Nuovo ospedale di Siracusa, l’assessore Razza: “pensato per essere Dea di II livello”

Una delle battaglie collegate alla costruzione del nuovo ospedale di Siracusa è quella relativa alla sua qualificazione, in tema di servizi sanitari: Dea di I livello o la migliore etichetta di Dea di II livello?
Al momento, nel piano regionale, Siracusa è ancora Dea di I livello. Ma che possa (e debba) ambire al più presto alla massima qualità in termini di reparti e servizi sanitari lo si capisce dalle parole dell’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza. Raggiunto al telefono dalla nostra redazione conferma che “il nuovo ospedale di Siracusa è progettato e costruito per essere in fretta un Dea di II livello”. Nel progetto dell’assessore Razza c’è spazio per una super-dorsale della Salute che unisce il polo sanitario di Catania con l’ospedale nuovo di Siracusa, spingendosi sino a Ragusa. Strutture moderne, pubbliche e di qualità per una offerta sanitaria che dovrebbe presentarsi come la migliore dell’Isola.
Che l’ospedale di Siracusa possa vedere da vicino la promozione a Dea di II livello, una volta realizzata la nuova struttura, è certificata anche dalla perizia del’Asp che ricorda, nelle premesse, come “la localizzazione e la dimensione dell’area del nuovo ospedale di Siracusa dovranno essere adeguati anche nella previsione di una promozione della struttura a Dea di II livello, ovvero di una struttura che oltre alle prestazioni di Pronto Soccorso e di osservazione, breve degenza, rianimazione e interventi diagnostico-terapeutici di base (competenze delle D.E.A. di I livello) sia in grado di erogare anche prestazioni altamente qualificate legate all’emergenza specialistica. Per questo è prevedibile una futura espansione che, come detto in precedenza, è opportuno che avvenga in aree contigue a quelle occupate dal complesso da edificare”.
Lo scorso gennaio, l’ufficio tecnico dell’Asp di Siracusa ha predisposto un “metaprogetto” per il nuovo ospedale di Siracusa, “non applicato ad una localizzazione reale”, che poggia su “impianti planivolumetrici a blocchi con prevalente sviluppo orizzontale, variamente articolati e connessi da grandi spazi comuni attrezzati, limitando al massimo le altezze e/o i piani fuori terra per consentire future prevedibili espansioni senza soprelevazioni e/o interventi eccessivi sulle strutture esistenti”.




Nuovo ospedale a Tremilia? Servirà anche variante urbanistica in Consiglio comunale

Perchè l’area di contrada Tremilia, individuata nella super-perizia dell’Asp come “idonea”, possa diventare quella “indicata” per la costruzione del nuovo ospedale di Siracusa, serve un passaggio in Consiglio comunale. Domattina si riuniranno i capigruppo per individuare la prima data utile per una seduta sul tema.
La volontà, della maggioranza in particolare, è di fare in fretta. Il pensiero ricorrente è che prima si indica quell’area – correggendo il precedente pronunciamento del luglio 2017 – prima si sblocca anche l’iter di progettazione e finanziamento per il quale, assicurano dalla Regione, “non ci sono problemi”.
Ci sono però tempi tecnici da rispettare, come ad esempio quelli necessari agli uffici comunali per le relazioni che devono accompagnare l’atto in aula. Ma se anche si dovesse arrivare all’individuazione della nuova area prima della pausa estiva di agosto, non sarebbe ancora finita per il Comune. I terreni da espropriare in contrada Tremilia risultano da Prg, in parte, “aree agricole” (E1). Bisognerebbe quindi procedere ad una variante urbanistica per cambiarne la destinazione d’uso in “attrezzature ospedaliere”.
Solo che l’operazione non si presenta veloce: occorrerebbero infatti anche studi geologici e perizie che porterebbero via altro tempo prima che Regione ed Asp possano dare il via ai bandi per progettazione e costruzione.
La vicenda del nuovo ospedale di Siracusa assomiglia sempre più ad un grande gioco dell’oca. Se la relazione dell’Asp segna un passo avanti nello stallo degli ultimi due anni, pare però spingere l’iter complessivo indietro di tre caselle (Consiglio comunale, variante urbanistica, perizie).




Siracusa. Pronto Soccorso rinnovato in 5 mesi, pronti gli interventi: si attende il via

Verranno aggiudicati nei prossimi giorni i lavori di ristrutturazione e ampliamento del Pronto soccorso e dell’Unità di Terapia intensiva coronarica dell’ospedale Umberto I di Siracusa. La durata prevista dei lavori è di circa 5 mesi per un costo totale di circa 1 milione di euro. “Siamo assiduamente impegnati, malgrado i limiti strutturali esistenti – dichiara il direttore generale dell’Asp di Siracusa, Salvatore Lucio Ficarra – a migliorare il confort e i livelli di servizio dei reparti dell’ospedale aretuseo con particolare riguardo prioritario a quelli deputati alla emergenza”.
I lavori di ristrutturazione e adeguamento del Pronto soccorso dell’ospedale di Siracusa, progettati dall’Ufficio Tecnico aziendale, sono finalizzati a rendere più funzionali ed adeguati gli ambienti con il rinnovo delle finiture dell’edificio, manutenzione e ristrutturazione di tutti i locali esistenti, ridistribuendone le funzioni e gli spazi, apportando modifiche interne senza alterare volumi e superfici.
Gli spazi destinati al triage saranno ristrutturati con la realizzazione di un’attesa deambulanti posta all’interno del reparto per consentire il monitoraggio e la supervisione del paziente che attende il proprio turno in funzione della priorità del codice assegnatogli, così come gli spazi destinati alla gestione delle emergenze e gli ambulatori, le stanze di osservazione breve intensiva, i locali destinati al deposito ed alla refertazione e quelli destinati al lavoro infermieri e all’isolamento. Sarà realizzata una completa ristrutturazione con ammodernamento di pavimentazioni, infissi ed impianti elettrici, speciali e di trattamento dell’area.
L’effettivo inizio dei lavori sarà condizionato da attività logistico-organizzative preliminari necessarie per il trasferimento del reparto interessato dall’intervento progettuale nei locali attualmente destinati ad ambulatori di Ostetricia e Ginecologia, nel medesimo piano all’interno del presidio, in maniera tale da mantenere l’operatività del reparto. “La complessità dell’intervento – spiega il direttore generale – è legata a svariati fattori che hanno comportato un’attenzione particolare alla pianificazione e progettazione delle opere che si intende realizzare. Basti pensare alla necessità di continuare a mantenere funzionale l’attività sanitaria del pronto soccorso con tutti i servizi essenziali che offre alla collettività, prestando particolare attenzione all’interferenza del cantiere oggetto degli interventi con l’accesso al pubblico”.
Gli importanti lavori di ampliamento e manutenzione straordinaria anche nel reparto Utic dell’ospedale di Siracusa consentiranno la realizzazione di 8 posti letto di Terapia intensiva coronarica e servizi accessori con la ridistribuzione degli ambienti e l’ammodernamento di pavimentazioni, infissi ed impianti elettrici e speciali.




Siracusa. Rifiuti, riportare ordine e decoro “con controlli incrociati e denunce penali”

“Ci sono tecniche di lavoro molto semplici da mettere in atto per riportare l’ordine in città sul fronte rifiuti”. A dirlo è Rino Tona, ex comandante della Municipale a Noto, ex comandante del nucleo di Polizia Giudiziaria a Siracusa e vicecomandante della Municipale sempre nel capoluogo.
Le multe e le fototrappole non spaventano e non sortiscono i risultati sperati. Ortigia, Borgata, Santa Panagia: le discariche proliferano in una sorta di sfida continua lanciata all’amministrazione pubblica. “Fino ad ora il Comune ha detto agli ispettori della Municipale di censire i soggetti o dare vita ad appostamenti per multare chi sporca. Un inutile dispendio di uomini e tempo. Serve altro”, spiega deciso Tona. “Non capisco perchè non si utilizzi un sistema semplice come quello dei controlli incrociati. Richiederebbe appena quattro agenti della Municipale, due di mattina e due di pomeriggio, e la collaborazione degli uffici. Faccio un esempio: in viale Xyz l’ufficio anagrafe sa che ci sono 500 residenti. Bene, si può cominciare con il verificare quante utenze Enel risultano in quel viale ed a chi sono intestate. Dopo si incrocia questo dato con quello dell’Ufficio Tributi comunale: c’è chi paga la luce ma non la Tari? E’ sospetto: si mandi la Municipale a verificare”.
Scovato l’evasore/zozzone (dove e come butta la sua spazzatura?) che si fa? “Niente multe. Non funzionano e si vede”, taglia corto Rino Tona. La soluzione è tra le pieghe dell’articolo 650 del codice penale. “Ci sono gli estremi per una diffida d’ufficio. E se si viene di nuovo sorpresi, scatta la denuncia penale da parte del Comando di Polizia Municipale”. Il rischio di un processo e di una condanna dovrebbero funzionare più e meglio di una multa che non si paga o contro cui ci si presenta ricorso.
“Vigili nascosti dietro un angolo che aspettano di multare qualcuno che abbandona la spazzatura? Sorrido. Bisogna stare al passo con i tempi. Questo significa che i servizi vanno cambiati in funzione delle esigenze della città”, continua Rino Tona, con una posizione che non mancherà di fare discutere.
“Sia chiaro che la colpa della situazione attuale non è della Municipale. Alla quale va data una cornice precisa dentro cui operare, ovvero una ordinanza che fissi e preveda le regole per i controlli incrociati ed il meccanismo diffida-denuncia, richiamando il contenuto dell’articolo 650 del codice penale”.
Cosa dice questo articolo è presto detto: “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato [c.p. 336, 337, 338], con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206”. E il provvedimento dell’autorità in questione è l’ordinanza che andrebbe emanata da Palazzo Vermexio.




Siracusa. Una pazza idea per alleggerire il traffico in Ortigia: taglio di “privilegi”

Con oltre 7.000 pass rilasciati, è un’impresa tenere le auto lontane da Ortigia. Però forse una “pazza idea” potrebbe tornare utile, magari anche più delle corsie preferenziali che sono state pensate per il futuro prossimo, su via Malta e corso Umberto.
Partiamo da un numero: i residenti di Ortigia sono circa 3.200. Più del doppio, però, sono i veicoli autorizzati all’accesso, alla sosta ed al transito in Ztl. Con immagine ad effetto, si può dire che nel centro storico ci sono più auto che residenti, in certi momenti della giornata.
In effetti sembra proprio una cifra elevata, ed in effetti lo è, pur se giustificata dalla presenza di numerosi uffici pubblici, privati, banche e altre attività i cui dipendenti sono molto spesso possessori di pass Ztl. Molte di queste attività, però, il venerdì chiudono i battenti. Per cui – e qui sta la pazza idea – sospendendo la validità dei pass “di lavoro” nelle giornate del sabato e della domenica, si allontanerebbero giocoforza auto dal centro storico che, altrimenti, potrebbero comunque avervi accesso e questo nonostante non vi sia alcuna reale necessità di accedere (sabato e domenica) sin dentro Ortigia. Salvo, è chiaro, eccezioni dimostrabili.
In linea teorica il discorso sembra filare e poter produrre risultati subito, tagliando di almeno mille auto il peso veicolare sull’isolotto. Ma il tagliare piccoli “privilegi” (come è considerato il pass Ztl) alle volte richiede più determinazione e resistenza di un paio di corsie preferenziali.

foto: fila su via Malta, accesso ponte Santa Lucia (archivio)




Decreto Crescita, 100milioni per le ex Province Regionali. “Ossigeno per Siracusa”

“Fondi per le ex Province Regionali, è arrivato il via libera in commissione alla Camera al decreto Crescita. La misura per gli enti siciliani sofferenti è parte integrante del provvedimento”. Lo annunciano i parlamentari siracusani Paolo Ficara, Filippo Scerra e Maria Marzana (Movimento 5 Stelle). “E’ stato approvato l’emendamento che garantisce 150 milioni di euro alla Regione. Di questi, 100 sono per le ex Province Regionali che potranno sfruttare ora anche norme finalizzate all’approvazione dei bilanci degli enti di area vasta e allo sblocco di quasi mezzo miliardo di euro di investimenti infrastrutturali”, dicono ancora i pentastellati.
Dopo anni di blocco totale di servizi ed investimenti ed una grande crisi che ha investito il personale delle ex Province Regionali, con il caso Siracusa su tutti, arriva adesso una boccata d’ossigeno con beneficio anche per i cittadini. “Con il gruppo parlamentare siamo riusciti a mettere una toppa agli errori di chi, al posto di aiutare l’Isola, l’ha depredata con incompetenza e avidità. Adesso subito a lavoro per sistemare in via strutturale la situazione per i prossimi anni, con un apposito intervento nella prossima legge di bilancio”.




Il nuovo ospedale di Siracusa potrebbe sorgere qui: contrada Tremilia promossa dall’Asp

La super-perizia dell’Asp indica come area migliore su cui costruire il nuovo ospedale quella di Tremilia. Si trova a sud della SP77 (Strada Tremilia), a circa 700 metri dall’incrocio con via Lorenzo Bandini ed è delimitata a Nord dalla SP 77 e a Est, Sud e Ovest da strade poderali. Lo strumento urbanistico vigente classifica l’area agricola. Il piano regolatore “individua a Sud–Est dell’area in oggetto una zona E1 (Aree di valenza paesaggistica e ambientale a vocazione agricola) e a Sud e Sud–Ovest l’area C6b3 (Aree per edilizia residenziale pubblica – privata di nuovo impianto). La distanza dal centro di Siracusa è di circa 8 minuti in auto (4,7 km), mentre dall’autostrada
è raggiungibile in circa 4 minuti di auto (circa 3,2 km dallo svincolo). L’area individuata ha un’estensione di circa 204.000 mq. Non sussistono vincoli sull’area in esame.
“L’accessibilità per gli utenti provenienti da altri centri abitati è buona, in ragione della vicinanza dell’area dagli svincoli autostradali per Siracusa Sud. La SP 77 inoltre, che delimita a Nord il confine dell’area, si immette sulla SS124, Strada Statale Siracusana, che collega Siracusa con i centri dell’entroterra. L’area può inoltre essere facilmente raggiunta dalla SS 115, trovandosi il tratto finale di quest’ultima a circa 5 minuti di percorrenza in automobile. Tale facile accessibilità si pone sicuramente come punto di forza anche nella connessione dell’eventuale Nuovo Ospedale con la rete ospedaliera esistente sul territorio”, appunta Pellitteri. Buona anche la connessione con la viabilità interna alla città di Siracusa. L’area può essere infatti raggiunta da un lato percorrendo viale Paolo Orsi, dunque viale Emocrate, un breve tratto della via per Floridia e svoltando infine a destra e percorrendo per circa un chilometro la Strada Tremilia; dall’altro dalla direzione opposta percorrendo la SP 77, percorrendo la quale si giunge ad esempio da Città Giardino in circa 8 minuti di
percorrenza. L’area dista circa 7 minuti di percorrenza dalla Stazione e circa 13 minuti di percorrenza da Ortigia”.
Area pianeggiante e con sviluppo longitudinale, confina però con l’area occupata dalle strutture della
Protezione Civile. Comunque “non presenta particolari impedimenti alla realizzazione di accessi multipli (ipotizzando di prevederne più di uno sul versante Nord lungo la SP77 e prolungando per un brevissimo tratto la strada che attualmente costeggia a Nord l’area della Protezione Civile o prevedendo un accesso da quest’ultima area stessa)”.
I servizi previsti, compresi quelli accessori, sarebbero di facile realizzazione. Le strutture per l’elisoccorso potrebbero essere agevolmente previste e risulterebbero poco impattanti, considerando la natura agricola delle aree confinanti, e anzi consigliabili verso la contigua area della Protezione Civile. Inoltre, si legge nella perizia, “la collocazione dell’area in oggetto appare favorevole dal punto di vista della qualità ambientale e dell’urbanità”.
Capitolo espropri. Il costo di esproprio delle aree agricole ubicate nella contrada Tremilia, “come stabilito anche dalle sentenze del TAR relative alle aree espropriate per la realizzazione delle strutture della Protezione Civile (anch’esse precedentemente classificate come z.t.o. E) si aggirava intorno ai 18 €/mq e pertanto un’eventuale espropriazione dell’area in oggetto, con costi unitari attualizzati di circa 25 €/mq, che tengono conto della tipologia di colture insistenti sui terreni, ovvero di orto irriguo, e dell’assenza di edifici esistenti, avrebbe un costo pari a circa 5.100.000 €. Il costo di esproprio può ovviamente, come già ribadito, essere soggetto a variazioni in funzione delle eventuali variazioni della tipologia di coltura e alla produttività del terreno in oggetto. In ragione di quanto illustrato relativamente alla viabilità di accesso all’area e alla sua conformazione si ritiene che un eventuale cantiere nella stessa, per la realizzazione di una struttura ospedaliera, non comporterebbe particolari criticità”.
La relazione del perito Asp toglie i dubbi: “tra le aree alternative alla Pizzuta quella in contrada Tremilia, si
conferma nettamente la migliore”.




Nuovo ospedale di Siracusa: Ecco perchè l’area della Pizzuta è “poco idonea” e bocciata

E’ l’area identificata dal vigente strumento urbanistico come destinata ad “attrezzature ospedaliere” e quindi possibile sede per l’edificazione del nuovo ospedale di Siracusa. Ma la Pizzuta non ha convinto il perito dell’Asp di Siracusa. Leggendo la relazione, viene presentata come “un lotto di forma irregolare” costituito da alcuni terreni compresi fra la Traversa la Pizzuta, via Professore Vittorio Guardo e viale Epipoli (SP 46). L’area è ubicata a Nord – Ovest del centro di Siracusa, da cui dista circa 3 km (circa 9 minuti di percorrenza), ed è raggiungibile dall’autostrada A18 (da Catania verso Siracusa) dallo svincolo per Siracusa Nord, da cui dista circa 8,5 km (circa 13 minuti di percorrenza).
A penalizzarla le voci traffico, eccessiva urbanizzazione e la difficoltà nel costruire la pista per l’elisoccorso. Ma la voce che più penalizza la Pizzuta è quella dei costi. Qui aiuta tornare alla perizia. “I costi di esproprio determinati dallo studio EsseA Project si aggirano intorno ai 130 €/mq, valore più volte ribadito in sentenze definitive del C.G.A. su ricorso degli stessi proprietari della zona Fs2 della Pizzuta, limitrofe a quelle già espropriate di recente per l’insediamento delle vicine cooperative edilizie e per le nuove sedi stradali realizzate; valore che, dopo un’attenta analisi di tali atti e da indagini di mercato, può presuntivamente essere attualizzato a 110 €/mq. Data l’estensione dell’area Fs2 si ha quindi un costo totale pari a circa 12.000.000 €. A
tale cifra bisogna sommare i costi necessari all’acquisizione dell’area S3 di proprietà del Comune, che, come già accennato, sono stati quantificati dallo stesso Comune in circa 14.000.000 €, contrariamente a quanto deliberato dal Consiglio Comunale il 29/9/2016 circa il contenimento dei costi, per un totale di circa 26.000.000 € (pari a circa il 20% del costo di realizzazione del nuovo ospedale di Siracusa, i cui costi di costruzione sono stati quantificati, nel vecchio progetto preliminare del 2011, in 140.000.000 €). Ipotizzando tuttavia di acquisire l’area S3 allo stesso costo unitario dell’adiacente area Fs2 (a 110 €/mq), si otterrebbe un costo totale dell’area pari a circa 5.110.000 €, ricavando un totale necessario all’acquisizione di circa 17.000.000 €. Ai costi elevati dovuti all’acquisizione dell’area – continua il professore Pellitteri – bisognerebbe poi aggiungere le somme
necessarie all’urbanizzazione del lotto. Pur essendo l’area della Pizzuta già urbanizzata (e relativamente più urbanizzata di altre aree della città), si renderebbero elevati per la stessa, come già accennato, i costi necessari all’infrastrutturazione, al fine di permettere un miglioramento sostanziale di tutto il sistema viario circostante e non; quindi in definitiva l’area della Pizzuta aggraverebbe notevolmente i costi di realizzazione del nuovo ospedale, rendendo antieconomica l’iniziativa”.
L’area sarebbe in definitiva è “poco idonea alla realizzazione di una nuova struttura sanitaria capace di servire l’intero bacino d’utenza, specialmente considerando un’eventuale riclassificazione dell’ospedale e quindi la
necessità di garantire l’erogazione di servizi sanitari per tutto il territorio provinciale (e non solo), data l’insufficienza della rete viaria urbana ed infrastrutturale. Si ritengono inoltre eccessivi i costi necessari all’acquisizione delle aree in oggetto (pari a circa 1/5 del costo di realizzazione dell’intervento), oltre a quelli dell’infrastrutturazione, considerando anche la disponibilità di altre aree con costi di acquisizione decisamente inferiori”. Punteggio finale di 46 su 100 nella Matrice di Valutazione dell’idoneità delle aree, pertanto “si ritiene l’area ubicata in contrada Pizzuta poco adatta a localizzarvi il Nuovo Ospedale di
Siracusa”.




Nuovo ospedale, consegnata la super-perizia: bocciata la Pizzuta

Nuovo ospedale si, ma non alla Pizzuta. L’indiscrezione di alcuni mesi addietro, lanciata da SiracusaOggi.it, trova una prima conferma ufficiale al termine dell’incontro a Catania tra l’assessore regionale Ruggero Razza ed il sindaco di Siracusa, Francesco Italia.
Il primo cittadino ha ricevuto la relazione firmata dal professor Pellitteri, incaricato dall’Asp di Siracusa di valutare la migliore area per la costruzione della fondamentale struttura sanitaria. Contiene la valutazione su quattro diversi terreni in altrettante zone della città o a ridosso della città. Sulla base del costo, della collocazione, della forma, delle caratteristiche e della sua raggiungibilità ognuna di queste aree ha ricevuto un punteggio.
La Pizzuta indicata nel 2017 dal Consiglio Comunale è quella che riceve il voto più basso, sotto la sufficienza. Le altre aree si trovano , nei pressi dello svincolo autostradale sulla Statale 124, in contrada Tremmilia e ai Pantanelli. Due di queste soluzioni vengono ritenute sufficienti mentre una terza viene indicata come “ideale”. Secondo quanto filtrato, si tratterebbe di un’area a ridosso della grande viabilità (svincolo autostradale), lungo la via per Floridia ed in linea d’aria sotto Belvedere. Praticamente zona Tremmilia.
“E’ stato un incontro estremamente positivo”, racconta al termine il sindaco Italia. “Mi è stata consegnata ed illustrata la relazione sulle aree su cui costruire l’ospedale. Ho subito trasmesso i documenti alla presidenza del Consiglio comunale per fare in modo che i consiglieri ricevano ogni informazione in merito”. Per la tempistica dell’iter che deve portare alla costruzione del nosocomio diventa ora, infatti, importante il ruolo del Consiglio comunale che dovrà “correggersi” e dare via libera ad un nuovo atto con l’indicazione della nuova area.
Secondo molti, ed il sindaco tra questi, con la relazione finalmente disponibile si potrà accelerare. “Con questo documento si superano tutte le criticità. E’ una valutazione seria e scrupolosa che tiene conto anche dell’impatto economico. E’ un passo decisivo verso l’obiettivo che è la costruzione dell’ospedale, atteso da decenni. Sono davvero soddisfatto”, spiega ancora il sindaco Francesco Italia.
Dal canto l’assessore Ruggero Razza ha confermato la disponibilità delle risorse necessarie. “Nessun problema per il finanziamento dell’opera. Ce lo ha detto in maniera chiara. Anche il presidente Musumeci, brevemente intervenuto, ha dimostrato di voler fare dell’ospedale di Siracusa una priorità regionale”.
È stato proprio il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, a formalizzare la consegna del documento, mentre l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza – con il dg dell’Asp di Siracusa, Salvatore Lucio Ficarra – ha illustrato al sindaco le parti salienti della relazione tecnica. “Dobbiamo dare ai siracusani, che attendono da tanto, troppo tempo, la dignità di un ospedale moderno e funzionale: un’opera che è una priorità del governo. Ho invitato il sindaco Italia a vigilare, ma fare presto, affinché il 2019 diventi davvero l’anno della svolta”, ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.
Durante l’incontro, avvenuto nella sede del Palazzo della Regione a Catania, Razza ha anche confermato gli interventi di riqualificazione del Pronto soccorso dell’ospedale Umberto I, i cui lavori sono stati già aggiudicati dall’Asp di Siracusa.

Per mercoledì 19 alle 10, la presidente del consiglio comunale, Moena Scala ha intanto  convocato la conferenza dei capigruppo per stabilire la data di una seduta dedicata agli sviluppi sull’individuazione delle aree dove dovrebbe sorgere il nuovo ospedale. 




Nuovo ospedale di Siracusa, Musumeci: “il 2019 deve essere anno della svolta”

È stata consegnata stamani nelle mani del sindaco di Siracusa, Francesco Italia, la relazione tecnica relativa alla costruzione del nuovo ospedale del capoluogo aretuseo.
Il documento, redatto dal prof. Giuseppe Pellitteri per conto dell’Asp di Siracusa e su mandato della Regione Siciliana, traccia le ipotesi delle aree da adibire a cantiere per consentire la realizzazione del nuovo nosocomio.
È stato lo stesso presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, a formalizzare la consegna del documento, mentre l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza – con il DG dell’Asp di Siracusa, Salvatore Lucio Ficarra – ha illustrato al sindaco le parti salienti della relazione tecnica.
“Dobbiamo dare ai siracusani, che attendono da tanto, troppo tempo, la dignità di un ospedale moderno e funzionale: un’opera che è una priorità del governo. Ho invitato il sindaco Italia a vigilare, ma fare presto, affinché il 2019 diventi davvero l’anno della svolta”, ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.
Dopo la consegna formale del documento, l’iter burocratico adesso prevede l’immediata trasmissione dell’atto, da parte del sindaco, al presidente del Consiglio comunale di Siracusa, Moena Scala.
Durante l’incontro, avvenuto nella sede del Palazzo della Regione a Catania, Razza ha anche confermato gli interventi di riqualificazione del Pronto soccorso dell’ospedale Umberto I, i cui lavori sono stati già aggiudicati dall’Asp di Siracusa.