Lettera aperta della mamma di Renzo Formosa, “disperata sete di giustizia ma…”

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta di Lucia Formosa, la mamma di Renzo il ragazzo di 16 anni che ha perduto la vita nell’aprile del 2017 in seguito ad un grave incidente stradale in via Cannizzo. Una storia che continua a riempire le cronache, non solo locali, per diversi aspetti che attendono di essere chiariti.

“Sono Lucia Formosa, mamma di Renzo, un ragazzo di 16 anni che è finito sull’asfalto di una strada della
periferia di Siracusa, esalato dopo diverse ore di agonia, il 21 aprile 2017, perché travolto da un’utilitaria,
priva di copertura assicurativa, lanciata in folle corsa, in pieno centro abitato, da un altro giovane,
sprezzante del pericolo, che per la sua imprudenza ancora non è stato punito e trascorre le sue giornate
come se nulla fosse…come se nulla avesse provocato.
A noi genitori, a cui è stato sottratto tutto, per un piede pigiato eccessivamente sull’acceleratore, non resta
quindi, che aspettare che, almeno, la giustizia faccia il suo lentissimo corso in un’aula di tribunale, sperando
di non essere ancora una volta delusi.
Durante questa attesa estenuante, che non è caratterizzata da sete di vendetta, ma di una pena certa sì, ho
deciso di scriverVi questa lettera, dettata da quel che resta di un’anima in pena, per sensibilizzare le
istituzioni su quello che da qualche anno è finalmente, almeno nel codice penale italiano, rubricato come
reato, l’omicidio stradale, di cui tutta la nostra famiglia è rimasta vittima.
Un reato per il quale vanno condannati tutti i responsabili, riconosciuti tali, e nessuno deve ottenere sconti
di pena o esenzione dalla stessa, come finora è stato, invece, per il conducente che ha investito mio figlio,
“esonerato” persino dai controlli tossicologici di routine, previsti a carico di chi provoca incidenti di una
certa gravità. Forse solo perché il padre indossa la divisa di poliziotto della Municipale?
Quell’uniforme, illustrissimi, dovrebbe garantire il rispetto delle regole e delle prassi, invece di eluderle a
favore di un proprio congiunto, giocando sulla “discrezionalità”.
Uccidere un ragazzo in strada non equivale ad una bravata del proprio figlio da “coprire” o da lasciare
correre e io non ho intenzione di perdonare chi ha dimostrato una freddezza disumana e ha solo subito per il
proprio comportamento una sospensione temporanea dal servizio, tra l’altro dopo le mie disperate e
indignate sollecitazioni.
Una così grave omissione, come minimo, doveva costare al “pubblico ufficiale” e ai suoi colleghi la
rimozione dall’incarico rivestito, ma così non è stato e già la legge ci appare sempre meno uguale per tutti.
Per questo invoco la vostra autorevole intercessione, affinché il sacrificio di mio figlio non sia vano, affinché
altre madri non debbano provare questa sofferenza, difficile da descrivere e impossibile da arginare, sapendo liberi e sereni i responsabili del loro dolore (nemmeno una scusa ci è pervenuta).
Oltre il danno la beffa, noi li abbiamo visti a pochi mesi dalla tragedia, tornare a guidare, sui posti di lavoro
e brindare persino al nuovo anno, postando sfacciatamente i loro momenti allegri sui social, irrispettosi del
nostro lutto.
Qualcuno, purtroppo, e mi auguro non lo facciano anche i magistrati, proponendo una scellerata sentenza,
dimostra di sottovalutare e tenta di giustificare le colpe di chi, pur non impugnando una pistola, imbraccia
un volante e preme il piede sull’acceleratore, giocando alla roulette russa, non solo con la propria vita, ma
togliendola agli altri. Come, purtroppo, è successo al mio piccolo uomo, strappato a noi e al suo futuro,
mentre faceva rientro a casa da scuola, dove lavorava sodo per raggiungere i suoi obiettivi da adulto.
Quella, ricordo a tutti, fu la nostra ultima giornata di sole… le tenebre sono d’allora scese sulle nostre
esistenze, trasformandole in un calvario quotidiano, trasferendo le nostre meste giornate davanti ad una
lapide del cimitero comunale della nostra città, da dove Renzo ci sorride su una foto dalle fredde pareti, che
custodiscono il suo corpo di adolescente, martoriato che aveva il diritto di crescere: sarebbe stato un uomo
fantastico il nostro Renzo, gioioso e brillante come è sempre stato, un faro per noi ed i suoi amici.
L’ultima casa di nostro figlio è diventata anche la nostra, meta giornaliera del nostro disperato
pellegrinaggio, nel tentativo di sentirlo fisicamente vicino a noi. Perché l’assenza di nostro figlio pesa, e lui
non deve diventare un numero di fascicolo da archiviare o da liquidare con sterili motivazioni, come
temiamo possa accadere.
Il mio bambino non ha avuto la possibilità di vedere quel domani che disegnavamo, con tanta speranza e
gioia, tutti insieme. A distruggere i suoi e i nostri sogni è bastato trovarsi al momento sbagliato, nel posto
sbagliato, scaraventato da un irresponsabile, a terra; quella terra che lo ha inghiottito e ci ha seppelliti.
Un figlio per i genitori, che hanno scelto consapevolmente e con amore di esserlo, rappresenta un dono
inestimabile, un dono, che giorno dopo giorno, diventa sempre più prezioso, un’estensione indissociabile, un
organo vitale, un polmone che irrora aria e che consente di affrontare qualsiasi difficoltà.
Quando Renzo era piccolo, ricordo, soffiavo sulle sue ginocchia sbucciate, per alleviare il dolore delle sue
cadute, e mi sentivo impotente quando vedevo i suoi occhietti strizzarsi per il bruciore del disinfettante con
cui tamponavamo le escoriazioni, quel maledetto 21 aprile avrei strappato il mio cuore, senza esitazione,
per tornare a fare battere il suo, ma non è stato possibile. Lui è andato via, lasciandoci questa non vita,
queste esistenze senza orizzonti, questi sguardi vaganti alla ricerca della sua immagine, Vi prego fate in
modo che le nostre ferite, che non si rimargineranno più, brucino meno, facendo trionfare quella giustizia, in
cui oggi vogliamo ancora credere.
Distinti e Disperati Saluti”.




Siracusa. In un video, le immagini del rovinoso incendio al resort di Fontane Bianche

Un video aiuta a capire le proporzioni del violento incendio che ha arrecato notevoli danni al resort Valle di Mare, a Fontane Bianche. All’origine delle fiamme vi sarebbe un cortocircuito elettrico. In pochi istanti, coinvolta gran parte della struttura in legno del ristorante dove, in quel momento, vi erano ancora diverse coppie che avevano deciso di festeggiare così la ricorrenza di San Valentino. Nei pochi secondi del video è possibile comprendere le dimensioni del rogo che si è sviluppato e che ha richiesto oltre 20 vigili del fuoco in azione per il suo spegnimento.




Siracusa. Fiamme al resort nella notte di San Valentino: fuggi-fuggi dal ristorante

Oltre 20 vigili del fuoco in azione nella serata di ieri per domare un incendio divampato all’interno di un noto resort di Fontane Bianche, il Valle di Mare. Un corto circuito sarebbe alla base del rogo, scoppiato durante i festeggiamenti per San Valentino. Le coppie ai tavoli si sono date alla fuga, abbandonando il ristorante.
I vigili del fuoco di Siracusa sono intervenuti con più mezzi. In corso la quantificazione dei danni e l’esatta ricostruzione dei fatti.




Corruzione in atti giudiziari: patteggiano gli avvocati Amara e Calafiore

Patteggiamento della pena dall’accusa di corruzione in atti giudiziari per gli avvocati siracusani Piero Amara e Giuseppe Calafiore. Il gup di Roma, Alessandro Arturi, ha dato l’ok – dopo il parere favorevole della Procura – ad una pena a 3 anni di reclusione per Amara e a 2 anni e nove mesi per Calafiore.
Il procedimento rientra nell’indagine su presunte sentenze pilotate presso il Consiglio di Stato. Il giudice ha stabilito anche una multa di 73mila euro per Amara e di 30mila euro per Calafiore.




Pachino, sciolto per infiltrazioni mafiose il Consiglio comunale

Sciolto per 18 mesi il Consiglio comunale di Pachino, in provincia di Siracusa, per infiltrazioni mafiose. A deciderlo è stato il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Salvini.
“Tenuto conto che, all’esito di approfonditi accertamenti – c’è scritto in un comunicato – sono emerse forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata che espongono il Consiglio comunale di Pachino, a compromissioni del buon andamento dell’attività amministrativa, ne ha deliberato lo scioglimento per un periodo di 18 mesi, affidandone la gestione a una commissione straordinaria”.




Siracusa. Debutta il telelaser a Targia: e gli automobilisti si “scoprono” disciplinati…

Richiesto a gran voce, il telelaser è entrato in servizio questo pomeriggio a Targia. La strumentazione tecnologica, già in possesso della Polizia Municipale, permette di monitorare e sanzionare le infrazioni stradali, in particolare l’eccesso di velocità.
Il telelaser non è un autovelox e quindi non si limita ad un controllo sul punto in cui è piazzato ma è capace di seguire per oltre 500 metri una vettura. E’ bene ricordare che il limite di velocità lungo Targia è di 50Km/h.
La notizia della presenza della Municipale con la strumentazione di controllo si è diffusa in fretta in città. “Curiosamente” ha fatto sì che il traffico scorresse regolarmente incolonnato nel tratto in cui – per cattive abitudini ormai acquisite – si moltiplicano incidenti, anche gravi.
In uno di questi, lunedì scorso, ha perduto la vita il giovane Gianluca Ruvioli. Oggi sono stati celebrati i suoi funerali. La richiesta di sicurezza che si è levata a gran voce dall’opinione pubblica non è rimasta inascoltata. A Targia verrà realizzato anche uno spartitraffico ma intanto si prosegue con il telelaser per dissuadere da comportamenti alla guida potenzialmente pericolosi.




Aggressione in carcere ad Augusta, pugno ad agente di Polizia Penitenziaria

Nuova aggressione in carcere ad Augusta. Preso di mira un agente di polizia penitenziaria colpito da un pugno sferrato da un detenuto albanese. A denunciare l’episodio è il Sappe, sindacato di polizia penitenziaria.
Alla base dell’aggressione un “no” alla richiesta di utilizzare il campo sportivo.
“La polizia penitenziaria è stanca di subire continue aggressioni, seppur il carcere di Augusta è un penitenziario che punta tanto sulla rieducazione e trattamento. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria deve adottare regole tecniche per consentire al personale di tutelarsi adeguatamente davanti a tali fatti, che lasciano un segno nella vita del poliziotto”, la nota del vice segretario provinciale del Sappe, Salvatore Gagliani.




Carnevale sicuro, la Guardia di Finanza sequestra oltre 35mila articoli

Intensificato dalla Guardia di Finanza i servizi in materia di sicurezza. Sequestrati a Floridia oltre 35.000 articoli non conformi ai requisiti prescritti dalle normative vigenti, per un valore di 20.000 euro.
Abbigliamento, maschere e giochi di carnevale privi del marchio “CE” ed altro materiale sprovvisto delle caratteristiche informative minime per i consumatori erano in vendita sugli scaffali di un negozio. Le Fiamme Gialle hanno sequestrato oltre 100 confezioni di giocattoli contraffatti recanti marchi e loghi di noti personaggi dei cartoni animati amati dai bambini, tutti pronti per essere immessi nel circuito commerciale in danno della salute dei consumatori, soprattutto dei più piccoli.
La responsabile, una cinese, è stata denunciata per contraffazione e ricettazione. Segnalate anche le violazioni amministrative al Codice del Consumo e della Marcatura CE.




L’opposizione chiede le dimissioni del sindaco di Melilli: “Comune non sia ostaggio”

All’indomani dell’interrogatorio di garanzia del sindaco di Melilli, Peppe Carta, l’opposizione chiede le dimissioni del primo cittadino. “E’ una decisione che lo metterebbe nelle condizioni di difendersi pienamente dalle accuse, evitando ricadute sul Comune di Melilli”, spiegano i consiglieri Salvo Sbona, Pierfrancesco Scollo, Crocetta Quadarella e Pippo Sorbello. Dopo aver segnalato alcune “anomalie” in Consiglio comunale si dicono adesso pronti a nuove denunce, perchè la vicenda emersa sarebbe – a loro dire – la punta di un iceberg “con altre zone d’ombra”.




“Allontanata” da Melilli, accolta al Viminale: il sottosegretario invita Loredana Torella

Il Sottosegretario Carlo Sibilia ha invitato al Viminale l’ex segretaria generale del Comune di Melilli, definita dal procuratore di Siracusa “baluardo di legalità”. Il riferimento è al ruolo di vigilanza svolto all’interno della macchina amministrativa, ruolo che sarebbe emerso nel corso delle attività di indagine dell’operazione Muddica.
“Le nostre leggi, come lo SpazzaCorrotti, servono proprio a fermare i delinquenti che usano la cosa pubblica per affari privati con la criminalità organizzata. Oltre che con le leggi, dobbiamo supportare la legalità ogni giorno. Le porte del Viminale sono aperte per Loredana”, ha detto Sibilia, riferito a Loredana Torella.
La storia del segretario comunale è arrivata direttamente all’attenzione del Sottosegretario Carlo Sibilia che martedì 19 febbraio riceverà la Torella al Viminale per far luce sull’accaduto. “Le istituzioni – conclude Sibilia – non devono lasciar solo chi agisce nel terreno della liceità e nell’interesse dello Stato e dei suoi cittadini. Sarò felice di incontrarla per saperne di più e studiare insieme misure in favore della legalità negli enti locali”.