Corteo a Siracusa per la “Palestina Libera”, da piazza Euripide a Ortigia

Domani, mercoledì 25 giugno, corteo da piazza Euripide per una “Palestina Libera”. Ad organizzare l’appuntamento, con partenza alle 18.30, è il Comitato Siracusa per la Palestina. “Fermare il genocidio, sbloccare gli aiuti e sospendere accordi con Israele” sono le rivendicazioni portate avanti con la manifestazione aperta alla partecipazione di attivisti e simpatizzanti. Il corteo si muoverà dalla Borgata fino in Ortigia.
Su richiesta della Questura di Siracusa, il settore Mobilità e trasporti ha emesso un’ordinanza che prevede il divieto di transito momentaneo dei mezzi al passaggio del corteo nelle strade interessate.
La manifestazione partirà da piazza Euripide per proseguire lungo viale Armando Diaz, piazza del Pantheon, via Catania, corso Umberto, largo XXV Luglio per poi concludersi in piazza Archimede.




Il caso Melfi fa scricchiolare l’intesa tra Francesco Italia ed Edy Bandiera

L’inconsueto e ripetuto scontro tutto interno alla maggioranza, con il consigliere Matteo Melfi protagonista di un ripetuto botta e risposta con l’assessore Pantano, non può essere letto semplicemente come “normale dialettica” o “richiesta di confronto” all’interno di una coalizione. La sorpresa in giunta Italia è stata tanta, per le modalità e per i tempi che sembrano porre il consigliere dell’area ScN (gruppo Edy Bandiera) più vicino all’opposizione che alla maggioranza. Già nei mesi scorsi diverse voci indicavano in Matteo Melfi uno scontento prossimo a superare la barricata e aderire ad un altro gruppo consiliare. Ma la scadenza delle elezioni provinciali aveva poi contribuito a calmare le acque. E l’avvenuta elezione di Melfi, con il contributo diretto della maggioranza, pareva aver definitivamente chiuso i discorsi.
Adesso, invece, riaffiorano tensioni tali da moltiplicare, specie in giunta, le sensazioni di una volontà quasi espressa di rottura. “Non si spiegherebbe altrimenti l’attacco e l’averlo ripetuto…”, spiega una voce che vuol rimanere anonima, nei corridoi del secondo piano di Palazzo Vermexio.
Il problema rischia di investire più il vicesindaco Bandiera che il primo cittadino. Se Melfi dovesse arrivare allo strappo, infatti, sarebbe difficile per Edy Bandiera – se non impossibile – mantenere la posizione in una squadra di governo cittadino che vuole diventare pienamente consiliare, ovvero poggiata sulla rappresentanza degli assessori in Consiglio comunale.
Al primo attacco di Melfi sulla mobilità (“Pantano si fermi e rifletta, città invivibile”), l’assessore aveva risposto secco: “Ragioniamo dei problemi ma facciamolo con dati e cognizione di causa. Il sentito dire o la sensazione non possono essere tema di confronto politico, altrimenti trasformiamo tutto in teatrino. Se qualcosa deve essere arrestato, allora, sia questo modo di pensare di fare politica, sparando nel mucchio e senza cognizione giusto per solleticare la pancia dei siracusani e cercare facili like. Piuttosto dimostriamo tutti di avere ben chiaro il nostro ruolo e le nostre responsabilità verso i cittadini”. Vicenda chiusa? No perchè il consigliere Melfi contrattacca: “Pantano ha un atteggiamento chiuso e autoreferenziale, si picca per una critica ma non si assume mai la responsabilità di un approccio che esclude, ignora e impone. Come se fosse depositario unico della verità, dimenticando che la politica è confronto, dialogo, partecipazione”. Parola che segnano probabilmente lo strappo, definitivo e consumato.




Addio ad Arnaldo Pomodoro, genio della scultura. Fu protagonista anche al Teatro Greco

Si è spento Arnaldo Pomodoro, tra i più grandi scultori contemporanei, artista visionario e figura centrale dell’arte del Novecento. Proprio oggi, 23 giugno, avrebbe compiuto 99 anni.
Il suo linguaggio scultoreo, fatto di forme geometriche monumentali, superfici frantumate e materiali potenti, ha ridefinito il concetto stesso di scultura pubblica e ha contribuito a plasmare il paesaggio urbano e artistico di molte città nel mondo.
Pomodoro ha saputo distinguersi anche in ambito scenografico, portando la sua cifra stilistica nei teatri più prestigiosi. In particolare, resta memorabile il suo contributo al Teatro Greco di Siracusa, dove nel 2014 firmò scenografie e costumi in occasione della stagione del Centenario delle rappresentazioni classiche organizzata dalla Fondazione Inda.
Per quell’edizione straordinaria, Pomodoro ideò l’impianto visivo di tre produzioni di grande rilievo: l’Orestea, con Agamennone diretto da Luca De Fusco e Coefore-Eumenidi con la regia di Daniele Salvo; Le Vespe di Aristofane dirette da Mauro Avogadro; e Verso Argo, un progetto drammaturgico firmato da Eva Cantarella e messo in scena da Manuel Giliberti. Le sue scenografie, maestose e penetranti, riuscirono a dialogare con la pietra millenaria del teatro, restituendo al pubblico un’esperienza visiva carica di forza simbolica e bellezza contemporanea.
Nel giorno della sua scomparsa, la Fondazione Inda ha voluto ricordare l’artista con parole di sincero affetto e gratitudine: «La Fondazione Inda si unisce al cordoglio del mondo dell’arte e della cultura per la morte di Arnaldo Pomodoro. Tra i più grandi scultori contemporanei, Arnaldo Pomodoro, che oggi avrebbe compiuto 99 anni, ha ideato le scenografie e i costumi utilizzati per la stagione del Centenario delle rappresentazioni classiche, nel 2014, quando vennero messe in scena l’Orestea (Agamennone diretto da Luca De Fusco, Coefore Eumenidi per la regia di Daniele Salvo), Le Vespe con la regia di Mauro Avogadro e Verso Argo con la drammaturgia di Eva Cantarella e la regia di Manuel Giliberti».




Di nuovo fumo dalla chiesa di San Paolo a Solarino, Vigili del Fuoco in azione

Ancora una volta, Vigili del Fuoco a Solarino per della fumosità che si sarebbe sviluppata nel sottotetto della chiesa di San Paolo. Venerdì sera l’intervento per spegnere l’incendio che aveva causato anche un parziale cedimento della volta, lungo la navata centrale. Oggi questo nuovo episodio, a sorpresa, nonostante i controlli dei giorni scorsi.
La chiesa di San Paolo è chiusa da quell’episodio ed in settimana è in programma una conferenza dei servizi per accelerare la messa in sicurezza e la parziale riapertura. Questo episodio, però, rischia di far slittare ulteriormente i tempi.
Ad accorgersi del fumo che usciva da una finestrella su via Roma è stato un passante. Subito avvisato il parroco, don Luca Saraceno che, a sua volta, ha dato l’allarme. Sul posto sono arrivati in pochi istanti i mezzi dei Vigili del Fuoco. Potrebbe ancora trattarsi di quella subdola brace senza segnali (fumo e odori) sviluppatasi probabilmente in seguito ad un fulmine che mercoledì scorso avrebbe colpito il tetto della chiesa.
La zona interessata dal nuovo fenomeno è diversa da quella su cui si sono concentrati le attenzioni dei soccorritori in precedenza.




VIDEO. Una via per Sergio Ramelli, sulla proposta a Siracusa confronto Cavallaro – Buccheri

I consiglieri comunali Paolo Cavallaro (FdI) e Andrea Buccheri (Francesco Italia Sindaco) si sono confrontati questa mattina su FMITALIA sulla proposta di intitolare una via di Siracusa a Sergio Ramelli. Sono stati i consiglieri Cavallaro e Romano a presentare una mozione apposita, a breve in discussione in Consiglio comunale. Andrea Buccheri, invece, ha preannunciato il suo voto contrario alla proposta toponomastica.
Le ragioni del si e le ragioni del no, nel video di seguito:




Piccolo miracolo a Solarino, incendio e cedimento appena prima dell’arrivo degli scout

La chiesa di San Paolo, a Solarino, questa mattina è chiusa. Ci vorrà forse qualche giorno per capire esattamente il da farsi. Intanto, nella giornata odierna, è previsto un tavolo tecnico tra Vigili del Fuoco, sindaco e il parroco don Luca Saraceno. Insieme, dovranno iniziare a valutare il da farsi, sulla scorta delle indicazioni del funzionario dei Vigili del Fuoco che si è occupato del sopralluogo al termine delle operazioni di spegnimento del rogo.
Il primo passo verso la riapertura non può che essere la messa in sicurezza della navata centrale, dove una trave del tetto sarebbe caduta sul sottotetto, causando anche la pericolosa inclinazione del grande lampadario. Oltre a danneggiare uno dei riquadri del ciclo pittorico che decora il soffitto.
La buona sorte ha voluto che ieri sera, nel momento in cui è avvenuto il cedimento, la chiesa fosse vuote. Da lì a breve, sarebbero arrivati i ragazzi del grest per iniziare a preparare la chiesa per la festa del Corpus Domini. E nel pomeriggio era stato anche celebrato un matrimonio con oltre cento persone in chiesa.
“Fortunatamente nessuno si è fatto male”, commenta il giorno dopo il parroco, don Luca Saraceno. “Lo scorso mercoledì – racconta – due fulmini si sono abbattuti su Solarino. Uno ha probabilmente centrato il soffitto della chiesa, causando qualche problema all’impianto audio che però abbiamo subito riparato. Nulla faceva pensare ad un problema più grande. Non c’era fumo, non c’erano fiamme, nessun odore sospetto. Era impossibile pensare ad un principio di incendio”.
Ed in effetti, secondo alcune versioni, da quell’evento si sarebbe originata una sorta di brace nel sottotetto, invisibile se non quando – ieri sera – il fumo è stato notato all’esterno e quindi sono stati allertati i Vigili del Fuoco. Il loro intervento, direttamente salendo sul soffitto, ha evitato guai peggiori. Ma la marcia della brace, forse favorita dal tradizionale incannucciato della volta su cui poi era stato steso uno strato di calce, aveva già indebolito alcuni elementi.


“Seguiremo le indicazioni delle autorità sul da farsi. Per ora la chiesa è chiusa. La prudenza in questi casi non è mai troppa. Ma voglio intanto ringraziare l’arcivescovo Lomanto ed il vicario monsignor Amenta per la vicinanza subito manifestata, anche venendo ieri sera stessa qui in chiesa a Solarino”.




Fiamme nella chiesa di San Paolo a Solarino, danneggiato ciclo pittorico. Le foto

Un incendio si è sviluppato in serata nella chiesa di San Paolo a Solarino. Fiamme sul tetto, costituito da incannucciato e travatura in legno. Vigile del Fuoco a lavoro per limitare i danni, ancora da quantificare.
Secondo le prime informazioni, le fiamme avrebbero danneggiato il tetto di canne e gesso, in corrispondenza del ciclo pittorico che decora il soffitto della chiesa. Evidenti i danni sul riquadro dedicato a San Paolo in catene, prima del transetto e verso il presbiterio. Da verificare anche le condizioni della travatura.

Per favorire l’intervento dei Vigili del Fuoco è stato anche necessario chiudere al transito il prospiciente tratto stradale.
Non sono ancora state chiarite le cause all’origine dell’incendio. Forse un corto circuito nel lampadario centrale.




La Mazzarrona cerca un futuro, focus in Consiglio comunale. Interventi, progetti e proposte

Mazzarrona, popoloso rione organico al quartiere Grottasanta, è diventato suo malgrado simbolo della periferia siracusana. I residenti si sentono lontani dalle attenzioni delle amministrazioni che si sono succedute nel tempo. E nonostante i proclami che accompagnano ogni tornata elettorale, la periferia continua a sentirsi distante dal resto della città.
Oggi Mazzarrona è una successione di edifici su edifici, tra eleganti cooperative e appartamenti di edilizia popolare. Pochi servizi, sia pubblici sia privati, poche occasioni di socializzazione e ancor meno occasioni praticare sport o attività culturali.
Nel corso degli ultimi mesi, è nato un comitato spontaneo di residenti che spinge per vere azioni di riqualificazione. L’occasione è stata fornita dal progetto – poi spostato – di realizzare un ccr in via don Sturzo. Da lì è partito un movimento di opinione arrivato sino al quarto piano di Palazzo Vermexio. E così di periferia e Mazzarrona si è discusso in Consiglio comunale, grazie ad un odg del Partito Democratico.
La discussione in Aula, a cui ha preso parte anche il sindaco Francesco Italia, è stata particolarmente vivace. “Solo per l’area di Mazzarrona abbiamo già speso ed investito 16,5 milioni di euro in opere pubbliche e attività. A queste somme si aggiungono altri 2,5 milioni di progetti FUA, per un totale di 19 milioni. Sfido chiunque a trovare un’altra amministrazione di Siracusa che, nella storia, ha destinato così tante risorse a Mazzarrona”, rivendica proprio il primo cittadino. “E’ chiaro che per i risultati occorre tempo. Per esempio, con la riqualificazione dell’ex scuola di Via Algeri sposteremo lì il Comando della Polizia Municipale, l’Ufficio Mobilità e Trasporti, il 118, il Consultorio Familiare. Questa attività porterà dei frutti nel tempo”, aggiunge. E ancora: “Abbiamo investito 11 milioni di euro per l’efficientamento energetico e quindi rifare tutte le facciate, le coperture dei palazzi di largo Luciano Russo e via Sturzo, e queste azioni ovviamente hanno dei benefici invece immediati. Sempre a valere da quel finanziamento, abbiamo realizzato un campo di calcetto su via Cassia. E funziona. Come funzionano la casetta dell’acqua, come funziona il CCR mobile, come funzionano i solarium e come funzionano le linee di trasporto pubblico locale che abbiamo attivato da e per Mazzarrona. Tutto questo prima non c’era. Forse non è però ancora percepito perchè serve ancora tempo. Ma è troppo facile, è troppo populistico dire che i risultati non si vedono. Poi si può dire che 19 milioni non bastano, che ne dobbiamo spendere altri 20, altri 30, altri 50. E io dico: magari, mi auguro che negli anni che ci rimangono e con le amministrazioni che verranno dopo di noi si arrivi a fare ancora di più”.
Non solo grandi progetti, però. Anche le piccole cose chiedono attenzione: le pensiline alle fermate del bus, le famose paline di infomobilità a led, la cura del verde e dei terreni incolti tra i palazzi. “Non c’è dubbio, viviamo in un contesto dove tutto è superveloce mentre i tempi della pubblica amministrazione sono purtroppo spesso lunghi. Abbiamo già acquistato le pensiline per la maggior parte delle fermate dei pullman della città e saranno piazzate entro fine anno. Da amministratore – spiega Italia – dico che è un’esigenza a cui abbiamo già dato una risposta. Certo, per la vita cittadina si ha più fretta. E poi ci sono anche i problemi che si possono risolvere, quelli che hanno una soluzione molto più complessa. Ad esempio: mi dicono che ci vuole la Posta. Ma non è che io posso aprire l’ufficio postale in via Algeri…”.
Questione ordine pubblico. I fuochi d’artificio, gli scooter che sfrecciano, le auto che corrono. “Ho chiesto più volte una riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica su questi temi. Da solo, non posso ad esempio impedire ai motorini di impennare, perché ho l’esercito per le strade di Siracusa. Possiamo mettere, come stiamo facendo, i dossi e li metteremo anche a Mazzarrona”.
Sara Zappulla, consigliera comunale del Partito Democratico, commenta che “prima di ogni progetto, prima di ogni piano urbanistico o opera pubblica, devono venire le persone. Serve ascoltare i bisogni quotidiani del quartiere, serve parlare di sicurezza, manutenzione, spazi di socialità, opportunità per i giovani. E così costruire risposte insieme ai cittadini, passo dopo passo”. Il confronto, spiega, deve diventare metodo. “Abbiamo avanzato alcune proposte come portare nuovi servizi pubblici e valorizzare le bellezze naturali del quartiere per renderlo un luogo vivo anche culturalmente; ma ciò che conta di più è definire un metodo stabile di confronto: senza partecipazione reale e continua, nessun progetto sarà davvero utile o duraturo”.
Sempre dai banchi dell’opposizione, fa sentire la sua voce Paolo Cavallaro (FdI). “Il sindaco ha elencato tutta una serie di opere in corso di realizzazione e altre da realizzare, ha parlato di milioni di euro spesi. Ma la realtà è che non bastano piccoli e sporadici interventi per riscattare questa parte della città da anni di abbandono e mortificazioni. È necessaria una visione nuova e un metodo diverso, che parli di confronto e condivisione, per rendere la Mazzarrona un quartiere vivibile. Mancano uffici comunali, servizi, luoghi di aggregazione, cinema, teatri; la politica ha gli strumenti per attrarre investimenti e imprimere una svolta. Ho sfidato il sindaco a provare a volare alto, coinvolgendo l’università di architettura, esperti e professionisti in urbanistica, provando a cogliere l’opportunità del gemellaggio con la città di Würzburg, esempio di attenta e intelligente rigenerazione urbana. La Mazzarrona, luogo di straordinaria bellezza, ha visto l’edificazione selvaggia volta, più che a creare luoghi abitativi forniti di infrastrutture e servizi, a soddisfare le speculazioni dei palazzinari. Ora occorre trovare spazi di condivisione, alzando il livello del confronto, per provare a costruire un futuro diverso”.
“Non posso accettare che qualcuno vada a raccontare a quei cittadini che nessuno fa niente per loro, che non è stato fatto niente. Perchè i fatti sono proprio diversi”, taglia corto in replica il sindaco Italia.




Fermata Versalis da luglio, siglato il verbale. Femca Cisl e Uiltec “Lavoratori tutelati”

E’ stato sottoscritto oggi, nello stabilimento Versalis di Priolo, il verbale relativo alla fermata programmata degli impianti Aromatici ed Etilene, prevista a partire dal prossimo 1 luglio. Il passaggio tecnico si inserisce nel più ampio percorso di confronto nazionale avviato sul piano di Trasformazione e Rilancio del gruppo Eni-Versalis, già formalizzato con il Protocollo d’Intesa sottoscritto lo scorso 10 marzo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
“Come Femca-Cisl abbiamo partecipato con senso di responsabilità e visione prospettica, contribuendo in modo attivo alla definizione di un quadro chiaro delle operazioni di fermata e, soprattutto, degli scenari futuri legati agli investimenti annunciati”, commenta il segretario provinciale Alessandro Tripoli. “L’Azienda ha motivato l’anticipazione della fermata con il perdurare di una difficile congiuntura economica e con la necessità di accelerare i tempi autorizzativi per la realizzazione della nuova Bioraffineria e del progetto Hoop. Un segnale che va interpretato non soltanto come la temporanea dismissione di impianti, ma come l’avvio concreto di un processo di riconversione industriale che rivendichiamo da anni”.
Il personale diretto attualmente impiegato sarà coinvolto nelle attività di fermata, secondo modalità già previste dal Protocollo del 10 marzo. “Si tratta di un elemento di assoluto rilievo che consente di affrontare questa fase con maggiore serenità e continuità operativa, nel rispetto delle professionalità presenti nel sito”.
Quanto all’indotto, nel verbale si parla di un “impatto positivo” della fermata sui livelli occupazionali, grazie all’attivazione di attività legate alle fasi di bonifica e smantellamento.
“Abbiamo davanti una sfida complessa, ma anche un’opportunità concreta: accompagnare una transizione industriale autentica, capace di coniugare sostenibilità ambientale, tenuta sociale e rilancio produttivo. Il nostro impegno non si esaurisce con la firma di un verbale: proseguiremo nel monitoraggio costante, nel confronto con le istituzioni e nella costruzione di soluzioni condivise, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, per il futuro del sito e dell’intero indotto”, sottolinea Tripoli.
Per Andrea Bottaro, segretario regionale della Uiltec, “l’anticipo della fermata dell’impianto cracking nel mese dì luglio non comporta variazioni al percorso delineato con l’azienda, che contiene le garanzie occupazionali per i lavoratori diretti e dell indotto. Importante invece la notizia dell’accelerazione dell’iter autorizzativo che riduce i tempi di attesa per la costruzione dei nuovi impianti: in questa maniera – anticipa Bottaro – ci sarà un impulso positivo all’impiego di lavoratori dell’indotto ed i lavoratori diretti non avranno bisogno di spostarsi da Priolo. Dal punto di vista della sicurezza abbiamo conquistato la garanzia di non avviare i lavori di bonifica e dismissione nei mesi più caldi dell’estate non impattando sul piano ferie dei lavoratori”, conclude il segretario di Uiltec Sicilia.




Ridotti gli oneri di concessione per edilizia sostenibile e green. Pollice in su di Ance

Il Consiglio Comunale di Siracusa ha approvato all’unanimità e con esecutività immediata la riduzione degli oneri concessori per gli interventi edilizi che adottano soluzioni tecniche e costruttive orientate alla sostenibilità ambientale. A portare in Aula la proposta è stato il lavoro condotto dal settore Edilizia privata.
“Un importante traguardo, frutto di un lungo e proficuo lavoro di confronto che segna una svolta nella direzione della transizione ecologica in ambito edilizio”, commenta Ance Siracusa, l’associazione dei costruttori edili.
“Si tratta di un risultato che accogliamo con grande soddisfazione”, commenta il presidente, Paolo Augliera. “Questo provvedimento rappresenta una concreta opportunità per incentivare un’edilizia di qualità, capace di coniugare sviluppo, innovazione e rispetto per l’ambiente”.
In dettaglio, la misura introduce un sistema di “premialità graduale” basato sull’adozione di specifici parametri di sostenibilità nei progetti di nuova costruzione o ristrutturazione, suddivisi in sei macro-aree (energia, acqua, materiali, rifiuti, salute e comfort), per un totale di 15 azioni virtuose. A seconda del numero di parametri adottati, si potrà accedere a riduzioni degli oneri concessori fino al 60%.
“I vantaggi concreti della premialità green consistono nella riduzione dei costi per interventi edilizi virtuosi, nel miglioramento della qualità urbana e del comfort abitativo, in una maggiore attrattività per investitori nazionali e internazionali, oltre a un possibile sviluppo economico e occupazionale per il settore edile. Così Siracusa è in piena coerenza con il Green Deal europeo e con il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC). E si danno alle imprese del comparto nuove possibilità, incentivandole nell’utilizzo di tecniche sempre più green”, la chiosa finale del presidente di Ance Siracusa.