Pachino. Canile comunale per 53 randagi, partiti i lavori

Avviati i lavori per il canile municipale di Pachino. “Un risultato storico – ha affermato l’assessore al Welfare locale e alla Sanità, Santina Baglivo – per la nostra comunità e per tutti gli amanti degli amici a quattro zampe”. Ieri è partito il cantiere nel terreno di proprietà comunale di contrada Coste, sulla provinciale Pachino-Rosolini, in cui troveranno posto 53 cuccioli randagi. I lavori sono svolti dalla ditta Laika di Castiglione del Lago, in provincia di Perugia e costeranno 186 mila euro. “Un progetto – ha dichiarato l’assessore ai Lavori pubblici, Gianni Scala – frutto della sinergia tra uffici comunali: Welfare e Tecnico. L’obiettivo che ci siamo prefissati realizzando la nuova opera è duplice: frenare il fenomeno del randagismo dando una casa accogliente e sicura ai nostri animali, dall’altra parte ridurre notevolmente i costi per ospitare i randagi”.




Siracusa. Il console generale del Marocco in Sicilia incontra il prefetto

Il prefetto di Siracusa, Giuseppe Castaldo, ha ricevuto questa mattina il console generale del Regno del Marocco a Palermo. Nel corso del cordiale incontro, il console ha manifestato grande interesse per il territorio siracusano e la sua economia. Il prefetto ha condiviso l’importanza di ogni iniziativa che favorisca interscambi culturali fra i due Paesi anche in considerazione della presenza di cittadini marocchini che vivono in questa provincia.




Zona Industriale, l'allarme di Legambiente: "problema enorme se si ferma Ias"

Il depuratore consortile finisce sul banco degli imputati. La dura relazione tecnica redatta dal Comune di Priolo in collaborazione con Arpa e Libero Consorzio ha messo nero su bianco tutte le criticità dell’importante impianto della zona industriale. Tra autorizzazioni mancanti e condizioni strutturali da manutenzione straordinaria urgente, emerge la volontà di trattare il depuratore come un vero impianto industriale, con tanto di richiesta di Aia e Bat per contenere le emissioni.
A seguire con grande interesse l’intera vicenda è Legambiente. Dall’associazione ambientalista, Enzo Parisi fa innanzitutto notare il grave silenzio della Regione che dell’impianto è socio di maggioranza. “Emerge con chiarezza la necessità di adeguare i processi tecnici e le strutture. Da Palermo devono affrontare subito la questione, devono trovare i soldi per gestire e ammodernare il depuratore consortile. Se va in tilt o si ferma – avverte Parisi – si ferma la zona industriale. E il problema diventa enorme”.
L’impianto venne costruito con fondi della Cassa del Mezzogiorno, nel corso dei primi anni 80, sull’onda della coraggiosa attività del pretore Condorelli. La maggioranza della proprietà è regionale poi altri soci pubblici sono i Comuni di Siracusa, Priolo e Melilli a cui si uniscono i soci privati (le industrie). “Legambiente denuncia da anni l’assenza di investimenti e manutenzione, mentre i cda che si sono succeduti non hanno mai forse capito cosa stava accadendo. Oggi l’imperativo è tagliare le spese politiche e far funzionare l’impianto. Il depuratore è vitale”.
Le industrie stanno intanto pensando alla costruzione di un proprio depuratore privato, “ma sarebbe grave perdere questo importante strumento che segnò un primo punto per la battaglia ambientalista nel nostro territorio. Prima i reflui venivano direttamente sversati in mare ad Augusta”, ammonisce e ricorda l’esponente di Legambiente.
Da ambientalista impegnato quale è, Parisi confida un suo grande rammarico. “In tutti questi decenni non siamo riusciti a costruire alternative all’industria. Non abbiamo costruito nulla per sostituire queste produzioni ad alto impatto ambientale. Per quanto oggi sia stato ridotto quell’aspetto, rimangono le conseguenze su ambiente e persone”. Poi l’appello, “facciamo manutenzioni, facciamo funzionare l’Ias”.




Eligia Ardita, attesa per la sentenza: la difesa di Leonardi chiede i domiciliari

Ultima udienza nel processo di primo grado a carico di Christian Leonardi, accusato di aver ucciso il 19 gennaio 2015 la moglie Eligia Ardita, all’ottavo mese di gravidanza. A prendere la parola è stato il collegio difensivo dell’imputato, assente in aula. Per lui il pm Scavone aveva chiesto la condanna all’ergastolo per omicidio volontario pluriaggravato.
Ma per gli avvocati Vera Benini e Felicia Mancini, il loro assistito andrebbe assolto perchè innocente. Chiesti anche i domiciliari in un luogo segreto se dovesse essere riscontrato dalla Corte il venir meno delle esigenze cautelari. “Non c’è la prova certa che sia stato lui ad uccidere la moglie”, la tesi difensiva che punta su incongruenze tra diverse testimonianze e le convulse fasi dei soccorsi, scattati dopo la richiesta di aiuto al 118 dello stesso Leonardi.
Nel corso dell’arringa difensiva, i familiari di Eligia Ardita hanno abbandonato l’aula mentre veniva contestata anche la stessa definizione di femminicidio per il caso in esame.
Dalla pubblica accusa e dai legali della famiglia Ardita rigettate le richieste della difesa di Leonardi. Sale la tensione in vista della sentenza di primo grado, prevista per il 5 dicembre.




Proposta di legge anti-miasmi, Pasqua: "Simage per individuare chi inquina"

Prendere spunto dal Veneto ed applicare anche in Sicilia il sistema Simage per garantire la qualità dell’aria in zone altamente industrializzate. La proposta è del deputato regionale Giorgio Pasqua (M5s) che ha preparato un apposito disegno di legge “per ridurre gli attacchi alla salute dei cittadini”.
Il Simage serve, a costo zero, per monitorare chi, con cosa e da dove si sta inquinando. “La Regione Siciliana non perda più tempo, mentre i governi regionali degli ultimi 20 anni cincischiano la gente continua a morire di tumore. Musumeci decida da che parte stare, se da quella delle vittime o dei carnefici”, le parole di Pasqua che della proposta di legge è primo firmatario.
Simage sta per Sistema Integrato per il Monitoraggio Ambientale e la Gestione delle Emergenze, ossia un sistema di prevenzione ed intervento finalizzato a gestire il rischio industriale ed eventuali situazioni di emergenza nelle aree industriali. Il suo scopo è quello di garantire la sicurezza delle aree attraverso il rilievo tempestivo di anomalie negli stabilimenti industriali da cui possono scaturire incidenti e la consequenziale gestione delle emergenze. Possibile grazie all’analisi ed alla trasmissione in tempo reale delle informazioni raccolte dagli stabilimenti industriali e da centraline di rilevamento degli enti di controllo e messi a disposizione della popolazione sul web come open data, minuto per minuto. “Ci sono troppe aree della Sicilia – spiega Pasqua – dove si muore per tumori, malattie degenerative, malattie respiratorie acute e malattie dell’apparato digerente. In zone come Priolo che peraltro è la mia città, Melilli, Augusta, Siracusa ma anche Gela e Milazzo, ogni giorno si registrano nuovi casi di tumore o altre malattie devastanti. Ebbene, un sistema monitoraggio costante e scientifico serve a proteggerli dai fumi tossici attraverso un sistema di prevenzione. Con questo sistema – spiega ancora Pasqua – possiamo scoprire chi, con cosa e da dove parte la fonte di inquinamento. Per semplificare, possiamo paragonarla ad una stazione meteo dell’inquinamento in grado di registrare tempestivamente le anomalie della qualità dell’aria”.




Siracusa. Misteriosa sparizione: dove sono gli angioletti in bronzo del Pantheon?

Gli angioletti in bronzo non ci sono più. Al momento sono “spariti” e non ancora ufficialmente “rubati”. Ma va da sè che non si sono spostati da soli. Decoravano i lastroni esterni del Pantheon, dedicati al milite ignoto. Ad accorgersi della misteriosa scomaprsa è stato Alberto Moscuzza, presidente dell’associazione Lamba Doria che si occupa della storia bellica. “Risalgono al 1937 e venne Mussolini in persona per l’inaugurazione del Pantheon. Adesso sono scomparsi, probabilmente rubati. Presenterò un esposto ai carabinieri mi auguro che anche il Comune faccia lo stesso”, racconta arrabbiato per l’accaduto. Anche dalla parrocchia pare nessuno sappia niente. Escluso un restauro.
Purtroppo non è il primo caso simile, a Siracusa. Rubata una intera statua in bronzo dal parco della ciclabile, rubato il piccone di una statua al monumento ai caduti, ottoni vari al cimitero ed altri piccoli ma fastidiosi episodi.




Siracusa. Differenziata, la raccolta sfiora il 28%

In riferimento ai dati diffusi da Cittadinanzattiva, il Comune di Siracusa ha precisato che la percentuale di raccolta differenziata, secondo i dati ufficiali relativi al mese di settembre 2018 riportati dal sito della Regione Siciliana, è del 27,9 per cento. “Solo due punti in meno rispetto alla soglia minima indicata dalla Regione”, spiega la nota di Palazzo Vermexio con cui si contesta lo striminzito 2,8 per cento (riferito al 2017) riportato da Cittadinanzattiva, lontano peraltro da quello ufficiale della Regione per lo stesso anno che è dell’8,58 per cento.
“Nel corso del 2018 a Siracusa si sta progressivamente implementando il servizio di raccolta porta a porta, non ancora esteso a tutti i quartieri, per cui le percentuali di differenziata sono in crescita mese dopo mese”, appuntano ancora dal Comune.
“Questo in un quadro di riferimento regionale che presenta profili di incertezza e in attesa che il Comune possa aggiudicare, dopo i pronunciamenti della giustizia amministrativa, in via definitiva il servizio di raccolta rifiuti porta a porta in città”.
Dal primo dicembre, intanto, cambia la guida del servizio. Igm lascia il posto al nuovo gestore: Tekra.




Siracusa. Multe: dove finiscono i soldi? "Con modifica al Codice, obbligo trasparenza"

Ha una genesi siracusana la proposta di legge di modifica del Codice della Strada in discussione in Parlamento. Non solo perchè uno dei primi firmatari è il deputato siracusano (M5s) Paolo Ficara ma soprattutto perchè una misura in particolare deriva da un’anomalia riscontrata anche a Siracusa dallo stesso Movimento. La misura in questione è quella che punta a rendere davvero trasparente come i Comuni utilizzino i proventi delle multe stradali pagate dai cittadini.
“Che fine facciano quelle somme ora i cittadini potranno scoprirlo grazie ad una misura inserita dal Movimento 5 Stelle nella proposta di legge di modifica del Codice della Strada”, annuncia Paolo Ficara. “Fino ad oggi era difficile sapere e capire come venivano utilizzate le somme incassate con le contravvenzioni. Adesso sarà possibile garantire che questi soldi vengano reinvestiti dal Comune in sicurezza stradale”, spiega il componente siracusano della Commissione Trasporti della Camera.
“Per legge, almeno il 50% deve andare a finanziare interventi su manto stradale, segnaletica, piste ciclabili e prevenzione. Grazie alla misura inserita all’interno della nostra proposta di legge di modifica del Codice della strada, la trasparenza totale sull’uso dei proventi derivanti dalle multe stradali sarà resa obbligatoria”, spiega ancora Ficara. “I cittadini devono sapere come vengono spesi i loro soldi. Per questo la nostra proposta di legge impone la pubblicazione dei dati in un’apposita sezione del sito del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La trasparenza nella pubblica amministrazione e’ un principio fondamentale da rafforzare oltre che un atto dovuto nei confronti dei cittadini ed un utilissimo strumento per incrementare la sicurezza sulle strade”, conclude Paolo Ficara.
L’obbligo della trasparenza trae spunto dal lavoro del giugno 2017 del meetup siracusano del Movimento 5 Stelle, lavoro portato aventi dallo stesso Paolo Ficara e Rino Mulè, referente del gruppo di lavoro sulla mobilità, dove fu analizzata la modalità di spesa dei soldi incassati dalle multe dal Comune di Siracusa, scoprendo che l’obbligo di destinare almeno il 50% dei proventi ad appositi capitoli di bilancio riguardanti la circolazione stradale presentava parecchie zone d’ombra. Entro il 31 maggio di ogni anno il tutto andava rendicontato al Mit, ma Palazzo Vermexio non ha mai ottemperato perchè “mancano i decreti attuativi”. Questa fu la risposta degli uffici. “Vero, ma solo nella parte relativa alle multe da autovelox e non per tutto il resto. Il sospetto é che l’amministrazione abbia utilizzato queste somme per coprire altri capitoli di bilancio”, ricorda il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle.




Palazzolo. Finanziati 850mila euro dalla Regione per un Municipio più "green"

Sono stati consegnati dal presidente della Regione i decreti di finanziamento per lavori di efficientamento e riduzione di consumi di energia primaria negli edifici pubblici dei Comuni di Palazzolo, Ferla, Sortino, Augusta, Francofonte e Cassaro. Sono le sei cittadine siracusane che hanno visto i loro progetti promossi ed ammessi nell’elenco dei 63 finanziati.
A Palazzolo sono andati 850.000 euro destinati a sostituire gli infissi, a lavori di coibentazione della copertura a falde, interventi sugli impianti di riscaldamento, introduzione di sistemi Bacs (sistemi di automazione e controllo dei parametri temperatura, umidità, ecc), sostituzione lampade con supporti a led e – ovviamente – l’installazione pannelli fotovoltaici. Sempre su questo settore, il Comune di Palazzolo ha presentato altri due progetti simili approfittando di una seconda “finestra” per questa misura.
Per Sortino, finanziamento di 700 mila euro. Per Ferla poco meno di 633mila, Francofonte 2,5 milioni di euro ed Augusta 2 milioni di euro.




Siracusa. Reddito di Cittadinanza, Svimez: beneficiarie 24.800 famiglie

Secondo una ricerca dello Svimez i nuclei potenzialmente beneficiari del reddito di cittadinanza a Siracusa e provincia sono 24.800 (in tutta la Regione 342.880). Il dato comprende tutte e tre le fasce di reddito previste con Isee da 0 a 9.000 euro. I dati esaminati sono quelli relativi alle dichiarazioni 2016. Alle famiglie con un componente vanno 780 euro, per le famiglie composte da due persone si parte dal valore medio di 1.092 euro cui applicare la cosiddetta scala di equivalenza. Nella stima, si considera che un 50% degli aventi diritto ha casa di proprietà mentre per l’altro 50% vedrebbe il sussidio decurtato di 280 euro di affitto figurativo. Questo per le famiglie da Isee in povertà assoluta.
Quando si passa alle classi di reddito superiori si ipotizza una distribuzione normale per cui il reddito medio annuo è rispettivamente di 1.500, 4.000 e 7.500 euro e quindi il reddito mensile di 123, 375 e 625. Il sussidio andrebbe a coprire la differenza tra reddito e soglia minima per ogni classe, spiegano dallo Svimez.