La Sea Watch ricorre alla Corte Europea dei diritti umani. Video messaggio da bordo

“Un immenso grazie. Per favore continuate così”. Sono le parole con cui si chiude il video messaggio partito dalla Sea Watch. A parlare, in inglese, è Kim, il capomissione. “Grazie alla gente di Siracusa e grazia anche al sindaco per la solidarietà mostrata verso la nostra situazione”.Il video è stato pubblicato sulla pagina twitter della Ong tedesca. Lo stesso strumento social è stato utilizzato per comunicare il ricorso alla Corte Europea dei diritti umani. “Chiediamo alla Corte se il governo italiano, impedendo lo sbarco, stia violando i diritti fondamentali delle persone soccorse da Sea-Watch 3”. Richieste “misure urgenti” per porre fine allo stallo. Ad assistere Sea Watch 3 è lo staff legale di Mediterranea, altra ong.




Siracusa. La sfida di Cafeo: “Salvini sia coraggioso e salga a bordo della Sea Watch”

“Invito il ministro Salvini e la sua collega alla Sanità, Giulia Grillo, a salire a bordo della SeaWatch 3”. Il deputato regionale del Pd, Giovanni Cafeo, si rivolge direttamente agli esponenti del governo. “Vengano a verificare di persona la situazione, in particolare quella sanitaria e psicologica, definita proprio dalla titolare del dicastero alla Sanità, peraltro medico, ‘al massimo leggermente stressante’, inaugurando così un nuovo metodo di diagnosi, ossia quello da remoto per titoli di giornale”. Il deputato regionale, questa mattina in Procura a Siracusa insieme al presidente del Pd, Matteo Orfini, e Maurizio Martina, lancia la sfida. “Sono convinto che entrambi i rappresentanti del nostro coraggioso governo non avranno certo il timore di affrontare 47 esseri umani alla deriva, per rendersi conto finalmente di come la propaganda politica possa diventare aberrante se fatta sulle spalle dei più deboli, cavalcando le irrazionali paure delle masse per pure finalità elettorali”.




Siracusa. L’arresto di Michele Cianchino, in un video l’ingresso del covo

In un video dei Carabinieri di Siracusa, alcuni fotogrammi svelano l’ingegnoso ingresso del covo utilizzato da Michele Cianchino considerato esponente di spicco del clan Bottaro Attanasio. Era sfuggito all’arresto già in un paio di circostanze. Ma quest’ultima irruzione lo ha sorpreso e nulla ha potuto fare per evitare la cattura.
Attraverso un armadio in cucina, con un sistema a doppia porta si accedeva al cunicolo che conduce nel “covo”. Dove i carabinieri hanno sequestrato una pistola pronta all’uso.




Irruzione nel covo di Michele Cianchino, latitante di spicco del clan Bottaro-Attanasio

Era latitante da settembre dello scorso anno. Ma non si era allontanato mai dalla sia città. I carabinieri hanno arrestato Michele Cianchino in una abitazione di via Principato di Monaco. Il 36enne è considerato elemento di spicco del clan “Bottaro-Attanasio”. Doveva scontare 4 anni e 10 mesi di reclusione dopo la condanna per estorsione aggravata dall’agevolazione al clan mafioso di appartenenza.
Nella casa siracusana aveva realizzato un vero e proprio covo: vi si accedeva da dietro un armadio della cucina, attraverso un piccolo accesso con una doppia porta. All’interno del nascondiglio, i carabinieri hanno trovato anche una pistola a salve tipo beretta modello 92, modificata con la sostituzione della canna. Era pronta all’uso e corredata di cartucce calibro 9.
Nel corso dell’operazione, sono stati arrestati per favoreggiamento personale anche due conviventi incensurati che vivevano nella stessa abitazione di via Principato di Monaco, poiché gli stessi. Ne avrebbero favorito la latitanza.
Cianchino è stato condotto a Cavadonna. Domiciliar per la coppia che divideva la casa con l’uomo.




Siracusa. Cecile Kyenge vuol salire a bordo della Sea Watch: “porto solidarietà”

L’eurodeputata Cecile Kyenge, ex ministro del governo Letta, ha raggiunto questa mattina il porto rifugio di contrada Targia. Anche lei è pronta a violare l’ordinanza che interdice la navigazione nei pressi della Sea Watch. Lo conferma in diretta su Fm Italia: “voglio salire a bordo, voglio portare la mia solidarietà”, spiega al telefono. Per la visita a bordo della nave dell’ong tedesca sono stati indagati Maurizio Martina e Matteo Orfini, saliti ieri a bordo. “Ne sono al corrente”, si limita a commentare. “In Europa stiamo discutendo di modifiche al trattato di Dublino ma il governo italiano continua a smarcarsi. C’è larga convergenza dei paesi europei per una revisione delle regole”, spiega ancora l’ex ministro che ieri ha partecipato al presidio degli attivisti e delle associazioni in largo XXV Luglio. “Grazie al sindaco e grazie a quella parte di Siracusa che continua a manifestare civiltà. Serve resistenza civile, dentro e fuori le istituzioni. I migranti devono subito essere sbarcati ma le regole europee vanno riviste”. A breve intervista con Cecile Kyenge.




Sea Watch, sbarco a Siracusa: Salvini, “solo se andranno poi in Olanda o Germania”

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, apre allo sbarco dei migranti della Sea Watch a Siracusa ma pone una rigida condizione: “dovranno andare subito in Germania o in Olanda”. Se dovesse arrivare una simile garanzia, Salvini darà l’autorizzazione all’attracco della imbarcazione Ong. Germania e Olanda vengono chiamate in causa perchè la prima è lo stato di appartenenza dell’organizzione umanitaria mentre la seconda è la nazione di cui la nave batte bandiera. “In Italia abbiamo già accolto e speso anche troppo”, ha ribadito Salvini alle agenzie.
Difficilmente i due paesi europei daranno riscontro positivo.




Siracusa. Il medico della Sea Watch: “temo gesti autolesionistici a bordo”

“La situazione psicologica dei migranti a bordo si deteriora ogni giorno di più”. Il medico della Sea Watch ha scritto nella notte alle autorità locali, raccontando come la convivenza forzata in spazi angusti, prolungata nel tempo, stia gravemente pesando sull’equilibrio degli uomini che guardano verso la terraferma in attesa di buone notizie. Parlano lingue diverse, vengono da diverse zone dell’Africa subsahariana e da una decina di giorno sono bloccati sulla nave.
“Da 48 ore uno di loro rifiuta il cibo, ha smesso di mangiare. Molti si nutrono a stento e presentano evidenti segni di instabilità emotiva”, scrive ancora il medico di bordo della Sea Watch. Nelle sue parole emerge anche una paura: “sono in difficoltà nella gestione psicologica del gruppo e in queste condizioni non posso escludere gesti di autolesionismo”.

foto: Il Tempo




Siracusa. Matteo Orfini in procura, esposto contro il governo. “Violata la legge”

Lo aveva annunciato ieri sera e questa mattina il presidente del Pd, Matteo Orfini, si è recato in Procura a Siracusa per presentare un esposto contro il governo, sulla gestione del caso Sea Watch. “Sono ancora a Siracusa e ho appena depositato un esposto per segnalare le gravi violazioni della legge commesse a nostro avviso dal governo”, ha scritto su twitter. Ad accompagnarlo c’era anche il parlamentare Fausto Raciti. Con l’avvocato Giuseppe Calvo si sono recati dal procuratore Scavone per depositare il loro esposto.
Ieri Orfini era salito a bordo della Sea Watch insieme a Maurizio Martina ed entrambi sono adesso indagati per aver violato il dispositivo di polizia che vietava l’avvicinamento all’imbarcazione della Ong.




Siracusa. Dopo la tragica sorpresa, si bonifica la piazzetta davanti alla Vittorini

Dopo la tragica scoperta del copro senza vita di un uomo di 54 anni da parte di alcuni ragazzi della scuola Vittorini, sono cominciate questa mattina le operazioni di pulizia e discerbamento della piazzetta davanti all’istituto scolastico. E si pensa finalmente anche a come ridare decoro all’adiacente area archeologica (una latomia di superficie) divenuta purtroppo ricettacolo di tossicodipendenti come testimonia le decine di siringhe presenti nella zona.
I piccoli studenti che hanno avvistato ieri il cadavere stanno bene. “Sono sereni”, conferma la dirigente scolastica Pinella Giuffrida. Hanno subito parlato con un professore, quasi incredulo circa il racconto (“C’è un morto di fronte alla scuola”). Dopo l’arrivo delle forze dell’ordine sono stati seguiti da personale della scuola, fino all’arrivo dei genitori. “Sembrava stesse pregando”, ha raccontato uno dei ragazzini.
Sul posto, una volta che si è sparsa la notizia, è immediatamente arrivato il sindaco Francesco Italia. Dopo una concitata chiamata con gli uffici competenti, l’area da bonificare è stata inserita nella lista dei siti che manutenzionati regolarmente dal settore verde pubblico. Ma la scuola chiede anche illuminazione e la chiusura del varco di accesso all’area archeologica, mettendosi a disposizione con sue risorse per realizzare un progetto di cura del verde coinvolgendo anche gli studenti. Ed anche su questo sono cominciate le operazioni preliminari per la realizzazione delle opere richieste.
Il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Paolo Cavallaro, polemizza. “Finalmente ci si è accorti di via Regia Corte. Da mesi segnalo agli uffici competenti la situazione, come sempre ci vuole una disgrazia per ottenere attenzione”, spiega. “L’area archeologica è di proprietà del Comune di Siracusa e la stessa Soprintendenza lo invitava a mantenere l’opportuno decoro dei resti archeologici presenti nell’area in questione. Già innumerevoli volte sono intervenuto per la pulizia della strada dove tossicodipendenti quasi quotidianamente lasciano per terra siringhe, tra l’altro con ago scoperto. Già diverse volte sono intervenuto per chiedere l’illuminazione della strada; anche l’area a verde di fronte la scuola era una volta fornita di impianto di illuminazione, rimosso da tempo. Oggi il sindaco di Siracusa si accorge dell’esistenza di Via Regia Corte – insiste Cavallaro – ci auguriamo che l’area archeologica, dentro la quale parecchi anni fa furono installate giostrine per bambini ancora dentro esistenti seppur ovviamente inutilizzabili, venga presto bonificata e soprattutto chiusa, visto che il cancello di ingresso è divelto da parecchi anni”.




Frana sulla provinciale Cassaro-Ferla, dalla Regione 200mila euro per le paratie

Oltre 200 mila euro per mettere sicurezza il costone roccioso sovrastante la provinciale 45 Cassaro – Ferla. La strada è chiusa dallo scorso 3 dicembre, dopo una paurosa frana. Il Dipartimento regionale delle Infrastrutture accelera così per i lavori di somma urgenza: in particolare posizionamento di paratie per bloccare una ulteriore caduta di massi sull’asse stradale.
A darne notizia è l’assessore regionale Edy Bandiera: “Abbiamo mantenuto un impegno preso con le comunità interessate, che consentirà di porre fine ai gravi disagi determinati dalla chiusura della strada e di eliminare il pericolo per l’incolumità pubblica e privata. Desidero fare un plauso al collega Marco Falcone, per la celerità e l’attenzione che ha dedicato a questa vicenda, si tratta di un’arteria viaria fondamentale per le comunità di Cassaro e Ferla, oltre che per le aziende agricole e non, del territorio”.