Augusta, tecnologia e mezzi: così la Protezione Civile vigila sulla festa di S.Domenico

Ad Augusta sono giorni di festa, in occasione delle celebrazioni per San Domenico. Tanti appuntamenti, sino alla fine del mese. Con attesi concerti nel fine settimana: in quello appena trascorso prima gli Eiffel 65 e poi Benji e Fede; nel prossimo, grande attesa per Raf e quindi Fabrizio Moro. Eventi che richiamano spettatori da ogni parte della provincia di Siracusa e dalle vicine Catania e Ragusa. Per assicurare massima sicurezza, insieme alla attenta e costante presenza delle forze dell’ordine, in campo anche la Protezione Civile comunale di Augusta che ha messo in campo tutte le sue più recenti dotazioni, trasformando piazza Castello nel cuore operativo delle attività di prevenzione e intervento.
Uno spazio trasformato in vero e proprio quartier generale, dove è stato allestito un presidio medico ambulatoriale: una sorta di ospedale da campo con medico e due infermieri per garantire il primo soccorso eventualmente sul posto.
Poco distante, il moderno camion di coordinamento è il centro nevralgico della sicurezza. Equipaggiato con telecamere ad alta definizione e collegato a un sistema GPS, consente di monitorare in tempo reale le aree interessate dagli eventi e i punti più sensibili. Il mezzo è in grado di geolocalizzare i volontari sparsi sul territorio grazie a radio ricetrasmittenti digitali con GPS, permettendo così di organizzare interventi in pochi secondi e definire aree di operazione con grande precisione.

Una potente torre faro garantisce l’illuminazione dell’area operativa, rendendola funzionale anche nelle ore notturne, quando gli eventi richiamano ancora più pubblico. Per sostenere lo sforzo delle oltre cento unità volontarie mobilitate, è stata attivata la cucina da campo, per garantire pasti caldi agli operatori impegnati sul campo.
Il contingente è composto da Protezione Civile comunale, Misericordia, Nuova Acropoli, Associazione Nazionale Carabinieri in congedo e Club Elettra.
Negli ultimi due anni, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Di Mare ha investito circa 400mila euro per rinnovare e potenziare il sistema di Protezione Civile locale, con risorse provenienti da fondi nazionali ottenuti grazie a specifici progetti presentati dal Comune.
Tra i nuovi mezzi e dispositivi in dotazione figurano anche un pulmino multiuso, un mezzo adibito a sala riunioni e coordinamento mobile, pompe idrovore per emergenze idriche e una serie di strumenti digitali per migliorare l’efficienza della macchina dei soccorsi.
“Stiamo costruendo una Protezione Civile sempre più efficiente, moderna e pronta a rispondere ai bisogni della città”, ha dichiarato il sindaco Di Mare. “Eventi come i festeggiamenti per il Patrono San Domenico ci offrono l’opportunità di testare sul campo tutte le innovazioni introdotte. Grazie ai volontari di Protezione Civile e grazie ovviamente alle forze dell’ordine quotidianamente impegnate per assicurare massima sicurezza”.




Ponte ciclopedonale, il problema “piccolo” che ha generato sorpresa “grande”

Lungo la rampa del ponte ciclopedonale, lato via Eritrea, si nota un distacco di una porzione della pavimentazione realizzata nei mesi scorsi. Tecnicamente, spiegano dalla ditta che ha costruito l’opera (Solesi), si tratta di meno di un millimetro (in altezza) di rasante che si sarebbe sollevato e scrostrato per via di umidità (leggasi in particolare pioggia) e della premura per completare l’infrastruttura entro i limiti fissati dal Pnrr.
È bene precisare che – sempre come spiegano i tecnici – l’integrità e la tenuta strutturale del ponte fresco di realizzazione non sono mai state a rischio. Il problema, piccolo, riguarda il distacco di quella porzione di vernice e rasante che verrà ripristinata (a spese della ditta) non appena si stabilizzeranno le temperature, in modo da evitare che possa ripresentarsi l’inconveniente.
Certo, per quanto piccolo, il caso ha creato una certa sorpresa nell’opinione pubblica; sorpresa giustificata con le poche settimane di “vita” del ponte ciclopedonale. “Può succedere”, spiegano i tecnici. Quanto al ponte ciclopedonale, “la struttura è perfetta e progettata anche considerando la dilatazione termica causata dalle alte temperature estive”.
Sul ponte ciclopedonale non si sono ancora sopite le polemiche sulla sua utilità o meno. Questa mattina, durante il nostro sopralluogo, sono stati diversi i passanti – a piedi o in bici – ad attraversare il ciclopedonale che unisce piazza delle Poste con via Eritrea.




VIDEO. Ponte ciclopedonale di Ortigia, cosa è successo? Scopriamolo insieme

Si torna a parlare di ponte ciclopedonale. Cosa è successo, scopriamolo direttamente sul posto e con il presidente di Solesi, Paolo Augliera. Solesi è la ditta che ha costruito l’infrastruttura ch collega piazza delle Poste con la riva su via Eritrea.




Chi butta spazzatura in strada alla Borgata? Controlli, multe e… sorprese

Si intensifica la lotta contro l’abbandono indiscriminato dei rifiuti. Tornano in campo le squadre congiunte composte da personale del servizio di igiene urbana e dalla Polizia Ambientale. Controlli mirati nella zona della Borgata, dove da tempo si segnalano cumuli di sacchetti di spazzatura lasciati agli angoli delle strade senza alcun rispetto per le regole della raccolta differenziata.
“Abbiamo iniziato un contrasto serrato alla Borgata per individuare tutti coloro che si ostinano a violentare la nostra città”, spiega l’assessore Salvo Cavarra. “Saranno decine le multe che si vedranno recapitare questi signori che non amano Siracusa”, la promessa.
L’intervento ha visto anche l’apertura a campione dei sacchetti abbandonati, con l’obiettivo di individuare elementi utili per risalire all’identità dei responsabili. Tra i rifiuti sono stati rinvenuti anche documenti come buste contenenti avvisi TARI strappati, che saranno oggetto di verifiche approfondite da parte degli uffici comunali.
Un’operazione decisa e necessaria, volta a tutelare il decoro urbano e il rispetto per l’ambiente in una zona storica della città, troppo spesso vittima dell’inciviltà di pochi. L’amministrazione comunale assicura che l’azione non resterà isolata: si proseguirà con controlli a tappeto, tolleranza zero e sanzioni esemplari per chi non rispetta le regole.

“Siracusa merita rispetto – conclude l’assessore Cavarra – e non ci fermeremo finché non avremo restituito dignità a ogni quartiere.”




Nuovo addio in casa Fratelli d’Italia, anche Salvo Castagnino lascia il partito

Continua l’emorragia in Fratelli d’Italia nel siracusano. Dopo l’uscita del deputato regionale Carlo Auteri, diversi esponenti vicini alla sua corrente stanno lasciando alla spicciolata il partito della premier Giorgia Meloni. Tra gli ultimi addii, spicca il nome di Salvo Castagnino, ex assessore e consigliere comunale di Siracusa, figura storica del centrodestra cittadino.
Castagnino, accolto in Fratelli d’Italia con grande entusiasmo alla vigilia delle amministrative del 2023, ha ufficializzato il suo distacco con una nota in cui rivendica coerenza e fedeltà al suo percorso politico. “Dopo aver incontrato il gruppo che mi ha sempre sostenuto – afferma – composto da oltre il 10% dei tesserati del comune di Siracusa, con un rappresentante eletto per quattro tornate consecutive e un ruolo importante ricoperto a livello amministrativo, abbiamo deciso all’unanimità di continuare il nostro impegno politico al fianco dell’onorevole, ma prima che onorevole, amico Carlo Auteri”.
Parole dure quelle di Castagnino nei confronti della gestione locale del partito: “Non si può restare in un contesto che ti fa partecipare da spettatore. Un partito che stimo a livello nazionale, ma che localmente teme il confronto democratico e la forza di chi vuole proporre. Anche solo proporre”.
Castagnino guarda ora al progetto che Auteri sta cercando di costruire fuori da Fratelli d’Italia, una realtà che si pone come “contenitore aperto al confronto, destinato a diventare scuola politica e luogo di partecipazione attiva”.
Il fenomeno delle uscite a catena nel Siracusano potrebbe non essere finito. La corrente Auteri, fino a pochi mesi fa ben radicata nei territori, è ormai in rotta definitiva con il partito meloniano, a livello locale.




Speranza di vita alla nascita, Siracusa giù in classifica. “Pesa il ritardo dei servizi sanitari”

La speranza di vita alla nascita nella provincia di Siracusa è tra le più basse d’Italia: 81,6 anni. Basti pensare che a Trento e Bolzano si sale a 85 anni, 84,7 anni a Firenze e 84,4 a Milano. Siracusa si attesta su valori inferiori di circa 3-4 anni, come ricordato in queste ore dal presidente dell’Osservatorio Civico Salvo Sorbello.
Un divario che, secondo Sorbello, riflette l’inadeguatezza dell’offerta sanitaria sul territorio siciliano e siracusano in particolare, dove non vengono garantiti i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). La Regione Siciliana, infatti, non raggiunge la soglia minima di sufficienza (60) nell’area della prevenzione (46,55) e in quella distrettuale (50,45), mentre supera di poco il valore nell’area ospedaliera (69,11). “Parliamo – sottolinea Sorbello – di prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale è tenuto a garantire a tutti i cittadini. Ma qui, semplicemente, non ci sono”.
Il tema è stato rilanciato ieri anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha invocato una strategia unitaria per sanare “gli intollerabili divari tra i diversi sistemi sanitari regionali” e garantire equità di accesso alle cure. “Parole chiare e inequivocabili – commenta Sorbello – che devono tradursi in impegni concreti, perché non è più accettabile che in Italia la durata della vita dipenda dal luogo in cui si nasce”.
Secondo l’Osservatorio Civico, per invertire questa tendenza servono risorse ma anche un cambio di passo culturale. “Concordiamo con la Fondazione Gimbe – afferma Sorbello – nel considerare la prevenzione e la promozione della salute strumenti fondamentali per ridurre l’incidenza delle malattie e garantire sostenibilità al Servizio sanitario nazionale. Eppure, nella nostra provincia, i tassi di adesione ai programmi di screening restano bassissimi”.
Molti cittadini attendono per mesi esami diagnostici, spesso non appropriati, mentre le campagne di prevenzione non decollano. “Siamo disponibili a fare la nostra parte per migliorare la partecipazione agli screening – aggiunge Sorbello, che presiede anche il Comitato Consultivo Aziendale dell’Asp di Siracusa – ma servono comunicazione efficace, coinvolgimento del territorio, informazioni chiare. La diagnosi precoce salva la vita, riduce la sofferenza e i costi per il sistema sanitario”.
Infine, un’altra ferita aperta: Siracusa è l’unico capoluogo siciliano ad avere un ospedale risalente a oltre 70 anni fa. “Un’anomalia che non può più essere tollerata”, conclude Sorbello. “Senza una sanità vicina al cittadino, senza investimenti adeguati nei territori più fragili, il futuro delle nuove generazioni rischia di essere segnato da una drastica riduzione della longevità. E questo è qualcosa che non possiamo permetterci”.




Il fotografo ‘alchimista’, ritratti d’epoca in piazza Duomo con l’arte di Rosario Patanè

C’è un angolo di Ortigia dove il tempo si ferma. Tra le pietre bianche delle piazze, accarezzate dal sole e dai passi dei turisti, si può scorgere anche una figura d’altri tempi: quella di Rosario Patanè, fotografo e custode di un’arte antica. Con la sua macchina fotografica a soffietto vecchia di cent’anni – una Kodak 2D in formato 5×7 pollici, datata 1925 – e una camera oscura portatile costruita interamente da sé, Patanè non si limita a scattare fotografie: crea ritratti d’argento, specchi dell’anima impressi su carta, unici e irripetibili.
È una tecnica rara e affascinante, quella che Rosario adotta con dedizione certosina. Ogni ritratto nasce da emulsioni fotografiche preparate a mano, sviluppate in tempo reale sotto gli occhi curiosi di chi ha scelto di affidargli la propria immagine. Il risultato? Un positivo diretto, speculare rispetto alla realtà, che restituisce la sensazione unica di guardarsi in uno specchio. “Donare memorie”, come dice lui, è la sua missione artistica.
Rosario Patanè ha percorso il mondo portando con sé la sua visione: ha vissuto e lavorato a Milano, Palermo, Catania, Budapest, Tirana, fino all’Indonesia. Un viaggiatore con la macchina fotografica, capace di mescolare il rigore delle tecniche ottocentesche con la sensibilità contemporanea. Oggi ha scelto di tornare in Sicilia, dove il respiro del Mediterraneo si fonde con l’eco millenaria delle civiltà. E qui, nella bellezza senza tempo di Ortigia, Patanè ritrova il suo laboratorio a cielo aperto, un luogo dove il mondo intero continua a passare.
“Il mio portfolio è ovunque: ho fotografato turisti da ogni continente, artisti internazionali, personaggi famosi e gente comune. In 14 anni ho lasciato tracce d’argento nelle mani di migliaia di persone,” racconta. I suoi ritratti hanno viaggiato più di lui, disseminati nei cassetti e sulle pareti di case lontane, testimoni silenziosi di incontri, emozioni, sorrisi fugaci.

Ma non si tratta solo di fotografia: è un’esperienza. Chi si ferma davanti alla sua lente antica non riceve solo un’immagine, ma partecipa a un rituale fatto di lentezza, chimica e luce. In un’epoca dominata dalla smaterializzazione digitale, Rosario Patanè propone un gesto concreto, materico, che restituisce valore al tempo e alla memoria.
“Il mio archivio sarà un giorno un patrimonio visibile in tutto il mondo”, sogna ad alta voce. E in quella camera oscura ambulante, che si affaccia sulla luce abbagliante di una delle piazze più belle d’Italia, l’antico e il futuro sembrano stringersi la mano, sotto l’obiettivo di un artista che ha scelto di vivere – e far vivere – l’immagine come un gesto poetico.




Siracusa, adesso c’è la quadra politica per il rimpasto in giunta comunale

Tempo di rimpasto nella giunta comunale di Siracusa. I tempi sembrano adesso maturati, dopo lunghi mesi di indiscrezioni, si dice e smentite. Nella seconda parte di questa settimana dovrebbe consumarsi l’avvicendamento nella squadra di governo cittadino che fotografa anche gli ultimi equilibri consiliari. Tre, forse quattro nuovi assessori per rafforzare la maggioranza che in questi mesi ha preso corpo anche tra i banchi dell’aula Vittorini. E se il gruppo Insieme potrebbe – per il momento – restare a guardare, gli altri elementi definiti dovrebbero essere questi: più spazio in giunta per Francesco Italia Sindaco; un altro ingresso in quota Mpa ed un avvicendamento sempre interno al gruppo che fa riferimento all’onorevole Giuseppe Carta; e verosimilmente, rispettando accordi per le recenti provinciali, anche un ulteriore nuovo assessore.
Ma chi dovrebbe fare spazio alle new entry? Il principio guida di questo rimpasto che sta consumandosi nell’arco di quasi 16 mesi è che chi non ha consiglieri comunali di riferimento, deve lasciare la giunta. Una situazione che oggi riguarderebbe esattamente 4 assessori. Ma non tutti sono politicamente “sacrificabili” nel nome delle logiche politiche. C’è chi, sebbene con modi spicci e diretti, ha lavorato davvero bene, meritandosi con azioni e risultati il rispetto e la stima dell’ambiente. Spingerlo ai margini adesso, potrebbe anche essere mossa controproducente.




VIDEO. Melilli e Middletown sempre più vicine, dagli Usa il sindaco Carta apre a nuovi scambi

Melilli salda i suoi legami storici con Middletown, in Connecticut. Il sindaco di Melilli, Giuseppe Carta, sta guidando in questi giorni una delegazione ufficiale nella città gemellata, per partecipare alla 104ª Festa di San Sebastiano. Questo evento celebra il profondo legame tra le due comunità, un rapporto che affonda le radici nella fine dell’Ottocento, quando numerose famiglie melillesi emigrarono negli Stati Uniti, stabilendosi a Middletown e dando vita a una vivace comunità italoamericana.
La visita del sindaco Carta ha coinciso con una delle edizioni più partecipate della festa, che ha visto la presenza di 54 cittadini e dignitari provenienti da Melilli, inclusi ex sindaci e membri della Banda Sinfonica di Melilli.
Non solo amicizia ma anche collaborazione, perchè questa visita alla possibilità di scambi – linguistici e culturali – che renderanno, nei piani dell’amministrazione comunale, ancora più vicine Melilli e Middletown.
Le parole dal Connecticut del sindaco Giuseppe Carta.




“Stadio pronto per la C, impegno massimo” l’abbraccio tra Gibilisco e Ricci sugella la promessa

Una “promessa” sugellata da un abbraccio, come quello che si sono scambiati sul palco della Festa dello Sport il presidente del Siracusa Alessandro Ricci e l’assessore Giuseppe Gibilisco. Cosa è accaduto prima di quel momento? Parlando al microfono, il responsabile della rubrica dello sport ha parlato del tema “caldo” per gli sportivi aretusei: lo stadio.
Il “vecchio” De Simone deve essere preparato per la Lega Pro ed è una corsa contro il tempo per riuscire ad esser pronti sin dalla prima giornata del prossimo campionato. “Faremo l’impossibile per avere lo stadio pronto per la prima giornata del campionato di Serie C”, l’impegno assunto da Gibilisco. Da lì, l’abbraccio con il presidente Ricci.
Ma qual è la situazione del De Simone? A preoccupare sono soprattutto le condizioni del manto sintetico. Ci sono giunture, tratti ed angoli staccati e ormai non più performanti. La scadenza è davvero ravvicinata e bisogna fare in modo che tutto sia in regola per la prima parte di giugno. Il Comune di Siracusa, proprietario dell’impianto, ha richiesto diversi preventivi ed attende le risposte per avviare l’intervento. I tifosi seguono con il fiato sospeso.
Danno meno pensiero, al momento, gli altri aspetti come ad esempio la questione seggiolini o le torri faro. C’è maggiore margine temporale e, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe essere richiesta una deroga. Sono invece in corso da alcune settimane i lavori per l’adeguamento dei servizi igienici.