Bombe da mortaio ripescate dai palombari della Marina nei pressi di Cassibile

Per conto della Prefettura di Siracusa, il Nucleo di Palombari di Comsubin è intervenuto a Cassibile per rimuovere dal fondo 4 bombe da mortaio ed una bomba a mano inglese, tutte a caricamento speciale.
Questi particolari ordigni, non bonificabili in mare, hanno imposto un’operazione congiunta con gli artificieri dell’Esercito del 4° Reggimento Guastatori di Palermo che li hanno presi in consegna per la loro definitiva inutilizzazione.




Riaperto lo spazio areo dell’aeroporto Fontanarossa: partenze regolari

Riapre ma parzialmente lo spazio aereo dell’aeroporto di Catania. Alle 6.30 è arrivata la nuova comunicazione della Unità di Crisi. “A causa della diminuzione dell’emissione di cenere vulcanica in atmosfera, disposta la parziale riapertura dello spazio aereo dell’aeroporto di Catania. Fino alle ore 11 di oggi, sabato 20 luglio, sarà consentito l’arrivo di 6 aeromobili ogni ora: nessuna limitazione per le partenze, ma ovviamente tutti i voli potranno subire ritardi e disagi. Si pregano i gentili passeggeri di chiedere informazioni sui singoli voli esclusivamente alle proprio compagnie aeree”.




Tennis. L’avolese Salvo Caruso in semifinale all’Atp 250 Croatia Open di Umago

E’ un anno d’oro per il tennista di Avola, Salvo Caruso. Dopo le grandi vetrine del Roland Garros e di Wimbledon (prima volta in carriera) ha adesso raggiunto la semifinale del torneo Atp 250 Umago. In Croazia affronterà questa sera alle 20, al Goran Ivanisevic Stadium, l’idolo di casa Dušan Lajović.
Caruso è arrivato in semifinale battendo ai quarti l’argentino Facundo in due set (6-4, 6-0) e in precedenza la testa di serie n°2 Borna Coric in tre set (6-2, 3-6, 6-1).




Resort Pillirina e Spero: due progetti, stessa sorte. Per il Tar vince il Piano Paesaggistico

Due sentenze del Tar che potrebbero pesare come un macigno sugli investimenti privati che si erano immaginati negli anni passati e che avrebbero dovuto cambiare l’immagine di Siracusa: il progetto noto come Spero (waterfront di via Elorina) e il resort alla Pillirina.
In comune hanno il pronunciamento negativo dei giudici amministrativi. I ricorsi presentati sono stati dichiarati, in tutto o in massima parte, inammissibili. Il piano paesaggistico vince su tutto. E pare rafforzare i timori a più riprese manifestati dagli edili che paventano il blocco dello sviluppo e delle nuove progettualità. Esultano, invece, gli ambientalisti che hanno lottato e difeso per il piano, i vincoli e la loro applicazione. Chi abbia realmente ragione è, oggi, difficile da capire. Il dilemma di fondo resta: Siracusa può ancora attrarre investimenti privati e muovere la sua economia o è condannata al piccolo cabotaggio? Molto dipenderà anche dal tipo di utilizzo sostenibile che si riuscirà a fare dell’immenso patrimonio naturalistico di cui la città gode.
Quanto ai due provvedimenti, entriamo nel dettaglio. Elemata Maddalena, la società che aveva presentato il progetto per il resort alla Pillirina poi negli anni riveduto in chiave meno cementificata, aveva presentato ricorso al Tar contro il piano paesaggistico. Evidenziati, in particolare, “i profili di incompatibilità costituzionale della violazione, da parte di diverse disposizioni del Codice Urbani, sia delle regole di partecipazione sociale che del principio della concertazione istituzionale tra tutti i diversi livelli di potere pubblico legislativo ed amministrativo”. Ma alla fine delle 24 pagine della sentenza, i giudici del Tar di Catania non ritengono di dover accogliere il ricorso e le motivazioni aggiuntive. Non finisce qui per Elemata che – in una sorta di spola continua – sta preparando il ricorso al Cga.
Stessa iniziativa al vaglio del legali di Spero che avevano presentato al Tar ricorso contro il piano paesaggistico parlando di “eccesso di potere per difetto radicale dei presupposti, travisamento dei fatti, difetto di istruttoria, difetto di motivazione, illogicità e contraddittorietà manifesta”. Ed inoltre “violazione dei principi costituzionali di buon andamento ed imparzialità dell’attività amministrativa: l’approvazione del Piano sarebbe avvenuta in violazione di legge, considerata la carenza assoluta dell’intero iter procedimentale, a seguito della sentenza del Tar di Catania che ha annullato l’adozione del Piano in questione”. La Prima sezione del Tribunale amminsitrativo si è però pronunciana sul ricorso e sui motivi aggiunti dichiarandoli “in parte inammissibili e per il resto li respinge”.




Muddica: il sindaco di Melilli, Peppe Carta, lascia i domiciliari

Dopo oltre cinque mesi ai domiciliari, torna in libertà il sindaco di Melilli, Giuseppe Carta. Per il Tribunale sono venute meno le condizioni che richiedono il mantenimento della misura cautelare.
Carta era stato arrestato lo scorso14 febbraio nell’ambito dell’operazione “Muddica”.




Il protagonista: giubbotto anti-proiettile e sangue freddo per sventare rapina alle Poste

“Bravi tutti, complimenti. Un onore guidare questi uomini”. Il maggiore Alessandro Chichi distribuisce meriti e pacche sulle spalle ai suoi. Ma il vero protagonista di giornata è proprio lui, ufficiale al comando della Compagnia Carabinieri di Siracusa.
Se la rapina alle Poste di Belvedere si è conclusa con l’arresto del responsabile e soprattutto senza che nessuno si sia fatto male seriamente, è grazie al suo intervento. Nelle fasi calde dell’operazione, con l’uomo armato chiuso all’interno dell’ufficio postale con diversi ostaggi ed i carabinieri schierati tutti attorno all’edificio, ha indossato il giubbotto antiproiettile e si è diretto verso un finestrone delle Poste. Da lì ha iniziato a parlare con il rapinatore, tentando di aprire un canale di dialogo e magari convincerlo alla resa. Lavoro da negoziatore. “Aveva il volto travisato da occhiali e cappellino. Era evidentemente nervoso, si rendeva conto che per lui non c’erano alternative all’arresto”, racconta al telefono su FMITALIA.
Hanno discusso per diversi minuti, anche degli ostaggi. “In quel momento, con un uomo armato e nervoso, erano la nostra priorità. Quando ha finalmente accettato di poggiare per terra la pistola, accogliendo il mio invito, ho capito che potevamo portare in salvo le persone all’interno. C’era in particolare un uomo disteso sul pavimento, l’estrema tensione gli aveva causato un malore. Sembrava accusare anche delle convulsioni. Siamo riusciti a convincere il rapinatore a consentire i soccorsi. Per questo voglio ringraziare il personale del 118 intervenuto, sono stati bravi anche nel seguire scrupolosamente le nostre indicazioni”, dice ancora il comandante della Compagnia Carabinieri di Siracusa.
Poi, improvvisa, l’escalation. Ormai in trappola, il rapinatore decide di giocare il tutto per tutto. Si fa scudo di quattro ostaggi ed esce dall’ufficio postale. Ha ripreso la pistola, i carabinieri si tengono a debita distanza per evitare gesti inconsulti. E quando si lancia in una corsa disperata, si lanciano all’inseguimento. C’è anche il maggiore Alessandro Chichi. Troveranno in pochi minuti il rapinatore nascosto su di un albero, all’interno di un fondo agricolo. “Non poteva scappare”, commenta secco l’ufficiale. Mentre il rapinatore viene ammanettato, i carabinieri raccolgono alcune mazzette di denaro: le aveva perdute arrampicandosi. Erano parte del bottino (poco meno di 13mila euro) nascosto nei pantaloni. E restituito alle Poste.




Noto. Scritte sui muri contro la Guardia di Finanza: è caccia al responsabile

Scritte ingiuriose verso la Guardia di Finanza sono comparse sui muri di via Ducezio, a Noto. Con una vernice spray rossa, verosimilmente nottetempo, mani anonime hanno composto frasi come “la guardia di Finanza pretende tangenti” o “informa su ispezioni in cambio di mazzette” ed altri insulti.
Le indagini sono affidate ai carabinieri che stanno visionando le immagini delle telecamere di sicurezza presenti nella zona. Già lo scorso anno vi era stato un precedente simile.
“Invito i netini a stringersi attorno alla Guardia di Finanza ed ai Finanzieri”, è l’appello del giornalista antimafia Paolo Borrometi che vede in queste scritte la recrudescenza di un piano di delegittimazione sui territori delle istituzioni. “Proprio a Noto la Finanza, appena pochi giorni fa, ha spogliato di tutti i suoi averi il boss Rino Albergo e la sua famiglia”, ricorda tra l’altro Borrometi in lungo post sui suoi canali social.




Noto. Il sindaco Bonfanti sta con la Gdf, “ci inorgoglisce”

”Vicino alla Comandante e agli Agenti della Tenenza di Noto della Guardia di Finanza, dopo l’ennesimo tentativo di discredito perpetrato a opera di un isolato calunniatore”. Lo dichiara il sindaco Corrado Bonfanti, dopo le scritte denigratorie apparse questa mattina, nel giorno del l’anniversario della strage di via D’Amelio, su alcuni muri della città.
Il primo cittadino parla di “un isolato calunniatore”. Poi rimarca l’importante attività della Guardia di Finanza a Noto, “coronata da importanti successi che ci inorgogliscono e ci fanno sentire dei privilegiati. È quando operi bene e con successo che ti attaccano per insinuare il seme del sospetto”.




Fototrappola da record in contrada Muraglia di Mele: “zozzoni” immortalati a iosa

Pioggia di sanzioni per i ribelli della differenziata che hanno pensato di poter buttare la loro spazzatura lungo la strada, zona Muraglia di Mele. E’ territorio di Siracusa, a pochi passi da Floridia. La fototrappola piazzata dal nucleo Ambientale della Polizia Municipale ha immortalato decine e decine di sporcaccioni, fissando perfettamente a fuoco nelle immagini targhe e volti. Mentre continua l’esame dei filmati, iniziano a partire i primi verbali.
Non è escluso che alle persone sanzionate verrà anche chiesto di presentarsi nella sede del comando Municipale per analizzare la loro posizione Tari. La tassa locale è tra le più evase ed è lì il primo problema di sussistenza e qualità del servizio rifiuti stesso.
Nel frattempo, inizia a produrre i suoi frutti anche il lavoro degli ispettori ambientali comunali volontari. “Sguinzagliati” alla Borgata e nelle contrade marinare, hanno prodotto un notevole numero di dettagliate segnalazioni con sufficienti elementi identificativi dei responsabili di vari episodi di abbandono rifiuti o conferimento fuori orario. Anche in questo caso, pronti in un numero a doppia cifra i verbali.




La disperazione degli ex Siteco, appello a Musumeci: “ammortizzatori sociali in deroga”

I lavoratori della ex Siteco di Priolo hanno scritto al presidente della Regione, Nello Musumeci. Chiedono “un autorevole intervento” per risolvere una delle più lunghe vertenze degli ultimi anni e che li vede in attesa della ripresa delle attività produttive “che tarda sempre di più ad arrivare”. Sollecitano, quindi, forme di ammortizzatori sociali in deroga, “così come è stato fatto per i lavoratori di Termini Imerese, Gela ed in altri siti produttivi della Regione Sicilia e nel resto d’Italia”.
Nonostante gli incontri, le manifestazioni, i tavoli e gli appelli sino ad ora niente pare sbloccare la situazione.
Musumeci, secondo i lavoratori, potrebbe rendere esecutiva quella risoluzione nota come “V42” approvata nella scorsa Legislatura. Un Atto di indirizzo in ordine alla tutela dei lavoratori del settore industriale del sito produttivo di Priolo Gargallo, con il quale impegnava il precedente governo “a risolvere definitivamente la problematica dei lavoratori Siteco”.
La Siteco era un’azienda leader nel settore delle energie rinnovabili e dell’eolico. Ma oggi quasi tutti i lavoratori sono disoccupati e senza mobilità in deroga. “Questo ci ha gettato nella disperazione e nella più cupa depressione. E con noi le nostre famiglie”, scrivono nella lettera inviata al presidente della Regione.
Una serie di traversi burocratiche, nuove regole (Paes) e pronunciamenti del Tar fecero precipitare nel baratro l’azienda. Oggi i lavoratori ex Siteco chiedono che si metta fine alle discriminazioni nei loro confronti, confidando in una convocazione a Palermo per riaprire il caso.