo possibile il quadro completo della situazione e quindi poter intervenire in maniera diretta e immediata a salvaguardia dell’intero settore”.
L’esponente della Lega Sicilia invita a procedere ad una perizia giurata dei danni “per mettersi poi in contatto direttamente con gli ispettorati, in modo da provare ad accelerare i tempi”.




“Salviamo il Rizza”, studenti e genitori in piazza per difendere la sede storica di via Diaz

Gli studenti dell’istituto superiore Rizza-Insolera si preparano ad una nuova mobilitazione in difesa della sede storica di via Diaz. Venerdì mattina daranno vita ad una manifestazione a cui invitano “l’intera comunità scolastica e cittadina”. Da piazza del Pantheon, alle ore 9.40, muoveranno in corteo.
L’iniziativa nasce per sostenere il tavolo tecnico convocato dal Libero Consorzio, in un momento decisivo per il futuro dell’istituto. All’appello hanno risposto non solo studenti ma anche ex alunni, genitori. “Salviamo il Rizza” è lo striscione che sarà esposto in apertura del corteo.
L’istituto Rizza, secondo il piano di razionalizzazione scolastica varato dal Libero Consorzio, dovrebbe lasciare il Palazzo degli Studi per spostarsi in via Modica. Una soluzione che la scuola ha sempre contestato, facendo leva sull’identità ed i valori che rappresenta la sede storica dell’istituto.
“Confidiamo nella responsabilità e nella sensibilità di tutti i partecipanti al tavolo indetto dal Libero Consorzio, affinché si possa raggiungere un giusto equilibrio nella distribuzione degli spazi scolastici, tutelando le sedi storiche e garantendo al tempo stesso la riduzione delle spese senza compromettere la qualità dell’offerta formativa”, spiegano dal Rizza a poche ore dalla manifestazione e dal primo incontro del tavolo tecnico in cui, entro fine febbraio, si cercherà una soluzione alternativa e percorribile.




San Sebastiano, riprendono le celebrazioni per il compatrono di Siracusa

Proseguono a Siracusa le celebrazioni in onore di San Sebastiano, compatrono della città e protettore del Corpo di Polizia Municipale.
Dopo la sospensione delle attività a causa delle allerte meteo, nel pomeriggio di ieri, 21 gennaio, le iniziative religiose sono riprese con la celebrazione eucaristica presieduta da don Guido Scollo insieme alla Comunità di San Francesco d’Assisi. Alla funzione ha preso parte anche la Confraternita Maria Santissima Addolorata. La celebrazione è stata animata dal coro parrocchiale “I Cantori di San Francesco”, diretto dal maestro Romualdo Trionfante.
Le celebrazioni continueranno nel pomeriggio di oggi, 22 gennaio: alle ore 18.00 il vicario generale dell’Arcidiocesi di Siracusa, mons. Sebastiano Amenta, presiederà la celebrazione con la partecipazione delle confraternite e delle associazioni religiose cittadine. Partecipa la Corale Santa Lucia, diretta dal M° Cristiano Celesia e dalla M°2 Marinella Strano, rinnovando un appuntamento di profonda devozione per l’intera comunità siracusana.
Domenica 25, alle 17, l’uscita del simulacro da Santa Lucia alla Badia e la processione per le vie di Ortigia. Al rientro in piazza Duomo, in serata, la tradizionale asta dei doni.




Il consultorio familiare di Floridia trasferito temporaneamente a Solarino

Il Consultorio Familiare di Floridia sarà temporaneamente ospitato nei locali del Museo Etnografico di Solarino, in via Piave 112. Sono stati messi a disposizione dal Comune di Solarino per consentire l’esecuzione degli interventi previsti dal PNRR nei locali di Floridia in via De Amicis 2.
Per qualunque tipo di comunicazione o prenotazione, i cittadini possono telefonare al nuovo numero di cellulare 340 0584339. Lo comunica il direttore dell’Unità operativa Materno Infantile Giuseppe Italia.

foto archivio