Precari della scuola, stabilizzazioni e salari: interrogazione di Stefania Prestigiacomo

Precari della scuola, interrogazione parlamentare presentata da Stefania Prestigiacomo. “Appare di fondamentale rilevanza dare continuità alla professionalità e alla sicurezza di stabilizzazione a tutti i precari, considerato che si tratta di lavoratori che svolgono le loro mansioni nella scuola da molti anni e che tale continuità contribuirebbe favorevolmente alla maggiore efficienza e qualità dei plessi scolastici”. E per questo chiede al governo “quali iniziative intenda assumere circa l’integrale utilizzo delle risorse messe a disposizione dalla legge di bilancio e di garantire loro una remunerazione quanto meno non inferiore a quella percepita in precedenza con il contratto in qualità di collaboratori coordinati e continuativi” oltre ad “immediate e tempestive iniziative affinché sia superata la situazione di ingiustizia e discriminazione che rende possibile solo per una minoranza di questi lavoratori la trasformazione dei contratti part-time in contratti a tempo pieno”.




Noto. Rifiuti abbandonati, pattuglie spie beccano sul fatto quattro trasgressori

Sono stati 4 i trasgressori sorpresi e multati a Noto, mentre abbandonavano rifiuti non rispettando le dovute regole: è stata la Polizia Municipale a beccarli durante alcuni appostamenti predisposti all’alba nelle vie Platone, Benedetto Croce e Zaniboni.
Appostamenti che l’amministrazione Bonfanti predisporrà, a sorpresa, anche nei prossimi giorni e in altri punti sensibili del vasto territorio comunale.
“Gli appostamenti – spiega l’assessore alla Polizia Municipale, Frankie Terranova – scatteranno anche in altre zone della città. Confidiamo nella collaborazione dei cittadini per una Noto pulita. Il nostro territorio è così grande che la sola attività repressiva non sarà mai sufficiente. Per vincere questa sfida sono necessarie un’operazione culturale e la collaborazione di tutti”.




Industria, vertice in Prefettura: futuro nebuloso, saltata “alleanza” territorio-industria

Di industria si è parlato in Prefettura questa mattina. Un incontro convocato dal prefetto Pizzi che ha voluto attorno al tavolo tutti i soggetti portatori d’interesse: i Comuni (Siracusa, Augusta, Priolo e Melilli), il Libero Consorzio, l’Arpa, i sindacati, Confindustria e Sicilia Imprese. “Un incontro senza alcun dubbio proficuo”, per i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Nessun riferimento diretto alle recenti indagini della Procura, solo la volontà di riprendere un cammino comune con tutele e garanzie per l’ambiente, la sicurezza ed il lavoro con riguardo particolare al cambio-appalti.
La sensazione reale, però, è che si sia rotta l’alleanza tra il territorio e l’industria. Non la sudditanza, si badi bene, ma proprio quella alleanza che fino agli anni 90 faceva “inorgoglire” quando si parlava del polo industriale siracusano come del principale in Europa. C’era il benessere, c’era l’economia che girava. Poi la crisi, l’occupazione che è calata, le tecnologie e le conoscenze aumentate in materia sanitaria e di tutela ambientale. E dell’industria quasi ci si vergogna. Di certo ci si spaventa. Con rabbia. Rabbia magari accumulata negli anni in cui tutto andava bene e allora la si poteva nascondere anche sotto al tappetto. Ma adesso no, non si può più.
Proviamo ad immaginare uno scenario che qualcuno attende con ansia, altri (in minoranza invero) con preoccupazione. Le industrie chiudono. Ci sarebbero 12mila persone da ricollocare. Quale diverrà il nuovo modello economico capace di sostenere e sostentare la provincia di Siracusa? Turismo, Agroalimentare, Commercio: quale sarà la nuova industria? Comunque la si pensi, il problema bisogna porselo prima che sia troppo tardi. Oggi l’alternativa pare essere solo il reddito di cittadinanza. La politica, purtroppo, pare aver abdicato da tempo al suo ruolo guida.




Siracusa. Debutta il reddito di cittadinanza, prime code ai Caf ma niente ressa

Debutta il reddito di cittadinanza, anche a Siracusa via alle richieste. Si può utilizzare il sito governativo apposito, per poi recarsi alle Poste ma diverse persone hanno preferito mettersi in fila già di prima mattina davanti agli sportelli dei vari Caf dei sindacati della città, ma anche della Cna e degli uffici postali per presentare la domanda per il reddito di cittadinanza. In media, secondo l’Ansa, ogni sportello ha registrato una cinquantina di pratiche.
Uno dei principali Caf, quello della Cgil, ha registrato “un buon afflusso ma non la ressa che ci attendevamo”. Lo spiega la responsabile, Yvonne Motta, che mette in fila i dati: “40 domande presentate per Siracusa, una novantina nel resto della provincia”. Ma c’è anche chi è dovuto tornare indietro “perchè non aveva i requisiti per essere ammesso alla misura”.
“Fino ad ora abbiamo acquisito una sessantina di domande – ha spiegato all’Ansa il responsabile del Caf Cisl, Andrea Rizza, – stamane abbiamo trovato diverse persone fuori dalla porta”. In coda anche diversi immigrati con permesso di soggiorno di lunga durata: “Il reddito di cittadinanza rappresenta una speranza – continua Rizza – Si sono presentati soprattutto uomini, la maggior parte sui cinquant’anni, da tempo disoccupati. Il più anziano? Un 63enne che ci ha detto di aver voglia di lavorare”. Il record è stato registrato allo sportello Caf della Cna, dove alle 7,15 le persone erano già in fila: “All’apertura alle 8.30 avevo già 45 persone in coda – spiega Susi Griso, responsabile Caf Cna – ed ora siamo ad un centinaio di pratiche”.

Reddito di cittadinanza, ne parliamo anche con il direttore Inps Siracusa qui: https://www.facebook.com/siracusaoggi.it/videos/410159349742227/




Siracusa. Un algoritmo contro i miasmi, ecco come la Procura ha “fiutato” le tracce

Nel condurre le indagini che hanno poi portato ai sequestri di alcuni stabilimenti nell’area industriale di Siracusa, la Procura di Siracusa ha introdotto un nuovo metodo. Si basa su modelli matematici avanzati, uno strumento utilizzato per la prima volta e che ha permesso – secondo le carte dell’accusa – di individuare le possibili fonti dei cosiddetti miasmi. Un risultato possibile incrociando una serie di parametri e algoritmi. Una “caccia” all’invisibile utilizzando numeri e formule.
“Prima si guardava solo al picco del fenomeno. I consulenti hanno dimostrato che molte volte si riesce a individuare con alte probabilità i responsabili delle emissioni”, ha spiegato nei giorni scorsi il sostituto procuratore Grillo.
Gli investigatori si sono avvalsi di periti che hanno suggerito ed applicato un modello di dispersione spesso utilizzato anche dall’Epa. Il sistema è complesso e richiede conoscenze non comuni. In estrema sintesi, la concentrazione di inquinanti viene calcolata come sommatoria dei contributi di singole nuvole d’inquinante. Per riuscirci bisogna però prendere in considerazione tutti i dati disponibili: scala spaziale (estensione in km), scala temporale (ore o giorni), dominio, inquinante (gas, aerosol, particolato), meteorologia (che tempo ha fatto), sorgenti emissive, regime.
Con questa mole di dati, il modello deterministico può descrivere il comportamento dei fenomeni di un sistema reale, tutto tramite algoritmi. Come l’equazione generale del trasporto e della diffusione, la deposizione, il fenomeno di Downwash (effetti scia). Concetti molto tecnici e complessi, roba da addetti ai lavori. Da super-periti, insomma.
Secondo anche gli specialisti di Ispra, “l’uso di modelli offre una serie di vantaggi rispetto alle misure delle centraline di monitoraggio ed è per questo che oggi stanno diventando strumenti di sempre maggior impiego”. Anche a Siracusa, dove le indagini della Procura hanno spinto un passo avanti il sistema di rilevamento della qualità dell’aria.
Ovviamente ci sono anche degli svantaggi. Un modello deterministico finisce per semplificare la realtà, non è in grado di simulare situazioni complesse (non può tener conto di tutte le reazioni chimiche in atmosfera o delle condizioni atmosferiche complesse, ad esempio) e dipende dai dati meteorologici e superficiali. Eventuali errori nella formulazione o nella raccolta dei dati causano un’amplificazione dei possibili errori nei risultati. Inoltre, necessitano strumenti sofisticati e personale competente. Come quello messo in campo nella recente indagine No Fly.
La popolazione intanto segue con attenzione e saluta con favore le prescrizioni ambientali dettate dalla Procura. Con la speranza che dopo l’attuazione degli interventi previsti il fenomeno dei miasmi possa finalmente sparire. Isab e Sonatrach (ex Esso) si sono già adeguate, completando gli investimenti chiesti sempre dagli esperti della Procura nel 2017. Adesso è la volta di Sasol e Versalis insieme al depuratore consortile ed a quello di Priolo Servizi.
Nessuna presa di posizione ufficiale da parte di Confindustria Siracusa. Le aziende hanno anticipato la volontà di collaborare con la magistratura. Gli industriali, dal canto loro, chiedono dal 2005 almeno un censimento di tutte le possibili fonti inquinanti dell’area: non solo stabilimenti e raffinerie ma anche discariche urbane in attività e non, inceneritori, depuratori, impianti di produzione zolfo, vernici, ecc.




Siracusa è la città italiana con il centro storico più vitale: Ortigia batte tutti

E’ Siracusa la città italiana con il centro storico più vitale. Ortigia batte tutti nell’indagine di Confcommercio che tiene conto del numero di negozi (+24,2% tra il 2008 e il 2018 a Siracusa), delle attività ambulanti (+23,1% nel primo caso) e turistiche (+98,3%). Valutato anche l’andamento della popolazione e dei canoni di locazione commerciale.
Nella classifica dei centri più vitali, dopo Siracusa, troviamo Pisa, Matera, Grosseto, Lucca, Latina e Avellino. In fondo alla lista, l’Aquila.




Senza casco o cintura di sicurezza, col telefono o in stato di ebbrezza: multe

Anche i Carabinieri in campo per contrastare alcune brutte abitudini alla guida. Pattuglie impegnate nelle ultime due settimane in tutta una serie di controlli su strada. Migliaia i mezzi controllati. Sono state poco più di 20 le auto poste sotto sequestro perchè prive di copertura assicurativa. Guida del ciclomotore senza casco o senza cintura di sicurezza in auto continuano ad essere “fenomenologie” presenti: 8 ragazzi sono stati fermati senza casco e ben 35 sono state le multe per mancato uso delle cinture di sicurezza. Sono invece 5 gli automobilisti che si sono visti sanzionati per l’uso del cellulare alla guida. Le patenti sospese per guida in stato di ebbrezza sono state 2, con contravvenzione da 532 fino a 2.127 euro. Complessivamente sono stati sottratti oltre 300 punti e ritirati 21 documenti di circolazione/patenti.




Siracusa. Pagati gli stipendi ai netturbini, verso sospensione dello stato di agitazione

Dovrebbe rientrare oggi lo stato di agitazione dei netturbini di Tekra, la società che gestisce il servizio rifiuti a Siracusa. La società ha provveduto al pagamento degli stipendi di gennaio pertanto è attesa adesso la comunicazione di normalizzazione dei turni di raccolta da parte dei sindacati.
I lavoratori da lunedì si sono astenuti per due ore da ogni turno lavorativo per assemblee convocate a causa del ritardato pagamento della mensilità. Tekra, inoltre, fa sapere di non aver ricevuto alcuna convocazione per presenziare a tavoli tecnici, in Prefettura o in Comune a Siracusa.




Siracusa. I cani nei parchi giochi? Entrano, ma non si potrebbe: il caso di via Ozanam

Il problema è sempre lo stesso: le regole ci sono ma vengono bellamente ignorate. Prendiamo ad esempio uno dei più bei parchi di Siracusa, quello di via Ozanam. Si trova alla Pizzuta, si estende per oltre 10mila metri quadri ed è attrezzato con giochi per bimbi e pista da skateboard. Come prevede il regolamento comunale verde pubblico, “in tutte le aree appositamente predisposte per il gioco dei bambini è vietata la frequentazione dei cani e di altri animali domestici”. Insomma, nei parchi gioco comunali i cani non possono entrare. Eppure non è difficile incontrarne a spasso all’interno del parco, alle volte senza guinzaglio o museruola. Una mancanza di rispetto verso gli altri utenti del parco che sembra essere sempre più “tollerata”. Da alcuni anni, poi, è scomparsa all’ingresso la tabella che indicava il divieto di accesso agli amici a quattro zampe. “E’ facoltà dell’Amministrazione Comunale autorizzare all’interno di idonee zone verdi la realizzazione di aree destinate agli animali domestici con opportune delimitazioni e dotate di specifiche attrezzature”, dice ancora il regolamento del Comune di Siracusa riferendosi ai famosi doggy park. La città dispone di due aree per il libero passeggio dei cani: in piazza Adda e in viale Scala Greca.




Siracusa. La confusione è sovrana: sacco nero si, sacco nero no? Facciamo chiarezza

Alle volte, le “cose” sembrano esser fatte per confondere i cittadini. Prendiamo ad esempio il caso d’attualità a Siracusa: i sacchi neri della spazzatura. Non possono essere più utilizzati per conferire, ad esempio, la frazione dell’indifferenziato. Motivo per cui molti sacchetti da giorni non vengono raccolti e restano sulle strade, accanto ai portoni, davanti ai palazzi. Un’adesivo appiccato sopra spiega che il conferimento non è avvenuto in maniera corretta e si rischiano anche multe.
Eppure, leggendo il primo manuale che venne distribuito insieme ai mastelli si legge che “per l’indifferenziato è possibile utilizzare qualsiasi sacchetto reperito a cura degli utenti”. Nel 2018, un anno dopo, con ordinanza dirigenziale (la numero 1) viene scritta una cosa diversa nella parte dedicata alle modalità di conferimento nel territorio comunale. “La raccolta della frazione secca residua, l’indifferenziata, (…) è effettuata con il sistema porta a porta mediante prelievo dei sacchetti semitrasparenti reperiti a cura delle utenze”. Quindi tra la prima comunicazione (“qualsiasi sacchetto”) e la nuova (“sacchetti semitrasparenti”) trova campo fertile la confusione. Non è difficile intuire come siano attualmente spiazzati i cittadini ai quali va, in sintesi, detto di abbandonare i sacchi neri. Non vanno utilizzati più. E il problema è risolto.