Siracusa. A spasso in piazza Santa Lucia con una pistola clandestina: denunciato

E’ stato denunciato da agenti delle Volanti un 42enne siracusano. Lo hanno sorpreso nei pressi di piazza Santa Lucia, nel centrale rione della Borgata, con addosso una pistola clandestina. Fermato per un controllo dai poliziotti, è stato trovato in possesso dell’arma. Non è chiaro per quale ragione andasse in giro con la pistola, su questo aspetto indagini in corso.




Ospedale Trigona, ancora chiuso il punto nascita: litigano Asp e sindaco di Noto

E’ scontro tra il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, e il commissario dell’Asp di Siracusa, Lucio Ficarra. Al centro della vicenda, l’ospedale Trigona e le preoccupazioni sulla chiusura del punto nascita. “Ad oggi risulta chiuso dai direttori dei Dipartimenti competenti in materia per mancanza di pediatri e non è stato trasferito ad Avola ma a Siracusa, a tutela della sicurezza di mamme, neonati ed operatori. L’Asp, come è risaputo, ha cercato in
tutti i modi di reperire pediatri di cui è ben nota la carenza a livello nazionale”, spiega Ficarra. Poi l’affondo diretto a Bonfanti, che non aveva risparmiato critiche all’Asp. “Il sindaco di Noto omette di dire che era a conoscenza di questa situazione e che in mancanza di pediatri, tali reparti non potranno essere riattivati. E non dice che nel nosocomio di Noto sono stati mantenuti gli ambulatori di Pediatria e di Ostetricia proprio per garantire le prestazioni agli utenti. Sono gravi le sue affermazioni anche perchè Bonfanti dimentica che l’ospedale di Noto, con il suo accordo sottoscritto dal precedente governo regionale e con la precedente direzione dell’Asp di
Siracusa, di cui risultano prove scritte, era stato destinato ad ospitare reparti di Riabilitazione e Lungodegenza
e omette di dire che detto accordo è stato da lui stesso avallato. Non riesco a comprendere il suo atteggiamento e le sue dichiarazioni”, dice ancora Ficarra riferendosi al sindaco di Noto. “Non lo capisco perchè si sta attuando quello che lui stesso ha avallato ed in più si sta potenziando l’ospedale con l’inserimento di ulteriori specialità e avviando l’iter per il suo rilancio mai iniziato nel passato”.
Dal canto suo, il sindaco Bonfanti rilancia. “L’Asp è in totale confusione: non ricorda che la rifunzionalizzazione della sanità in Sicilia risale a inizio secolo e che si consuma definitivamente dieci anni fa. E questo a me sembra molto grave”. Quanto al reparto di Pediatria, “l’Asp non si ricorda che è stato comunicato alla sua direzione che poteva essere riattivato il 28 marzo e che quella comunicazione è rimasta senza risposta. E che oltre alla dichiarazione dei Capi Dipartimento ed a quanto scritto nel comunicato della stessa Azienda del 28 febbraio 2019, il direttore sanitario Anselmo Madeddu, il 25 marzo 2019, durante il consiglio comunale svoltosi a Noto dichiarava che non si sarebbe spostata una virgola da Noto e parlava di un reparto modello al terzo piano. E poi belle parole per Riabilitazione, Geriatria e Lungodegenza. Come faccio a non arrabbiarmi quando l’Asp si contraddice così?”.




Avola. Ai domiciliari per atti persecutori ma gira in moto sotto casa della ex: in carcere

E’ stato condotto in carcere un 25enne avolese accusato di atti persecutori nei confronti della sua ex convivente. Nonostante fosse già sottoposto agli arresti domiciliari, approfittando di un’autorizzazione concessagli per sottoporsi ad una visita medica, a bordo di un ciclomotore ha effettuato diversi “passaggi” nei pressi dell’abitazione della donna.
Il gip del Tribunale di Siracusa ha rilevato una condotta ossessiva nei confronti della persona offesa, anche al fine di intimidirla e controllarne i movimenti. Pertanto ha ritenuto opportuno aggravare la misura cautelare
in atto con la custodia in carcere.




Comunità alloggio di via Lazio, selezione pubblica per la gestione e tutela operatori

L’immobile di via Lazio, di proprietà comunale, deve rimanere una “comunità alloggio”. Lo ha chiesto la presidente della II Commissione consiliare, Pamela La Mesa, presentando l’atto approvato in Consiglio comunale che impegna l’amministrazione “a confermare la destinazione dell’immobile all’uso di comunità alloggio”. Il servizio sarà affidato “attraverso una procedura di selezione pubblica che tenga conto, nella quantificazione dei costi, della necessità di integrazione dell’assistenza rispetto agli standard regionali della comunità alloggio per inabili, al fine di garantire il livello di sicurezza e tutela degli ospiti già in carico”. Come ricorderete, l’attuale gestore – in proroga – non avrebbe offerto copertura piena agli standard regionali, motivo per cui si era paventata anche una possibile chiusura della comunità. Non avverrà, come chiarisce anche l’atto approvato dai consiglieri e che prevede una “raccomandazione” all’amministrazione proposta da Buonomo e Di Mauro affinchè nel nuovo bando sia tutelata la posizione occupazione dei lavoratori attualmente impiegati nel servizio.




Siracusa. Voucher per gli asili nido fino a luglio, ok la proposta di Federica Barbagallo

Posti negli asili nido 0-3 acquistati dal Comune fino a luglio. C’è il via libera del Consiglio comunale alla proposta di Federica Barbagallo. Un atto di indirizzo che impegna l’amministrazione ad estendere anche al mese di luglio il servizio di acquisto dei voucher. “L’originario avviso pubblico- ha detto Barbagallo- faceva riferimento ad un servizio della durata di 5 mesi, dall’1 febbraio al 30 giugno. Atteso che però lo stesso ha avuto inizio l’1 marzo, risultano delle economie che possono permettere l’estensione del servizio a tutto il mese di luglio, venendo quindi incontro alle esigenze di tante famiglie siracusane”.
Come emerso a seguito della comunicazione scritta da parte del dirigente del settore, Loredana Caligiore, nei giorni scorsi l’Autorità di Gestione del “Programma nazionale dei servizi di cura all’infanzia e agli anziani non autosufficienti” aveva già comunicato il differimento al 30 giugno del 2020 del termine per il completamento dell’erogazione dei servizi. Il servizio, quindi, si estende automaticamente anche a luglio.




Siracusa. Giornata della Cultura del Mare, insieme Capitaneria di Porto e studenti

Celebrata anche a Siracusa la seconda edizione della Giornata del Mare e della Cultura del Mare. Nella sede della Lega Navale, incontro formativo organizzato dalla Capitaneria di Porto di Siracusa in collaborazione con l’Istituto Nautico e la Lega Navale.
L’incontro, volto a promuovere il valore della risorsa mare, ha visto la partecipazione di studenti dell’istituto superiore siracusano, accompagnati dal dirigente scolastico, Pasquale Aloscari. Sono intervenuti il capitano di fregata Enrico Martis e Danilo Limpido (Legambiente). L’incontro si è concluso con l’intervento del Presidente della Sezione di Siracusa della Lega Navale, Antonino Amato.
Al termine, visita a bordo della motovedetta M/V CP 764 messa a disposizione dalla Capitaneria, con la partecipazione attiva del personale imbarcato che ha illustrato aspetti tecnici ed operativi dell’unità nonché l’impiego della stessa nei numerosi servizi d’Istituto del Corpo.




Siracusa. Incendio distrugge l’auto dell’ex assessore comunale Dario Abela

L’auto e la moto dell’ex assessore comunale Dario Abela sono state distrutte da un incendio. Pochi i dubbi sulla natura dolosa delle fiamme che nella notte tra lunedì e martedì hanno avvolto i due mezzi, parcheggiati nei pressi dell’abitazione dell’ex responsabile della Polizia Municipale, alla Pizzuta.
Le indagini sono affidate alla Polizia e dovranno fare luce sull’inquietante episodio. Nessuna minaccia era giunta ad Abela, peraltro apprezzato per la sua attività nella giunta Garozzo. Dopo essere stato candidato alle ultime amministrative, nello schieramento di centrodestra, non è impegnato in politica attiva. Si guarda allora anche alla sua attività professionale, è un imprenditore delle ristorazione. Sorpreso ed amareggiato per l’accaduto, Dario Abela evita al momento ogni commento confidando nell’attività degli investigatori.




La Regione vuol far pagare solo gli industriali, soluzione di nuovo in alto mare per Ias

A giudicare dalle premesse, è altamente improbabile che l’assemblea dei soci di Ias possa concludersi oggi con l’accettazione delle prescrizioni disposte dalla Procura per il depuratore consortile. Il piano inviato ieri nel pomeriggio dalla Regione (proprietaria dell’impianto, ndr) è “irricevibile” secondo più d’uno dei soci privati della società di gestione. Insomma, non verrà votato perchè giudicato lontano anni luce da quanto eppure era stato dibattuto insieme attorno ad un tavolo a Palermo.
Il progetto dell’assessorato regionale alle attività produttive, top secret fino a poche ore fa, di fatto è riassumibile in una semplice frase: gli industriali devono pagare per i lavori chiesti dalla Procura di Siracusa, senza condizioni. Ma al di là di questo passaggio – che denoterebbe secondo alcuni, una volta di più, il disinteresse della Regione verso il depuratore consortile – a far saltare dalla sedia i soci Ias è anche l’affondo con cui Palermo indica come responsabili dell’attuale situazione i passati cda Ias. Dimenticando, però, che 3 “poltrone” in cda sono da sempre di nomina pubblica. Un non gentlemen agreement che allontana la possibilità di arrivare ad un accordo prima della scadenza del 15 aprile.
A meno che il nuovo commissario Asi, la cui presenza è annunciata all’assemblea dei soci, non accetti di esitare favorevolmente la controproposta che è stata completata nei minuti scorsi dai soci privati di Ias (gli industriali, ndr).
Altrimenti si torna al punto di partenza. La Regione spinge gli industriali spalle al muro, convinta che non possano permettersi il rischio di fermare l’attività della zona. Ias non intende farsi schiacciare da questo gioco. Ed alla Procura, con ogni probabilità, toccherà ancora una volta sostituirsi ad enti ed organi che pure avrebbero competenze in materia. Più che i sigilli, sale la quotazione di un commissario nominato dai magistrati.




Siracusa. Controlli a sorpresa in quattro scuderie ippiche: sequestrati farmaci

Quattro scuderie operanti nell’ambito dell’ippodromo di Siracusa sono state sottoposte a controlli dai Carabinieri Forestali del centro anticrimine Natura di Catania-Nucleo Cites, congiuntamente alla sezione operativa dei Carabinieri per i Reati in Danno degli Animali. Attività finalizzate alla prevenzione e repressione delle condizioni di maltrattamento e dell’impiego di farmaci proibiti in ambito sportivo. Sono state effettuate analisi su oltre 60 cavalli presenti in allevamento e destinati alle successive corse al galoppo.
I controlli hanno determinato la redazione di due comunicazioni di notizia di reato inviate alla competente Autorità Giudiziaria, deferendo una persona e sequestrando numerose specialità farmaceutiche, alcune delle quali occultate in luoghi immediatamente adiacenti ad alcune scuderie.
Sono state elevate inoltre contestazioni per illeciti amministrativi per un ammontare di 40.000 € circa.
Analisi di laboratorio sui prelievi effettuati verificheranno eventuali anomalie e irregolarità sulla somministrazione e su eventuali danni agli animali.




Pronto Soccorso da chiudere, nell’elenco Augusta, Avola e Noto: accessi minimi

A quattro anni dal decreto del 2015 che avrebbe dovuto rendere più efficiente e razionale la rete ospedaliera italiana, evitando sprechi di denaro pubblico, i risultati per la Sicilia sono poco incoraggianti. Lo racconta Milena Gabanelli, popolare giornalista che firma per il Corriere della Sera la rubrica Data Room.
Nella sua nuova inchiesta dedica attenzione in particolare ai pronto soccorso: quelli di Avola, Noto e di Augusta dovevano essere chiusi, sulla scorta di quanto dispongono le norme. “I reparti che non stanno nei parametri devono essere chiusi o riconvertiti”, ordinava la Lorenzin. Quindi, se non raggiungono un numero di ingressi/giorno minino, la legge parla chiaro: “per i Pronto soccorso ci vuole una media di 54 al giorno”. Su 635 Pronto soccorso, 103 risultano senza i requisiti minimi previsti e sarebbero da chiudere. Tra questi, i tre siracusani. Per Avola e Augusta media di circa 50 accessi al giorno, mentre sono 35 circa per Noto.
“Chiudere reparti per le Regioni è impopolare perché ogni volta che c’è da toccare qualcosa i cittadini insorgono al fianco di sindaci e politici locali, che nel caso di strutture pubbliche difendono la nomenclatura medica e nel caso di privati accreditati tutelano gli interessi degli imprenditori della Sanità”, spiega Milena Gabanelli. “Nessuno spiega ai pazienti che è meglio ricoverarsi in un grande ospedale un po’ più lontano che in uno sotto casa, ma senza i requisiti minimi”.