Siracusa è Serie C, gli azzurri tornano tra i professionisti

Con la vittoria in casa dell’Igea Virtus, dopo sei lunghi anni il Siracusa torna in Serie C. L’ultima apparizione degli azzurri in terza serie risaliva alla stagione 2018/2019, un’annata amara che si concluse con il 16º posto nel Girone C e l’esclusione dal campionato successivo per problemi societari. Una ferita profonda, che sembrava aver scritto la parola fine su una storia gloriosa. Ma Siracusa non dimentica, e soprattutto non si arrende.
E dopo avere sfiorato l’impresa lo scorso anno, adesso arriva la meritata promozione, conquistata all’ultima giornata e per questo ancora più bella, espugnando con grinta e cuore la tana della Nuova Igea Virtus. I padroni di casa hanno lottato, ma nulla ha potuto fermare i leoni azzurri. Neanche le polemiche pretestuose piovute da Reggio Calabria, le gufate settimanali e la pressione. Il campo ha parlato, e ha detto “Siracusa in Serie C”.
Una stagione da incorniciare, chiusa con 78 punti. Difficile scegliere un solo protagonista, questo splendido collettivo azzurro ha dimostrato cuore e gambe, dando sempre tutto. Dai titolarissimi a chi ha disputato meno minuti in campo, per tutti onore e gloria.
Ma dietro ogni grande squadra c’è una grande guida. Applausi per Marco Turati, partito tra dubbi e critiche per poi conquistare tutti con il suo gioco e le sue idee, giornata dopo giornata. Che dire del presidente Alessandro Ricci? Ha saputo trasformare un sogno in realtà, con un progetto ambizioso e sostenibile. Ha riacceso la passione di una tifoseria delusa, riportando entusiasmo sugli spalti e fiducia nella città. Non ha sbagliato quasi nulla. Ed ha portato nei quadri societari il peso e l’esperienza di una leggenda come Walter Zenga.
Adesso è il momento di festeggiare. Il Siracusa è in Serie C e tutto si colora di azzurro a partire dal De Simone che ha sofferto e gioito davanti ai maxischermo. Il Siracusa è in Serie C. Scriviamo e leggiamolo altre cento volte. Oggi è un giorno bellissimo. E il meglio, forse, deve ancora venire.




Non ce n’è per nessuno, Siracusa troppo forte: 3-1 in casa dell’Igea. Apoteosi

Il Siracusa è in Serie C. Vince anche l’ultima in casa dell’Igea Virtus per 3-1 e stacca definitivamente la Reggina. Partita vera al D’Alcontres, con il Siracusa contratto in avvio. Sente il peso della partita ma ha il merito di non farsi prendere dalla frenesia mentre passano i minuti.
Primo quarto d’ora senza grosse occasioni, mentre l’Igea prova due volte da fuori area ad impensierire Iovino, che blocca senza patemi.
Turati richiama Russotto e soprattutto Acquadro, a cui chiede una regia più accorta e meno frenetica. Troppi lanci lunghi, difficile così mettere in moto le fasce.
Al 27.o il primo tiro azzurro, con Maggio in acrobazia in area piccola, servito da Convitto, senza però centrare la porta.
Il gol arriva poco dopo. Al 29.o Convitto da fuori area fa partire la botta, il pallone rimbalza davanti al portiere che viene beffato. E la gara cambia completamente.
Al 33.o altra occasione: angolo battuto da Baldan, colpo di testa alto. Al 44.o annullato il secondo gol del Siracusa, per un fallo di Maggio nello staccare di testa per centrare il preciso cross di Convitto. Al 45.o Russotto si imbuca tra i difensori centrali e  prova a superare il portiere con un tocco sotto. L’estremo difensore ci mette i pugni e devia. Siracusa chiude avanti con un’altra conclusione di Russotto.
Nella ripresa, dopo 5 minuti fuori Russotto: al suo posto Limonelli. Turati rafforza il centrocampo. Al 7.o colossale ingenuità di Currò, una parolaccia (forse una bestemmia) a due passi dall’arbitro che lo caccia com un rosso diretto. All’11.o si fa male anche il portiere Costantini che deve uscire per Di Bella, alla prima presenza stagionale. Sembra tutto in discesa per il Siracusa ma al 13.o Baldan contrasta in area l’avversario. Per l’arbitro è rigore per l’Igea. Trombino con il cucchiaio pareggia. Riparte il Siracusa con decisione e al 17.o torna in vantaggio con Acquadro. Al 23.0 il terzo gol, con Puzone e il De Simone davanti ai maxischermo canta “Serie C, Serie C”.
Girandola di cambi. Candiano per Acquadro. Longo per Di Grazia. È Gestione pura per il Siracusa. Conto alla rovescia sino al fischio finale, dopo tre minuti di recupero. E dopo qualche scaramuccia fuoriluogo per le maglie celebrative degli azzurri a bordo campo, può scoppiare la grande festa . I giocatori in campo al D’Alcontres, il tifo azzurro al De Simone. In attesa del ritorno della squadra in città.




Siracusa promosso, il sindaco: “Traguardo atteso e meritato, ora festa”

Anche il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, esulta per la vittoria del campionato. “Il Siracusa conquista la serie C, riempiendo i cuori di tutti i siracusani di orgoglio e fierezza. È un traguardo atteso e ampiamente meritato, conquistato grazie alla visione del presidente Ricci, determinato a segnare una decisa svolta nella storia di questa squadra, aggregando e infondendo nuove energie”.
Il sindaco ringrazia poi i tifosi, “fedelissimi e anch’essi determinati spettatori di un percorso di crescita che hanno seguito con gioia e lacrime anche quando le trasferte non sono state consentite, sostenendo la squadra e la società con attenzione e fiducia”.
Spazio adesso alla gioia. “Aspettiamo il rientro della nostra squadra per festeggiare tutti insieme la promozione al campionato professionistico, momento di gioia condivisa e di rilancio verso un futuro all’altezza delle aspettative”.




Patrocinio di maggio, rinnovato il tradizionale volo per Santa Lucia delle quaglie

Tradizionale volo delle “quaglie” in piazza Duomo, a Siracusa, per la festa del patrocinio di maggio. Il simulacro di Santa Lucia ha lasciato la Cattedrale per raggiungere la vicina chiesa di Santa Lucia alla Badia. All’altezza del giardino dell’arcivescovo, liberati i colombi in ricordo del prodigioso evento del 1646, quando, durante una grave carestia, i siracusani si affidarono alla patrona e dal mare giunsero navi cariche di grano, mentre una colomba annunciava la buona notizia ai fedeli riuniti in preghiera nella Cattedrale.
Questa mattina, alle 10.00, la solenne concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Pappalardo, seguita, alle 12.00, dalla processione del simulacro e delle reliquie dalla Cattedrale alla chiesa di Santa Lucia alla Badia, dove rimarranno per l’ottavario.
Domenica 11 maggio, alle ore 18.30, avrà luogo la processione di rientro: il simulacro e le reliquie faranno ritorno in Cattedrale attraversando le vie del centro storico.




Mercato di piazza Santa Lucia, prodotti alimentari sequestrati dalla Municipale

Durante i consueti controlli domenicali all’interno del tradizionale mercatino delle pulci di piazza Santa Lucia, la Sezione Annona della Polizia Municipale ha effettuato un intervento mirato che ha portato all’elevazione di sanzioni e al sequestro di merce alimentare venduta abusivamente.
Alcuni commercianti, formalmente autorizzati alla vendita di indumenti usati, sono stati sorpresi mentre proponevano ai clienti anche prodotti alimentari privi di qualsiasi tracciabilità. La merce, occultata sotto le bancarelle di abiti, comprendeva vari generi alimentari, tra cui prodotti in scatola, praline di cioccolato, salami a pezzi e intere forme di formaggio.
Gli agenti hanno provveduto all’immediato sequestro dei beni e all’identificazione dei soggetti coinvolti, che sono stati verbalizzati per attività commerciale non autorizzata e segnalati all’Autorità giudiziaria. La provenienza della merce resta ignota, ma si ipotizza che possa trattarsi di refurtiva.
L’operazione rientra nell’ambito dei controlli a tutela della legalità e della sicurezza alimentare nei mercati rionali, con l’obiettivo di contrastare pratiche illecite che possono mettere a rischio la salute dei consumatori.




Droga in casa ed al mercato ortofrutticolo, la Polizia arresta un 46enne

Nascondeva oltre 60kg di droga tra la sua abitazione e una cella frigorifero del mercato ortofrutticolo di Siracusa. Arrestato un 46enne originario di Catania ma domiciliato nel capoluogo aretuseo. Operazione della Polizia di Stato, in collaborazione tra la Squadra Mobile etnea e quella siracusana. L’arresto in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, nello specifico marijuana e hashish, è avvenuto dei giorni scorsi.
Le indagini si sono concentrate sull’uomo perché diverse indicazioni lasciavano ritenere che risultasse detenere un consistente quantitativo di droga, custodito presso la propria abitazione e in un magazzino all’interno del Mercato Ortofrutticolo di Siracusa.
In sinergia con gli agenti della Squadra Mobile di Siracusa, è stato predisposto un mirato servizio di osservazione e controllo. Le successive perquisizioni hanno permesso di rinvenire nella sua abitazione – precisamente all’interno di una rimessa adibita alla custodia di attrezzi da lavoro – ben 52 involucri contenenti 54 chilogrammi di marijuana e 145 grammi di hashish. Altri 6 involucri, con ulteriori 6 chilogrammi di marijuana, erano invece occultati nel magazzino.
Alla luce degli elementi raccolti, è stato tratto in arresto e condotto in carcere a Cavadonna, in attesa dell’udienza di convalida.




La vigliacca uccisione della cagnolina Timida, due persone denunciate

I carabinieri hanno denunciato due persone per l’uccisione della cagnolina Timida. L’episodio, avvenuto in via Lido Sacramento, ha fortemente scosso l’opinione pubblica siracusana. Si tratta di un 48enne con precedenti penali in materia di stupefacenti e per reati contro il patrimonio, e di un 26enne. L’uccisione di Timida, cagnolina di quartiere, è avvenuta in maniera brutale la sera del 14 aprile.
Le tempestive indagini condotte dai Carabinieri di Ortigia, a seguito della denuncia sporta dall’Enpa, hanno permesso di identificare i due che, in quell’occasione, avevano anche distrutto, buttandole sulla scogliera, le cucce dove i cani di quartiere trovavano riparo.
Sono in corso approfondimenti circa eventuali responsabilità di altre persone.




Inaugurate a Mellilli tre tabelle descrittive dei luoghi di culto

In occasione dei festeggiamenti in onore di San Sebastiano, inaugurate oggi a Melilli delle nuove tabelle di arredo urbano dedicate alla valorizzazione di tre importanti luoghi di culto della città: il Santuario Basilica di San Sebastiano, la Chiesa Madre San Nicolò Vescovo e il Convento dei Frati Minori Cappuccini. Sono ora dotati di pannelli informativi che ne illustrano le caratteristiche architettoniche, storiche e religiose. Un’iniziativa fortemente voluta dal Rotary Club Augusta, attivamente impegnato nella promozione del patrimonio culturale e spirituale melillese.
Ideatrice del progetto è stata la Dott.ssa Concetta Messina, Past President del Rotary e cittadina melillese, che durante l’evento ha espresso profonda soddisfazione per la realizzazione dell’iniziativa, sottolineando come la conoscenza e la tutela dei beni culturali siano strumenti essenziali per costruire identità e futuro.
Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili e religiose, tra cui il sindaco di Melilli, On. Giuseppe Carta, il vicesindaco Cristina Elia, la presidente del Consiglio Alessia Mangiafico con il vicepresidente Angelo Magnano, gli assessori Nicosia, Magnano e Aloisio, il consigliere provinciale Diego Giarratana e rappresentanti delle associazioni locali.
Presenti anche il presidente del Rotary Club Augusta, Francesco Messina, e l’assistente del governatore Emanuele Nobile del Rotary Club di Siracusa. I parroci delle tre chiese coinvolte hanno benedetto le tabelle, esprimendo gratitudine per l’attenzione mostrata verso la storia e la spiritualità del territorio.
Le tabelle, collocate in punti strategici presso i tre edifici sacri, offrono ai cittadini e ai visitatori un percorso di conoscenza che fonde arte, fede e memoria collettiva. Un gesto concreto che arricchisce l’identità di Melilli e rafforza il legame tra cultura e devozione nel cuore della comunità.




L’origine siracusana dei Bronzi di Riace, su Speciale Tg1 tra testimoni e scoperte

Domenica 4 maggio, alle 23.50, Speciale Tg1 si occuperà del mistero dei bronzi di Riace e della recente ipotesi circa l’origine siciliana. Una storia che mescola aspetti da “giallo”, con il coinvolgimento dell’archeomafia, ed elementi scientifici come ad esempio le terre di saldatura dei bronzi, compatibili con quelle di Siracusa in una sorta di “dna”. E poi ci sono le perplessità che da sempre accompagnano la scoperta a Riace di quei bronzi: che ci facevano ad una profondità relativamente bassa? E perchè non c’era traccia del relitto affondato o almeno di altro vasellame?
Elementi presi in considerazione da Anselmo Madeddu, insieme ad un gruppo di ricerca, e alla base del libro “Il mistero dei guerrieri di Riace”. Prove su prove, il gruppo di ricerca ha attirato le attenzioni della comunità scientifica ed archeologica. La vicenda è, ad esempio, in copertina su Archeologia Viva e domenica sera anche Rai 1 dedica alla storia una puntata di Speciale Tg1.
“Esponenti importanti del mondo dell’archeologia nazionale sposano i nostri risultati, come il professore Malnati che è stato direttore generale del Ministero dei Beni Culturali per le antichità. O come il professore Prunetti, direttore di Archeologia Viva. Ma sono tanti gli archeologi che stanno portando avanti il nostro stesso progetto di ricerca della verità”, spiega Anselmo Madeddu al telefono su FMITALIA.
Testimoni, archeologi, studiosi: Speciale Tg1 approfondisce diversi aspetti della teoria sempre più accredita dell’origine siracusana dei bronzi oggi noti come di Riace. “Questa ipotesi siciliana si allaccia anche ad una sorta di compravendita, non esattamente legale, di reperti archeologici che avrebbero lasciato la Sicilia con una serie di complicità, per poi arrivare da quelle parti dove sono stati trovati. Ma stavano lì perché aspettavano altro e dovevano finire probabilmente altrove…”, aggiunge Madeddu. Il ricercatore e medico siracusano è netto: “Alla storiella dell’affondamento secoli prima dove poi sono stati ritrovati, non ci crede quasi più nessuno. Il problema reale è quello di capire da dove vengono i bronzi, perché qualcuno li prende e li mette lì. E qui si innestano Siracusa e Brucoli in triangolazione con Riace”.
Se fosse confermata, oltre ogni dubbi, la tesi siracusana dell’origine dei Bronzi, cosa bisognerà fare? “Diciamo subito chiaramente, devono restare in Calabria. Ormai fanno parte del dna della Calabria, della cartolina della Calabria, sarebbe insensato chiedere la restituzione. Ci sono mille altri modi per promuovere, in caso, la loro origine siracusana. Si possono fare gemellaggi, si possono fare copie perfette identiche a Siracusa, si può anche scrivere che erano originariamente esposti a Siracusa. I bronzi di Riace devono restare in Calabria ma si deve finalmente accertare e riconoscere l’origine reale di quei capolavori. E sul fatto che siano siracusani, ormai, credo che ci siano pochi dubbi”.




Traffico di migranti, altri tre arresti in Egitto negli sviluppi dell’operazione El Rais

Altre tre persone sono state arrestate in Egitto, sospettate di far parte dell’organizzazione criminale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Si tratta di un ulteriore sviluppo dell’operazione internazionale El Rais, in cui riveste un ruolo di primo piano l’attività della Squadra Mobile di Siracusa.
Lo scorso 8 aprile, su disposizione della DDA, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Catania che ha disposto la custodia cautelare in carcere di 15 persone di nazionalità egiziana gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di migranti e del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in concorso, con l’aggravante della transnazionalità. Nell’ambito della cooperazione investigativa internazionale, nei giorni scorsi, in Egitto, gli ulteriori 3 arresti. Tra loro anche una persona che, sulla base degli indizi raccolti, sarebbe il “braccio destro” del capo del sodalizio, nonché nipote. Operava direttamente dalla sua città natale, gestendo gli affari illeciti insieme a suoi collaboratori. La nuova serie di arresti ha definitivamente messo fine ad uno dei più articolati e ben organizzati sodalizi dediti al traffico di migranti sulla rotta del Mediterraneo Orientale. Sarebbero riusciti a favorire l’ingresso clandestino in Italia di almeno 3.000 persone a partire dal 2021. L’organizzazione criminale avrebbe guadagnato almeno 30 milioni di dollari. Era stata messa in piedi una complessa rete criminale operante tra l’Egitto, la Turchia e la Grecia con importanti connessioni sul territorio nazionale.