Latomia dei Cappuccini, il piano: aperture settimanali, bando di gestione e ascensore

Dalla metà di maggio sarà possibile visitare la latomia dei Cappuccini ogni domenica. Un piano di aperture stabili, annunciato dall’assessore Fabio Granata in diretta su FMITALIA, dopo il successo dell’iniziativa del Primo Maggio. “Grazie alla pro-loco, ogni domenica apriremo il sito. La Latomia dei Cappuccini è un parco urbano, un orto botanico, un luogo da passeggio, non è un ennesimo spazio per fare eventi. E in questo senso stiamo predisponendo un bando aperto alle professionalità legate alla valorizzazione degli spazi”.
Su questo punto, abbiamo chiesto maggiori informazioni all’assessore Granata. “Stiamo lavorando a un bando, che è sostanzialmente pronto, per affidare una gestione leggera della Latomia dei Cappuccini, nel senso che deve rimanere un parco urbano e accessibile ai cittadini, ma senza fare grandi eventi lì sotto. Dobbiamo valorizzare l’area come oasi urbana. Spazio per una passeggiata, dove leggere un libro in relax, un’oasi di pace. Con il bando saranno previste delle delle misure per cui i cittadini pagheranno un prezzo simbolico”.
Resta ancora da risolvere il nodo dell’accessibilità piena, anche per i diversamente abili. Oggi si scende solo attraverso una serie di scalini, non troppo comodi. “C’è una prima idea che è quella di un accordo con Villa Politi per avere un accesso da una scalinata che già esiste e che possiamo attrezzare, in modo tale da garantire l’accesso ai portatori di disabilità. Ma poi c’è la questione di fondo: l’ascensore. Già finanziato con fondi comunitari per oltre 350 mila euro, ma in un primo tempo bocciato dalla Soprintendenza. C’è una nuova discussione in atto e con il soprintendente Lutri stiamo ragionando per trovare una soluzione in modo tale che questo ascensore possa realizzarsi”.




Oikos, l’ultimo viaggio. Lascia piazza Duomo per essere esposto vicino al Maniace

La ricostruzione in scala dell’Oikos, l’edificio sacro realizzato per il rito di fondazione della città dai primi coloni greci, lascia piazza Duomo. In poco più di un mese, grazie alla posizione centrale, nei pressi del luogo dove originariamente sorgeva – come confermato da studi archeologici degli anni 90 del secolo scorso – si è guadagnato le attenzioni di migliaia di turisti e visitatori, richiamando attenzioni e curiosità sulla storia della Siracusa antica.
Adesso verrà conservato ed esposto un un altro luogo iconico, a poca distanza dal castello Maniace, nell’area del Consorzio Plemmirio. Di primo mattino, lo spostamento seguito da vicino dall’associazione Guide Turistiche di Siracusa che ha ideato la riuscita iniziativa. C’era anche Dino Pantano, il restauratore del museo Paolo Orsi che ha materialmente realizzato la ricostruzione, insieme al suo team. E c’erano anche l’assessore Fabio Granata, che ha sostenuto l’Oikos come appuntamento inserito nel ventennale Unesco, e la presidente dell’Amp Plemmirio, Patrizia Maiorca, che ha accolto di buon grado l’idea di esporre l’Oikos nello spazio a ridosso del mare e della grande ex piazza d’Armi.

La ricostruzione dell’Oikos, dal forte impatto simbolico, è nata da una visione dell’associazione Guide Turistiche di Siracusa ed è stata possibile grazie all’impegno del team capitanato dal restauratore del museo archeologico Paolo Orsi, Dino Pantano, e composto da Timotee Froelich, Valentin Appolaire, Lino Ehrenstein, Dorothee Wichman, Helene Moreau e Alma Pantano.
Le tracce dell’Oikos sono state rinvenute durante una campagna di scavo a metà degli anni 90, condotta proprio a due passi dal Duomo di Siracusa. E’ stato ricostruito sulla base di un modellino restituito dal santuario di Hera, ad Argo, utilizzando materiali autoctoni come fecero i coloni giunti da Corinto. E quindi legno di ulivo, canne e calce.
Nel nostro video, realizzato poco prima della presentazione in piazza Duomo dell’Oikos (21 marzo 2025, ndr), parlano alcuni dei protagonisti di quella suggestiva creazione.




Un murales per San Sebastiano, la scelta di Melilli: Giulio Rosk reinterpreta il Mantegna

Un murales per celebrare San Sebastiano a Melilli. Un omaggio per il Santo patrono della cittadina, in chiave contemporanea attraverso il linguaggio potente della street art. È questo il cuore del progetto “Rigenerazione Urbana | Melilli omaggia San Sebastiano con l’arte”, curato dalla Cooperativa Badia Lost & Found e che sarà presentato ufficialmente martedì 7 maggio 2025 alle ore 17:30 presso la “Saletta Carta” in via Dante Alighieri, adiacente al Palazzo Municipale.
Ad occuparsi dell’opera murale sarà Giulio Rosk, uno dei più affermati street artist italiani della sua generazione, noto per la sua capacità di reinterpretare il patrimonio artistico e culturale con uno stile visivo personale e riconoscibile.
Il murales sarà un omaggio moderno al San Sebastiano dipinto da Andrea Mantegna, capolavoro del Rinascimento che ha ispirato generazioni di artisti. L’opera originale, celebre per la sua drammaticità e intensità espressiva, verrà rielaborata da Rosk con uno sguardo attuale, inserendosi così in un processo di rigenerazione urbana e identitaria, dove la tradizione dialoga con l’arte pubblica e contemporanea.
Il progetto punta a valorizzare il territorio di Melilli attraverso interventi artistici di forte impatto visivo e simbolico, portando l’arte tra le strade e nei luoghi del quotidiano, per coinvolgere la cittadinanza e restituire nuova vitalità agli spazi urbani.




Traffico e disagi, in soccorso arriva la navetta per Ortigia dall’area sosta Elorina

Da sabato 3 maggio, ritorna il servizio navetta che collegherà l’area di sosta via Elorina con il centro storico Ortigia. Sarà operativo solo nelle giornate di venerdì, sabato, domenica e nei festivi, con una frequenza di 20 minuti. Dalle 17 alle 2 del giorno successivo si potrà lasciare l’auto in sosta per poi raggiungere Ortigia con la navetta, evitando i disagi legati alla limitazione del traffico e contribuendo a una mobilità urbana più fluida.
La sosta nell’area di partenza è gratuita, mentre la navetta rientra nel circuito del trasporto pubblico locale. Il costo del biglietto, acquistabile nelle rivendite ed anche on line, è identico a quello della rete urbana, e cioè 1,20 euro. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito istituzionale del Comune o contattare l’Ufficio Mobilità.
L’invito dell’amministrazione è quello di utilizzare il servizio, che consente di raggiungere il centro storico senza congestionare il traffico cittadino, contribuendo a rendere la nostra città più vivibile, sostenibile e ordinata.




Melilli ospita la regista Jessica Woodworth e il cast del film Luka all’ECO EXPO 2025

In occasione dell’Eco Expo Melilli Terrazza degli Iblei, in programma dal 9 all’11 maggio, la Fondazione Museo Pino Valenti da Melilli, con il sostegno dell’Assemblea Regionale Siciliana, si prepara ad accogliere degli ospiti d’eccezione: la regista belga-americana Jessica Woodworth e alcuni tra componenti del team creativo del film Luka.
Il lungometraggio è liberamente ispirato a Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati. Opera intensa, racconta la storia di un giovane soldato alle prese con le regole ferree del Forte Kairos, ultimo baluardo di un mondo in disfacimento. Tra sacrificio e disciplina, Luka troverà umanità nell’amicizia con due compagni fuori dagli schemi. Il film è stato girato in parte presso la Pirrera Sant’Antonio di Melilli, location che ne ha esaltato l’impatto visivo.
Selezionato in prestigiosi festival come il Rotterdam International Film Festival 2023 e il Torino Film Festival, Luka rappresenta un esempio virtuoso di cinema d’autore internazionale che incontra e valorizza il territorio siciliano.
Il film verrà proiettato in piazza San Sebastiano nella serata di venerdì 9 maggio, dopo un incontro presso l’aula consiliare, previsto alle 19. Insieme al sindaco di Melilli, Giuseppe Carta, al presidente della Fondazione, Rosario Cutrona, anche Virginie Surdej (direttrice della fotografia), Eka Bichinashvili (costumista), Sabina Christova (scenografa), Jan Bijvoet (attore protagonista) e Mira Staleva (produttrice e direttrice esecutiva)
L’incontro tra cultura cinematografica e identità locale sarà uno dei momenti clou dell’ECO EXPO Melilli, nel segno della bellezza, della memoria e della promozione delle eccellenze del territorio.




Silvana Gambuzza nominata delegata provinciale Coni di Siracusa

Silvana Gambuzza è la nuova delegata provinciale Coni di Siracusa. Lo ha deciso il pesidente regionale del Comitato Olimpico Nazionale, Enzo Falzone. Succede a Liddo Schiavo e porta con sé una lunga e prestigiosa esperienza nel mondo dello sport, sia a livello federale che associativo.
Silvana Gambuzza, 60 anni, è figura di riferimento nel panorama sportivo locale e regionale: per due mandati ha ricoperto la carica di presidente regionale della FICK (Federazione Italiana Canoa Kayak), è stata componente della giunta regionale CONI ed è da decenni alla guida del Canoa Club Siracusa. A questo si aggiunge l’impegno come Presidente provinciale del Panathlon Club Siracusa, di cui oggi è Past President.
“Porterò al servizio delle società tutta la mia esperienza – dichiara la neo delegata – puntando soprattutto a un dialogo maggiore e aperto con ogni soggetto, scuola ed ente che vorrà interfacciarsi con i nostri uffici. La nostra idea è quella di creare un vero e proprio gruppo di lavoro che sia di riferimento per le società sportive, accompagnandole nel loro percorso di crescita e sostenendole nelle attività. Vogliamo essere finalmente presenti e vicini al territorio, come purtroppo non è stato negli ultimi anni”.




Più imprese e occupati nei settori innovativi, il dinamismo della provincia di Siracusa

Il primo trimestre del 2025 ha confermato una netta ripresa dell’economia siciliana, trainata dai settori più innovativi: digitale, energetico ed ecologico. Mentre in Italia si registra complessivamente un calo di 3.061 imprese, la Sicilia si contraddistingue come la seconda regione a livello nazionale per vitalità imprenditoriale, con un saldo positivo di 712 aziende nate rispetto a quelle cessate. Un dato in netto contrasto rispetto a gennaio–marzo 2024, quando il bilancio regionale si era chiuso con –9.338 attività. A fornire i dati è l’osservatorio economico di Unioncamere Sicilia.
Il tessuto produttivo siracusano è al centro di questa ripresa: con un saldo positivo di 203 nuove imprese registrate tra gennaio e marzo, la provincia di Siracusa è al secondo posto nell’isola tra i territori più dinamici, dopo Palermo (+310), seguita da Catania (+186), Agrigento (+62) e Trapani (+49). Questo risultato è in gran parte merito delle iscrizioni nei settori innovativi, che hanno beneficiato delle politiche di transizione ecologica e digitale promosse a livello regionale e nazionale.
Anche l’occupazione fa segnare cifre positive: in Sicilia gli addetti sono cresciuti di 4.432 unità rispetto al primo trimestre dello scorso anno, passando da 1.206.865 a 1.211.297. Il dato siracusano conferma l’effetto moltiplicatore delle nuove imprese: imprese giovani e tecnologiche che non solo creano posti di lavoro, ma alimentano un circuito virtuoso di sviluppo locale.
Secondo Giuseppe Pace, presidente di Unioncamere Sicilia, “l’Isola sta sapendo reagire all’impatto dei dazi USA grazie a un efficace coordinamento tra le politiche regionali e gli interventi nazionali”. In particolare, le risorse del PNRR territorializzate, la rimodulazione dei fondi di coesione e gli incentivi della ZES unica del Sud hanno offerto “un contesto favorevole per l’innovazione produttiva”.
Guardando al resto del 2025, Santa Vaccaro, segretario generale di Unioncamere Sicilia, prevede un’ulteriore spinta del settore turistico, favorita dagli eventi culturali in programma e dagli investimenti infrastrutturali. Anche Siracusa, con il suo patrimonio storico, naturalistico ed enogastronomico, sarà protagonista di questo rilancio, confermando la propria capacità di attrarre nuove imprese e talenti in grado di valorizzare le tipicità del territorio.




Violenza giovanile, i più fragili sono ormai “bersaglio”. La crisi educativa esplode a Siracusa

Due episodi scuotono profondamente la comunità siracusana: sabato sera, l’aggressione a una ragazzina da parte di un gruppo di coetanei ad Avola; oggi, la scoperta delle crudeli violenze inflitte da cinque diciassettenni di Siracusa a un anziano solo. Due fatti distinti eppure legati da un inquietante filo rosso: una violenza gratuita, insensata, esercitata da giovani contro i più fragili. È il segnale evidente di una crisi educativa che non possiamo ignorare fingendo che non esista o che riguardi un altro territorio, un’altra società.
Liquidare questi terribili episodi come dei casi isolati sarebbe un errore di proporzioni indicibili. Sono i segnali evidenti di un malessere profondo, silenzioso ma presente e che si annida nelle pieghe della nostra società. Le agenzie educative tradizionali — scuola, famiglia, chiesa — sembrano oggi smarrite, incapaci di parlare la stessa lingua e di tracciare un percorso comune. L’autorità genitoriale è spesso fragile, compromessa da modelli di vita frenetici, dalla necessità di lavorare entrambi e da una dipendenza collettiva dalla tecnologia. La scuola, sovraccarica e spesso messa in discussione dagli stessi genitori, fa il possibile ma non basta.​
Intanto, i social media e la televisione offrono modelli alternativi, spesso tossici: l’arroganza elevata a forma di successo, la prevaricazione come stile comunicativo, la mancanza di empatia come cifra del potere. I ragazzi si formano in questa “giungla” digitale, privi di filtri e senza gli strumenti per capire cosa è giusto e cosa è sbagliato, dove sta esattamente la linea che demarca e divide il bene dal male. In questo, gli adulti abdicano al loro ruolo educativo.
La società cosiddetta moderna non aiuta. Dove sono finiti gli strumenti sociali di supporto alla genitorialità? Quando è che abbiamo smesso di “fare comunità”?​ In molte famiglie, i figli si crescono da soli. Passano le giornate davanti agli schermi, costruendo relazioni virtuali e spesso malsane, mentre i genitori — stressati, disorientati, stanchi — faticano a imporre regole o anche solo ad offrire un’alternativa. La domanda, provocatoria ma necessaria, è: serve una “patente di genitorialità”? Forse, se intesa come momento di formazione obbligatoria, per fornire nuovi strumenti per affrontare crisi valoriali specchio dei tempi.​
La realtà è che educare è un compito difficile e continuo. E chi lo affronta – i genitori in primis – ha bisogno di strumenti, di tempo, di comunità. E invece le famiglie vengono lasciate sole, senza punti di riferimento. Prendiamo sport, un tempo valvola di sfogo e scuola di disciplina; oggi è sempre meno praticato — non solo per motivi economici – ma per l’incapacità di promuovere stimoli positivi nei giovani, mentre mancano strutture ed accompagnamento verso una pratica sportiva accessibile per tutti.​
L’altro lato del problema riguarda poi chi subisce la violenza: gli anziani, spesso soli, invisibili, dimenticati. Viviamo in palazzi in cui non conosciamo il vicino di casa, in città dove non ci si ferma più a guardare negli occhi il compagno di banco o il collega in difficoltà. L’individualismo ha vinto sulla solidarietà, l’efficienza ha divorato l’empatia. E così, anche l’indifferenza diventa complice.​
Ripartire si può. Serve però uno scatto collettivo, un’assunzione di responsabilità a tutti i livelli. Servono genitori messi nelle condizioni di essere più presenti, anche a costo di cambiare priorità governative. Servono scuole più forti, sostenute, riconosciute come cuore della comunità anche a costo di sacrificare la retorica ipocrita del perbenismo e del benaltrismo. Serve una politica che investa su presìdi educativi, sport, associazionismo, cultura. Serve soprattutto una società che torni a vedere l’altro, ad intervenire per dire “stai sbagliando”, che sappia fare la cosa giusta quando succede qualcosa di grave.​
E infine, serve ricostruire un senso di appartenenza: tornare a sentirsi parte di qualcosa, per prendersi cura l’uno dell’altro. Perché nessun ragazzo nasce bullo, nessun anziano merita l’abbandono e nessuna ferita sociale guarisce da sola.




Agghiacciante violenza ai danni di un anziano, cinque minorenni finiscono in comunità

Eseguita nelle prime ore del mattino l’ordinanza del collocamento in comunità, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale per i Minorenni di Catania, nei confronti di cinque diciassettenni originari di Siracusa. Sono accusati di atti persecutori, violazione di domicilio e danneggiamento aggravato in concorso, ai danni di un anziano signore.
La delicata attività investigativa ha tratto origine dall’intervento effettuato nei primi giorni del mese di gennaio 2024 dalle Volanti presso l’abitazione dell’uomo. L’anziano riferiva agli agenti che, da circa sei mesi, subiva angherie continue da parte di un gruppo di giovani che, quasi ogni notte, si recavano presso la sua abitazione, diventata il loro punto di ritrovo. Non riusciva ad opporre resistenza alle condotte poste in essere dal gruppetto, anche in considerazione dell’atteggiamento sempre più aggressivo tenuto dai giovani.
I ragazzi, infatti, avevano manomesso la porta di ingresso dell’abitazione dell’anziano, così da potervi accedere liberamente e, nel corso di un ampio lasso temporale, avevano video ripreso l’anziano. E lo molestavano abbassandogli i pantaloni e rasandogli i capelli a zero con un rasoio elettrico.
Non solo, per mero divertimento avevano dato fuoco ai suoi effetti personali, versando anche una bottiglia di cloro per casa.
Una sequenza di violenze continue e continuate, con i 17enni che rimaneva in casa dell’anziano senza permesso fino a notte fonda. L’uomo veniva deriso, costretto a consumare sostanze stupefacenti fino a farlo star male e obbligato a dormire su una sedia. In un’occasione gli indagati allegavano casa e appiccavano fuoco a quattro sacchi dell’immondizia che l’anziano teneva in cucina.
Gli investigatori della Squadra Mobile, sotto l’attenta direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Catania, hanno svolto un’accurata attività investigativa, riuscendo ad acquisire elementi di riscontro rispetto a quanto narrato nelle denunce sporte dall’anziana vittima.




Episodi di violenza, il sindaco Italia: “Indifferenza e crudeltà non prendano sopravvento”

“Condanno con fermezza e profondo sdegno quanto accaduto ai danni di un anziano concittadino, vittima di una brutale e ripetuta violenza da parte di un gruppo di minorenni. Una vicenda che ci ferisce profondamente come comunità, perché colpisce chi dovrebbe essere tutelato e rispettato con maggiore attenzione. Nel leggere le modalità con cui questo accanimento si è espresso, il pensiero corre anche ad un altro episodio che ha recentemente turbato la nostra città: l’uccisione vigliacca e insensata della cagnolina di quartiere Timida. C’è un filo che unisce questi gesti: la perdita del senso del limite, dell’empatia, del rispetto per la vita e per la fragilità altrui. È una deriva che non possiamo ignorare, che dobbiamo affrontare non solo con gli strumenti della giustizia, ma anche con un forte impegno educativo e culturale”. Lo dice il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, commentando la notizia dei 5 giovani finiti in comunità in coda ad una storia di terribile violenze contro un anziano solo.
“Siracusa è una città che ha nel rispetto e nella cura i propri fondamenti civili. Non possiamo permettere che l’indifferenza o la crudeltà prendano il sopravvento. E oggi più che mai, dobbiamo lavorare insieme – istituzioni, scuole, famiglie, cittadini – per riaffermare questi valori e proteggere ciò che ci rende umani”.