Ciclone Harry, danni al Porto Piccolo: distrutti i pontili. “Ripensare protezione”

E’ il porto Piccolo di Siracusa ad avere patito l’azione incessante dei marosi delle ultime 48 ore. Il ciclone Harry ha alimentato e spinto le onde ben oltre la piccola diga foranea a protezione degli ormeggi. Con la violenza di una mareggiata “che non si ricorda a memoria almeno da 50 anni” (parole del presidente della Lega Navale, Sebastiano Floridia) sono purtroppo stati distrutti molti pontili galleggianti. Le strutture private sono state spazzate via in più punti dall’azione delle onde e del vento. Il materiale è stato trascinato via e rappresenta adesso anche un potenziale pericolo per la navigazione.
Alcune barche, nonostante ormeggi rafforzati, sono state affondate. “Ci sono stati danni, ma nel complesso e considerando l’accaduto, possiamo definirli limitati”, racconta Florida che oltre ad essere presidente della Lega Navale è stato anche presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Siracusa. “Nel pomeriggio è previsto un ulteriore calo delle onde e quindi diventeranno possibili gli interventi in mare, per recuperare quello che è stato strappato”, ci spiega.
“Diverse imbarcazioni sono state ospitate proprio presso la sede della Lega Navale ed abbiamo cercato di garantir e un ormeggio sicuro a chi ne aveva bisogno. Considerate che parliamo di barche da 45 piedi e 15 tonnellate, grandi e costose. Dove abbiamo potuto, abbiamo cercato di fare il possibile”, è il racconto di Sebastiano Floridia.
“Dispiace per il circolo privato che è stato duramente colpito. Siamo stati esposti ad un evento meteo avverso eccezionale, questo non esclude però che si debba avviare una discussione seria su una maggiore protezione per il Porto Piccolo”, ammette il presidente della Lega Navale. “E’ particolarmente esposto. E’ vero che quando venne progettato, nessuno pensava mai che sarebbe arrivato un ciclone con onde così alte su Siracusa. Ma ora dobbiamo fare di conto anche con questo. La diga foranea attuale qualcosina ha fatto, ma non era stata creata per proteggere da un evento simile. Finiva scavalcata dalle onde, tanto erano potenti. E poi c’è stato anche il problema della risacca…”.
Per avviare un ragionamento su interventi per potenziare le misure di difesa del porto Piccolo – che nella parte a terra viene in questi mesi riqualificato (Sbarcadero) – dovranno prima o poi confrontarsi Capitaneria, Demanio Marittimo e per quel che riguarda le parti a terra anche amministrazione comunale. E operatori e diportisti si domandano, con urgenza, a chi spetti la prima mossa.




Nicita (Pd): “Ciclone Harry, si dichiari stato calamità”

Il senatore del Pd, Antonio Nicita, vicepresidente del gruppo dem di Palazzo Madama, chiede il riconoscimento dello stato di calamità naturale per la Sicilia flagellata dal passaggio del ciclone Harry. “Nelle province di Messina, Catania e Siracusa 200 persone evacuate. Attivati Centri Operativi Comunali in 200 comuni siciliani, 150 hanno chiuso le scuole. In campo 200 unità della Protezione Civile, 1000 volontari, 5000 operatori. Il mio appello, insieme agli amministratori locali e alle associazioni di categoria è al Governo affinché venga dichiarato lo stato di calamità naturale. Gli interventi urgenti riguardano infrastrutture viarie e portuali, sostegno alla pesca, risarcimenti per turismo e commercio, misure anti-dissesto idrogeologico. Grande attenzione anche per le isole minori dove l’isolamento amplifica l’emergenza economica”.




Ciclone Harry, Gennuso (FI): “Vicinanza concreta alle comunità, Regione presente”

“La mia vicinanza va oggi a tutte le comunità della provincia di Siracusa duramente colpite dal ciclone Harry”, lo dichiara il deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gennuso, ricordando come “Siracusa, Avola, Noto, Marzamemi e le altre aree interessate abbiano affrontando momenti difficili, con il pensiero va a chi ha subito danni alle proprie case, attività e infrastrutture”.
“Il Governo regionale guidato dal presidente Renato Schifani ha seguito passo dopo passo l’evolversi della situazione, valutando gli atti necessari a sostenere concretamente le comunità colpite dal maltempo. Sia il Governo, sia l’Ars, in situazioni simili, si sono sempre dimostrate vicina ai cittadini con interventi concreti, fatti e non parole”, aggiunge Gennuso che ricorda inoltre come domani si svolgerà una Giunta straordinaria per deliberare lo stato di emergenza e interessare il Governo centrale.
Gennuso ringrazia tutte le autorità locali, i sindaci e le associazioni di Protezione Civile e volontariato che hanno garantito assistenza immediata durante il passaggio del ciclone Harry. “Adesso – conclude – il massimo impegno per assicurare risposte concrete e tempestive subito dopo la conta dei danni”.




Il giorno dopo, in corso la stima dei danni. La partita politica per fondi e procedure extra

E’ in corso su tutto il territorio provinciale la conta dei danni. Verifiche e sopralluoghi da parte di tecnici comunali su edifici pubblici, scuole, strade. E poi ci sono da considerare anche i danneggiamenti causati ai privati dal passaggio del ciclone Harry. E’ facile capire se la stima viaggerà su cifre importanti ed i Comuni – dal capoluogo ai vari centri del siracusano – si preparano a chiedere lo stato di calamità e somme extra dalla Regione.
La partita diventa anche politica. “Alla luce degli ingenti danni registrati in tutta la Sicilia, facciamo appello al governo regionale affinché si attivi per fare in modo che da Roma venga dichiarato immediatamente lo stato di calamità naturale così da poter attivare più rapidamente gli aiuti e mettere in campo velocemente tutti gli strumenti finanziari necessari per favorire un ritorno alla normalità e per sostenere in maniera adeguata cittadini e imprese che hanno subito danni consistenti”, dicono i deputati regionali del M5S Carlo Gilistro e Jose Marano.
Anche il deputato regionale Giuseppe Lombardo (Mpa-Grande Sicilia) invita a procedere “il prima possibile ad una sessione finanziaria straordinaria per porre rimedio a questa catastrofe, consapevoli che da sola Regione non può soddisfare la legittima domanda di sostegno. Occorre una solidarietà fattiva e concreta da parte del Governo Nazionale in ragione della natura eccessivamente esosa dei danni patiti, e di un’unità nazionale che non può limitarsi ad enunciato costituzionale”.
“Abbiamo bisogno di una quantificazione dei danni, perché è necessario dare un sostegno alle comunità colpite dal ciclone Harry. Non c’è tempo da perdere né sulle risorse da immettere per ristorare i Comuni ed i privati, ma soprattutto non c’è tempo da perdere sulle procedure”, dice il presidente dell’Ars, Galvagno. “In casi come questo, credo, sia necessario lavorare in deroga e velocizzare tutti gli iter affinché si possa tornare alla normalità”, aggiunge.
La capogruppo cinquestelle in commissione Ambiente, Daniela Morfino, invita “Meloni, Salvini e tutta la truppa a non stare a braccia conserte: va deliberato immediatamente lo stato di emergenza e urgono subito azioni concrete. Anche dal punto di vista finanziario, perché ci sono migliaia di cittadini allo stremo e tante attività in seria difficoltà: attraverso il fondo nazionale per le emergenza è il caso di intervenire subito. Se necessario, si attinga anche alla montagna di soldi che il governo tiene ferma per portare avanti la follia del ponte sullo Stretto. La Sicilia ha bisogno di cura del territorio, di manutenzioni, di messa in sicurezza del territorio. Non di opere folli”.
L’eurodeputato di FdI-Ecr, Ruggero Razza, anticipa la presentazione di una richiesta all’Europa affinchè dia il via libera “all’immediata estensione delle condizioni di utilizzo dei fondi di coesione, prevista dal regolamento Restore, anche alle calamità del 2026. Il meccanismo di solidarietà dell’Unione Europea, se necessario e richiesto dall’Italia, sarà certamente attivato. Ma serve rassicurare gli amministratori locali, la popolazione e le attività produttive. Di fronte a un fenomeno inedito, mai visto in epoca recente, tutte le istituzioni saranno impegnate a fare la propria parte”.




Siracusa, disposto lo sgombero dei residenti fonte Ciane, Pantanelli e Cozzo Pantano

È stato disposto lo sgombero dei residenti della zona Pantanelli, della traversa Cozzo Pantano, Fonte Ciane, zona Laganelli, zona Serramendola, zona Cozzo Pantano, zona Mottava e Traversa Case Bianche. Nelle aree poco fuori dal centro urbano di Siracusa, mezzi della Protezione Civile e della Polizia Municipale stanno invitando chi abita nelle aree indicate di lasciare immediatamente le loro abitazioni. Preoccupa l’Anapo, salito sopra i livelli di guardia, e preoccupano i torrenti e canali attigui, per via delle esondazioni. Un’ordinanza comunale ordina lo sgombero “fino al ripristino delle condizioni di sicurezza”.
Per le necessità abitative nell’emergenza, si può contattare l’assistenza alla popolazione e assistenza sociale al numero 3389380754.
La Protezione Civile comunale continua a monitorare con attenzione la situazione, con uomini e mezzi presenti nelle aree interessate.




Maltempo, oltre 170 gli interventi dei Vigili del Fuoco di Siracusa

Alle ore 20:00 di questa sera, hanno superato il numero di 170 gli interventi dei Vigili del fuoco di Siracusa nel territorio provinciale, a causa del maltempo. Il totale tiene conto degli interventi a partire dalla giornata di ieri. Circa 50 sono in fase di risoluzione.
Permane il raddoppio del personale operativo per fronteggiare, oltre ai danni provocati dalle forti raffiche di vento, quelli dovuti al rischio idraulico e idrogeologico: allagamenti di strade e di piani cantinati ed esondazioni di corsi d’acqua.




Lungomare di Levante battuto dalle mareggiate, Grienti: “Evitate rischi inutili”

Come già avvenuto in occasione di precedenti mareggiate, il Lungomare di Levante si riempie di “spuma” ed acqua. Le onde appena depotenziate dai pochi frangiflutti, si abbattono con violenza sul muraglione di Ortigia e si arrampicano sino alla strada. Da verificare se questi marosi possano aver causato ingrottamenti come quello che pochi anni addietro portò all’apertura di una voragine sulla soprastante via di uscita dal centro storico di Siracusa.
Intanto, le violente onde invadono la carreggiata e trasportano via a forza le mattonelle del marciapiede, trascinandole sull’asfalto che diventa così ulteriormente pericoloso per le auto in transito. In previsione delle mareggiate, il Comune di Siracusa aveva disposto a partire da ieri sera il divieto di sosta lato mare. Il delegato per Ortigia, Raffaele Grienti, rinnova l’invito a stare lontano dal lungomare e chiede a tutti di non rischiare per cercare una foto ad effetto, ad uso e consumo di social e live. “Ringrazio i Vigili del fuoco, la Protezione civile, la Municipale, tutte le persone impegnate nel Centro Operativo Comunale e le ditte di manutenzione attive sul territorio”, aggiunge Grienti.




Marzamemi, dopo le evacuazioni resta alta l’attenzione per le mareggiate

Sono ore particolari per Marzamemi. Nel borgo marinaro, frazione di Pachino, è scattata ieri sera l’ordinanza di sgombero per quanti abitano a ridosso del mare. Una quarantina di persone si sono spostate in altre abitazioni su Pachino, ospiti anche di parenti o amici. Per otto, invece, si è mosso il Comune che li ha allocati in b&b. In una prima fase, poco più di sessanta le persone invitate a lasciare la loro abitazione per raggiungere il tensostatico, attrezzato per prima accoglienza.
“Il mare continua purtroppo ad alzarsi, notevolmente. Il Dipartimento Regionale di Protezione Civile ha attenzionato in modo particolare Marzamemi. Restiamo operativi per tutto quello che si dovrà fare”, spiega il sindaco di Pachino, Giuseppe Gambuzza. Vinto lo scetticismo iniziale, in molti hanno compreso che la situazione era particolarmente seria e quindi hanno collaborato con la Protezione Civile e la Polizia Municipale.
Il rientro nelle abitazioni di Marzamemi evacuate potrebbe avvenire non prima di giovedì mattina. Sino ad allora, disposti controlli anti-sciacallaggio.




Anapo osservato speciale, il fiume si ingrossa con le piogge in zona montana

Non solo burrasca e mareggiate, anche il fiume Anapo diventa in queste ore un osservato speciale. Le piogge delle ultime ore hanno ingrossato il corso d’acqua, come segnalato dai sindaci della zona montana ed in particolare Sortino. Il fiume guadagna velocità e, nel giro di qualche ora, la grande mole di acqua dovrebbe raggiungere a valle Siracusa, dove si trova la foce.
Due squadre della Protezione Civile comunale stanno monitorando la situazione, con rilevazioni anche pluviometriche. Un primo punto di controllo è attivo sul ponte sull’Anapo lungo la Maremonti (sp14), il secondo alla foce nei pressi del ponte di via Elorina.
La zona, nota come Pantanelli proprio per la sua antica conformazione di pantano, non è nuova ad esondazioni ed allagamenti, collegati proprio alle ondate di piena del vicino Anapo. I controlli in atto sono mirati proprio a mitigare una simile eventualità. Al momento non è stata riscontrata la necessità di emanare provvedimenti di viabilità.




Siracusa, Augusta e Priolo: oltre 70 interventi dei Vigili del Fuoco

Sono oltre 70 gli interventi effettuati dai Vigili del fuoco di Siracusa nelle ultime 24 ore, a causa del maltempo. Le forti raffiche di vento hanno abbattuto alberi e pali e divelto cavi elettrici con conseguente interruzione dell’energia elettrica in alcune zone.
I Vigili del Fuoco stanno intervenendo anche per elementi costruttivi pericolanti, rimozione di oggetti che ostacolano la viabilità, tendoni, lamiere, cartelli pubblicitari spinti dal vento. Gli interventi di questa notte si sono concentrati tra Siracusa, Augusta e Priolo Gargallo.